Spinoza non si perda con Barbareschi!

No, scusate non fatemi prendere le difese di Luca Barbareschi! La prima puntata di “Barbareschi shock” su La7 ha toccato il ragguardevole primato negativo del 2% di share, che come esordio é un vero scandalo. Assai maggiore di quello promesso alla vigilia, che invece, come ha scritto Aldo Grasso sul Corrierone, non é andato oltre una “logica televisiva semplice e un po’ vecchiotta per lo spettatore anestetizzato da anni di conduttori conformisti e banali“.

Eppure Stefano Andreoli, guru del blog spinoza.it lamenta plagi di battute da parte di quel Barbareschi che sugli schermi di La7 non ne ha citato la fonte. Chiede scuse ufficiali. Tutto potevo pensare, tranne che da quel blog uscisse questa forma di permalosità , sintomatico retaggio dei vetusti tempi del copyright. Non riesco a capacitarmi che intelligenze sopraffine come quelle che animano Spinoza, diano importanza a ciò che dice uno come Barbareschi in tivù. Non voglio che mi crolli un mito! Spinoza é fra i blog più letti e linkati d’Italia, oltre che tra i miei preferiti. E’ una presenza vitale in rete che condensa il meglio delle battute inviate dalle migliaia di utenti iscritti. E’ un’icona di libertà  e di avanguardia satirica, che ha contribuito a derubricare la tivù a ruolo di macchietta copia-incolla. Tanto che Barbareschi é costretto a ricorrere alle sue battute pur di far parlare di sé. Infatti ci é riuscito, perché Andreoli ci é cascato, creando vespaio in rete.

Se dietro a tutto ciò non c’é il trucco della mano che lava l’altra, Andreoli sbaglia a prendersela. Sbaglia perché contraddice il principio di libertà  che noi paladini della rete tanto sbandieriamo. Dovrebbe essere chiaro a noi blogger che purtroppo, tutto ciò che mettiamo in rete diventa patrimonio di tutti. Se veniamo riconosciuti e plauditi da chi ci copia la battuta o l’argomento ci sentiamo autorizzati a ringraziare. Ma non possiamo pretendere di essere linkati, citati o peggio, riveriti. A meno che trasformiamo il nostro spazio virtuale in luogo a pagamento, con la possibilità  di utilizzarne i contenuti dietro la firma di una liberatoria che impegna formalmente gli “utilizzatori finali” a citarne la fonte, e magari a pretendere qualche soldino in tema di diritti. Anche se a mio avviso faremmo un passo indietro, verso l’archeologia delle leggi sulla stampa.

E purtroppo Spinoza non é un sito a pagamento. Attaccare Barbareschi perché spappagalla in tivù le battute pubblicate nel geniale blog davanti a 4 teledipendenti, si rischia di alimentare la “sua campagna faziosa e stupida” (riferita da Barbareschi ai corsivi di Feltri contro il canone Rai), che Barbareschi stesso ha già  abbozzato nel fallito intento di querelare e censurare Youtube.
La libertà , come tutte le medaglie, ha due facce. Il lato B può tradursi nella spiacevole conseguenza di vedere un mediocre conduttore televisivo “privo di ritmo e di sostanza” (parole di Grasso) che scimmiotta la parte del genio mentre ripete le frasi lette in rete. Ma qui in rete lo abbiamo già  sbugiardato. Non cadiamo nel tranello di Barbareschi. Sappiamo che di farina (a parte quella del suo collega di partito Renato agente betulla) non ne esce dal suo sacco. Anzi, non ridiamo più perché noi spinoza lo abbiamo già  letto tutto prima di Barbareschi.

Al contrario ci dovrebbe rallegrare che un estimatore di tetti pubblicitari per Sky e di bottino craxi come Barbareschi, bazzichi nella rete intelligente. Vivremmo meglio la nostra libera dimensione di blogger senza prestare il fianco al Barbareschi deputato che potrebbe lasciarsi trasportare dall’onda di una sterile polemica per rafforzare le sue perverse manie di censura all’insegna del “qui ci devo essere solo io“.
Ecco allora che, tanto per riprendere ancora Grasso, se Barbareschi “a differenza di un Bonolis che non si prende molto sul serio potrà  migliorare il suo programma sfruttando meglio i 600 metri quadrati di studio” potrà  migliorare anche scandagliando la rete. A cominciare proprio dalle battute di un post di Spinoza, magari dedicato a Barbareschi shock. Uno spreco che potrebbe valere la candela.


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13 Commenti a “Spinoza non si perda con Barbareschi!”

  1. Roberta ha detto:

    Barbareschi guadagna con le battute altrui, senza neppure citarle: bocciato per la rete, bocciato per la televisione.
    E già  che ci siamo, bocciato pure per la politica.

  2. La licenza Commeons non dice che devo chiedere il permesso all’autore, ma solo che devo citarne la fonte e l’autore.

    La rete é libera, é vero, ma questo non significa che tutti possano copiare quello che hai scritto tu e copiarlo in un altro blog, o scriverci un libro, o addirittura mandarlo in Tv.

