Lettera a Ignazio Marino

Foto Daniele Leone / LaPresse 08/10/2014 Roma, Italia Cronaca Conferenza stampa, ritardo apertura nuova Metro linea C. Campidoglio Nella foto, Ignazio Marino
Ignazio Marino

Caro sindaco di Roma, Le scrivo queste righe mentre tutti dicono che Lei si stia per dimettere da primo cittadino. Ha tenuto duro fino ad oggi nonostante l’inchiesta di Mafia Capitale non l’abbia minimamente e personalmente sfiorata. Si è cimentato in quest’avventura di sindaco di una città corrotta e bigotta, proponendosi come tassello finale della cosiddetta rivoluzione arancione che ha caratterizzato l’immagine, prima di Lei, dei sindaci di Milano (Pisapia), Napoli (De Magistris), Cagliari (Zedda), e anche Palermo (col redivivo Orlando). Sappiamo che Lei è uno stimato chirurgo: professione estremamente delicata, missionaria, che richiede nervi saldi, senso di responsabilità, decisione ma anche tanta ponderazione. Il mestiere di politico, sindaco o deputato che sia, in Italia è invece adatto a coloro che ostentano potere senza esercitarlo davvero, o al contrario, per dei burattini alla Renzi: dediti alla chiacchiera di facciata e all’appecoronamento di fatto ai cosiddetti poteri forti della massoneria. Lei ha l’immagine di una persona mite, che non ostenta potere, che parla poco e solo se necessario, cercando di lavorare nel silenzioso sottobosco della politica per cercare di renderla meno peggiore di quello che è. Lei, caro sindaco, dà l’idea di un uomo che non ha timore di nessuno perché ostenta una sua autonomia, una certa libertà di pensiero, anche religiosa, benché Lei si sia dichiarato più volte un fervente cattolico laico. Io La vedo così, anche se molti di coloro che leggono non saranno d’accordo.

Venendo al dunque di questa lettera, sono certo che tra qualche mese, quando Lei non sarà più sindaco di Roma da un pezzo, sarà archiviato da tutte le accuse relative all’indagine “dovuta” per la Onlus del 2005. Epperò noi cittadini che abbiamo la memoria lunga, non dimenticheremo la Sua immagine di persona tutto sommato presentabile. Non dimenticheremo la sua sfida alla morale papalina, quella che subito dopo il Suo insediamento in Campidoglio nell’estate del 2013, portò al varo del registro comunale delle unioni civili che fecero infuriare il ministro dell’Interno Alfano: un bigotto fantozziano buono a nulla, ma coi giusti connotati da ciambellano utile ai poteri vaticani. A poco nulla, infatti, è servito l’appello al Prefetto della Capitale per ordinarLe la cancellazione delle 16 coppie gay registrate in Comune. Il Tar, infatti, ha sentenziato che il Prefetto è incompetente in materia. Tutto ciò nonostante la recente strigliata arrivata al governo italiano da Strasburgo sul tema delle unioni civili. In Italia tutti i miei colleghi giornalisti-pennivendoli hanno già da un pezzo dimenticato l’argomento. Al contrario, sono tutti lì al Suo capezzale di sindaco per contarLe gli scontrini e le cene nei ristoranti pagati con una carta di credito del tutto legale e legittima, nella Sua veste di primo cittadino. Ma tant’è.

Lei, caro Sindaco, nonostante si dichiari cattolico, è un navigato laico favorevole a una legge sul testamento biologico. Materia ostica Oltretevere, che in vista del Giubileo ha solo bisogno di cortigiani nelle istituzioni che aiutino la Chiesa a far dimenticare i coming out (anche pedofili), di tanti suoi pastori. Lei, caro Marino, alla fine, rimane un sinistroide radical-rifondarolo, progressista e catto-anti-clericale sostenuto da un Pd che ha dovuto appoggiarLa in quanto vinse le primarie contro l’attuale ministro Gentiloni. Eppure, un certo Pd alfaniano-socialista-forzista-democristiano, non ha mai pienamente digerito la Sua figura di uomo di Sinistra a capo della Città Eterna. Lo si intuisce dalla guerra che Le stanno facendo dai tempi del galeotto registro che ricordavo sopra. E’ da lì che cominciarono le polemiche per la sua utilitaria parcheggiata in Ztl (multe che Lei ha pagato). Buona parte dei partiti (5 stelle compresi), l’ha crocifissa per Mafia Capitale, benché come dicevo, Lei non sia mai stato sfiorato personalmente dall’inchiesta, tanto da non avere intercettazioni compromettenti a Suo carico e tantomeno lo straccio di un’indagine. L’indagine sugli scontrini e quella sulla Onlus sono oltremodo ingigantite, benché è giusto che si sappia della loro esistenza. Ma il vero problema, o meglio, il vero out-out che oggi le dà il Suo stesso partito, il Pd, è arrivato da Papa Francesco, qualche settimana fa, quando disse che Lei, in qualità di sindaco di Roma, non era stato invitato alla corte papalina nei giorni della sua trasferta negli Stati Uniti. In questo modo, Bergoglio, ha dato un ordine chiaro ai politici: fatelo dimettere che io in vista del Giubileo non voglio uomini liberi, e della sinistra progressista pro-gay e pro-testamento biologico.

Ecco perché oggi, l’indagine sugli scontrini è solo la scusa di facciata per non tirare in ballo il Vaticano sulle sue dimissioni. Il Pd è un bordello promiscuo dentro il quale si sta amalgamando tutta la poltiglia Forzista, leghista, Udcista-Ncd, socialista e pure qualche catto-comunista. Tutti insieme per contrastare il Movimento 5 stelle. Lo dimostrano i movimenti in atto in questi giorni: a Milano la rivoluzione arancione di Pisapia sta andando in pezzi col Pd che divorzia da Sel (Rifondazione). In Regione Lombardia, Maroni (alfaniano), sta rompendo con Salvini (votato all’opposizione con l’estrema destra). La Sinistra, quella che rappresenta Lei, sindaco, è sempre più minoritaria e settaria: una’accozzaglia di superstiti rifondaroli, sinistra Dem, Sel oltre a qualche isolato Radicale. Tesimonianza ulteriore del patto insano tra Renzi e berlusconiani d’accatto, è l’arenamento del ddl Cirinnà sulle unioni gay. Discusso in aula, votato a metà e rimandato alle calende greche. Con le Sue dimissioni da sindaco, caro Marino, Roma presenterà un candidato unico (Veltroni? Rutelli? Gabrielli?) che piacerà a destra e a sinistra e che dovrà contrastare i 5 stelle: unica e vera preoccupazione di Renzi, a sua volta in picchiata nei sondaggi. E’ il Vaticano che così vuole e la politica che così ne approfitta per sopravvivere a sé stessa aggrappata a una poltrona. Del resto, anche i grillini paiono molto laici: contrari alle prebende per le scuole cattoliche, all’otto per mille e favorevoli alle tasse sugli immobili ecclesiali . Il momento è duro per la massoneria che tiene il potere del sistema Italia. L’impopolarità frutto dello sputtanamento derivante dall’incoerenza è un pericolo che anche la Chiesa teme vedersi sfuggire di mano. Lei, caro Sindaco, è la prima vera testa che faranno cadere per salvarsi loro tutti. Ma non è detto che ci riusciranno. Chiudo con l’augurio che quando si dimetterà, caro sindaco, manderà un sonoro fanculo Oltretevere. Ci farebbe godere in tanti! Tanti auguri e su col morale.

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