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	<title>conflitto di interessi Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Record di conflitti di interesse nel governo Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 18:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo Meloni vanta almeno 2 record. Il primo è quello relativo al voto. Le urne sono state disertate dal 60 per cento degli elettori. Il secondo record è quello di conflitti di interesse dei ministri. Partiamo dal potente viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che ha la delega in materia tributaria e fiscale. Peccato che detenga [&#8230;]</p>
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<p>Il governo Meloni vanta almeno 2 record. Il primo è quello relativo al voto. Le urne sono state disertate dal 60 per cento degli elettori.<br />
Il secondo record è quello di conflitti di interesse dei ministri.<br />
Partiamo dal potente viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che ha la delega in materia tributaria e fiscale. Peccato che detenga quote nella società “Progetto fisco” con soci sua moglie e i suoi figli. Realizzano pubblicazioni di ambito fiscale; e sono commercialisti delle aziende.</p>
<p>Il sottosegretario leghista Federico Freni ha la delega sulla finanza pubblica (Comuni e Regioni). Ai temi del governo Draghi era presidente di una società d’investimenti da 250 milioni di euro, con la delega a «partecipare ai tavoli del ministero delle imprese concernenti le crisi di impresa».</p>
<p>La sottosegretaria all’Economia Sandra Savino, che ha la delega ai rapporti con l’Agenzia delle entrate, detiene quote nella società immobiliare di famiglia.</p>
<p>Il Ministro del made in Italy Adolfo Urso, prima di andare al governo guidava una società di consulenza alle imprese con sede anche in Iran. Nominato al governo, ha ceduto le sue quote al figlio che continua l’attività.</p>
<p>In campo sanitario tra i meloniani di peso c’è il farmacista Marcello Gemmato, che detiene il 10% delle quote di Therapia, che si occupa di consulenza delle Rsa e di produzione di software di miglioramento gestionale in ambito sanitario.</p>
<p>Poi c’è ormai l’arcinoto caso della ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, che era tra i vertici dell’Ordine nazionale dei consulenti del lavoro fino a qualche mese fa: il marito Rosario La Duca presiede il consiglio dell’Ordine. E l’ispettorato del lavoro, che dipende dal ministero, ha appena firmato un protocollo d’intesa proprio con l’organizzazione dei consulenti del lavoro.</p>
<p>La ministra del Turismo Daniela Santanché, che aveva partecipazioni al Twiga in Versilia: quote cedute al compagno.</p>
<p>Il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha chiuso la sua società di consulenza che ha lavorato per diverse imprese fornitrici del ministero, ma detiene il 25% dello studio contabile Co.Pro.Spe.</p>
<p>Chiudiamo col sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che ha avuto incarichi in diversi centri di assistenza fiscale e Caf.</p>
<p>Questa commistione tra incarichi da ministro o sottosegretario che configgono con attività private – allo stato attuale – in mancanza di una legge sul conflitto di interessi, sono purtroppo leciti.</p>
<p>Ma restano pur sempre tipici dell’Italia e non di altri paesi europei.</p>
<p>Dopo la promessa andata a vuoto dei 5 stelle di fare una legge seria sul conflitto di interessi, sarebbe il caso di ripensarsi con urgenza.</p>
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		<title>Ecco perché Giletti è fuori da La7</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Apr 2023 19:42:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[andrea porro]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[la7]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CScorrendo i video su Tiktok ieri mi è apparso Nicola Porro, 165 mila follone, che parlava dell’uscita di Giletti da La7 perché &#8211; testuale “Ha toccato dei tasti che non andavano bene” ma senza spiegare quali tasti. Bene, oggi basta leggere i giornali per sapere quali erano i tasti: Giletti ha fatto delle dichiarazioni spontanee [&#8230;]</p>
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<p>CScorrendo i video su Tiktok ieri mi è apparso Nicola Porro, 165 mila follone, che parlava dell’uscita di Giletti da La7 perché &#8211; testuale “Ha toccato dei tasti che non andavano bene” ma senza spiegare quali tasti.<br />