    Perciò do ragione a quello che dicono quelli di Spinoza, anche se non li conosco.

    In tutti i blog si parla di Barbareschi solo perché é di destra, se fosse stato di sinistra, ZITTI E MOSCA, come se solo la sinistra sapesse fare satira.

    Le regole commerciali,, per fortuna, non dipendono da questo, ma soltanto dallo share ed altro.

    Croza era di sinistra e lavorava in una tv di destra, che centra Brunetta? perché dargli un potere che non ha?

    Zelig ospita comici di sinistra, Santoro ha lavorato per Mediaset; mi spiegate allora perché uno di sinistra lavora per la destra?

    Per i soldi, fanno male? vorrei vedere tutti voi spiritosi a morire di fame e poi vedrete se non lavorate per chiunque.

    La Parietti di sinistra non ha voluto lavorare per Berlusconi per ideolismo, adesso si é pentita.

  3. Claudio ha detto:

    vetusti tempi del copyright
    Scherzi? Ora copio e incollo l’intero tuo articolo nel mio blog, e lo pubblico col mio nome. Come del resto altri hanno gia’ fatto con i miei articoli, aggiungendo spazi pubblicitari e venendo quindi retribuiti per contenuti pubblicati senza autorizzazione. Non una cosa molto gradevole, non ti pare?

    Probabilmente no, visto quel che hai scritto.

  4. Schiamazzi ha detto:

    Mi spiace ma stavolta non sono molto d’accordo, il comportamento ipocrita degli autori di quel barbareschi censore devono essere sbugiardati ed é giusto ribadirlo ogni volta. Dopodiché, resto sempre del parere che se uno vuole il fascismo, é giusto darglielo 🙂

  5. Mauro ha detto:

    Fabrizio e Federico hanno colto nel segno.

  6. a. ha detto:

    ma che stai a di’? che c’entra il diritto di aver riconosciuta la paternità  di un’opera col sito a pagamento/aggratis? mboh…

  7. Federico ha detto:

    Buon punto,ma non sono d’accordo con te sulla prima parte.
    Internet terra di libertà  non vuol dire “terra senza legge”.. la legge esiste, eccome.. Nello specifico, Spinoza é rilasciato sotto una licenza, la Creative Commons, che é mooolto permissiva sulle possibilità  di uso del materiale, ma OBBLIGA chi cita a chiedere il permesso all’autore e a menzionare la fonte (come diceva Fabrizio sopra). Barbareschi non ha fatto nessuna di queste cose.
    Quindi, anche se ovviamente non può pretendere di essere “riverito”, ha ragione Andreoli a voler essere “linkato”.
    Non serve essere un sito a pagamento per “proteggere” i propri contenuti, e libera circolazione delle idee non vuol dire “libertà  di plagio”.
    Il tuo discorso sarebbe più “adatto” in un altro contesto: ad esempio per un post sul mio blog, che scrivo gratuitamente, copio un’idea dal tuo blog, anch’esso gratuito.Immagino che questa cosa possa essere più tollerata, per così dire. Ma é ben altra cosa copiare da un blog per mettere in un programma tv, non tanto perché “é la tv”, ma perché é COMMERCIALE…Gli autori di Barbareschi prendono soldi per copiare il lavoro altrui, e questo non é corretto.
    D’accordo con te sul fatto che questo can-can ha fatto un sacco di pubblicità  a quel programma televisivo, che probabilmente non merita nemmeno quel misero 2% di share che ha..Speriamo abbia fatto altrettanta pubblicità  a spinoza almeno.
    Ciao
    Federico

  8. Franco ha detto:

    Barbareschi é quello che ha proposto il Progetto di legge 2188 Disposizioni concernenti la diffusione telematica delle opere dell’ingegno e delega al Governo per la disciplina dell’istituzione di piattaforme telematiche nazionali ( fonte
    http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0019820 ) é un politico che parla bene ma razzola male, perché prima propone leggi per il rispetto del copyright poi é il primo ad non rispettarlo poco credibile come politico.

  9. POLDO ha detto:

    Dimenticavo.

    Rai e Mediaset hanno detto che questa normativa non li penalizza poiché loro già  eseguno attraverso un comitato interno una riedizione dei film per renderli “visibili a tutti” nelle fasce protette.

    In pratica tagliano le scene del film! Premesso che con le attuali tecnologie si parla ancora di taglio di film, premesso che si limita e viola la singola libertà  dell’individuo che paga autonomamente per TV private a visionare film sia che siano violenti, che siano horror o che siano porno! Se questo non é proibizionismo!

  10. POLDO ha detto:

    Non mi soffermo sui contenuti del programma, vittima forse di una mia preventiva indifferenza verso il personaggio Luca Barbareschi, ma mi ciedo cosa ci stia a fare lì.

