Parzialità  e faziosità  ad Annozero

Qualche riga la devo dedicare alla puntata di Annozero di giovedì scorso, interamente incentrata su Indro Montanelli e sulla qualità  dell’informazione italiana attuale, alla presenza tra gli altri, di direttori ed ex tali come Paolo Mieli, Maurizio Belpietro ed Enrico Mentana.
L’ho seguita tutta, dal primo all’ultimo minuto, e devo dire che mi ha deluso per una serie di motivi.

Il primo motivo é che é stata una puntata autoreferenziale dedicata al ruolo dei giornalisti, senza che nessuno di loro avesse davvero toccato le questioni più spinose di chi fa questa professione, che vanno dalla censura parziale o totale degli articoli, fino alla condizione precaria di chi scrive praticamente per la gloria.

Il secondo motivo per cui mi ha deluso Annozero riguarda i contenuti dei discorsi proposti durante tutta la serata. Troppo distanti e incomprensibili per chi non é un addetto ai lavori.

Il terzo motivo di biasimo é l’ossessiva idolatrìa mostrata nei confronti di Indro Montanelli. Un maestro qua e un maestro là  che merita, a mio avviso, qualche considerazione.
Era un bravo cronista e un fine pensatore, ma non era certo un editore! I giornali che ha diretto o che ha fondato Montanelli sono tutti finiti sul lastrico con i soldi di quegli editori che alle idee di Montanelli avevano creduto.
Montanelli ha avuto l’intelligenza di saper cavalcare gli umori di chi guidava il timone dei vincitori, in tutte le epoche della sua lunga esistenza. Prima coi fascisti e poi coi partigiani, l’importante era finire in prima pagina.
Checché se ne dica sul suo polemico congedo dal “Giornale”, sono fermamente convinto che Indro Montanelli era già  troppo navigato per non sapere di che pasta fosse l’imprenditore edile Silvio Berlusconi, finanziatore del suo “Giornale” e dei suoi corsivi taglienti. Soprattutto dopo l’incontro che ebbe con Licio Gelli!
Montanelli non poteva essere così ingenuo per non prevedere che un imprenditore come Berlusconi, impastato con Bettino Craxi, editore di ben 3 canali televisivi resi a norma di legge su misura, non si stesse spianando il terreno per scendere in politica.
Per carità  non prendo le difese di Silvio Berlusconi, tuttavia sono capaci tutti di rinunciare platealmente alla poltrona di direttore per “legittima offesa” quando il giornalista in questione (come il Montanelli degli anni ’90) ha tanti soldi da potersi permettere di campare di rendita.
E infine, siccome personalmente aborro sia gli sfruttatori che i pedofili, non trovo nessun motivo nobile, per nessun uomo, di nessuna epoca che un individuo in età  adulta come Indro Montanelli sposi una bimba di 12 anni per 495 lire, durante la sua trasferta volontaria alla guerra d’Etiopia. Dettaglio che nel dibattito non é emerso.

Il quarto ed ultimo motivo che ha reso Annozero inguardabile e per nulla credibile, é stato che nessuno dei colleghi giornalisti accomodati nello studio di Rai 2 , ripeto nessuno! abbia chiesto a Paolo Mieli perché ha tolto le inchieste su Luigi De Magistris al collega Carlo Vulpio. Per altro non invitato.  Sono pronto a scommettere che sulle rassicurazioni, affinché fosse evitata quella domanda, si é giocata la presenza nello studio di Michele Santoro dell’ex direttore del Corriere.

Insomma una puntata di Annozero davvero parziale, faziosa e una volta tanto senza informazione.
Spero che Michele Santoro si riprenda da questo scivolone e pensi ad utilizzare i giornalisti non per cantarsela e per suonarsela da soli. Ma che li utilizzi assieme alle sue doti professionali e pure quelle dei suoi inviati, per fare informazione come ha saputo fare fino al terremoto dell’Aquila.

