La Rete é libertà  garantita

Decisioni, provvedimenti, ordinanze e sentenze che riguardano la Rete si susseguono ormai con ordine quasi quotidiano. Internet e la sua globalità  che svela quanto intimamente, ognuno di noi, é in grado di darne espressione, é la nuova e inedita forma di libertà  garantita a tutta l’umanità . La massa che ne fa uso non fa altro che amplificarne la potenza.

Entrato di prepotenza nella vita di tanti (non ancora di tutti), Internet é il potere impersonale che svela una sterminata vetrina di variegate personalità . E’ un calderone di impressioni senza confini di rango. E’ massima espressione di Democrazia comunista. A tutti la stessa libertà . A tutti la stessa voce. A tutti il proprio merito o demerito.

Internet é il mezzo indispensabile e insostituibile. Se non lo conosci lo dovrai conoscere per forza. Dovrai sporcarti le mani con mouse e tastiera se vorrai difendere la tua libertà  altrimenti qualcun altro lo farà  al posto tuo. Checché ne dica Pierluigi Bersani su Facebook. Non esistono sentenze, proclami, ordini o patetiche barricate.

Chi pretende di alzarle é soltanto un fallito. Luca Barbareschi e Nino Strano sono 2 esempi di schiavi che finiranno martiri. Sembrano vermiciattoli che attraversano l’autostrada con la pretesa di fermare i Tir. Leggi e leggine che presentano sono le loro piccole foibe dell’asfalto in cui si rifugiano mentre passa il rimorchio sopra di loro. Poi, illusi, rispuntano animati dalla solita paranoide follia di imporre l’impossibile. Accecati dalla smania di apparire ciò che non sono. Vermiciattoli prigionieri della loro bruttura nell’inutile ricerca di una sala trucco. Che la Rete non dispone perché la Rete non bara. La Rete é una spietata livella che dà  a Cesare ciò che di Cesare, al mafioso ciò che é di mafia, all’idiota ciò che é idiota, stima a ciò che é stimabile.

La classe dirigente italiana corrotta e collusa con le bugie é complice di un sistema che la Rete non può far altro che mostrare com’é. Perché la Rete, nella sua immaterialità  materiale é intima come la coscienza. Che con ognuno di noi non bara.
Se ne faccia una ragione l’esercito di settantenni e ottantenni al governo. Giurassici mostri di incoerenza, falsità  e doppiogiochismo. Il loro destino é segnato, le pagine elettroniche e i video che raccontano la loro storia e i loro comportamenti non finiranno, come i giornali, sopra gli armadi a raccogliere la polvere o sepolti nelle biblioteche per pochi lettori. Rimarranno sempre a portata di click, a portata di tag. A portata di tutti!

Vivere in una Democrazia comunista fondata sulla Rete ci vuole responsabilità  perché ognuno di noi é pubblico suo malgrado, volente o nolente. Con tutte le implicazioni che ne conseguono, che ci piacciano o no: chi osserva sarà  osservato, chi giudica sarà  giudicato, chi sputtana sarà  sputtanato e chi serve sarà  servito.
La privacy é una favoletta, televisione e giornali preistoria, la censura una fase del Mesozoico.
Barbareschi, Strano, D’Alia, Levi e la Carlucci sono brontosauri divorati dalla nuova meteora che ha impattato sulla Terra (che meteora non é più). La Rete! Che col suo frenetico giro di notizie e di mail li seppellirà  come sarcofaghi in tutta la loro goffaggine. Travolti dalla loro ignoranza di non essersi saputi adeguare alle regole che la Rete impone, anche a loro e alle contraddizioni forzose che li vogliono dipinti in divi prestati alla politica. Che é di tutti. La casta che rappresentano farà  la loro stessa fine, come legge di natura impone.

Quella Corte di Cassazione che ha condannato l’Aduc e i commentatori del suo forum, ha negato una libertà  primitiva rifacendosi a leggi giurassiche e artificiose sulla stampa. Che con la Rete sparsa in un mondo edulcorato e senza giustizia non hanno senso. Le regole di uguaglianza le conosciamo già . La Rete ci sta solo imponendo di applicarle senza mediazioni.
Diffondiamo la Rete che diffondiamo libertà .

