Lettera di Gianluca

Caro Daniele

mi chiamo Gianluca Daluiso, ho 17 anni, mi sono appena diplomato, faccio il giornalista free lance e sono un attivista del “Popolo delle agende rosse”. Sono nato appena 26 giorni dopo la strage di via D’Amelio che segnò uno dei momenti più terribili per l’Italia intera. Adesso sono trascorsi 18 anni da quella data, dalla morte di Paolo Borsellino, l’amico di Giovanni Falcone, il servitore dello Stato che mori insieme agli uomini della sua scorta da martire cristiano della giustizia.Nonostante sia passato cosi tanto tempo da quella data, non si é ancora riusciti ad assicurare alla giustizia i veri assassini, i veri mandanti, quel doppio stato che tradì quegli eroi che hanno sacrificato la loro esistenza, vissuta al servizio dei più alti ideali di legalità  e delle istituzioni.

Ho avuto la fortuna di poter conoscere una persona straordinaria come Salvatore Borsellino, che da un po’ di tempo a questa parte gira per l’Italia a gridare la sua rabbia, la sua sete di giustizia, ma soprattutto a risvegliare le coscienze degli italiani, caduti purtroppo in coma farmaceutico, e lo ringrazierò sempre per questo perché ci ha riacceso la speranza perché é capace di trasmetterci quella energia necessaria che ci serve per combattere, o meglio, per resistere. Salvatore, come altri, stanno ridando speranza alla mia generazione, un barlume di futuro per noi giovani. Io chiedo, io esigo che sia fatta giustizia, che si sappia la verità  su quel terribile periodo che portò il formarsi di questa disgraziata seconda repubblica.

Io esigo questo, da semplice cittadino, perché sono convinto che il futuro sia nella mia terra, sia nel mio paese ed io e come tutte quelle altre persone, specialmente i giovani, dobbiamo combattere per riappropriarci del nostro stato, perché lo stato é nostro, lo stato siamo noi. Ho molta fiducia nell’onestà  e nelle capacità  di quei magistrati, che da Palermo a Caltanisetta, da Firenze alla Super Procura Nazionale, stanno conducendo queste indagini, e so che noi, italiani onesti, dobbiamo stare vicino a questi magistrati, non dobbiamo farli sentire soli, abbandonati a una politica sciacalla nei loro confronti, dobbiamo far vedere che ci siamo e che vogliamo che sia rispettato un nostro diritto importantissimo, che é quello di avere giustizia.

Io continuerò sempre a rivendicare questo diritto, insieme a tutte quelle persone come Salvatore Borsellino, come Genchi, come tanti altri italiani onesti, perché lo dobbiamo ai nostri morti. Lo dobbiamo a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino, a Beppe Alfano a tutte quelle persone che nonostante non ci fossero speranze hanno continuato a combattere perché credevano nello stato, quello Stato con la esse maiuscola. Come ho detto sono molto giovane e non chiedo di avere una vera classe politica. Io la pretendo, perché é un mio diritto avere dei dirigenti di cui poterne andare fieri, gente che fa politica per un ideale e non che se la sceglie come professione.

Io, noi, probabilmente potremo perdere pure tutte le nostre battaglie, ma avremo sempre la possibilità  di poterci guardare allo specchio e sapere di avere la coscienza pulita, e di aver fatto continuamente il nostro dovere. Quanti dei nostri politici la mattina si possono svegliare, guardarsi allo specchio e non vergognarsi di loro stessi? Hanno distrutto il nostro paese, hanno tolto ogni speranza per noi giovani, ed é tempo che tolgano il disturbo. Noi vogliamo una classe politica che non faccia trattative con la mafia, che non scenda a compromessi, che non mangi sulle spalle di noi giovani, togliendoci il futuro.

Allora é arrivato il momento di fare la nostra rivoluzione, che non vuol dire andare per le strade con le spranghe e con le armi. La nostra é una rivoluzione culturale e morale, che smuoverà  tutte le coscienze degli italiani. Quindi noi oggi, in questo giorno, possiamo, dobbiamo urlare che Paolo, Agostino, Emanuela, Claudio, Vincenzo e Walter non sono morti, é inutile che ogni anno politici andiate in via D’Amelio per assicurarvi che siano morti, poiché siamo noi a dirvi che loro non sono morti, non moriranno mai, perché ciascuno di loro continuerà  sempre a vivere dentro ognuno di noi, anche quando sarà  fatta giustizia.

Gianluca Daluiso, Riccione

Qui la mia pagina su Facebook per chiunque mi voglia contattare.

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8 Commenti a “Lettera di Gianluca”

  1. ACIDDREAM ha detto:

    tutti a cesena cià  cià !!! tutti a cesena cià  cià !!!
     
    26 settembre 2010 a cesena!!!!! NON MANCATE (www.beppegrillo.it)
     
    Daniele il 26 settembre tieniti libero che voglio vederti sul palco a suonare la batteria!!! cazzo!!!

  2. GUIDO arci CAMALLI ha detto:

    muoversi ora ragazzi non é a rischio il web ma pure you tube e lo stesso amato odiato face book eccovi appello mi scuso sorry fatelo girare dajeee
    Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
    Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
    Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
    A tutti i Deputati
    La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà  di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.
    La declaratoria di inammissibilità  di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità  dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà  di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità  che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.
    Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà  di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà .
    Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità  dei poteri economici e politici.
    Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà  di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.
    Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati. L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.
    Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione
    Vittorio Zambardino, Scene Digitali
    Alessandro Gilioli, Piovono Rane
    Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu
    Filippo Rossi, direttore Ffwebmagazine e Caffeina Magazine
    Fabio Chiusi, Il Nichilista
    Daniele Sensi, L’AntiComunitarista
    Wil Nonleggerlo, Nonleggere QuestoBlog
    —
    Link: la pagina Facebook No Legge Bavaglio alla Rete
    —
    Per saperne di più:
    * Le ragioni del no al comma “ammazza-blog”, Agoravox Italia
    * Quel comma 29 ammazza i blog. Inammissibile lo diciamo noi, Valigia Blu
     
    so che non c’entra fate girare l’appello orra adesso

  3. cerere ha detto:

    Allora c’e’ speranza per l’Italia! Cominciavo oggi a disperare. Grazie a Gianluca e tutti voi che ” avete fame e sete di giustizia”.

  4. Marco Corino ha detto:

    Hai espresso perfettamente una verità  importante. Bravo!

  5. gina ha detto:

    Bellissima lettera scritta da una bellissima persona.

  6. hugo proff ha detto:

    Nulla é impossibile se credi in quel che fai. Forse per un neo-blogger come me, l’ entusiasmo e la passione di cercare e approfondire le notizie ci accomuna.
     
    Grazie per lo spazio concessomi.

  7. Matteo ha detto:

    Bella lettera,
    mi permetto di suggerire questa lettura:
    http://italiadallestero.info/archives/9800

    Tratta del conflitto generazionale che ci sarà  in Italia.
    L’ho associata alla lettera di Gianluca, giovane pronto a combattere.
     

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