Condividi!

You can leave a response, or trackback from your own site.

19 Commenti a “Parzialità  e faziosità  ad Annozero”

  1. freeman ha detto:

    per me sono da stimare i bravi giornalisti liberi, e in questo paese purtroppo sono pochi…

  2. Davide ha detto:

    Il qualunquismo regna sovrano.

  3. Carlo ha detto:

    per te un pedofilo é da stimare?

  4. freeman ha detto:

    montanelli da giovane era fascista, come i camerati della destra attuale. ma poi per fortuna mandò a fanculo il fascismo e diventò un grande giornalista, che aveva come unico padrone il lettore.

  5. Carlo ha detto:

    Condivido in pieno quanto hai detto Daniele, in più mi domando se anche Travaglio, quando era a Il Giornale, non sapesse di che pasta era fatto Silvio.
    Poi la cosa che non gli si può perdonare ad Indro Montanelli é che era un pedofilo e mi meraviglio che si incensi una persona del genere anche dai benpensanti in quello studio.

  6. Abc ha detto:

    Bella serie di stronzate scritte in questo post… “Insomma una puntata di Annozero davvero parziale, faziosa e senza informazione”. Hai affidato ad Emilio Fede la cura di questo blog?

  7. Davide ha detto:

    Ma viva dio qualche volta si elogia un autentico testimone del ‘900 e non qualche beota da reality show …o bettino craxi o andreotti o peggio ancora cossiga.

    Montanelli era un intellettuale sopraffino e dalla cultura enciclopedica. Suggerì di votare DC perché l’alternativa era una dittatura. Di comunismo, disse, ‘ne esiste uno solo, quello che c’é in URSS’ e non c’é motivo per non dare credito a questa tesi.

    E chi é senza peccato scagli il primo post.

  8. Marco B. ha detto:

    Daniele,

    dì a quelli della Casaleggio&Co. di spendere 2 soldi per mettere a posto i server e fare ricomparire i post che “ogni tanto” scompaiono .. specie quelli di critica!! Ieri ho lasciato un commento sul post precedente(dedicato a Montanelli)dove criticavo Travaglio xké in presenta del massnoe ebreo Mieli si é “dimenticato” di chiedergli xké aveva tolto l’inchiesta del Corsera su Why Not .. e l’avevo pure fatto sul blog di Travaglio(www.voglioscendere.it)!
    Stamane il tuo blog era nuovamente irraggiungibile .. e ora noto con molto dispiacere che alcuni post sono “miracolosamente” scomparsi .. chissà  com’é?!

  9. Venom ha detto:

    Avevo molto rispetto per Montanelli, dopo questo post ed alcuni commenti la mia stima comincia a traballare…
    E’ vero che Montanelli é uno dei pochi giornalisti che ha mandato affanculo Berlusconi, ma é pur vero che il NANO conosciuto da Indro NON aveva certo il potere di quello attuale… e soprattutto, prima di morire alla vigilia del primo governo Berlusconi disse che il cavaliere era un Virus per la Democrazia di questo paese, ma che lui stesso sarebbe stato l’antidoto, prevedendo una clamorosa debacle politica che NON c’é mai stata, anche grazie alle coccole dalemiane…

  10. Venom ha detto:

    “Giornalismo” àƒÂ¨ diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, tutto il resto àƒÂ¨ propaganda – Horacio Verbitsky

  11. Diego ha detto:

    Sinceramente non mi é sembrata cosi terribile. si sono toccati punti salienti, sopratutto sul passato di berlusconi (che é sempre meglio ricordare).

    Poi ovvio che si poteva fare di piu, che si poteva essere piu incisivi con mieli e Belpietro, ma tutto sommato due o tre stoccate le hanno tirate.

    Per quanto riguarda Montanelli, i morti vengono sempre ricordati per i loro pregi e mai per i difetti, quindi si é ricordato Indro come detrattore di Berlusconi di destra e non per tutti i difetti che sicuramente aveva.