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31 Commenti a “La Rete é libertà  garantita”

  1. Andrea ha detto:

    Luca Barbareschi, Nino Strano, D’ alia, Carlucci e tutti gli altri scelti dalle segreterie di partito.
    Nessuno li ha votati, quindi sono abusivi.
    Se ne devono andare fuori dal parlamento.
    Gli abusivi non possono fare le leggi per i cittadini.
    Gli abusivi non possono fare leggi ad personam.
    Gli abusivi non possono violare la Costituzione perché sono illegali.
    Quindi cacciamoli dal Parlamento……

  2. freeman ha detto:

    ho paura che ella abbia ragione… 🙁 e ribadisco che chi scappa da questo maledetto paese infame ha ragione da vendere…

  3. Ella ha detto:

    Articolo agghiacciante su Repubblica di oggi.

    Un disabile viene aggredito in una pubblica piazza e NESSUNO SI MUOVE. Siccome era anche gay, quandi parte di una minoranza fastidiosa, la popolazione presente all’aggressione non ci ha visto nulla di male e non e’ intervenuta.

    Quando si cominciano a tollerare ingiustizie di questo calibro, che sono reali e avvengono davanti ai propri occhi, non piu’ filtrate dallo schermo televisivo, non c’e’ piu’ speranza per una nazione.
    Mr. B. e la sua totale immoralita’ hanno vinto e stravinto.
    http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/disabile-gay/disabile-gay/disabile-gay.html

  4. rent ha detto:

    L’Ucraina é sull’orlo della bancarotta, a breve seguiranno altri Paesi dell’est, poi toccherà  a noi. Quello dei nostri dipendenti é solo il canto del cigno.

  5. maurizio ha detto:

    Ciao Daniele,

    ti leggo spesso.
    Complimenti per il post. Direi di stamparlo e metterlo all’ingresso di Palazzo Chigi e Palazzo Madama.

    maurizio.

  6. paolo papillo ha detto:

    NASCE IL BLOG DI PAOLO PAPILLO

    http://informazionedalbasso.myblog.it/

    uno spazio dove chiunque crede che l’informazione libera ed onesta sia una componente vitale per la democrazia si può ritrovare per esprimere il suo pensiero,ma sopratutto per fare informazione dal basso.perché noi siamo soggetti e non sudditi e noi tutti possiamo essere giornalisti,onesti!
    grazie a chi combatterà  con me questa battaglia

  7. CHICCA ha detto:

    corsi e ricorsi storici…………….. finardi una quarantina d’anni fa scriveva
    Quando son solo in casa
    e solo devo restare
    per finire un lavoro
    o perché ho il raffreddore.
    C’é qualcosa di molto facile
    che io posso fare:
    é accendere la radio
    e mettermi ad ascoltare.

    Amo la radio perché arriva dalla gente
    entra nelle case
    e ci parla direttamente
    e se una radio é libera
    ma libera veramente
    mi piace ancor di più
    perché libera la mente.

    é vero che internet é interattivo a differenza della radio ma queste cose si dicevano allora e si ridicono oggi….purtroppo la politica é sempre lì sempre uguale e provoca sempre lo stesso schifo………….
    siamo uomini e, per dirla con kant, “da un legno storto come quello di cui é fatto l’uomo, non si può costruire niente di perfettamente dritto”

  8. claudio s ha detto:

    caro daniele spero che tu abbia ragione, ma io temo che riusciranno a fermare la rete come in cina, basterà  una leggina come quella di D’alia

    cordiali saluti

    claudio

  9. marco saba ha detto:

    (Daniele, quando metti in rete il nostro ultimo video?)

    Perché la Banca d’Italia é fallita
    di Marco Saba, 12 marzo 2009
    http://studimonetari.org

    (Scrivo questo articolo perché ne prenda visione la commissione voluta dal Ministro dell’Economia Tremonti, istituita per elaborare e proporre nuove regole da presentare al G20 di aprile 2009)

    Abuso della credulità  popolare e appropriazione indebita del potere d’acquisto, reati contro il patrimonio ed una catena margherita di frodi ai danni del pubblico sono solo alcune delle peculiarietà  del nostro sistema bancario attuale (1) basato sul “miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci” che deriva dal meccanismo truffaldino della riserva frazionaria. Ne ho parlato diffusamente nei miei libri (2) ed in precedenti articoli (3) ma qui aggiungerò alcune considerazioni inedite. Il rischio fondamentale che sta correndo il sistema é che il pubblico si accorga che sta giocando una partita a poker dove un baro, il sistema bancario, viene sponsorizzato ad oltranza dallo stato. Questo trascinerà  nel baratro ambedue, lasciando al popolo sovrano le macerie. Vediamo di ricapitolare, senza ri-capitolare – possibilmente.

