Tonino nella trappola di Silvio

Pazza idea di Silvio: un partito con Di Pietro” scriveva domenica a 9 colonne Libero. Continua ad effetto la coda di reazioni dopo il famigerato scambio di battute tra Berlusconi e Di Pietro avvenuto alla Camera a metà  settimana. Un lungo colloquio e un papello che la mano del presidente del consiglio avrebbe allungato a quella del leader Idv. Eccola la trappola in cui é caduto l’ex eroe di Mani pulite. Quello “stupratore della democrazia” é stato così cinicamente intelligente avvicinandosi a colui che gli ha dato del corruttore, del Videla, del magnaccia degno da San Vittore, che ha ottenuto quello che voleva: la reazione indignata dei sostenitori dipietristi, antiberlusconiani nel merito e nel metodo. I commenti carichi di rabbia e di insulti rivolti al leader Idv in giro per la blogosfera e su Facebook sono un tam tam di indignazione che non so se porterà  come controvalore quintali di elettori cosiddetti moderati o centristi.

Intanto l’Italia dei valori 2 ha già  salpato nel mare magnum del cosiddetto centrismo moderato. Secondo il suo leader la virata di approccio nei confronti del centrodestra si esaurisce sostanzialmente nel linguaggio ma non negli obiettivi. Secondo la nuova teoria l’antiberlusconismo urlato non serve più in quanto Berlusconi é finito, superato. L’Italia dei valori 2 vuol’essere un partito di massa funzionale ad esprimere un candidato premier. Dialogare “col diavolo” e “votare leggi utili al Paese” diventa più importante della strumentalizzazione che Bersani farebbe di un cadavere caldo, caduto sotto i colpi delle elezioni comunali e dei referendum chiedendone le dimissioni. Anche personaggi alla Vendola, secondo Di Pietro, sarebbero inadatti al ruolo di candidato premier. L’ex pm di Mani pulite viene ricambiato dal governatore della Puglia con un poco entusiastico “moderato radicale“.

Io, per quanto possa contare, ritengo Berlusconi un estremista per le sue leggi vergogna, per la sua forza corruttiva, ma anche per sua faccia tosta. Ritengo che rispondergli “corruttore“, “puttaniere” o “eversore” non sia estremismo, ma al contrario sia verità  politica espressa con linguaggio moderato in quanto reale. Superato Berlusconi c’é il berlusconismo da debellare nelle istituzioni. Con Berlusconi e il berlusconismo, secondo il mio modesto pensiero, non ci sono margini di trattativa e tantomeno uno scambio di battute a quattr’occhi a microfoni spenti dentro le istituzioni dove potrei prestare il fianco a polemiche sterili. Per uno come Berlusconi dovrebbe esserci soltanto un sonoro vaff. Ma forse é perciò che io non funziono in politica.

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