Sapete perché Giorgia Meloni vuole inserire nella Legge di bilancio l’approvazione del Ponte sullo Stretto di Messina?
Perché quel ponte – che non si farà mai e che finora è costato tra progetti e risarcimenti oltre 14 miliardi di euro – è una greppia di soldi pubblici dallo Stato che le società appositamente create per costruirlo, succhiano a suon di penali per un ecomostro che sanno essere insensato, fuorilegge europea, contro l’ecosistema e senza nessun beneficio all’economia.

In cambio, Meloni e Salvini, col sostegno di queste holding di cartapesta che controllano un bel po’ di voti, garantiscono poltrone a pioggia anche ad una serie di boiardi arricchiti alle spalle dei cittadini
L’ultimo in ordine di tempo è Pietro Ciucci, voluto da Salvini e nominato amministratore delegato della società Stretto di Messina, controllata al 51% dal Ministero del Tesoro, e per la quale ha chiesto di destinare 300 milioni di euro.
Ciucci, 73 anni, è un boiardo di lungo corso per il quale la Lega ha fatto approvare un emendamento ad personam che permette ai pensionati di guidare, remunerati, anche partecipate pubbliche.

Quel che fa specie è che Pietro Ciucci non è per niente un nome nuovo e frugale nei confronti dello Stato. Al contrario è un furbo e vorace profittatore. Intanto è già stato per 10 anni Ad della Stretto di Messina e presidente del suo azionista di maggioranza, l’Anas, nonché commissario per l’opera voluto dai governi Berlusconi con un contratto su misura. Nel 2006, alla guida della Stretto di Messina, firmò il contratto con l’Eurolink di Salini, due mesi prima che vincesse l’Unione di Romano Prodi, contrario all’opera, fregandosene delle proteste.
3 anni dopo, nell’aprile del 2009, quando – rientrato Berlusconi a Palazzo Chigi – ripartì alla carica Eurolink, l’allora presidente della Società stretto di messina Giuseppe Zamberletti con l’assenso di Ciucci, firmò una modifica che blindava le penali garantite a Impregilo&Company.

Fu il governo Monti nel 2011 a bloccare in extremis il finanziamento del Ponte con un decreto.
Da allora, con un ricorso fatto da Pietro Ciucci nel 2012, si è aperto il contenzioso della Eurolink, nel frattempo diventata Webuild, sempre di Salini, contro lo Stato per 700 milioni, ma che in primo grado ha perso.
Insomma Ciucci è il garante delle penali che in questa fase può trovare un nuovo accordo sempre con la Webuild di Salini per tentare la cabala delle penali con i soldi dei cittadini.

Chiudo solo col ricordare che il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, nel 2013, si auto licenziò in tronco tramite una raccomandata inviata all’amministratore Pietro Ciucci, con una buouscita da quasi 2 milioni di euro.
Poi, siccome il licenziamento fu eseguito senza il dovuto preavviso, il signor Ciucci ha così potuto ciucciare altri 800 mila euro dalle casse dell’Anas in qualità di indennità di risoluzione senza preavviso.
Non è meraviglioso che Salvini abbia riesumato oggi un personaggio di questo spessore per la greppia del ponte sullo stretto?
Poi, amen se le migliaia di chilometri di strade provinciali in capo all’Anas sono uno schifo, i ponti crollano e il problema è il reddito di cittadinanza.
L’importante per Meloni e Salvini è garantire gli amici e intanto fare propaganda sulla cocaina e le patenti.
Aprite gli occhi, gente…

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