    Fin dall’inizio nel 1860 la banca centrale, che all’epoca si chiamava Banca Nazionale, barava nell’emissione delle banconote emettendone quattro volte la riserva aurea che aveva in deposito. Il rapporto era quindi uno a quattro e se tutti avessero chiesto la conversione delle banconote in oro, il sistema sarebbe subito fallito e non ci troveremmo nella condizione attuale. Invece, grazie ad una serie di artifici ed alla collusione di alcuni politici e statali, il sistema prosperò e siamo arrivati ad un rapporto attuale ufficiale di uno a cinquanta. Questo rapporto si é poi diluito ancor più col sistema dei derivati, ma per ora limitiamoci al “cinquantato credito”. Un cinquantato credito non più verso una riserva aurea di cui si é appropriata di fatto la Banca d’Italia dopo il 1973, alla fine degli accordi Smithsoniani, ma verso la base monetaria creata dalle monete metalliche statali più le banconote private della BCE. Spiegherò il sistema illustrando un grave fraintendimento della criminologia contemporanea: il cosiddetto Schema Ponzi.

    Lo “Schema Ponzi rivisitato”

    In criminologia si fa riferimento allo Schema Ponzi per indicare una truffa in cui si raccolgono soldi promettendo dividendi elevati, dividendi che vengono prelevati direttamente dai nuovi aderenti allo schema secondo un sistema piramidale. Il sistema crolla quando finiscono i nuovi arrivati e diventa impossibile pagare ulteriormente i dividendi. Per questo é essenziale l’immigrazione continua di nuovi lavoratori, che pagano nuovi contributi, per mantenere in piedi lo Schema Ponzi del sistema pensionistico italiano, ma questo é un altro discorso… In realtà  Carlo Ponzi negli anni venti del secolo scorso si era messo semplicemente d’accordo con un banchiere che praticava la riserva frazionaria, all’epoca al 10%. Ovvero, per ogni 100 dollari che Ponzi versava, il banchiere ne creava novecento e gliene ritornava 100 per pagare gli interessi. Cinquanta venivano distribuiti ai partecipanti allo schema e 50 se li teneva Ponzi. Al banchiere rimanevano 800 da prestare e reincassare, oltre agli interessi, tramite il “meccanismo del riflusso” – ovvero, incassando le rate ripagate periodicamente dai prestatari ed appropriandosene, proprio come fanno ancor oggi le banche. Così si spiega facilmente perché, anche quando ormai i quotidiani avevano montato uno scandalo descrivendo però il sistema come, appunto, uno Schema Ponzi tradizionale, la società  di Ponzi riusciva ancora senza problema a rimborsare i clienti sia del capitale che degli interessi. Nel “vero” schema Ponzi, chi ci rimetteva erano le altre banche concorrenti che non partecipavano allo schema: mancando dei versamenti della moneta-base della clientela di Ponzi, non potevano innescare l’appropriazione indebita attraverso la moltiplicazione frazionaria. Bastava che si mettessero d’accordo tra banche, come fanno oggi attraverso la partecipazione in Bankitalia, per spartirsi proporzionalmente il malloppo, e tutto sarebbe andato a meraviglia…o quasi. Fino a quando cioé, come sta accadendo ora, una gran parte della popolazione si accorge del trucco. E’ proprio perché i criminologi non sanno del reale funzionamento dello Schema Ponzi originale che diventa difficile individuare tutti quei crimini collegati a quel sistema. Per questo i magistrati non capiscono che le centrali internazionali del clearing interbancario, non sono altro che delle megalavanderie dei profitti dello “Schema Ponzi rivisitato”. Tutto il denaro del riflusso bancario viene riciclato e lavato attraverso queste centrali di compensazione, attraverso migliaia conti “non pubblicati”, come nel caso di Clearstream scoperto dal giornalista francese Denis Robert (4). Senza l’appropriazione indebita effettuata attraverso la privatizzazione della rendita monetaria, parecchie belle fortune sarebbero davvero inspiegabili…

