Napolitano voluto da Visco. Ora occhio ai risparmi

ignazio visco

Inciucio è fatto. Un golpe ammantato di legalità e riverito dall’intero arco di servi del sistema mediatico è servito. Giorgio Napolitano si è fatto rinominare Capo dello Stato per la seconda volta con un plebiscito di oltre 730 voti, garantiti dai gemelli siamesi Pdl-Pd. Il settennato del peggior presidente che la storia italiana ricordi, viene premiato con un bis acclamato pure da tanta stampa estera. L’aver firmato lodi alfano e porcherie indigeste di levatura golpista per una democrazia, ha fatto di Napolitano il garante comunista dei liberisti inciucisti alleati degli evasori fiscali. Il postribolo di attendenti del puttaniere di Arcore, hanno obbedito al diktat del capo votando tutti chini e proni lo stesso nome. Con Napolitano al Quirinale, la galera per un delinquente impunito imputato in processi di corruzione ed evasione fiscale (all’estero uno così marcirebbe in cella), si allontana. Prolunga così l’agonia sua e del suo partito-azienda assieme alla Lega piegata a 90 gradi. Entrambi sul cammino funebre del Pd. Intanto, con Napolitano al Quirinale senza nemmeno che si dimetterà (situazione inedita), i giochetti per mettere a ferro e fuoco l’Italia sono fatti.

Ci manca soltanto Giuliano Amato alla presidenza del Consiglio e siamo a posto. In questo senso, il disegnino lo ha suggerito Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, che ieri o ieri l’altro, ha sponsorizzato la rinomina di Napolitano alla platea di massoni presenti al vertice del Fondo Monetario internazionale di Washington, confidando che Napolitano garantirà “saggezza e rettitudine“. Visco non ha suggerito soltanto l’elezione bis. Ha cercato di rassicurare i banchieri presenti dettando le linee guida per il prossimo governo italiano. Punto primo: “Risanamento” con la promessa che “il debito italiano non potrà che scendere“. Come? Con l’agenda Monti! Senza alternative. In tal senso, Visco ha avuto man forte dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, secondo il quale “Cipro è un modello per eventuali salvataggi futuri dentro Eurolandia“. Tradotto: i correntisti italiani si preparino a contribuire a risanare i buchi delle loro banche rimettendoci i loro risparmi. Al fianco di Visco c’era pure il ministro dell’Economia italiano Grilli, omologo di Schaeuble, che annuiva come Stanlio faceva con Ollio. Ma per evitare che la corsa agli sportelli dei risparmiatori italiani si materializzi, è stato costretto a far finta di contrastare dicendo che “Cipro è un caso isolato e non può essere considerato un esempio“. Tradotto: io dico che non lo approvo così quando voi tedeschi assieme alla Ue lo imporrete, io me ne potrò lavare le mani. Grilli si è limitato a dire che “l’Italia non abbandonerà il rigore“. Ossia, se rigore vuol dire rubare i risparmi degli italiani, fatelo voi della Troika, che noi, nel frattempo, una scusa cercheremo di trovarla visto che per evitare il linciaggio ci basterà dire agli italiani che non potremo abbassare le tasse.

A questi scenari sono seguite le solite litanie della congrega di Washington, alla corte di Obama, che infatti si è subito complimentato con Napolitano per la rielezione. “Crisi grave“, “serve fiducia“, “ci vogliono investimenti per le imprese” ma sul come fare nessuno ha sfornato ricette, salvo una bugia. Ossia, quella di apprezzare l’apparente stabilità politica dell’Italia garantita dall’inciucio Berlusconi-Bersani-Monti-Napolitano, nel nome della “discontinuità nella continuità“, per dirla alla Scalfari. Infatti Schaeuble ha insistito: “Il coinvolgimento dei proprietari, dei possessori di bond e dei correntisti non assicurati deve essere la regola se una situazione finanziaria va in crisi“. La frecciata del ministro tedesco va alle banche amministrate come il Monte dei Paschi, in quanto “se non fosse così, non potremmo controllare il problema dell’azzardo morale di quegli istituti che, per fare grandi profitti, si prendono enormi rischi scaricando poi le perdite sulla collettività“. Insomma, il “modello Cipro” prospettato in Italia da Schaeuble, ricalca esattamente quello che un mese fa fece il presidente dell’Eurogruppo Heroen Dijsselbloem. Un modello che “serve a creare un kit di strumenti” al fine di “muoversi rapidamente verso l’unione bancaria europea“. A Cipro sappiamo com’è andata. I possessori di conti correnti superiori a 100 mila euro si sono visti decurtare i loro risparmi dei quattro quinti. In Italia non sono in molti ad avere tutti quei soldi sul conto. Dunque, è ipotizzabile che il prelievo forzoso avverrà per possessori di risparmi inferiori a quell’importo. E per quel ruolo sporco, l’imminente presidente del Consiglio golpista Giuliano Amato, ben si presta, visto che non sarebbe un esordiente in tal senso.

Nel 1992 impose il prelievo del 6 per mille per evitare il tracollo dello Stato. Oggi che quel tracollo è inevitabile, il delinquente di Arcore ride in aula alla nomina di Napolitano. Chissà se qualcuno gli ha insegnato che solitamente ride bene chi ride ultimo. Intanto se potete, vuotate i conti correnti e nascondete i soldi sotto il cuscino, visto che il giuramento di Napolitano avverrà subito lunedì (domani). Addirittura un mese prima della scadenza naturale del suo mandato (15 maggio) e in settimana (con la festa del 25 aprile di mezzo) Amato sarà nominato capo del governo. Un pacchetto unico in forma “fast”. Per loro non c’è tempo da perdere. Nemmeno per noi. Prepariamoci al peggio.

Condividi!

You can leave a response, or trackback from your own site.

3 Commenti a “Napolitano voluto da Visco. Ora occhio ai risparmi”

  1. sergio.andreoli ha detto:

    P.S. La trasmissione durante la quale e’ stata mostrata la lettera di Napolitano che affermava che secondo la Costituzione non era possibile il reincarico del Presidente della Rpubblica, era “IN ONDA” su LA7 TV.

  2. sergio.andreoli ha detto:

    Ho visto ieri in una trasmissione tv, un cronista che mostrava alle telecamere una lettera di Napolitano (indirizzata non ricordo a chi) datata due o tre giorni fa, in cui egli si proclamava non disposto a ripetere l’esperienza, ANCHE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE LA COSTITUZIONE NEGAVA LA POSSIBILITA’ DI UN REINCARICO.
    Questa considerazione era scritta da Napolitano.
    C’e’ qualcuno che conosce la Costituzione e che possa chiarire?

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.