    Ciao

  12. Paolo ha detto:

    Daniele però in compenso abbiamo la testimonianza di Maria Stella , visibile a 01:30,
    http://www.annozero.rai.it puntata di giovedì 23 aprile 09

    Non mi sembra una notizia da poco.

    Ti ho anche inviato un messaggio in privato sperando ne facessi un bel post!

  13. roberto r. ha detto:

    Ad annozero giovedi’ hanno seguito un copione concordato, altrimenti non si spiega la mancata domanda a mieli su vulpio. Montanelli nella sua vita professionale e privata ha luci ed ombre e forse ha ragione Martinelli é troppo osannato, ma questo si spiega per la mancanza di veri giornalisti in italia.

  14. Mirko Trani ha detto:

    Caro Martinelli ho apprezzzato molto questo post.
    Volevo solo aggiungere un “piccolo” particolare: NESSUNO ha ricordato che il Sig Montanelli, ai tempi, invitava a votare la DEMOCRAZIA CRISTIANA “turandosi il naso”, pur di non far vincere il PARTITO COMUNISTA? Santoro & C hanno la memoria corta, o cosa? Montanelli era uomo del regime. Altro che osanna!!!!

  15. Massimo S. ha detto:

    pur ammirando Marco Travaglio, ti do ragione Daniele, la domanda su Vulpio era di rigore.

  16. Matteo Pellegrini ha detto:

    Noi non abbiamo paura.

    gli assessori e i sindaci si occupano di ricordare craxi, o peggio ancora di intitolargli una piazza o una via. si permettono di essere deputati o senatori e allo stesso tempo amministratori comunali o provinciali. questi signori stanno fuggendo dalla popolazione. stanno fuggendo da qualsiasi logica. dalla logica della politica. dalla logica del buonsenso. dalla logica del sentimento.

    perseguono la logica del potere. della poltrona. degli interessi. ed io vorrei che questo fosse chiaro a tutti. questi figuri non hanno la minima intenzione di risolvere i nostri problemi. queste persone sono i nostri problemi, la causa delle nostre preoccupazioni. si mettono di mezzo tra noi e i servizi. ci impongono le loro decisioni come bambini all’asilo. non si preoccupano dell’aspetto morale. ci cacciano fuori alle sedute pubbliche. ci escludono dalle loro priorita. ci percepiscono come un peso, una scocciatura. ci imboccano le loro verita senza preoccuparsi delle conseguenze. pretendono di controllare l’informazione e gli informatori, la nostra opinione.

    questa non e’ piu la deriva dell’italia. questo e’ galleggiare in mezzo al mare. lontano dalla riva, lontano dalle istituzioni. bruciando la costituzione come fosse una bibbia. gli uni contro gli altri. gli altri contro gli uni. mai gli uni e gli altri contro loro. contro chi e’ sceso a patti con la mafia. contro chi ha sacrificato i nostri fratelli in inutili giochi di guerra. contro chi ha lasciato da solo i poveri e aiutato gli evasori. contri chi vuole legiferare su come dobbiamo morire. contro chi tradisce la costituzione ogni giorno ed ogni notte. contro chi non si vuole fare giudicare. contro chi spende i nostri soldi per ingrassare i meccanismi del potere.

    Io dico che e’ l’ora di dimostrare che noi non ci stiamo a fare i sudditi. che loro senza di noi non sono nessuno. che noi non vogliamo piu vergognarci di essere italiani. che noi non vogliamo la loro elemosina. che noi dobbiamo essere al centro dell’attenzione. che chi ha paura muore ogni giorno. che noi non abbiamo paura.

    che noi non ce la possiamo permettere la paura.

    che noi non abbiamo piu paura.