    Facciamo giustizia

    La moneta emessa dalla privata Banca Centrale Europea (BCE) pesca nel potere d’acquisto di tutta la comunità  europea, costretta ad accettarla perché “a corso legale”, in realtà  “corso forzoso”. E questo é il primo 100% di valore che si paga in modo invisibile. Di più, quando lo stato ha bisogno di soldi, emette titoli di debito AL VALORE NOMINALE della moneta anziché sostenerne semplicemente le spese di emissione, come invece fa per le monetine metalliche. La BCE però nel bilancio occulta la rendita monetaria effettiva mettendola al passivo, sicché il cosiddetto signoraggio – come inteso da Bankitalia – risulta la differenza tra il falso passivo ed i titoli più i guadagni realizzati dalla banca centrale attraverso altre speculazioni e manipolazioni del mercato, messi all’attivo. La rendita monetaria quindi, illecita soprattutto perché privata e non incamerata come tassa di stato, viene chiamata signoraggio e la Banca d’Italia non ha nessuna intenzione di restituirla (5). Alla luce di quanto é emerso, é triste notare che il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha addirittura citato in giudizio il giornalista Ugo Gaudenzi che aveva osato chiamarlo “criminale”. Draghi farebbe bene a ricordarsi le lezioni del suo professore Federico Caffé, che non era certo a favore di un sistema truffaldino destinato ad arricchire una “élite di nati stanchi” – per non dir di peggio! – negando di fatto, alla popolazione la redistribuzione della ricchezza. Questa però la chiamerei meglio: “bancarotta morale”. Invece di lottare disperatamente per rimandare l’inevitabile, consiglio a Draghi un ravvedimento operoso. Segua l’esempio del Prof. Nino Galloni, altro allievo di Caffé, e scriva libri per educare i giovani, piuttosto.
    La magistratura in generale non può fornire una soluzione alla truffa dell’emissione monetaria a doppio debito dei cittadini, più gli interessi. Lo ha dimostrato una sentenza recente a sezioni riunite della Cassazione (6). Va anche notato che i magistrati vengono pagati dalla Tesoreria dello Stato, gestita misteriosamente dal 1907 dalla Banca d’Italia, senza regolare gara d’appalto ma attraverso un “tacito” rinnovo ventennale… Mi pare evidente che c’é un pauroso conflitto d’interessi incestuoso per cui codesti magistrati andrebbero automaticamente esonerati dalle cause che riguardano cittadini e banche. Per quanto se ne sa, solo il procuratore generale Bruno Tarquini, ormai a riposo, si é occupato dello scandalo monetario nel suo libro istruttivo “La banca, la moneta e l’usura – La Costituzione tradita”, ControCorrente Edizioni, 2001. Un questore che aveva avviato una causa giudiziaria in merito, Arrigo Molinari, venne assassinato a coltellate poco prima della convocazione in Tribunale (27 settembre 2005)… La polizia europea antifrode – OLAF – se ne é lavata le mani nel 2005 (7). Lo stato occulta la piena verità  sulle politiche monetarie attraverso il segreto di stato imposto per legge (8), in barba alla cosiddetta “trasparenza”. Il nuovo statuto regionale federale lombardo (9) addirittura, travalicando le intenzioni della Costituzione nell’articolo sul referendum abrogativo, all’art. 50 paragrafo 2 recita: Non é ammessa l’iniziativa popolare in materia statutaria, elettorale, finanziaria, tributaria, di bilancio, di ratifica di accordi con Stati esteri e di intese con enti territoriali interni ad altro Stato o con altre Regioni.

    Siamo quindi in un vuoto che potrà  essere colmato attualmente solo attraverso l’istituzione di uno strumento quasi-monetario pubblico (10), e/o attraverso l’istituzione di giurie popolari, come nel caso della Corte d’Assise Speciale che giudicò i gerarchi fascisti nel dopoguerra, che facciano emergere i reati facendo piena luce (11), o, in caso estremo, attraverso l’insorgenza e la guerra civile, come nell’America del 1776.

    A voi la scelta.

    Note:

    1) Per capire bene la somma di illegalità  e mostruosità  giuridiche nella gestione attuale del sistema del credito, dal punto di vista del diritto romano, é necessario ed opportuno leggere il testo del Prof. Jesus Huerta De Soto “Money, Bank Credit, and Economic Cycles”. liberamente scaricabile da internet:
    http://mises.org/books/desoto.pdf

    2) “Bankenstein”, ed. Nexus (2006), e “O la banca o la vita”, Arianna Editrice (2008).

    3) L’ultimo é “Salvataggio bancario, un brutto scherzo goliardico”, Rinascita, 5 marzo 2009.

