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	<title>Il blog di Daniele Martinelli</title>
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		<title>I greci e il trenino</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-9031" title="sodomia culi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/sodomia-culi.jpg" alt="" width="430" height="264" /></p>
<p>L&#8217;euro finisce o non finisce? Il popolo greco ha espresso alle urne che vuole uscirne, ma se i greci escono dall&#8217;euro, la moneta unica morirà di contagio. Siccome i banchieri che detengono potere e ricchezza non vogliono, i governanti europei ci mettono la faccia. Insistono a riunirsi per continuare a dire che la Grecia deve rimanere nell&#8217;euro. Dunque, se i greci verranno costretti al governo tecnico, ieri il tecnico di Goldman sachs Mario Monti e il presidente della Commistione europea Barroso hanno pranzato assieme per discutere di crescita. Ma in questo momento l&#8217;unica crescita possibile è quella delle loro pance piene. L&#8217;europa, a partire dai greci, non ha voglia di crescere e di consumare. Ha voglia di vivere lontana dalla Trojka e libera dall&#8217;invasione tedesca che nel &#8217;45 si palesò con le sanguinose invasioni di Hitler, mentre nell&#8217;era moderna si palesa col dominio monetario.</p>
<p>L&#8217;euro riduce alla fame milioni di europei mentre i babbuini in giacca e cravatta dei banchieri fanno i pranzi. Oggi è Berlusconi che si autoinvita a pranzo con Monti. Al nano di Arcore interessano i processi per corruzione e concussione in cui è plurimputato e siccome i suoi dipendenti del suo partito degli Onesti delinquono in aula con l&#8217;ostruzionismo alla legge anticorruzione e coi blitz contro il ritorno del falso in bilancio, oggi probabilmente offrirà tangenti a Monti per dirgli &#8220;<em>paga lo scotto delle nostre critiche se vuoi rimanere lì dove sei a fare il burattino dei banchieri, e fai finta di niente</em>&#8220;. Insomma, va bene far vedere all&#8217;Europa che l&#8217;Italia recepisce le leggi comunitarie sulla corruzione, ma l&#8217;importante è che le soluzioni (con Berlusconi sotto processo e il Pdl Landolfi vice di Cosentino nei guai per corruzione e truffa ai danni di un consigliere comunale indotto a dimettersi in favore dei casalesi) siano &#8220;<em>extralight</em>&#8220;. Leggi morbide assai più digeribili dei sontuosi pranzi visto che anche la ministra dell&#8217;ingiustizia Severino sta al gioco molto lontana negli Usa per dire &#8220;<em>non so che stanno combinando a Roma</em>&#8220;.</p>
<p>Intanto i giornalisti di regime, per tenere al guinzaglio le masse di disagiati sempre più allo stremo, dipingono l&#8217;uscita della Grecia dall&#8217;euro come &#8220;<em>cataclisma, incubo, disastro di proporzioni cosmiche</em>&#8221; che può avere un pauroso effetto domin(i)o sull&#8217;Italia. Ecco allora le medicine a base di <em>spending review, fiscal compact e golden rule</em> che nessuno capisce. Sono i palliativi serviti dai banchieri che &#8220;<em>dichiarano guerra alle agenzie di rating come l&#8217;americana Moody´s, che ha tagliato l´affidabilità di 26 banche italiane</em>&#8220;. La realtà pare essere che i banchieri abbiano tutto interesse affinché le guerre urbane si verifichino. Creerebbero danni che necessiterebbero di ricostruzione, dunque di nuova economia.</p>
<p>Ma per ora, fin che il Titanic Italia va, a loro conviene lasciarlo andare. Tanto hanno sempre dalla loro destra e sinistra coi loro pensatori come Curzio Maltese, secondo cui &#8220;<em>l&#8217;Italia è il vagone che collega la locomotiva franco-tedesca al resto dell&#8217;Europa. Staccare il vagone italiano significa porre fine al viaggio</em>&#8221; O meglio, porre fine alle inculate in serie con i greci in testa. Stufi di questa schifosa sodomia bancaria.</p>
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		<title>Elsa Fornero e i gay</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Si deve riflettere sul tema delle persone dello stesso sesso che chiedono di essere famiglia. Indipendentemente dalle convinzioni personali</em>». Elsa Fornero, 15 maggio 2012.</p>
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		<title>Curzio insinua il papocchio</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;A Parma i grillini si starebbero organizzando a ricevere sottobanco l´appoggio del moribondo partito di Berlusconi</em>&#8220;. Curzio Maltese, 16 maggio 2012.</p>
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		<title>Antonio Mancini vs Vaticano</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il Vaticano doveva più di 200 milioni di dollari che la banda della Magliana aveva riciclato per lo Ior e che non aveva più rivisto dopo il crack dell’Ambrosiano. Io e Danilo Abbruciati nell’81 andammo a Milano, per incontrare gente del Banco legata a Calvi e alla P2. A portare a Wojtyla la foto scattata in piscina a Castelgandolfo in cui lui era circondato dalle suore fu Gelli in persona. Tutto era legato.</em>&#8221; Antonio Mancini, ex della Banda della Magliana al Fatto quotidiano.</p>
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		<title>I pignorati nel silenzio</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-9016" title="casa pignorata" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/casa-pignorata.jpg" alt="" width="287" height="200" /></p>