    Matteo Pellegrini

    http://informazionedalbasso.myblog.it/

  17. Pasbovino ha detto:

    Conosco poco Montanelli: se ne sente parlare come il più grande giornalista italiano, tra i principali di Europa. Non lo voglio mettere in dubbio. Ma alcune considerazioni si dovrebbero fare.

    Montanelli dichiara di aver conosciuto due Berlusconi, e di aver preso le distanze dal Berlusconi politico, dicendo “io lo conoscevo bene, Berlusconi, e sapevo come si sarebbe comportato”. Innanzi tutto: può un grande giornalista definire banalmente di aver conosciuto due Berlusconi? Quando anche avesse voluto prendere le distanze dal Berlusconi politico, perché non le prese prima dal Berlusconi imprenditore-delinquente? Forse non si era accorto che Mangano visse circa due anni (tra il 1973 e il 1975) nella villa di Arcore? Che nel 1983 i telefoni di Berlusconi furono messi sotto controllo nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di stupefacenti? Non sapeva dell’iscrizione del Cavaliere alla P2? Dove era Montanelli, mentre Berlusconi comprava i giudici anziché la Mondadori? Gli sono sfuggiti i favoretti (tipo legge Mammì) che il Cavaliere riceveva dall’amico Craxi? Non gli é mai venuto il dubbio che il proprietario del Giornale avesse creato sistemi di società  off-shore in mezzo mondo? Li ha mai denunciati? Conoscendo l’allergia di Berlusconi per la verità  (sul suo conto), ne dubito fortemente: il sodalizio si sarebbe concluso prima del 1994. Confidando nella onestà  intellettuale di Montanelli, ne deduco che non si era accorto di nulla. Ma allora dov’é il grande giornalista????

    Concludo. Travaglio afferma giustamente che un bravo giornalista, quando sbaglia, prima chiede scusa e poi si corregge. Nel 1963 Montanelli dalle pagine del Corriere della Domenica, definì “sciacalli comunisti che speculavano sul dolore e sui morti”, chi attribuiva la tragedia del Vajont (2000 vittime) alle responsabilità  della ENEL-SADE. Lungi dal chiedere scusa, in una sua risposta successiva ai tre gradi di giudizio che accertarono le colpe della ENEL-SADE, scrisse

    Caro Biason, la fermo e mi fermo – una volta per tutte – qui, per farle una confessione. Sì, é vero, mi costa moltissimo, é anzi al di sopra dei miei mezzi immaginativi l’idea che un’impresa – pubblica o privata – volle costruire una diga sapendo che la montagna vi sarebbe precipitata sopra. Cosa vuole che le dica? Sarà  colpa della povertà  della mia fantasia. Ma non riesco a crederci. (Indro Montanelli)

    Cosa volete che dica? Sarà  colpa della povertà  della mia fantasia, ma, con questa premessa, cosa avrebbe scritto il più Grande Giornalista italiano a proposito delle strutture crollate a L’Aquila?

  18. paolo papillo ha detto:

    DEI BLOGGER COME VOI FANNO INFORMAZIONE.

    noi andiamo a casa della casta,stare solo nei blog a lamentarsi ad inveire o piagnucolare non serve a nulla…..
    ci vuole l’azione,stare a guardare che questi farabbutti ci trattano come suffiti é da vigliacchi senza se e senza ma….

    abbiamo telefonato ed intervistato il sindaco pd di Grosseto e il capogruppo di forza italia al comune ,andate a sentirli e …non ci sono parole,o ci facciamo prendere dallo sconforto o dalla rabbia,io opto per la seconda… http://informazionedalbasso.myblog.it

    chi vuole combattere con noi la battaglia contro la cricca la potere ci contatti;

    mail: vittoriopampa@yahoo.it
    cell: 3771447634
    contatto skype: paolo papillo
    blog: http://informazionedalbasso.myblog.it/
    I VIDEO DI PAOLO PAPILLO
    canale you tube: wpapillo

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.