Bene, oggi basta leggere i giornali per sapere quali erano i tasti:</p>
<p>Giletti ha fatto delle dichiarazioni spontanee ai giudici di Firenze che indagano sui mandanti delle stragi di mafia degli anni ’90, a tal proposito è bene ricordarlo – Silvio Berlusconi  e Marcello Dell’Utri sono indagati di questo – ebbene, Giletti ha riferito di aver visto in lontananza e senza toccare, una foto mostratagli da Salvatore Baiardo nel luglio scorso in un incontro avvenuto in un bar, in cui si dice certo di aver riconosciuto un giovane Silvio Berlusconi seduco accando a due persone. Persone che Baiardo dice siano Giuesppe Graviano e il generale Delfino.</p>
<p>Come ricorderete – Baiardo fu intervistato da Giletti in una puntata di Non è l’Arena su La7 a novembre, ma senza quella foto. Per completezza di informazioni e per chi magari ancora non lo sapesse, Salvatore Baiardo è stato il factotum di Graviano, che assieme a Totò Riina fu la mente e il braccio delle stragi degli anni ’90 in cui morirono tra gli altri i giudici Falcone e Borsellino.</p>
<p>Giletti è andato dai giudici quando ha capito che da Baiardo non sarebbe riuscito ad ottenere quella foto scoop, in quanto – testuale – “non posso escludere che Baiardo volesse del denaro”</p>
<p>Un’ipotetica foto con Berlusconi e Graviano rafforzerebbe le accuse dei magistrati in cerca dei mandanti delle stragi. Quindi non parliamo di una foto da poco.</p>
<p>Ebbene, è sulla base di queste dichiarazioni di Giletti che i magistrati ordinano una perquisizione a casa di Baiardo in cerca di quella foto. Che fin qui non risulta essere stata trovata. Fin qui quel che sappiamo di certo.</p>
<p>La domanda ora è; perché Urbano Cairo, editore di La7, ha deciso di chiudere il programma a Giletti? E’ vero quel che dice Cairo, ossia che lo fa per non sovraesporre Giletti in un caso così delicato? Può essere, anche se io personalmente do un’altra lettura a questa decisione.</p>
<p>Forse Cairo si sente un po’ in imbarazzo che la sua rete possa diventare il volano di un’accusa infamante nei confronti di un presidente del consiglio in conflitto di interessi, che sui monti dove ci sono i ripetitori resta un suo dirimpettaio al quale pagare l’affitto in alcune postazioni da dove irradia il segnale della sua tv.</p>
<p>Questo è un altro aspetto del mostruoso conflitto di interessi che nei decenni ha truccato e condizionato l’informazione in questo Paese.</p>
<p>Ve lo dico io che sono cresciuto nelle tivù locali lombarde tra Bergamo, Cremona e Milano, e che per carattere non mi sono mai venduto a logiche di partito. Infatti, oggi queste cose ve le sto dicendo su Tiktok, che è un’applicazione cinese che di Berlusconi e dei suoi interessi se ne frega. </p>
<p>Chiudo ritornando a Porro, che deve i suoi 165 mila creduloni alla notorietà che gli ha dato la Rai in veste di conduttore fintamente distaccato, in realtà raccomandato sempre dai galoppini di Berlusconi.<br />
Speriamo che il tempo faccia il suo corso e che queste notizie diano una consapevolezza diversa dal battage di comodo che anche sui social non manca.</p>
<p>Lo dico anche nell’interesse di chi commenta con gli insulti pensando che io sia di parte.<br />
Niente di più sbagliato.<br />
Io posso dire di essere davvero – oggi e con soddisfazione &#8211; uno dei pochi giornalisti liberi in questa Italia dei Porro servi.</p>
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		<title>Non solo Qatargate, in Europa il deputato che volava gratis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 08:39:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[aerei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eccovi una notizia che all’estero suscita sdegno e dimissioni, mentre in Italia non avrebbe effetti, anzi al contrario sarebbe taciuta. L’estone Henrik Hololei, direttore generale del DG movie, il dipartimento di Mobilità e Trasporti della Commissione europea, si è dovuto dimettere dall’incarico perché si è scoperto che la compagnia di bandiera “Qatar airways”, gli ha [&#8230;]</p>
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<p>Eccovi una notizia che all’estero suscita sdegno e dimissioni, mentre in Italia non avrebbe effetti, anzi al contrario sarebbe taciuta.<br />
