Yara: Colaprico cinico incosciente

Milano 26122011 Morte BOCCA PIERO COLAPRICO presso la Camera ardente allestita in Via De Grassi

L’Italia esulta per la cattura di Massimo Bossetti, il vero (più che presunto) omicida di Yara Gambirasio. il canovaccio mediatico torna a far tappa nelle lande bergamasche per raccontare le reazioni delle persone e del mondo che ruota attorno all’omicida della ragazzina di Brembate di Sopra. Nel volgere di poche ore sappiamo che Massimo Bossetti si chiama così perché figliastro di Giovanni Bossetti, patrigno e marito cornuto di Ester Arzuffi, mamma ormai 80enne ex amante di Giuseppe Guerinoni, l’autista padre naturale dell’assassino che in vita sua avrebbe avuto contatti con almeno “535 donne“. Massimo Bossetti è gemello di Laura Bossetti da Parre e marito di Marita Comi. Mamma di “Nicolas, 13 anni, Alice, 10 anni e Aurora 8 anniscrive Piero Colaprico su Repubblica. Il dna non lascia spazio a dubbi. E’ proprio di Massimo Bossetti. Gli investigatori lo hanno ottenuto dalla sua saliva con la prova dell’etilometro venerdì scorso mentre lo pedinavano. E’ fuor di dubbio che il telefonino del Bossetti fu disattivato alle 18:45 della sera della scomparsa di Yara a Brembate di sopra e riacceso il mattino dopo alle 7. E’ certo pure che la calce rinvenuta nei polmoni di Yara è la stessa di cui si sporcava il muratore assassino. Raggiunto dai carabinieri in un cantiere di Seriate: paese del leghista Daniele Belotti, ex assessore formigoniano che in questi anni si è particolarmente distinto in tivù per sputtanare il lavoro della procura di Bergamo e per deridere la pm incaricata delle indagini Letizia Ruggeri col pretesto che “i profili di dna costano milioni di euro alla collettività“. L’ex indagato Mohamed Fikri, per questa storia di sospetti su di lui come potenziale assassino di Yara, ci ha rimesso tutto: lavoro e affetti (la fidanzata che avrebbe dovuto sposare lo ha mollato).

Questo il quadro di massima dei danni causati dall’assassino di Yara. Danni morali alla sua famiglia, ai suoi parenti, alla coppia di anziani genitori di cui sono usciti i tradimenti di quand’erano più giovani, oltre che a Fikri. Ma soprattutto a queli tre piccoli figli di Bossetti. Tre minori gettati in pasto al (dovere?) di cronaca che ora saranno guardati con distacco, se non con spregio, per essere eredi di un mostro. Nell’Italia che esulta per la cattura di Massimo Bossetti, c’è una componente morbosa, miope nei riguardi delle persone che non c’entrano nulla, scevra dal bisogno dei nomi di fantasia per loro tutela. I giornali non hanno risparmiato nessuno per “dovere di cronaca”. Piero Colaprico di Repubblica è uno di loro. L’unico al quale non è sfuggito che forse, almeno per i figli minori, non era opportuno scriverne i nomi. L’ordine dei giornalisti mi auguro prenderà provvedimenti viste le regole imposte dalla Carta di Treviso quando si tratta di svelare i dati personali dei minori coinvolti anche indirettamente in casi di cronaca. Farò una segnalazione io all’ordine nazionale. Manderò il link di questo post. Nel frattempo Colaprico speri per sé stesso di non avere figli minori e che qualche cinico incosciente come lui non ne riveli l’identità sui giornali.

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