<p>37.472 nel 2010. 44.027 nel 2011. E&#8217; il numero delle famiglie italiane alle quali è stata pignorata la casa a causa della perdita del posto di lavoro o della cassa integrazione che hanno impedito il rimborso delle rate del mutuo. E se si dà uno sguardo alle prospettive reddituali delle famiglie, il numero dei pignorati italiani non potrà che aumentare. Le richieste di sospensione delle rate sono passate dalle 55 mila di fine novembre 2011 alle oltre 60 mila attuali, con un debito residuo di circa 7,5 miliardi. Non solo. Nei primi 3 mesi del 2012 le richieste di mutuo sono scese del 48%, anche per effetto dell&#8217;inasprimento dei criteri di concessione del credito da parte delle banche ma anche per effetto dell&#8217;aumento dello spread (dati Nomisma). Al contrario, dati di MutuiOnline dicono che i ricarichi applicati bancari applicati ai mutui a tasso variabile sono passati dall´1,43% del primo semestre 2011 al 3,57% del primo bimestre del 2012. Il rigoroso calcolo dei tassi di è lo strumento preferito dalle banche per alleggerire i loro costi. Trasferiscono sulla potenziale clientela l&#8217;onerosità dei costi di approvvigionamento a medio-lungo termine. Anche questo è uno dei drammi della crisi che pare passare sotto silenzio a scapito di sterili beghe tra giornalisti mechati che si rinfacciano pareri dei loro editoriali in prima pagina.</p>
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		<title>Irruzione per 2400 euro</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:36:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non sono 44 mila, ma 2.400 euro l&#8217;ammontare complessivo del debito che Luigi Martinelli ha verso l&#8217;Agenzia delle entrate ed Equitalia. Lo hanno verificato i carabinieri di Treviglio a carico dell&#8217;uomo, autore dell&#8217;irruzione nell&#8217;ufficio delle Entrate di Romano di Lombardia armato di fucile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono 44 mila, ma <strong>2.400 euro</strong> l&#8217;ammontare complessivo del debito che Luigi Martinelli ha verso l&#8217;Agenzia delle entrate ed Equitalia. Lo hanno verificato i carabinieri di Treviglio a carico dell&#8217;uomo, autore dell&#8217;irruzione nell&#8217;ufficio delle Entrate di Romano di Lombardia armato di fucile.</p>
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		<title>Banche &#8220;pesci&#8221; in bara</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 05:46:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;La balena JP Morgan si unisce al calamaro vampiro Goldman Sachs nell´immensità delle acque profonde dove affondano i mostri finanziari&#8220;. Tweet di Nouriel Roubini del 14 maggio 2012.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;La balena JP Morgan si unisce al calamaro vampiro Goldman Sachs nell´immensità delle acque profonde dove affondano i mostri finanziari</em>&#8220;. Tweet di Nouriel Roubini del 14 maggio 2012.</p>
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		<title>Maurizio Pacconi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 15:40:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Rischio euro come per la Grecia? L&#8217;Italia è immune dal contagio. Ci saremmo arrivati se avesse governato la Sinistra</em>&#8220;. Maurizio Sacconi ministro un anno fa, 13 maggio 2011.</p>
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		<title>Grasso vs Ingroia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 09:36:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ingroia fa politica utilizzando la sua funzione, è sbagliato. Come ha sbagliato ad andare sul palco di un congresso di partito. Deve scegliere, e per me è tagliato per fare politica. A Berlusconi invece darei un premio speciale per la lotta alla mafia e per aver introdotto leggi che ci hanno consentito di sequestrare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Ingroia fa politica utilizzando la sua funzione, è sbagliato. Come ha sbagliato ad andare sul palco di un congresso di partito. Deve scegliere, e per me è tagliato per fare politica. A Berlusconi invece darei un premio speciale per la lotta alla mafia e per aver introdotto leggi che ci hanno consentito di sequestrare in 3 anni moltissimi beni ai mafiosi</em>&#8220;. Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia a &#8220;La zanzara&#8221; su Radio 24.</p>
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		<title>Grecia out, avanti il prossimo</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 08:31:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Non voglio nemmeno parlare di un ritorno alla dracma. C´è una larga maggioranza dei greci che vuole restare nell&#8217;euro. Se usciamo, l&#8217;economia crollerà, l´inflazione volerà alle stelle e i redditi cadranno drammaticamente. Sarebbe un brutto affare per la Grecia, ma una tragedia terribile per l&#8217;Europa. Il contagio è inevitabile». George Papaconstantinou, ex ministro delle Finanze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Non voglio nemmeno parlare di un ritorno alla dracma. C´è una larga maggioranza dei greci che vuole restare nell&#8217;euro. Se usciamo, l&#8217;economia crollerà, l´inflazione volerà alle stelle e i redditi cadranno drammaticamente. Sarebbe un brutto affare per la Grecia, ma una tragedia terribile per l&#8217;Europa. Il contagio è inevitabile</em>». George Papaconstantinou, ex ministro delle Finanze greco.</p>
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		<title>Soldi ai giornali, cappi agli esodati</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 14:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli esodati muoiono impiccati, i giovani crepano da precari senza aiuti economici che li avviino all&#8217;imprenditoria, i pensionati da 400 euro spacciano droga per arrotondare. Invece, i giornali di carta continueranno a ricevere i contributi di Stato fino almeno al 2014, anche se nonostante gli aiuti, chiudono i battenti com&#8217;è accaduto in questi giorni per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-8985" title="soldi ai giornali" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/soldi-ai-giornali.