Lo schizofrenico Cazzullo

aldo cazzullo

Tra “l’Europa in guerra“, “l’11 settembre d’Europa“, “siamo in guerra“, e altri titoloni di questo tono, balza all’occhio l’editoriale di Aldo Cazzullo sul Corriere, che s’immola prono alle “mille matite della libertà. Prodigo di premure per la “libertà d’espressione che va difesa sempre“, eccolo sentenziare che per Maometto “quelle vignette sono efficaci anche quando c’è dissacrazione“. Dunque, guai a fermare “il diritto di criticare per ridere del fanatico“. Tutta questa manna di libertà da parte di Cazzullo per la satira (basta leggere alcune sue interviste spacciate per serie per ghignare), pare provenire da uno schizofrenico se si va a leggere il Cazzullo di un annetto e mezzo fa, sempre a proposito di libertà. Allora siccome “le caratteristiche fisiche sono incolpevoli e i difetti fisici sono strumento di imbarbarimento“, Cazzullo ci deliziava di “Una lezione di inciviltà da Grillo“, colpevole di aver dato dell’ottuagenario a Rodotà candidato al Quirinale. Ottuagenario che sta per 80enne o giù di lì. Mica gli diede del terrorista o ne fece una caricatura (Grillo ne avrebbe avuto tutto il diritto visto che è un comico quarantennale). Eppure Cazzullo cazziava Grillo come simbolo “dell’insulto come metodo di totale mancanza di rispetto“, per una campagna giunta “all’ultimo stadio di degenerazione che rischia di rivelarsi senza ritorno“. Insomma, per Cazzullo non c’era nessuna libertà da difendere perché “non si tratta di una salutare presa in giro“, visto che “un conto è la satira di Noschese o dello stesso Grillo contro Craxi“. La sentenza è implacabile: Grillo è “un pessimo esempio per i giovani“. Meno male che c’è Cazzullo, ottimo esempio di giornalismo da lecca.

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