    Il “PARLAMENTARE” Luca Barbareschi percepisce un lauto stipendio da parte dei cittadini italiani per assolvere in primo luogo le funzioni per cui é stato(in)debitamente in serito nella maggioranaza di governo.

    Vedendo la situazione italiana, che é tutt’altro che rosea e priva di problemi, non mi sembra ci sia molto tempo per dedicarsi ad impegnative e dispendiose attività  extra-parlamentari poiché occorrerebbero giornate di 36 ore per rimettere a posto tutte el magagne della nostra cara Italia.

    Ma molto probabilmente per Barbareschi e tanti altri il Parlamento Italiano ed il Parlamentare non sono da considerarsi impegni a tempo pieno ma per lo più un secondo o un terzo lavoro o peggio ancora un circolo esclusivo dove farsi vedere di tanto in tanto per sbrigare qualche affare proprio e mantenere contatti con gli ambienti.

    Ne é riprova il fatto che Parlamentari come Brunetta (PDL), che é anche ministro, o Cota (Lega) si candidano come presidenti alle Regionali. Verrebbe da chiedersi, come faranno se eletti a ricoprire cariche istituzionali così pesanti e dense di impegni allo stesso tempo? La risposta é semplice, non lo faranno o meglio lo faranno male ma in compenso avranno stipendi d’oro.
    Quello che si evince da questo scenario é che ai politici della Politica vera non gliene frega un cazzo, loro sono lì per lo più per i propri interessi e per lo stipendio il resto a tempo debito.

    Sempre per rimanere in tema televisivo evidenzio una cosa molto importante che ovviamente i TG nazionali stanno glissando. Il viscido e fedele Paolo Romani, sgerro di Re Berlusconi, include nel suo decreto che dalle 7 alle 23 su qualunque piattaforma non possono essere trasmessi programmi vietati a minori di anni 18 ed in qualunque modalità  il che si traduce che diversi canali di piattaforme satellitari tra cui SKY e Fastweb dovranno interrompere la distribuzioni di questi canali sebbene a pagamento, sebbe criptati, sebbene più che sicuri di non essere visti in chiaro. Sicuramente un notevole danno economico per queste piattaforme.

    Nello stesso decreto poi, sempre il “bravissimo leccaculo Romani” inserisce anche una norma che vieta di trasmettere film vietati ai minori di 14 anni nella fascia dalle 7 alle 22.30, quindi film come Kill Bill o La Febbre Del Sabato Sera non potrebbero essere trsmesse.

    La causa di questa manovra é sostanzialmente in due fasi, la prima é che a queste leggi erano già  sottoposte le TV Generaliste su terrestre come Mediaset ed anche Mediaset Premium non poteva usufruire delle libertà  in vigore sul “satellite”.
    La seconda, a frinte delle regionali il governo mostra alla chiesa il suo lato bigotto per riacquistare consensi ed elettori.

    La cosa più schifosa é che invece Silvio Berlusconi continua impunito a sfruttare la sua posizione di Capo di Governo per interessi privati, tornando addirittura a metodi proibizionistici per intralciare la concorrenza. Quest’uomo fa veramente schifo, é vermante una merda umana.

    Ecco di che pasta é fatto, pasta di merda! Così é Silvio Berlusconi, lui é abituato a cambiare le regole del gioco per vincere le partite, non a giocarle. Fottuto nano.

  11. Pedra ha detto:

    Su Spinoza migliaia di utenti danno il loro contributo in modo gratuito, per arricchire la comunità  ed avere i famosi 5 minuti di gloria.
    Barbareschi ne ha preso i contenuti e ne ha fatto uno spettacolo, sbagliando in 2 cose:

    Ha fatto credere ai telespettatori che il merito delle battute era il suo, quando invece non ha fatto che copiare, senza citare chi ha realmente scritto le battute, rubandogli le idee.
    Ha guadagnato (e credo anche bene) grazie a del materiale gratuito trovato in rete, lucrando su invenzioni di altri che non hanno avuto nemmeno il tornaconto di un ringraziamento.

    Io trovo molto fastidioso che qualcuno spaccia suo del lavoro mio, ed intollerabile che guadagni sui miei sforzi per del materiale che voglio rimanga disponibile a tutti gratuitamente!

  12. Fabrizio ha detto:

    Caro Daniele

    non sono d’accordo con quanto scrivi. Secondo la mia opinione Spinoza dovrebbe avere il diritto di essere riconosciuto. Prendiamo ad esempio il software,li esiste la licenza GNU/GPL, dove non si deve pagare niente ma solo mettere l’autore iniziale. Esistono forme di licenza simili anche per i blog dove si possono tutelare i contenuti senza richiedere un pagamento. In questo modo mi sembra giusto un certo tipo di tutela dell’autore.

    O magari sbaglio io…

  13. pino ha detto:

    Barbareschi conduce la sua squallida trasmissione nello studio di LA7 in cui Maurizio Crozza conduceva Crozza Italia, poi chiuso perché dava fastidio al ministro Brunetta…

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