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Gli esodati muoiono impiccati, i giovani crepano da precari senza aiuti economici che li avviino all&#8217;imprenditoria, i pensionati da 400 euro spacciano droga per arrotondare. Invece, i giornali di carta continueranno a ricevere i contributi di Stato fino almeno al 2014, anche se nonostante gli aiuti, chiudono i battenti com&#8217;è accaduto in questi giorni per &#8220;<em>Il Manifesto</em>&#8220;. Il <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/05/11/news/decreto_legge_del_governo_a_sostegno_dell_editoria-34957158/" target="_blank"><strong>decreto varato dal governo</strong></a> in materia di soldi ai giornali, annuncia una stretta ai finanziamenti che rischia di essere una <strong>finta</strong>. Intanto perché trattandosi di &#8220;<em>soldi che non potranno essere superiori a quelli ricevuti nel 2010</em>&#8220;, parliamo comunque di una bella somma: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/contributi-alleditoria-150-milioni-di-euro-nel-2010/152176/" target="_blank">150 milioni</a> di euro. Inoltre perché ai fini dell&#8217;ottenimento dei soldi bisogna che &#8220;<em>le vendite costituiscano almeno il 30% della tiratura</em>&#8220;. Secondo questa regola, se prendiamo ad esempio un quotidiano indispensabile come &#8220;<em>Il Foglio</em>&#8221; di Giuliano Ferrara che vende sì e no 100 copie al giorno a fronte di oltre 3 milioni di euro di contributi che incassa ogni anno, potrebbe bastare che ne stampi soltanto 300 per rientrare nel parametro (30% di 300 fa 90). Quanto al personale, dovranno essere almeno 5 i giornalisti assunti. Il loro costo sarà coperto dal finanziamento per il 50% ma non è dato a sapere se per assunzione si intende l&#8217;agognato &#8220;<em>articolo 1</em>&#8221; del contratto nazionale o se assunti a tempo indeterminato con contratti a progetto con i quali si pagano gli articoli 5 euro. Un requisito non da poco per una testata che ambisce ai soldi pubblici in un momento in cui il mestiere di giornalista scompare nell&#8217;oceano dell&#8217;informazione globale dei social network. Il segnale più evidente di questo trend inesorabile è la fine del turn-over delle assunzioni &#8220;<em>blindate</em>&#8221; nei quotidiani nazionali e la progressiva perdita di dignità delle condizioni imposte dagli editori di testate online, che sfruttano l&#8217;entusiasmo di tanti giovani illusi speranzosi di poter vivere di questo lavoro. Infatti, anche per le testate online, sono previsti soldi ma a condizione che &#8220;<em>rispettino la periodicità annunciata e siano accessibili (in digitale) anche a titolo oneroso</em>&#8220;. Parliamo di testate che per evitare di essere etichettate &#8220;<em>stampa clandestina</em>&#8221; sono iscritte al Tribunale e al Roc. Ma se poi vediamo che una storica sentenza della Cassazione classifica i blog <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/05/11/news/i_blog_non_sono_stampa_clandestina_sentenza_storica_della_cassazione-34911909/" target="_blank"><strong>stampa non clandestina</strong></a> anche senza iscrizioni, come la mettiamo se un blogger volesse accedere a quei contributi? Del resto il blog è un diario a forma di giornale che ha una sua periodicità di aggiornamento che può essere &#8220;<em>anche</em>&#8221; onerosa. Dunque se l&#8217;obiettivo della <em>&#8220;revisione dei contributi pubblici è quello di realizzare risparmi senza intaccare il pluralismo</em>&#8220;, ed evitare casi clamorosi come i contributi all&#8217;Avanti di Lavitola, chi può obiettare che ogni blogger in circolazione non sia espressione di pluralismo? Per carità, non parlo di me, io di soldi pubblici non ne voglio per questo blog, ma oggettivamente i contributi all&#8217;editoria potrebbero essere, a questo punto, accessibili a tutti i detentori di un diari online. Chissà se provassimo ad avvertire qualche esodato in procinto di legare il cappio&#8230;</p>
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		<title>Bollettino di guerra da Equitalia</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 09:42:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«È inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche che hanno origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi, a causa della crisi economica. Gli eventi tragici non devono essere spettacolarizzati, con troppa superficialità si è associato il termine Equitalia a suicidio. Il sensazionalismo alimenta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>È inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche che hanno origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi, a causa della crisi economica. Gli eventi tragici non devono essere spettacolarizzati, con troppa superficialità si è associato il termine Equitalia a suicidio. Il sensazionalismo alimenta la violenza, facili strumentalizzazioni sfociano in vere e proprie guerriglie</em>». Attilio Befera, presidente di Equitalia.</p>
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		<title>La rivoluzione</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 15:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la guerriglia urbana andata in scena davanti alla sede Equitalia di Napoli, l&#8217;ultima di una serie di attacchi a suon di bombe e di incursioni armi in mano, si può dire che la rivoluzione in Italia è ormai cominciata. La Grecia è già qui, col suo deserto di prospettive e con un governo impotente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://video.repubblica.it/edizione/napoli/napoli-protesta-a-equitalia-cariche-della-polizia/95054/93436" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-8974" title="EQUITALIA NAPOLI" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/EQUITALIA-NAPOLI.jpg" alt="" width="485" height="315" /></a></p>