L’estone Henrik Hololei, direttore generale del DG movie, il dipartimento di Mobilità e Trasporti della Commissione europea, si è dovuto dimettere dall’incarico perché si è scoperto che la compagnia di bandiera “Qatar airways”, gli ha regalato 9 biglietti per volare in business class, di cui 4 pagati dal governo di Doha. </p>
<p>Ebbene, 6 biglietti sono stati usati mentre Dg Movie stava trattando con la compagnia  stava trattandol’accesso al mercato nello spazio aereo europeo. Trattativa andata a buon fine, visto che Qatar airways ora ha accesso in un bacino di aeroporti da quasi mezzo miliardo di passeggeri. Di contro le compagnie europee potranno accedere al mercato del Qatar con numeri molto più risibili: 3 milioni di passeggeri.<br />
E vi chiederete: come ha potuto farsi regalare i voli e utilizzarli senza passare dai rigidi controlli sui conflitti di interesse che a Bruxelles non sfuggono per nessuno?</p>
<p>La risposta è semplice e imbarazzante: Henrik Hololei, in qualità di deputato incaricato di autorizzare i biglietti aerei dei deputati europei, si è chiesto e si è concesso da solo i biglietti aerei in qualità di controllore.<br />
Ha firmato i documenti che garantivano l’assenza di una questione etica nell’usufruire a gratis di un servizio pagato da una società con cui lui stesso era in trattativa. Un sotterfugio che – ovviamente &#8211; ha provocato molte critiche in Commissione, seguite da un’indagine interna. </p>
<p>Quindi, alla fine Hololei non può essere licenziato. Dopo aver lasciato il dipartimento Mobilità, viene reinserito in Eurupe Aid, l’Ufficio di cooperazione internazionale.<br />
Ma quantomeno è fuori dagli affari sui voli.<br />
Qui in Italia un furbacchione così sarebbe stato santificato.</p>
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		<title>Catello Maresca, il faccia di c&#8230; politico-magistrato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 11:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[CATELLO MARESCA]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[magistrati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pubblico ministero Catello Maresca, titolare di inchieste contro i Casalesi che 10 anni fa portarono in galera gli Zagaria, è il magistrato che il centrodestra aveva candidato sindaco a Napoli senza successo. E’ diventato il leader dell’opposizione nel Consiglio comunale della città più grande del Sud Italia. Ed ora, da consigliere comunale, torna pure [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il pubblico ministero Catello Maresca, titolare di inchieste contro i Casalesi che 10 anni fa portarono in galera gli Zagaria, è il magistrato che il centrodestra aveva candidato sindaco a Napoli senza successo. E’ diventato il leader dell’opposizione nel Consiglio comunale della città più grande del Sud Italia. Ed ora, da consigliere comunale, torna pure in magistratura in veste di consigliere di Corte d’Appello a Campobasso, in Molise, con parere favorevole di 11 togati del Consiglio superiore della magistratura e ben 10 astenuti.</p>
<p>Un corto circuito inedito e sfacciato di conflitto di interesse perché riguarda un magistrato schierato ed eletto nelle istituzioni, che per ragioni etiche – pur in mancanza di una Legge a riguardo – non dovrebbe svolgere attività forense. Il magistrato osserva la Legge e la Costituzione non i partiti. Un corto circuito che indigna anche l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, diventato politico dopo aver lasciato la toga, che parla di «una vergogna che si possa fare il politico e il magistrato allo stesso tempo».</p>
<p>Anche nello stesso Csm il consigliere “togato” di Area Giuseppe Cascini condanna apertamente Maresca: «Ritengo che non sia accettabile consentire a un magistrato il contemporaneo svolgimento di attività politica e funzioni giudiziarie. Si tratta di una gravissima commistione tra attività giudiziaria e politica che rappresenta un grave vulnus per l’immagine di imparzialità e di indipendenza della magistratura».</p>