    4) “Soldi – Il libro nero della finanza internazionale”, di Denis Robert e Ernest Backes, Nuovi Mondi Media, 2004

    5) Scrive la Banca d’Italia sul suo sito, in data 2 agosto 2006, ovvero sotto al governatorato di Mario Draghi: “Alla luce delle superiori considerazioni questo Istituto respingerà  ogni ulteriore richiesta di pagamento di quote del reddito da signoraggio e far valere la decisione delle Sezioni Unite in ogni procedimento giurisdizionale allo stato pendente o che in futuro dovesse essere instaurato nei suoi confronti.”
    http://www.bancaditalia.it/bancomonete/signoraggio/signoraggio_ss_uu_comunicazione.pdf

    6) Cass., sez. I, 21 giugno 2002, n. 9080 e Cass.16751/06, 21 luglio 2006.

    7) Polizia Europea Antifrode OLAF: Non siamo competenti per indagini relative a presunte frodi connesse al fenomeno del cosiddetto “signoraggio” – 9 settembre 2005
    http://studimonetari.org/articoli/olafesignoraggio.html

    8) Il decreto n. 561 del 13 ottobre 1995, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 302 del 29 dicembre 1995.

    9) http://www.parlamentiregionali.it/dbdata/documenti/%5B482bef087b02c%5Dlombardia_14.05.08_IIlettura.pdf

    10) Come proposto nel disegno di legge regionale sui Buoni Regionali di Solidarietà :
    http://studimonetari.org/propostaleggeregionalebrs.pdf

    11) Si tratterebbe di giudicare circa 320.000 bancari, evidenziando quei casi in cui si può dimostrare l’elemento psicologico del reato. I dirigenti e la direzione strategica delle banche sono quelli che rischiano di più, assieme ai dipendenti Bankitalia.

  10. paolo papillo ha detto:

    DA NON PERDERE,

    QUI’ CI VOGLIONOLE PALLE…

    DOMANI MATTINA ALLE 9 VA IN ONDA RADIOANCHIO RAI RADIO 1 COME OSPITE CI SARA’ IL MINISTRO DELL’INTERNO ,POSSIAMO INTERVENIRE IN DIRETTA.
    MAGARI SPACCIATEVI PER FILO-LEGHISTI POI UNA VOLTA IN DIRETTA FATE QUALCHE DOMANDA AL SIG MINISTRO ,IO CI PROVERO’….

    Numero verde: 800.05.00.01
    Numero per sms: 335.6992949
    E-mail: radioanchio@rai.it

  11. Colaiuta ha detto:

    onorevoli dei miei coglioni !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Arroganti, tutti, come nel film “hannibal holocaust” dove sto qua sparava a bruciapelo ad un maialino indifeso.
    Ripeto… onorevoli di sto grandissimo stracazzo !!!!!!!!!

  12. franco ha detto:

    perché non metti qui la possibilità  di inserire i tuoi articoli giornalieri sulle pagine personali degli utenti facebook così come avviene per i commenti del sito di beppe grillo e di antonio di pietro?
    Saluti

  13. Franco (Cesena) ha detto:

    Qualche anno fa la Carlucci venne a fare un servizio per Mela Verde nello stabilimento OROGEL di Cesena.Al momento di entrare nei reparti di produzione per le riprese,venne invitata ad indossare la cuffietta per i capelli,come le norme igieniche richiedono.La stronza si rifiuto’,dicendo che cio’ avrebbe leso la sua immagine. Ecco da chi siamo governati.

  14. Alesio ha detto:

    Mi inorridisce la Carlucci per quanto sia altezzosa/servile e di Barbareschi lascio perdere scrivere di lui vorrebbe dargli visibilità  in quanto ameba lobotomizzata e legata alla poltrona salvezza di immorale costume.

    Daniele ottimo articolo,bisogna star dietro a tutta questa gente ,devono essere loro tenuti sott’occhio e rispondere dei loro comportamenti/allusioni e spese con i soldi altrui che di usare i loro non sia mai. Un grande fratello al contrario con il potere ad essere vigilato e punito come non mai.

    Non che esso sia impunibile al di sopra di ogni morale e leggee continuare come se noi non contiamo fino alla prossima chiamata elettorale!

