Rai: di tutto di più – (quarta parte)

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Gli ultimi sviluppi che trapelano dall’azienda carrozzone rifugio artistico e parartistico a tempo indeterminato per amici e parenti, riguardano le dimissioni di Gigi Moncalvo, ex caposttuttura di Rai2 autore di “Confronti” che in una lettera pubblicata sul “Giornale” scrive di non poterne più della mancanza di criteri di professionalità , di rispetto, di competenze e di uomini giusti al posto giusto.
Moncalvo lamenta lo spostamento del suo programma e l’ammezzamento della durata, nonostante gli ascolti dignitosi accumulati negli ultimi 4 anni in rapporto al costo per puntata di meno di 8mila euro, irrisorio rispetto al costo di altri programmi che annaspano nella crisi di ascolti che sta colpendo la tv generalista.
Moncalvo dichiara di andarsenne per riacquistare dignità , salute e libertà , non intende mettersi in tasca tessere di partito, tantomeno intende mettersi alla ricerca di santi protettori della politica.
Mentre l’Unità  scrive invece che l’uscita di Moncalvo dalla Rai sia stata concordata rimangiandosi le accuse di libertà  violata, trapela la pretesa di rientro da parte della Bergamini, la responsabile ex articolista locale di ufologia piazzata a decidere i palinsesti della rete nazionale di servizio pubblico da Silvio Berlusconi, finita nelle cronache nei giorni in cui si seppe che il governo italiano si reggeva tra le gambe di 3 o 4 potenziali attricette.

Nel cda politico, dopo il reintegro a colpi di ricorsi al Tar del berlusconiano Angelo Maria Petroni, il direttore berlusconiano Claudio Cappon, su richiesta della respnsabile berlusconiana Giuliana Del Bufalo, nomina vicedirettore delle testate parlamentari il berlusconiano Giorgio Giovannetti (il quinto), entrato in Rai con la qualifica di unico ed inedito “consulente esperto dei rapporti con le Regioni” a disposizione del consiglere berlusconiano Petroni, decisione che ha suscitato l’ira dell’Usigrai e dell’Adrai definendo vergognoso lo scavalcamento di centinaia di precari da parte del prodiano Luciano Flussi, convertito da contrattualizzato aziendale a giornalistico per fargli fare il capo del personale al posto di Maurizio Braccialarghe.
Morale: dei 5 vicedirettori su appena 39 giornalisti delle testate parlamentari, 3 sono berlusconiani, sufficienti per scandalizzare il commissario vigilanza senatore Montino, (Pd) il nuovo che ci avanza, oltre che delle già  citate Usigrai e Adrai.

Intanto la discussione in Senato della riforma Gentiloni che prevede un tiepido ridimensionamento del monopolio berlusconiano nell’editoria e nella pubblicità  italiane, ha trovato l’ostruzionismo di oltre 1.200 emendamenti presentati da Forza Italia che difendono la legge fuorilegge Gasparri.

Altra bufala di questi giorni: il canone Rai lo pagheranno anche gli ultra 75enni con qualunque reddito, tranello di Gentiloni in barba a quanto promesso in finanziaria perché mancano i soldi.
Qualcuno ha visto qualche spot in merito?

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6 Commenti a “Rai: di tutto di più – (quarta parte)”

  1. Marco B. ha detto:

    Ciao Daniele,
    Moncalvo non mi piace come giornalista e nemmeno come conduttore di “finti” talkshow come la trasmissione Confronti. L’ho seguito alcune volte con l’intento di capire se ci fà  o ci é giungendo a conclusione che “ci é”, specie quando “ringraziava” ironicamente i telespettatori per gli insulti ricevuti via mail per le puntate precedenti del suo programma(quasi sempre meritati). La scorsa settimana ho avuto modo di seguire la puntata del suo programma che aveva per ospiti l’INDIFENDIBILE Sgarbi e un vero giornalista quale Travaglio(la ragione del mio interessamento)ed ho appreso dalla sua viva voce la notizia dello spostamento di orario e di giorno conclusosi con il suo appello e “velate” minaccie di lasciare la RAI(forse l’unica cosa che gli ha fatto onore in tutto quel ciarpame che ha detto). Premesso questo sono anch’io disgustato e un pò inkazzato che per l’ennesima volta un programma(per me insignificante quando non discutibile)di attualità  e commento ai FATTI anche se fatto in versione talkshow per ritardati mentali(roba da sottotitoli in Brail)venga “dirottato”(anche questa é una censura bella e buona)ad un orario impossibile per i comuni mortali. Segno che nell’insieme la trasmissione NON portava più tanto CONSENSO(sebbene abbiamo assistituo ad accesi dibattiti e provocazioni da share oltre il 10%)o dopo tanti anni era diventata troppo INDIPENDENTE dalla linea editoriale della rete 2.
    E questo é INTOLLERABILE(che una trasmissione fatta per INFORMARE – anche se in maniera RIDICOLA come nello stile Moncalvo – venga relegata fuori dal palinsesto di ascolto medio-basso). Ma questa come ci siam detti 1000 volte é “mamma” RAI .. un posto in prima fila!