<p>E’ vero che Maresca non era certo un fenomeno in tema di idee e programmi, visto che lo ricordiamo per aver chiesto il voto in quanto “<a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/09/24/a-napoli-linvito-del-candidato-narciso-senza-idee/" target="_blank" rel="noopener">sono il candidato sindaco più bello</a>“. Con questa incompatibilità di consigliere comunale a Napoli e giudice a Campobasso, a Milano lo possiamo chiamare faccia di c… Ce ne va dell’immagine di tutta la magistratura nel vergognoso silenzio dei partiti. Soprattutto di centrodestra, usi ad attaccare i magistrati quando si tratta di difendere i loro imputati spesso pregiudicati, ma del tutto muti se il magistrato comizia in loro favore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/12/08/catello-maresca-il-faccia-di-c-politico-magistrato/">Catello Maresca, il faccia di c&#8230; politico-magistrato</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Coronavirus, lo scoop che rovina l&#8217;affare del leghista Fontana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2020 04:12:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[attilio fontana]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giorgio Mottola, giornalista di Report, svelerà in un servizio che il 16 aprile scorso, Aria Spa, la Consip di Regione Lombardia, aveva affidato l&#8217;appalto per la formitura di camici ospedalieri alla Dama spa, di cui è socia Roberta Dini, moglie del governatore leghista Attilio Fontana. Valore: 513 mila euro. Roberta Dini è sorella di Andrea, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/attilio-fontana-roberto-maroni.jpeg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15497" src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/attilio-fontana-roberto-maroni.jpeg" alt="" width="376" height="236" /></a></p>
<p>Giorgio Mottola, giornalista di Report, svelerà in un servizio che il 16 aprile scorso, Aria Spa, la Consip di Regione Lombardia, aveva affidato l&#8217;appalto per la formitura di camici ospedalieri alla Dama spa, di cui è socia Roberta Dini, moglie del governatore leghista Attilio Fontana. Valore: 513 mila euro.</p>
<p>Roberta Dini è sorella di Andrea, cognato di Fontana, ceo del marchio Paul&amp;Shark, posseduto dalla Dama spa.</p>
<p>A dirigere la Consip lombarda c&#8217;è Filippo Bongiovanni, ex finanziere di nomina leghista dopo essere stato alle corti di Maroni in &#8220;Infrastrutture Lombarde&#8221;, sciolta in Aria Spa.<br />
Secondo Report, il pagamento a Dama spa sarebbe avvenuto a 60 giorni dall&#8217;emissione della fattura regionale datata 30 aprile.</p>
<p>La fattura è stata però stornata il 22 maggio scorso. In questo modo Dama spa ha trasformato la commessa di camici in donazione alla Regione Lombardia senza lucro. La decisione è arrivata quando al Pirellone hanno fiutato l&#8217;odore di Report che stava preparando lo scoop che avrebbe svelato il mostruoso conflitto di interessi in salsa leghista.</p>
<p>La commessa da mezzo milione di euro, affidata dalla Regione Lombardia senza gara pubblica alla società della moglie del governatore Fontana, avrebbe colto di sorpresa quest&#8217;ultimo che si è detto inconsapevole. L&#8217;ormai celebre scusa dell&#8217;ex ministro Scajola con la casa in via del Fagutale a Roma.</p>
<p>Maggiori dettagli del ginepraio di società che legano il famigliari di Fontana all&#8217;affare sfumato nella sanità pubblica grazie all&#8217;inchiesta giornalistica, saranno spiegate nel servizio di Mottola in onda su Report.</p>
<p>Non oso pensare cosa sarebbe successo se una vicenda così intrisa di conflitti di interesse della peggior tradizione formigoniana avesse riguardato un governatore 5 stelle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2020/06/07/coronavirus-lo-scoop-che-rovina-laffare-del-leghista-fontana/">Coronavirus, lo scoop che rovina l&#8217;affare del leghista Fontana</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Il conflitto d&#8217;interessi del cardinal Bagnasco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2016 07:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[angelo bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Papa Francesco raccomanda a parroci e vescovi sobrietà e ammonisce: &#8220;Bruciate le ambizioni di carriera e di potere. Rinunciate ai beni non necessari”. Il Papa parla all&#8217;assemblea della Cei presieduta dal cardinal Angelo Bagnasco. Che in tutta risposta cosa fa? Da presidente dell&#8217;Ente Ospedali Galliera di Genova, l&#8217;arcievescovo presenzia alla seduta in cui si delibera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/angelo-bagnasco.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14522" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/angelo-bagnasco-440x325.jpg" alt="angelo bagnasco" width="440" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/angelo-bagnasco-440x325.jpg 440w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/angelo-bagnasco.jpg 520w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" /></a></p>