  15. Rick ha detto:

    Grandissimo Post Daniele, ma anche grande la spiegazione di Luigi Montinari!
    Solo un appunto sulle tue osservazioni (che tra l’altro trovo anche nell’articolo di Repubblica): ti sembra giusto che uno str…o scrive una boiata e L’INTERO SITO venga oscurato?
    E’ chiaro che in questo modo basta che qualcuno (magari prezzolato dal Potere) manda un messaggio che incappa nel codice penale, e una sequela di messaggi magari sgraditi al potere SCOMPAIONO. Certo a meno di una rapida cancellazione da parte del web master, ma nn so se questo é sempre applicabile.

  16. Tripo ha detto:

    Post fantastico, da stampare e diffondere il più possibile.

  17. 3my78 ha detto:

    Barbareschi che dice di essere stato uno dei fondatori di internet in Italia ahahahah macchiette come lui e la Carlucci che non hanno nessuna competenza ma sono solo delle pedine inutili. Pensasse a Rete 4 che é abusiva e in mora da 3 anni.

  18. johnny fel ha detto:

    bellissimo video,veramente mi manca il grande gaber…bel post..viva la libertà  di partecipazione..alla faccia della zozza carlucci e del leccaculo merdoso come erano i suoi programmi di luca barbareschi..a cagare anche d’alia…

  19. POLDO ha detto:

    Su Nino Strano non c’é più nulla da dire poiché la sua immagine di uomo di mezza tacca, inutile parassita e mantenuto della politica italiana lo precede.

    Enigmatica la musica di sottofondo del suo sito “Futura” di Lucio Dalla(che credo si vergognerà  e lo consiglierei di invitare l’ex senatore a toglierla) soprattutto la frase “… chissà , chissà  domani su che cosa metteremo le mani…”

    ——————————–

    Per quanto rigurda Barbareschi lui si definisce un uomo innovativo, in relazione alle sue ideologie, secondo le quali non lascia la politica per non dare soddisfazione a chi ce l’ha con lui, é un uomo da una mentalità  arretrata come un aratro (che a differenza sua ha una ben specifica funzione).

    Barbareschi come ci sei entrato in politica? O meglio chi ti ci ha fatto entrare?

    Si vede che Barbareschi é una persona disinteressata e politicamente improntato al volere cittadino.
    Per chi non lo sapesse Barbareschi prima di essere “artista” é soprattutto imprenditore, con una casa di produzione, la Casanova Entertainment e non solo. Quindi questo spiega la sua preoccupazione proprio “disinteressata” nel preservare il diritto d’autore sulla rete, lui lo fa per il bene comune ma soprattutto per il suo bene di imprenditore.

    Bravo Barbareschi hai fatto bene ad entrare con il gruppo dei conflitti di interesse per eccellenza, subito allineato con il partito di papponi che ti sei scelto, il PDL, a dimostrazione che rimane il partito di quelli che non valgono un cazzo come politico e non solo.

    Sei un altro parcheggiato del PDL a spese della comunità , continui beatamente a farti i cazzi tuoi girovagando da un set ed un altro o a teatro con lo stipendio da politico del Parlamento Italiano. Hai varato una nuova figura, il Parlamentare a distanza, con il primato di assenze.
    Sai dove te la puoi infilare la tua innovazione! Se sei così innovativo, scegli! O “Artista” o “Politico” le due cose non convivono. Sei fatto della stessa pasta di coloro che definsci buoi.

    Nell’ultimo film internazionale girato dubito che Barbareschi lo ha fatto gratis! Non ci sono solo i compensi contrattuali!

  20. Marco B. ha detto:

    Daniele,

    storia di Bersani su facebook a parte(un mitomane o peggio un fan o MILITONTO come li chiama Piero Ricca)posso dire di condividere con te il 100% del post. Infatti all’incontro dei Meetup di Grillo per la presentazione delle liste civiche nazionali a Firenze domenica 8 Marzo 2009, una delle PREGIUDIZIALI per i candidati a ruoli nella pubblica amministrazione(oltre all’impegno a rispettare il programma)é quella di essere presenti in rete con un sito, blog o altro, attraverso il quale comunicare con i cittadini e segnalare loro le attività  svolte durante il mandato, oltre ad avere un filo diretto per ascoltare le proposte, le richieste e gli inviti di partecipazione popolare. DEMOCRAZIA DIRETTA, PROPOSITIVA e dal BASSO!!
    Senza la quale figure ANCHE come Bersani NON hanno più NESSUNA utilità  ad esistere. Provare per credere ..

