Processo breve, nuova mina per il Sud

Pubblico un estratto in sintesi del fondo apparso su Repubblica Palermo nei giorni scorsi a firma di Mario Centorrino.

C’é un nesso (negativo) tra le norme sul “processo breve” e lo sviluppo del Mezzogiorno, in relazione al fatto che comprende anche il reato di truffa ai danni dello Stato.
Il fallimento delle politiche del Mezzogiorno ha una ragione precisa: sono stati utilizzati strumenti economici per affrontare problemi che invece riguardano la società , il funzionamento delle istituzioni e di tutti i servizi pubblici essenziali, le amministrazioni locali, il comportamento politico dei cittadini (Guido Tabellini, Il Sole 24 Ore, 17 novembre).
Se la diagnosi é corretta, allora le politiche per il Mezzogiorno dovrebbero diventare molto più ambiziose e pazienti. Ambiziose nel senso di porsi l’obiettivo trasformare i valori e gli atteggiamenti dei cittadini nei confronti della collettività . Pazienti, perché i tempi richiesti saranno lunghi.

La proposta é di migliorare i servizi pubblici offerti direttamente dallo Stato sul territorio in due campi specifici: istruzione e giustizia, aree nelle quali le regioni del Sud risultano svantaggiate. L’istruzione, perché fondamentale nell’incoraggiare la mobilità  sociale, combattere l’illegalità  e il lavoro sommerso diffondendo valori civici. Giustizia perché il buon funzionamento dello Stato di diritto é cruciale per alimentare la fiducia nei confronti della collettività .

Le risorse pubbliche impiegate per lo sviluppo del Sud nei decenni, in parte sono state intercettate dalle mafie, ma in parte sono state assorbite per alimentare le clientele del mercato politico (Carlo Carboni, Il Sole 24 Ore, 18 novembre). Del resto, il mercato politico e quelli controllati dalle mafie sono gli unici efficienti nella allocazione delle risorse alle famiglie, secondo comportamenti amorali e miopi in funzione del perseguimento unico del proprio tornaconto.

Passiamo alla proposta: costruire un cartello di soggetti istituzionali, parti datoriali e sociali, banche, forze ambientali e culturali che esprimano una governance del territorio e dello sviluppo locale meridionale in funzione della programmazione e del controllo dei finanziamenti pubblici e privati.

Da un rapporto sugli abusi nei finanziamenti pubblici della Guardia di finanza relativo al periodo tra il 2007 e i giorni nostri, nel Mezzogiorno si concentra il 90 per cento di tutte le risorse nazionali ed europee catturate da aziende truffaldine, pari a 2,2 miliardi di euro. A inghiottire questi due miliardi di euro sono Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata e Puglia. Regioni che da sole, quindi, hanno fatto sparire 1,15 miliardi di euro di fondi comunitari e 852 milioni di euro di fondi nazionali. Distogliendoli da utilizzazioni finalizzate al bene pubblico e alla riduzione dei divari.

Il “cartello civile” dovrebbe – per definizione – con grande forza moralizzatrice depurarsi dai soggetti che praticano frodi nell’utilizzo dei fondi pubblici o che colludono in queste politiche illegali o che comunque le tollerano. Gran parte di queste frodi si sostanziano in tipologie di reati dei quali occorrerebbe elevare il rischio di sanzione, oltre che destinare ampie risorse e mezzi allo loro individuazione. Sotto questo profilo, il richiamo alla giustizia come fattore di sviluppo nel Mezzogiorno é tempestivo e opportuno.

Ecco perché l’introduzione di norme come quelle relative al “processo breve” avrebbero effetti devastanti nella moltiplicazione di modelli di corruzione ed erogazioni indebite dei fondi pubblici.

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2 Commenti a “Processo breve, nuova mina per il Sud”

  1. Tsunami ha detto:

    la soluzione a tutto questo schifo é una sola…indovinate qual é…

  2. Sfattucci ha detto:

    Toh, l’ennesimo regalo di Berlusconi alle mafie. Graviano gracida e Berlusconi a novanta. Poi dicono che che il caimano non é ricattabile. E’ diventato da imprenditore a burattino delle mafie, solamente che a quell’età  ancora non lo ha ben capito, é ancora convinto di tenere lui le redini, ma é solo un burattino del teatrino che lui insieme a bottino Craxi hanno creato negli ultimi 30 anni di dignitosa carriera ignobile.

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