<p>Papa Francesco raccomanda a parroci e vescovi sobrietà e ammonisce: &#8220;<em>Bruciate le ambizioni di carriera e di potere. Rinunciate ai beni non necessari</em>”. Il Papa parla all&#8217;assemblea della Cei presieduta dal cardinal Angelo Bagnasco. Che in tutta risposta cosa fa? Da presidente dell&#8217;Ente Ospedali Galliera di Genova, l&#8217;arcievescovo presenzia alla seduta in cui si delibera di destinare 25 mila euro a &#8220;Tv Sat 2000&#8221;, la televisione della Cei presieduta da Angelo Bagnasco. Perché questi soldi? Per la co-produzione di 10 puntate del programma “<em>Il mio medico</em>” condotto da Monica Di Loreto. “<em>La produzione</em> &#8211; si legge nella delibera &#8211; <em>potrà essere usata dall&#8217;ente in sede locale ed il costo del progetto (25.000 euro) sarà finanziato con il fondo dedicato al Nuovo Ospedale, costituito essenzialmente dalle somme derivanti da lasciti e donazioni</em>”. In sintesi, l&#8217;ospedale del cardinale paga spazi alla tivù del cardinale in pieno e palese conflitto d&#8217;interessi. Alla faccia della sobrietà e della povertà.</p>
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		<title>A Quarto i 5 stelle con 6 falle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2016 20:10:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rosa Capuozzo, sindaco M5S di Quarto (Napoli) Quarto è una città di 40 mila abitanti dell&#8217;ex provincia napoletana popolata per metà da giovani con meno di 30 anni e più volte commissariata perché amministrata da politici collusi con la camorra. Alle ultime elezioni, giugno 2015, a Quarto s&#8217;è imposta sindaco l&#8217;avvocato Rosa Capuozzo del Movimento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/01/rosa-capuozzo.jpg" rel="attachment wp-att-14432"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14432" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/01/rosa-capuozzo-490x275.jpg" alt="rosa capuozzo" width="490" height="275" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/01/rosa-capuozzo-490x275.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/01/rosa-capuozzo.jpg 500w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a><br />
<strong>Rosa Capuozzo, sindaco M5S di Quarto (Napoli)<br />
</strong></p>
<p>Quarto è una città di 40 mila abitanti dell&#8217;ex provincia napoletana popolata per metà da giovani con meno di 30 anni e più volte commissariata perché amministrata da politici collusi con la camorra. Alle ultime elezioni, giugno 2015, a Quarto s&#8217;è imposta sindaco l&#8217;avvocato <strong>Rosa Capuozzo</strong> del Movimento 5 stelle, vincitrice al ballottaggio contro un candidato di centrodestra, ma anche grazie a un ricorso favorevole al Tar, che ha annullato le candidature di tutti gli altri partiti (Pd compreso), per irregolarità nella raccolta delle firme. I consiglieri comunali del Movimento sono (erano) 14 sui 21 militanti locali del meet-up. Uno di loro, tal <strong>Giovanni De Robbio</strong>, inesistente su Internet, ha ottenuto 900 preferenze. Eletto in consiglio è finito in Commissione Lavori pubblici. Dopo qualche mese, autunno 2015, De Robbio è finito indagato dal pm Woodcok per voto di scambio aggravato in concorso con Alfonso Cesarano, un ricco becchino amico del clan camorristico Polverino che ha allestito i famigerati funerali di Vittorio Casamonica. Il figlio di Cesarano, intercettato al telefono alla vigilia delle amministrative, diceva che «<em>questo De Robbio, noi abbiamo fatto l&#8217;accordo con lui&#8230; ci siamo seduti al tavolo&#8230; hanno parlato, hanno chiacchierato, hanno concordato diciamo delle cose loro&#8230; e noi abbiamo detto che gli avremmo dato una mano</em>». Dunque, «<em>adesso si deve portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di 80 anni si devono portare là sopra e devono mettere la X sul Movimento 5 Stelle che è la cosa fondamentale</em>», perché «<em>se non sale il Movimento 5 Stelle con la maggioranza abbiamo sempre il problema</em>». Quindi alludeva: «<em>questo assessore che gli diamo noi, lui ci deve dare quello che abbiamo detto che ci deve dare</em>», senno «<em>così come lo abbiamo fatto salire, così lo facciamo cadere</em>». In ballo c&#8217;era la raccomandazione per un&#8217;assunzione al cimitero di Quarto che poi non è avvenuta. Ciò non toglie che qualche falla, in questa vicenda, nel Movimento 5 stelle di Quarto c&#8217;è.</p>