<p>Con la guerriglia urbana andata in scena davanti alla sede Equitalia di Napoli, l&#8217;ultima di una serie di attacchi a suon di bombe e di incursioni armi in mano, si può dire che la rivoluzione in Italia è ormai cominciata. La Grecia è già qui, col suo deserto di prospettive e con un governo impotente, in attesa di essere a sua volta (come è già stato dichiarato per Atene) scaricato da Berlino con un &#8220;<em>avanti anche senza l&#8217;Italia nell&#8217;Euro</em>&#8220;. La situazione nelle città italiane è ormai fuori controllo, alla mercé di iniziative estemporanee con gruppi e gruppuscoli di ribelli che si radunano a sorpresa nelle strade per protestare nel generale silenzio dei media di regime. Il motto che circola tra tanti disperati è &#8220;<strong>Ribellarsi per non suicidarsi</strong>&#8221; nei confronti di un sistema oppressivo che strozza ogni giorno piccole e medie imprese, oltre che i bilanci di tante famiglie. Ecco perché gli uffici delle Entrate sono nel mirino dei disordini.</p>
<p>Intanto, nel caos generale, si fanno avanti i cosiddetti &#8220;<em>anarchici</em>&#8221; che rivendicano l&#8217;attentato a Roberto Adinolfi e ne promettono altri con volantini brigatisti a Legnano che ottengono grande evidenza sui giornali (nutro molti dubbi sulla loro attendibilità). Col risultato che di giorno in giorno si restringono i margini di sicurezza in giro per l&#8217;Italia. A cominciare dalle grandi città, zone a più alto rischio soprattutto in prossimità di uffici pubblici, stazioni, aeroporti e grandi piazze. Meno pericolosi, ma per questo non immuni da guai sociali, i piccoli centri di zone ricche di mare e montagna, lontano dalle grandi vie di comunicazione.</p>
<p>La rabbia dei disagiati si sta propagando come un virus che intacca la tenuta sociale che soltanto ieri il ministro Passera ha ammesso. Noi che ci tocca vivere come birilli da slalom, viviamo alla giornata con la speranza di non doverci aggregare a quei connazionali armati di rabbia e disperazione. Ogni giorno in questo Paese è come giocare a una roulette russa con cui stiamo imparando a convivere. Sempre che qualcuno di noi non abbia la fortuna e la possibilità di scappare da questo Paese corrotto. Si salvi chi può.</p>
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		<title>Scajola vuole Grillo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Vedremo se proporre a Grillo di allargare il Grande Centro. Lasciamo governare il M5S, gestire il consenso e non solo protestare. Niente è impossibile. Ricordate la Lega di 3 decenni fa: volevano solo la secessione. Le cose possono cambiare, perché pensare diversamente di Grillo? Prima di tutto ci vuole il rispetto per le idee e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Vedremo se proporre a Grillo di allargare il Grande Centro. Lasciamo governare il M5S, gestire il consenso e non solo protestare. Niente è impossibile. Ricordate la Lega di 3 decenni fa: volevano solo la secessione. Le cose possono cambiare, perché pensare diversamente di Grillo? Prima di tutto ci vuole il rispetto per le idee e le persone: per me la politica è confronto, non polemica o tradimento</em>». Claudio Scajola, 9 maggio 2012.</p>
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		<title>Casini e la frase intelligente</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Io vado avanti per la mia strada. Andate avanti anche voi per la vostra. Ma così com´è, il progetto non va: siamo già vecchi, siamo morti</em>». Pierferdinando Casini.</p>
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		<title>Vasco: &#8220;Tolgo il tumore&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 15:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=2Hwpj36aJPU" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-8963" title="vasco rossi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/vasco-rossi.jpg" alt="" width="480" height="300" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Vado a farmi le cure settimanali per vedere se sono sano o se ho un tumore&#8230; adesso vi saluto perché devo farmi operare, tolgo un tumore a settimana.</em>..&#8221; Vasco Rossi dalla clinica Villalba di Bologna.</p>
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		<title>L&#8217;Italia rovinata dal berlusconismo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 09:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-8957" title="Italy - Politics - Mario Monti introduces austerity measures" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/mario-monti.jpg" alt="" width="300" height="168" /></p>
<p>Sentire Mario Monti dire che le tragedie umane dei suicidi legate ai problemi economici sono causa di chi ha governato in precedenza in Italia, è una verità che andava giustamente precisata dal presidente del Consiglio attuale. Incolpare i governi precedenti, significa responsabilizzare chi, in precedenza, ha gestito la politica e la cosa pubblica. Ebbene, i maggiori responsabili di questa rovina sociale che è solo all&#8217;inizio, sono <strong>Silvio Berlusconi, Renato Schifani, Gianfranco Fini, Umberto Bossi, Pierferdinando Casini</strong> coi loro partiti e, in minima parte, <strong>Romano Prodi, Massimo D&#8217;Alema, Fausto Bertinotti, Marcello Pera oltre che Giuliano Amato</strong>. Si tratta di figure istituzionali che nell&#8217;ultimo ventennio, dopo l&#8217;era Craxi, si sono alternate alla presidenza del Consiglio, delle Camere, o che hanno avuto ruoli nell&#8217;esecutivo in qualità di ministri di dicasteri strategici, oltre che di capi partito che hanno indirizzato la loro quota di deputati a fare determinate scelte in Aula.</p>