    http://www.beppegrillo.it/2009/03/in_diretta_da_f.html#comments

  21. Emiliano ha detto:

    Democrazia sì, ma comunista… no, grazie. Non mi risulta che il comunismo sia fondato sulla meritocrazia: tutti uguali, e basta. Ho viaggiato in Russia e ho constatato, anche parlando con la gente del posto, che lì il lavoro era garantito a tutti, ma senza nessuno spazio per l’iniziativa personale e per i meriti. Era tutto ingrigito da una routine da cui non si poteva e doveva uscire. E chi provava a dare di più, o a cambiare, era ghettizzato e ostacolato invece che incentivato. Questo non é, a mio parere, dare “a tutti il proprio merito o demerito”. Tant’é che alla fine, mi dicevano, nessuno sapeva più lavorare sul serio perché, tanto, chi faceva bene riceveva esattamente come chi faceva male o non faceva affatto. Le aziende russe hanno avuto e hanno ancora enormi problemi dal punto di vista della competitività  anche per questa mentalità  di appiattimento in nome di una “uguaglianza” distorta inculcata in 70 anni di Comunismo.

    Anche secondo me, poi, la sentenza non é negativa in sé. Certo manca una una legislazione organica in materia.

    Ciò non toglie che seguo assiduamente i tuoi sforzi e apprezzo moltissimo il tuo lavoro, sia chiaro.

  22. Luigi Montinaro ha detto:

    concordo sui vermiciattoli… 🙂
    per quanto riguarda la cassazione…
    bhé…
    sulle prime mi ha lasciato di sasso, ed anch’io ho pensato che fossero dei “conservatori”…
    in realtà  leggendo l’articolo che hai linkato e andando anche a vedere un pò da altre parti…
    devo dire che… nel male…
    é una notizia positiva!
    Dico nel male, perché ovviamente dispiace per la specifica vicenda…
    ma la cassazione se leggete bene… da ragione a noi…
    e praticamente torto alla legge Levi-Prodi…
    questo é pezzo dell’articolo di repubblica on-line:

    http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/internet-leggi/cassazione-10mar/cassazione-10mar.html


    Ma é una cattiva notizia per la libertà  su internet – come crede Aduc – o é piuttosto il contrario? “E’ una buona notizia”, dice Fulvio Sarzana di S. Ippolito, avvocato esperto di internet. “Per la prima volta la Cassazione esonera i siti dagli obblighi della legge sulla stampa. Una cosa che gli utenti di internet temono da anni di subire”, aggiunge. Significa: niente obbligo di registrazione al tribunale, di avere un direttore responsabile; ma non solo: “Viene finalmente chiarito che non c’é l’obbligo di controllo su quanto pubblicato dai commentatori sul proprio blog. La responsabilità  di eventuali diffamazioni é solo dei commentatori. Lo sarebbe anche del gestore del blog, se si applicassero le leggi sulla stampa”.

    quindi secondo me la sentenza é giustissima e va difesa!

    Se vogliamo pretendere i DIRITTI DOBBIAMO ANCHE ACCETTARE I DOVERI

    Se no, per conto mio, non siamo tanto diversi da quelli che tanto recriminiamo…Barbareschi, Carlucci, Levi, Gasparri, e tutta quella bella gente… dulcis in fundo il ducetto di Arcore…

  23. freeman ha detto:

    per fortuna la rete é libera, almeno per ora, alla faccia del regime infame che ovviamente ha paura della libera informazione…

  24. caterina ha detto:

    Grande Daniele, non le mandi certo a dire 🙂
    Tra le varie iniziative, c’é un gruppo su Facebook
    http://it-it.facebook.com/group.php?gid=49315183767
    e una lettera già  pronta da inviare ai parlamentari
    http://www.e-policy.it/2009/03/scrivi-al-tuo-parlamentare-contro-la-censura-della-rete/#more-79
    Più siamo, più ci divertiamo 🙂

  25. Marco Cappa ha detto:

    Bellissimo il video di Gaber.
    Barbareschi.. sputtanato dalle cose che dice e che fa intenta cause contro youtube.. probabilmente si autosputtanerà  pure sul proprio blog.

    Complimenti e grazie per le informazioni che metti a disposizione della rete.
    Un saluto e arrivederci alla prossima notizia

  26. salvo ha detto:

    si`, anch’io avevo capito cosi`…

  27. alberto ha detto:

    ma non sono stati condannati quelli dell’ aduc?

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