<p>La prima di questo consiglio comunale è che i 21 attivisti del meet-up di Quarto evidentemente non si conoscevano così bene, oppure qualcuno ha taciuto sulle presunte conoscenze locali, dato che Quarto non è Oslo e nemmeno Stoccolma. Ammesso che i rapporti tra il sindaco e del gruppo pentastellato comunale con De Robbio si siano via via compromessi per i suoi atteggiamenti, non può essere che questo presunto ricattatore si sia presentato dal sindaco munito di foto con le quali l&#8217;ha minacciata di far casino per il sottotetto del marito trasformato in attico, grazie al &#8220;<em>cambio di destinazione d&#8217;uso</em>&#8221; (dice Capuozzo di cui attendiamo la documentazione on-line).</p>
<p>Qui c&#8217;è la seconda falla: il marito del sindaco ha sanato un ex abuso edilizio grazie alle leggi di Berlusconi? Se sì, ha commesso un&#8217;imprudenza, visto che probabilmente quell&#8217;abitazione non sarà a prova di terremoto giapponese. La domanda è: possibile che il primo sindaco grillino della Campania non abbia potuto scegliersi una casa a norma, mai condonata? Perché senno era meglio evitare la candidatura.</p>
<p>Terza falla: il marito del sindaco lavora in una tipografia che fornisce materiale al comune di Quarto? Anche qui, se il comune è un cliente importante per la tipografia della famiglia grillina, la moglie non si candida sindaco e gli altri attivisti, capendo il potenziale conflitto di interessi, opterebbero per qualcun altro. Al contrario, se la moglie del tipografo del comune decide di candidarsi, deve fare uno sforzo etico e costringere il consorte a trovarsi un cliente diverso dal comune che intende amministrare o, peggio, governare. Poi certo, la sindaca Rosa Capuozzo è formalmente parte lesa in quella che viene definita una brutta storia di voto di scambio politico mafioso e di ricatti. Lo è soprattutto da quando l&#8217;indagato De Robbio è stato sospeso dal Movimento 5 stelle il 14 dicembre scorso e fatto dimettere dal consiglio comunale di Quarto alla vigilia di una perquisizione da parte dei carabinieri.</p>
<p>La quarta falla del governo grillino di Quarto sta nel comportamento del sindaco, assai poco consono con la filosofia del Movimento. Quando i giornali hanno iniziato a parlare di patto elettorale del Movimento con la camorra, Rosa Capuozzo ha mentito dicendo di essersi presentata spontaneamente dai pm per denunciare i ricatti fotografici di De Robbio. Oggi, invece, sappiamo che la sindaca è stata convocata in procura come teste. Non una, bensì almeno tre volte: prima del 14 dicembre, poi il 21 e il 22. Nell&#8217;audizione del 21 dicembre ha escluso pressioni per il colloquio sulla foto aerea di casa sua. In quella del 22 ha parlato di «<em>ricatto</em>» e ha ammesso di avere paura di De Robbio: «<em>Ammetto di aver paura di De Robbio, temo che possa arrivare alle mani</em>». Dopo qualche giorno, Capuozzo ha smentito sia la paura che le pressioni di De Robbio, che nel frattempo, oltre all&#8217;indagine per voto di scambio, si è ritrovato pure l&#8217;indagine per aggravamento da finalità mafiosa e tentata estorsione (ai danni del sindaco).</p>
<p>La quinta falla (sarà stata una svista?), riguarda l&#8217;azienda che gestisce la manutenzione idrica. Il contratto è stato revocato dal Comune solo dopo una plateale segnalazione di un&#8217;interdittiva antimafia arrivata dalla senatrice del Pd Rosaria Capacchione, una che dopo aver scritto un bel libro sui Casalesi, se avesse voluto, avrebbe potuto pubblicare un&#8217;enciclopedia su Mafia Capitale pappa e ciccia col suo partito. Intanto la stoccata le è riuscita, e già che c&#8217;era, ci ha pure appiccicato un&#8217;interrogazione parlamentare e scritto al presidente dell&#8217;Anac Raffaele Cantone chiedendo di sciogliere il comune di Quarto.</p>
<p>La sesta e ultima falla riguarda le dimissioni dell&#8217;assessore al Bilancio Umberto Masullo e del consigliere Fabrizio Manzo, che mettono in bilico la giunta presieduta da un sindaco che per governare Quarto, pare debba essere meno paurosa, più decisa, non dire mai nemmeno una bugia ed essere più sicura dei propri mezzi. O meglio, dei mezzi del Movimento 5 stelle che rappresenta una rivoluzione rispetto ai partiti, anche e soprattutto in aree difficili come quelle della Campania. Se 900 cittadini di Quarto hanno votato il Movimento credendo di votare il Pd, forse non hanno capito cos&#8217;è il Movimento. Le dimissioni dell&#8217;imprudente Capuozzo dovrebbero rappresentare la risoluzione naturale di questa giunta nata male e finita peggio.</p>