<p>Ma sono <strong>Berlusconi e Bossi</strong>, che più di altri, hanno la responsabilità politica di questo disastro economico italiano. Sono loro che hanno gestito il potere più a lungo e sfamato i capricci dell&#8217;esercito di ricattatori che li votavano e li sostenevano in cambio di favori, appalti o assunzioni (la testimonianza da verificare di Lavitola sulla compravendita dei deputati come De Gregorio da parte di Berlusconi è solo un dettaglio del carrozzone). Sono state le scelte dei governi Berlusconi e Bossi di non fare niente per diminuire il debito pubblico, se oggi il debito pubblico esplode diventando la causa che ci ha portato al default e all&#8217;irrinunciabile prospettiva di uscita dall&#8217;Euro. Sono state le leggi volute dai governi di Berlusconi e Bossi se la macchina della giustizia (anche tributaria) si è ingolfata al punto di rendere questo Paese una terra dove conviene delinquere e rubare molto. Quanti sono i ladri, gli evasori fiscali, i corruttori e i corrotti magari invischiati con mafia e Camorra che hanno potuto nascondere indisturbati i loro bottini nello Ior vaticano o nel Belize?</p>
<p>Quando Monti incolpa i governi precedenti per l&#8217;attuale disastro economico, vuole dire che è solo a causa della politica berlusconiana se in Italia la meritocrazia è stata rimpiazzata dalla mignottocrazia che ha portato l&#8217;Italia a trasformarsi da Paese di eccellenze a Paese di mediocri. Sono Berlusconi e Bossi che hanno scelto di metterci la faccia pur di proteggere i poteri forti che, permettendo loro di governare, sono riusciti a mantenere il loro potere col controllo dell&#8217;economia saccheggiando le risorse di questo Paese e limitando il più possibile la possibilità di favorire la libera concorrenza.</p>
<p><strong>Il Mario Monti di oggi che</strong>, giustamente, incolpa i governi precedenti per l&#8217;insanabile situazione economica venutasi a creare in Italia, è soltanto una specie di infermiere che assiste il malato terminale (Italia) in una camera di altri malati (Francia-Germania e Ue) che stanno un pochino meglio e che potrebbero salvarsi. Qui in Italia, abbiamo capito tutti che il barcone nazionale brancola a vista nel buio e nella nebbia. Abbiamo capito tutti che il governo vive alla giornata nel tentativo di arginare come può una situazione sociale ormai fuori controllo. Abbiamo capito tutti che lo spettro della Grecia, come già scrivevo anni fa, è ormai una certezza che in Italia potrebbe sortire effetti ancora peggiori, dato che il nostro debito pubblico è 6 volte superiore a quello del Paese ellenico. Lo abbiamo capito tutti che il prezzo per rimanere nell&#8217;Euro &#8211; per noi dissanguati da un debito pubblico incolmabile &#8211; è di farci tagliare tutto, anche i viveri. Abbiamo allo stesso tempo capito che, se dall&#8217;Euro ci usciremo, andremo comunque incontro a un periodo di disordine economico necessario per il riassestamento, durante il quale le azioni dimostrative di cittadini disperati, armi in pugno, saranno solo un dettaglio sempre più frequente e che farà sempre meno notizia. Con l&#8217;amara consapevolezza che chi come Berlusconi si è arricchito corrompendo e rubando ai più deboli di tutto, persino le frequenze televisive, ha più possibilità di farla franca perché ha i mezzi per andarsene lontano e protetto. Il problema, come al solito, riguarda la massa di plebei senza risorse che rimane nel deserto della povertà. Un esercito di disperati in lotta che prima o poi porterà a nuove forme di società. E forse a una nuova geopolitica. Quando? A mio avviso ci vorrà almeno un decennio.</p>
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		<title>Santanchè &#8220;grillesca&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:33:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;A differenza di Napolitano, io il boom elettorale per Grillo l&#8217;ho visto. Non mi fa paura, ma fa bene il suo lavoro. Chi lo ha votato lo ha fatto per rabbia, per protesta, per darci la sveglia, ma è pronto a tornare a casa perché lì c&#8217;è una quota di nostri elettori. Hanno votato Grillo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>A differenza di Napolitano, io il boom elettorale per Grillo l&#8217;ho visto. Non mi fa paura, ma fa bene il suo lavoro. Chi lo ha votato lo ha fatto per rabbia, per protesta, per darci la sveglia, ma è pronto a tornare a casa perché lì c&#8217;è una quota di nostri elettori. Hanno votato Grillo o si sono astenuti. Ma non si sono accasati altrove</em>&#8220;. Daniela Santanchè, 8 maggio 2012.</p>
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		<title>La Palermo di Leoluca</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>I cittadini di Palermo hann0 votato per me perché ho fatto una battaglia contro la casta ed è per questo che qui i grillini non hanno sfondato</em>&#8220;. Leoluca Orlando, 8 maggio 2012.</p>
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		<title>Cinque stelle a cinque punte</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-8945" title="5 STELLE" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/5-STELLE.jpg" alt="" width="493" height="100" /></p>
<p>7 maggio 558, a Costantinopoli crolla la cupola dell&#8217;Hagia Sophia. 7 maggio 2008, Berlusconi riceve l&#8217;incarico di formare il suo quarto governo. 7 maggio 2012: crolla la cupola berlusconiana col voto alle amministrative. E&#8217; il Bunga bunga senza vaselina ai partiti e alla Seconda Repubblica quello andato in scena nelle urne per le elezioni comunali. Non ci sono più scuse, ormai per i cosiddetti malpancisti deI Pdl o della Lega. Il sofferto mal di &#8220;<em>Pansa</em>&#8221; ha evacuato quella che Beppe Grillo definisce <strong>diarrea politica</strong>. La purga è stata il <strong>Movimento cinque stelle</strong>. Il lassativo sono stati gli elettori travolti dalla crisi economica, divenuti allergici ai tesorieri di partito, alle lauree comprate agli antipodi della Padania, ai lingotti d&#8217;oro, alle prostitute nelle istituzioni &#8220;<em>che si fanno toccare da Silvio</em>&#8221; e agli ABC su Twitter.</p>