  2. sil lan ha detto:

    Seguo da molto la trasmissione “Confronti” di Gigi Moncalvo, che considero conduttore serio, preparato, equilibrato: mi é dispiaciuto molto quando, la settimana scorsa, ho appreso che sarebbe stata spostata in orario ancor più ostico o addirittura soppressa. Nessuno ne ha parlato, nessuno si é opposto, e la ringrazio per averlo fatto lei: tuttavia é veramente sconsolante assistere a questa continua emorragia di trasmissioni interessanti che vengono sostituite con altre di cosiddetto “intrattenimento”. Il fine é chiaro, ma forse i nostri “potenti” non hanno ancora capito che non riusciranno più a tenerci ignoranti come fa loro comodo: ci rivolgeremo altrove.
    Moncalvo, apra un blog: troverà  molte persone come me che la seguiranno e sapranno apprezzare le sue qualità .
    Cordialmente.

  3. Claudia Lanci ha detto:

    Sono ormai anni che guardo al minimo la tv.,di cui non disdico l’abbonamento, solo perché in famiglia non la pensano tutti come me . Però,non c’é un male che non ci sia un bene: ho recuperato la lettura, anche quella dei blog come il suo , e soprattutto mi sono riavvicinata alla vecchia cara radio. Mi sento una persona molto più libera e culturalmente in crescita . Con ciò non posso non considerare una vera disgrazia per il nostro Paese la disinformazione o – ancora peggio – l’informazione superficiale,settaria o ambigua.

  4. Russo Giuseppe ha detto:

    Egr. sig. Martinelli , siccome la stimo e condivido pienamente il suo giudizio su Gianni Riotta, secondo il mio modestissimo parere ci sarebbe anche da mandare a v…..o un certo sig. Facci.
    Nel mio piccolo ho scritto una e.mail sul blog di Beppe Grillo dopo aver sentito il commento sul popolo della rete, fatto appunto da questo individuo. Nessuno glielo ha chiesto , o forse é stato invitato da altro individuo sospetto(tale Bruno Vespa)ed incitato dal suo” padrone” solo ed appunto per farlo straparlare insultando liberi ed onesti cittadini Italiani.
    Sono ottusi se credono che questi “piccoli uomini” possano condizionare il libero pensiero del popolo della rete. Grazie se vorrà  intervenire. Buon lavoro .
    Con stima
    Russo Giuseppe

  5. Bianchi Davide ha detto:

    Ciao Daniele, a proposito di RAI volevo raccontarti questa bella mia storiella personale. Dunque.. nel lontano 1994 mi sono diplomato come perito in elettronica, appassionato di tecnologia io ed un mio compagno di classe partecipiamo alle selezione per un corso, sovvenzionato da Comune di Milano e Regione Lombardia, al Centro di Formazione per le Tecniche Cinetelevisive. Per l’esattezza era un corso biennale diurno per diventare TECNICO AUDIO/VIDEO. Passo la prova scritta+orale a pieni voti e frequento felicemente il corso: tanta teoria e pratica (mini-produzioni in teatri ed eventi sportivi). Ottimo! A questo punto sono pronto per entrare a lavorare in TV, ho finalmente una preparazione adeguata al ruolo, non mi rimane altro che far domanda in RAI a Milano. Delusione totale: non mi hanno fatto neanche partecipare al concorso (che sicuramente avrei passato visto la preparazione) e lo sai perché? Il mio punteggio del DIPLOMA era 40 e non minimo 43 come previsto dai loro stupidi regolamenti! Quindi un diplomato di liceo classico avrebbe anche potuto entrare in RAI, ma un perito in elettronica con un attestato di TECNICO AUDIO/VIDEO no! Alla fine ho risposto ad un inserzione sul Corriere della Sera e sono entrato a lavorare in un’azienda di Telecomunicazioni. Il mio sogno ormai é svanito e sono dispiaciuto di aver buttato via 2 anni di corso e averci messo tutta la mia passione possibile, sicuro che un’azienda come la RAI avrebbe gradito assumere una persona preparata e motivata. Ero ancora molto ingenuo allora… avrei dovuto farmi amico qualcuno iscritto a qualche partito.
    Un saluto
    Davide

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