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		<title>Messinese, il 5 stelle che &#8220;Gela&#8221; il Movimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2015 13:11:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[domenico messinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenico Messinese è il sindaco 5 stelle di Gela. Ha vinto le ultime elezioni nella città siciliana dopo un ballottaggio che non gli ha dato la maggioranza in consiglio. Con lui solo 5 consiglieri del Movimento 5 stelle, e un gruppo di assessori cosiddetti &#8220;storici&#8221; del grillismo locale. A Gela vivono 76 mila persone in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/12/domenico-messinese.jpg" rel="attachment wp-att-14417"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14417" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/12/domenico-messinese-490x235.jpg" alt="domenico messinese" width="490" height="235" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/12/domenico-messinese-490x235.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/12/domenico-messinese.jpg 600w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Domenico Messinese è il sindaco 5 stelle di Gela. Ha vinto le ultime elezioni nella città siciliana dopo un ballottaggio che non gli ha dato la maggioranza in consiglio. Con lui solo 5 consiglieri del Movimento 5 stelle, e un gruppo di assessori cosiddetti &#8220;storici&#8221; del grillismo locale. A Gela vivono 76 mila persone in case e abitazioni abusive almeno per l&#8217;80%. Il perno dell&#8217;economia locale è la raffineria Eni (privata), che dà lavoro a centinaia di famiglie gelesi. Nei mesi scorsi la Regione Sicilia, guidata dall&#8217;ex sindaco di Gela Rosario Crocetta, ha siglato un protocollo d&#8217;intesa con l&#8217;Eni per la riconversione della raffineria in modalità &#8220;verde&#8221;, che avrebbe effetti invariati per l&#8217;occupazione e allontanerebbe il rischio di una sorta di Ilva-bis. Ebbene, Messinese, che ha la targhetta dell&#8217;ambientalista, non vede di buon occhio questa riconversione. Secondo lui la &#8220;green raffinery&#8221; sarebbe una bioraffineria di vecchia generazione da olio di palma &#8220;<em>che compreremo da mezzo mondo</em>&#8220;. Fin dai primi giorni della sua elezione a sindaco, nello scorso giugno, Messinese si diceva intenzionato a incontrare il ministro dello Sviluppo economico perché &#8220;<em>non abbiamo lobby da soddisfare, se lo ricordino i consiglieri</em>&#8220;. Battagliero e determinato, nel timore che la raffineria inquini l&#8217;ambiente col patentino regionale di &#8220;verde&#8221;, Messinese in questi mesi ha accumulato qualcosa come cento viaggi istituzionali, a Roma ma non soltanto: Livorno e Rimini assieme al suo vicesindaco, Simone Siciliano con delega all&#8217;Ambiente, e a Rita Scicolone, assistente personale che Messinese ha assunto con la qualifica di istruttrice amministrativa nonostante le ire dei due meet-up di Gela, in quanto ritenuta amica della moglie del sindaco. Magagne intestine scoppiate tutte in questi giorni, all&#8217;indomani del licenziamento di tre assessori comunali che Messinese ha sfiduciato dopo che il meet-up aveva già sfiduciato il vice Siciliano per «<em>il nesso di causalità fra l&#8217;inquinamento e le malformazioni genetiche</em>» che gli avrebbe fatto sposare una politica pro-petrolieri. Tutto qua? No, perché quel galeotto abbraccio in piazza tra Messinese e l&#8217;Ncd Lucio Greco alla vigilia del ballottaggio, che produsse una serie di &#8220;<em>che male fa</em>?&#8221; tra i militanti 5 stelle, ha prodotto un incarico da 11.593 euro all&#8217;avvocato pupillo di Alfano, ex candidato sindaco a Gela che fece il suo endorsement di sostegno a Messinese assieme a Forza Italia in cambio di un presunto tacito &#8220;aiuto&#8221; elettorale in quel della vicina Enna. Insomma, quel che in gergo si chiamano &#8220;<em>assunzioni clientelari da Prima Repubblica</em>&#8220;, sarebbero la vera causa di sfiducia che il sindaco &#8220;<em>neofita della politica</em>&#8221; Domenico Messinese, ha coagulato attorno a sé e che &#8220;Gela&#8221; i vertici del Movimento. Un voto sulla sua permanenza nei 5 stelle darebbe modo ai giornali di parlare di dittatura e di poca democrazia. Ma sarebbe anche un&#8217;ulteriore verifica di coerenza con i precetti e le famose regolette che contraddistinguono il Movimento.</p>