<p>Non hanno più scuse ma si sforzano di inventarle, gli scribacchini travestiti da giornalisti pagati dai contributi all&#8217;editoria resi legali dall&#8217;antipolitica. Leggerli oggi è uno spasso: si va da <strong>Renato Manheimer</strong> che si chiede spaesato &#8220;<em>da chi arrivano i voti a Grillo nel generale fuggi-fuggi dalla politica</em>&#8220;, alla prima del Corriere, dove <strong>Massimo Franco</strong> scrive con massima franchezza che &#8220;<em>l&#8217;affermazione del M5s è imprevista</em>&#8220;. Un Franco ribaltato rispetto al 2009, quando pontificava sul &#8220;<em>comicopredicatore Grillo che vuole togliersi dalle scatole Andreotti, Berlusconi, Napolitano e Letta nell’illusione collettiva di un radicalismo che non capisce come la demonizzazione degli avversari contribuisce a renderli eterni.</em>..&#8221;. Anche <strong>Fabrizio Roncone</strong> (uno che voleva sapere dall&#8217;avv. On. Ghedini se Berlusconi fosse impotente benché l&#8217;Unità parlasse di &#8220;<em>sgraditi rapporti anali al bunga bunga</em>&#8220;), narra il clima in casa Grillo durante lo spoglio delle schede nelle vesti di un&#8217;improbabile e invisibile mosca (o Vespa). Racconta di un &#8220;<em>furbo capopopolo che sghignazza eccitato</em>&#8221; sforzandosi di ridicolizzare il risultato del M5s degno di un miglior Macioce o Facci. <strong>Umberto Rosso</strong> sulla progressista Repubblica rimane ancorato ai &#8220;<em>grillini vera novità che dimostra quanto soffi forte ormai in Italia il vento dell&#8217;antipolitica</em>&#8221; e dipinge &#8220;<em>il Pd primo partito sulla scena nazionale</em>&#8221; senza dire che in realtà, fra tutti i partiti, il Pd ha soltanto perso meno voti degli altri.</p>
<p>Insomma, se quello che si è abbattuto alle urne è un <em>Vietnam</em> per l&#8217;antisistema dei partiti e dei giornalisti costretti a parlarne, va ammesso che il &#8220;<em>clamoroso</em>&#8221; risultato del M5S si deve anche a loro. Al &#8220;<em>bene o male purché vai sul giornale</em>&#8220;, pubblicità gratuita che Grillo ha saputo cavalcare con maestria durante il tour elettorale, e che oggi continua (suo malgrado) con frasi di amara lucidità. Si va dal &#8220;<em>Cavaliere dileguato</em>&#8221; al &#8220;<em>Berlusconi gassoso</em>&#8221; (una galanteria per definirlo scorreggia). Anche la Lega &#8220;<em>flette</em>&#8221; a picco nella diarrea padana che ingoia il <a href="http://www.vicenzatoday.it/politica/elezioni/2012-comuni-provincia-vicenza/elezioni-amministrative-2012-sarego-lega-nord-civica-bisognin.html" target="_blank">Bisognin</a> verde grazie al grillino <strong>Castiglion</strong> già eletto <a href="http://www.fanpage.it/roberto-castiglion-il-primo-sindaco-grillino-eletto-a-sarego/" target="_blank">sindaco di Sarego</a>. A queste comunali il Carroccio viene sbattuto nel <strong>Cantù</strong> un po&#8217; dappertutto: lo càssano nella Cassano Magnago di Bossi, lo mòzzano nella Mozzo dell&#8217;uomo porcata Calderoli, esce moribondo in roccaforti brianzole come <strong>Me</strong>(r)<strong>da</strong> e sopravvive solo in una landa che, ironia della sorte, si chiama MORTARA.</p>
<p>Lasciato il Carroccio al suo (clan)destino, ci sono le parole dei politici che cercano invano di diluire la dissenteria sui giornali di carta igienica. Dopo un Bersani della &#8220;<em>foto di Casta</em>&#8221; convinto che i grillini ai ballottaggi ci ripenseranno, ecco Palermo, dove esplode il partito dell&#8217;amore sotto le schegge del dipietrista <strong>Leoluca Orlando</strong>. Una BOMBA, come si sarebbe detto ai tempi di Falcone e Borsellino, che il ministro <strong>Cancellieri</strong> camuffa in preoccupazione per il &#8220;<em>boom</em>&#8221; della protesta antisistema, &#8220;<em>era nell&#8217;aria, succede nei momenti di disorientamento</em>&#8221; e come disorientato appare <strong>Giorgio Napolitano</strong>, secondo il quale &#8220;<em>Grillo non ha fatto nessun boom</em>&#8221; . Detto dal presidente del boom di debito pubblico e del boom di leggi vergogna vergate alla faccia della Consulta, dovrebbe valere effetto boomerang.</p>
<p>Un boomerang a forma di stella a 5 punte che ci ricorda le Brigate rosse e gli anni di piombo. La gambizzazione ai danni del dirigente Ansaldo proprio ieri a Genova, è un inquietante deja-vù in cui coincidono la città (a Genova cominciarono gli omicidi negli anni &#8217;70) la crisi industriale (come allora) e il clima politico di cambiamento (come allora, con Aldo Moro inviso alla P2 per le sue simpatie comuniste). Come allora temo che l&#8217;Italia corre il rischio di vivere una nuova stagione di sangue che servirà a distrarre l&#8217;opinione pubblica. La nostra storia insegna che i poteri forti come le lobby industriali legate all&#8217;energia e ad altri settori strategici, sono disposte a tutto pur di mantenere il controllo del loro potere per mero interesse economico. E nell&#8217;Italia attuale, lo sappiamo, non possiamo fidarci di nessuno. A cominciare dai servizi segreti. Auguri al M5S.</p>
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		<title>Pd-meno-5stelle</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 07:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Non abbiamo mai sottovalutato Grillo, ma credo che ai ballottaggi i suoi elettori ci ripenseranno</em>&#8220;. Pier Luigi Bersani a Repubblica.</p>
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		<title>Il M5S visto dal la russa</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 07:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>In condizioni come questa, di voto in libera uscita e malessere diffuso, Beppe Grillo poteva fare di meglio. Non ha nemmeno raggiunto la metà di quel 20% ottenuto dalla Le Pen in Francia, vero voto di protesta. Io non getto la croce addosso a Grillo, capisco le ragioni del suo successo. E a volerla dire tutta, non mi è particolarmente antipatico</em>». Ignazio La Russa (Pdl) a commento delle amministrative.</p>
