Le bugie di Alfano e il Csm

Alfano: fondi per il processo breve. Un titolo meschino per una meschina intervista senza domande sul Corriere al lustra natiche ministro angelino alnano. Roba per stomaci forti leggere le contorsioni fasulle con le quali il Guardasigilli giustifica l’urgenza del processo breve, che serve a mandare in fumo i 3 processi in cui il nano piduista é imputato di corruzione in atti giudiziari, appropriazione indebita e frode fiscale.
Giorgio Napolitano invita il rispetto delle sentenze alla Fiat di Melfi ma tace da anni sulle buffonate che sputano quotidianamente i burattini del nano pluriprescritto travestiti da ministri, che varano porcate legislative in tutte le salse per bloccargli i processi.
In tema di processo breve soltanto l’Anm alza la voce contro le bugie da faccia come il culo di angelino alnano. Il Csm, per voce di del neo vicepresidente Vietti, si limita a dire che il processo breve non va. A proposito del nuovo Csm tra i nuovi componenti figurano Guido Calvi e Glauco Giostra entrambi candidati dal Pd.

Calvi, 69 anni, pescarese, senatore da 3 legislature eletto nel ’96 col Pds e poi coi Ds, fu insieme a Nino Marazzita avvocato di parte civile nel processo per la morte di Pierpaolo Pasolini. Difese il prigioniero politico cileno Luis Corvalan, il perseguitato politico greco Alexandros Panagoulis e Pietro Valpreda nel 1969 (ingiustamente additato come colpevole della Strage di Piazza Fontana) oltre a quella delle parti civili nei processi per le stragi di piazza della Loggia a Brescia, della stazione di Bologna e del rapido 904 ( 23 dicembre 1984).
Calvi assieme ad Elvio Fassone, 2 legislature fa propose senza successo una legge per la prescrizione del processo anziché del reato. Un po’ ciò che ha pensato Ghedini per annullare i processi a Berlusconi, anche se con altre intenzioni.
Già  difensore di D’Alema, Calvi ha ideato e promosso la legge sull’incompatibilità  tra Gip e gup tanto cara a Berlusconi e Previti, imputati per corruzione di giudici (processi Mondadori, Sme-Ariosto e Imi-Sir) che cercavano di liberarsi del gip milanese Alessandro Rossato, firmatario degli arresti del giudice corrotto Vittorio Metta, degli avvocati Fininvest Pacifico e Acampora, e di Previti (arresto bloccato dalla Camera a maggioranza Ulivo). Spettando al gup Rossato le udienze preliminari dei 3 processi, con la legge Calvi il gip doveva passare tutto a un collega, che non conoscendo le carte ci avrebbe messo un sacco di tempo. Le udienze preliminari Imi-Sir e Sme, iniziate da Rossato, si chiusero con i rinvii a giudizio degli imputati.
Legge utile nel processo Mondadori, passata subito al giudice, Rosario Lupo, che ha prosciolto tutti gli imputati per insufficienza di prove (poi, su ricorso della Procura, la Corte d’appello li rinvierà  a giudizio tutti, tranne Berlusconi, dichiarato prescritto grazie alle attenuanti generiche).
Calvi difende pure Giampaolo Angelucci nel processo “La Fiorita” a Bari in cui é imputato pure il ministro Fitto, per il quale ha invocato il proscioglimento dai reati di corruzione e finanziamento illecito ai partiti in quanto “non configurabili“.
Secondo i pm Rossi e Nitti, la Tosinvest di Angelucci avrebbe ricevuto dalla Regione Puglia, in cambio di 495 mila euro, la gestione delle residenze sanitarie assistite, un appalto da 198 milioni di euro su ordine di Fitto.

Glauco Giostra, marchgiano, 58 anni, ordinario di procedura penale alla “Sapienza” di Roma, laureato con tesi sul diritto al silenzio dell’imputato. é stato membro della Commissione Ministeriale per il nuovo codice di procedura penale dal 1987 al 1991 ed é stato interpellato dalla commissione giustizia al Senato sul ddl intercettazioni assieme al procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso. Già  membro della Commissione Ministeriale per l’esercizio della Delega in materia di giudice di pace, é stato coordinatore scientifico del programma di ricerca “Processo penale e Informazione”, nel 1997 e a Macerata é stato responsabile delle ricerche sulla ragionevole durata del processo nel 2000.

In un paese normale ci dovremmo aspettare la ferma e unanime condanna della legge sul processo breve in procinto di passare al parlamento. Un provvedimento meschino, criminogeno e illiberale che serve solo a imputati eccellenti disposti a tutto pur di rimanere ricchi e impuniti. Questa sì che é roba per stomaci forti.

Condividi!

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.