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		<title>Verdini ridicolo, Annunziata zerbino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 12:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[denis verdini]]></category>
		<category><![CDATA[lucia annunziata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non sono avvocato difensore né di Boschi, né del suo papà che non conosco, ma conoscendo come sono fatte le banche locali, non vedo un conflitto d’interessi». Parola di Denis Verdini, deputato ex Forza Italia ora leader di Ala, ostello parlamentare per tutti i voltagabbana di Arcore, plurimputato in cinque processi, ivi compreso quello che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/12/21/verdini-ridicolo-annunziata-zerbino/">Verdini ridicolo, Annunziata zerbino</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/12/denis-verdini-lucia-annunziata.jpg" rel="attachment wp-att-14401"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-14401" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/12/denis-verdini-lucia-annunziata.jpg" alt="denis verdini lucia annunziata" width="334" height="151" /></a></p>
<p>«<em>Non sono avvocato difensore né di Boschi, né del suo papà che non conosco, ma conoscendo come sono fatte le banche locali, non vedo un conflitto d’interessi</em>». Parola di Denis Verdini, deputato ex Forza Italia ora leader di Ala, ostello parlamentare per tutti i voltagabbana di Arcore, plurimputato in cinque processi, ivi compreso quello che riguarda l&#8217;affare dell&#8217;eolico in Sardegna. La procura di Firenze gli ha letteralmente sequestrato e fatto chiudere il Credito cooperativo di Campi Bisenzio, banca che Verdini usava a suo piacimento e senza il benestare del cda, con finanziamenti milionari senza garanzie e senza coperture ai suoi amici: uno su tutti Luca Fusi. Insomma, lui che per decenni ha fatto da palo in parlamento ai conflitti di interesse di Berlusconi, si può certo spacciare in tivù (a In mezz&#8217;ora su Rai3), per grand&#8217;intenditore di banche e di disastri. La Boschi ne andrà senz&#8217;altro fiera, mentre a noi di fronte a certe fregnacce televisive senza mordente (poverella l&#8217;Annunziata che come uno zerbino non ha controbattuto), non rimane più nemmeno il gusto del ridicolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/12/21/verdini-ridicolo-annunziata-zerbino/">Verdini ridicolo, Annunziata zerbino</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Colletti: &#8220;Salvabanche per Etruria, pm zitti su banche&#8221;</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2015/12/16/colletti-salvabanche-per-etruria-pm-zitti-su-banche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=colletti-salvabanche-per-etruria-pm-zitti-su-banche</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 12:28:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[andrea colletti]]></category>
		<category><![CDATA[banca etruria]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[maria elena boschi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«CariChieti non avrebbe avuto bisogno del decreto salvabanche, potrebbe stare in amministrazione straordinaria attraverso Bankitalia. Hanno fatto un calderone nel quale immergere le responsabilità di tutti. Per cui ci hanno mangiato alla grande gli amministratori di Banca Etruria. Ovviamente non c’è nessuna indagine. E spesso le Procure sono culo e camicia con chi gestisce le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/12/16/colletti-salvabanche-per-etruria-pm-zitti-su-banche/">Colletti: &#8220;Salvabanche per Etruria, pm zitti su banche&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>CariChieti non avrebbe avuto bisogno del decreto salvabanche, potrebbe stare in amministrazione straordinaria attraverso Bankitalia. Hanno fatto un calderone nel quale immergere le responsabilità di tutti. Per cui ci hanno mangiato alla grande gli amministratori di Banca Etruria. Ovviamente non c’è nessuna indagine. E spesso le Procure sono culo e camicia con chi gestisce le banche</em>». Andrea Colletti, deputato 5 stelle.</p>
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