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		<title>Euro countdown</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 20:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Secondo me fra 2-3 anni la struttura, le regole e la composizione geografica dell&#8217;euro sarà molto cambiata perché la situazione è molto compromessa. Anche per Spagna e Portogallo. L&#8217;Italia? Come l&#8217;America, deve rivedere l&#8217;indebitamento». Allen Sinai 9 maggio 2010 (2 anni fa), economista e consulente di lungo corso della Federal Reserve.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Secondo me fra 2-3 anni la struttura, le regole e la composizione geografica dell&#8217;euro sarà molto cambiata perché la situazione è molto compromessa. Anche per Spagna e Portogallo. L&#8217;Italia? Come l&#8217;America, deve rivedere l&#8217;indebitamento</em>». Allen Sinai 9 maggio 2010 (2 anni fa), economista e consulente di lungo corso della Federal Reserve.</p>
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		<title>Beppe, senti il tuo concittadino</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 10:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Oltre ad essere particolarmente attaccati e dipendenti dalle cose materiali, ad allontanare sempre più i giovani dalle istituzioni è la cosiddetta antipolitica, aspetto questo negativo e diseducativo. Ci vuole quindi una netta inversione di tendenza&#8221;. Angelo Bagnasco, Locri, 6 maggio 2012.</p>
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		<title>Omaggio alla mia Romano</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 07:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sento di dover rendere un piccolo omaggio al paesello in cui sono nato e cresciuto: Romano di Lombardia, che dal 1962 si onora del titolo di città benché di underground abbia solo tre sottopassi ferroviari. Sì, di quella linea Torino-Venezia che con i suoi rapidi di passaggio a tutta, trascina fin qui vampate di aria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sento di dover rendere un piccolo omaggio al paesello in cui sono nato e cresciuto: <strong>Romano di Lombardia</strong>, che dal 1962 si onora del titolo di città benché di underground abbia solo tre sottopassi ferroviari. Sì, di quella linea Torino-Venezia che con i suoi rapidi di passaggio a tutta, trascina fin qui vampate di aria metropolitana della vicina Milano. Città perno e di riferimento di molti miei ex concittadini, pendolari per intere generazioni dapprima come contrabbandieri di confine tra il Ducato meneghino e la Repubblica di Venezia. Poi da manovali della vituperata crescita di quella che oggi rimane la metropoli dell&#8217;avanguardia europea. Del resto da queste parti non si ostenta presunzione quando si dice che Milano l&#8217;hanno costruita i bergamaschi, con le loro imprese edili e le loro piccole aziende. E&#8217; infatti grazie alla vicinanza geografica col capoluogo lombardo se decine di città e cittadine satellite come Romano, hanno vissuto floridi periodi di ricchezza e abbondanza. Io stesso, fin da bambino, ho respirato lavoro in mezzo a decine di piccoli e medi imprenditori. Ricordo che era un&#8217;onta parlare di disoccupazione perché i disoccupati, una volta, a Romano come in tutta la bergamasca non esistevano. Quei pochi che non lavoravano e che non pagavano il conto dal bottegaio, erano quasi sempre considerati dei semplici disadattati ai ritmi frenetici della laboriosa Lombardia. Li conoscevamo tutti &#8220;<em>i lazarù</em>&#8220;. Erano le pecore nere del villaggio, oggetto di battute e di scherno.</p>
<p>Io che ho solo 40 anni, ho visto molti miei coetanei abbandonare gli studi in terza media perché avviati al lavoro da genitori che consideravano la scuola un percorso non monetizzabile. Io stesso, a 13 anni, fui costretto a completare le scuole dell&#8217;obbligo a un corso serale per contribuire al reddito familiare. Non avevo alternative con un padre costretto a letto da un incidente d&#8217;auto e il dipendente al servizio militare. E del resto, all&#8217;epoca, sembrava giusto così. La scuola superiore, benché abbia dovuto sgomitare per andarci, la ricordo percepita come un privilegio e una via di fuga dal mondo del lavoro che si mostrava in tutta la sua prepotente varietà, benché la sua scomparsa con la crisi economica fosse sempre stata solo un&#8217;eventualità consapevole, ma altrettanto remota. Chi di noi, nella piccola Romano, ricorda un solo disoccupato negli anni Settanta, Ottanta e Novanta? Come dimenticare le decine di aziende e aziendine a conduzione familiare dell&#8217;indotto che davano lavoro a migliaia di persone? Chi non ricorda la quantità di giovani che affollavano i bar e i pub cittadini? Come dimenticare gli spettacoli e gli artisti che a Romano riempivano stadi e teatritenda di pubblico pagante? E prima ancora? Chi non ricorda il mito della Pagliarini caramelle che da Romano esportava dolciumi in tutta Italia! Senza contare la Magneti Marelli e &#8220;la cartiera&#8221;, che assieme sfamavano migliaia di famiglie romanesi contribuendo al benessere economico generale.</p>
<p>Ecco, era quella la Romano orgogliosa (forse un po&#8217; dopata) che mi aveva formato a un modello che pareva eterno. Era da quel vigore economico che avevo imparato a conoscere la prima Romano multietnica (è ancora in giro il vù cumprà che parla dialetto?) e visto scaturire percorsi alternativi offerti dalla vicina Milano con la generazione di buoni sportivi, (Moro e Seghezzi nel calcio e Ceresoli nell&#8217;atletica), di buoni medici (come il biologo Vescovi), di buoni musicisti (eredi del tenore Rubini) ma anche di buoni pittori sebbene la città abbia raggiunto il culmine della notorietà con la romanese Rosangela Bessi, eletta Miss Italia nel 1990.</p>
<p>Benché Romano oggi possa vantare giovani come la campionessa italiana di salto in alto Raffaella Lamera, e benché io da Romano me ne sia andato ormai da 15 anni, non riesco a giustificare come la mia città possa essere sprofondata in prima pagina per un disperato armato fino ai denti che irrompe all&#8217;estattoria delle tasse. Benché la Cartiera, la Pagliarini e tante piccole aziende familiari fallite siano diventate archeologia della Lombardia da bere, mai e poi mai avrei immaginato che un episodio nazionale inedito di questa portata si sarebbe svolto proprio nel mio amato paesello, lungo una strada che percorrevo in allenamento da ragazzino. Durante quel pomeriggio di angoscia in cui Luigi Martinelli stava tenendo sotto sequestro un impiegato dell&#8217;ufficio delle entrate di Romano, non ho resistito all&#8217;idea di precipitarmi lì, al mio paesello camuffato da città per rendermi conto di cosa stava succedendo. Ed è stato lì, durante quelle 3 o 4 ore di permanenza, che ho avuto modo di rivedere vecchi amici e conoscenti dell&#8217;epoca in cui a Romano si lavorava.</p>
<p>Li ho rivisti tutti un po&#8217; invecchiati (chi in peggio,chi in meglio) ma tutti accomunati dallo stesso problema del lavoro. Chi disoccupato, chi licenziato, chi a part-time, tutti erano lì, dietro le transenne della zona rossa dell&#8217;ufficio delle Entrate ad aspettare il corso degli eventi con un velo di arrendevole apatia. Tutti lì, in un pomeriggio senza lavoro curiosi di sapere chi fosse &#8220;il fratello&#8221; là dentro che aveva attirato in città tutte le troupe televisive. Tutti lì, senza parole di biasimo per l&#8217;attentatore, ma al contrario con cenni di considerazione e di comprensione. Tutti lì, a distrarsi dall&#8217;onta di un lavoro che non c&#8217;è più e di impegni che non si possono più onorare.  Tutti lì, ad attendere vampate di aria metropolitana che si è trasformata in tempesta su un modello economico che non tornerà più. Tornerà invece presto libero Luigi Martinelli che ha reso famosa la mia &#8220;povera&#8221; Romano per un episodio che non avevamo visto nemmeno in Grecia.  Ecco, questo omaggio al mio paesello affinché non si avvii a diventare il simbolo del fallimento economico di questo Paese.</p>
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		<title>La guerra del disperato</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 05:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Ho fatto un bel casino eh&#8230; Ma qualcosa, pota, bisognava fare&#8230; È andata così, ho visto la cartelletta che mi hanno mandato a casa, con tutti quei fogli lì, quelle tasse ingiuste. Pagare pagare pagare, e so´ ‘ndacc fò de co´</em>&#8230; («sono andato fuori di testa»)&#8221;. Luigi Martinelli dal carcere di Bergamo.</p>
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		<title>Il buon pederasta in famigghia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 12:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Negli anni del mio governo non credo ci sia stata una sola norma dissonante rispetto ai valori di questa nostra tradizione: il valore della vita, del matrimonio, della famiglia</em>». Silvio Berlusconi al Gr1 01 maggio 2010.</p>
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		<title>Salvini gattamorta</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 11:59:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Teatro alla Scala, Piccolo e MiTo possono sopravvivere anche con un milione di contributi in meno!». Matteo Salvini (Lega nord), 30 aprile 2010, contestando platealmente a palazzo Marino il finanziamento triennale di 19 milioni che il Comune di Milano versa al teatro alla Scala in ottemperanza alla convenzione che lo lega al Piermarini.  Silenzio, invece, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Teatro alla Scala, Piccolo e MiTo possono sopravvivere anche con un milione di contributi in meno</em>!». Matteo Salvini (Lega nord), 30 aprile 2010, contestando platealmente a palazzo Marino il finanziamento triennale di 19 milioni che il Comune di Milano versa al teatro alla Scala in ottemperanza alla convenzione che lo lega al Piermarini.  Silenzio, invece, sui milioni incassati dalla Lega spesi per i lingotti e diamanti a beneficio della cricca verde bossiana.</p>
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		<title>Nichi smemorato demiurgo di Sinistra</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 11:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Il centrosinistra è vecchio. I suoi leader sono come esorcisti che negano la realtà». Nichi Vendola 1 maggio 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Il centrosinistra è vecchio. I suoi leader sono come esorcisti che negano la realtà</em>». Nichi Vendola 1 maggio 2010.</p>
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		<title>Così non si esce dalla crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 09:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Alta pressione fiscale, austerità, attenzione spasmodica all&#8217;equilibrio di bilancio a scapito degli investimenti per l&#8217;occupazione possono produrre conseguenze disastrose per il mercato del lavoro in quanto l&#8217;austerità fiscale associata alla deregolamentazione del mercato del lavoro non favorirà la creazione di posti a breve termine. Senza inversioni di rotta la ripresa dell&#8217;occupazione in Italia avverrà solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Alta pressione fiscale, austerità, attenzione spasmodica all&#8217;equilibrio di bilancio a scapito degli investimenti per l&#8217;occupazione possono produrre conseguenze disastrose per il mercato del lavoro in quanto l&#8217;austerità fiscale associata alla deregolamentazione del mercato del lavoro non favorirà la creazione di posti a breve termine. Senza inversioni di rotta la ripresa dell&#8217;occupazione in Italia avverrà solo a fine 2016</em>&#8220;. E&#8217; quanto si legge nel rapporto dell&#8217;Ilo (l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu che si occupa del settore) per il 2012.</p>
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