Il pd applaude anche in manette


Le manette al presunto sindaco corrotto non fermano l’applauso

“Il tribunale del riesame ha mantenuto le ipotesi di reato. Si capirà  meglio leggendo le motivazioni quando saranno depositate”. E’ il procuratore capo di Potenza, Giovanni Colangelo a difendere l’inchiesta del suo pm Henry John Woodcock, che ha chiesto l’arresto del deputato del Pd Salvatore Margiotta negato dalla casta. “L’ho visto lavorare con grande impegno, onestà  intellettuale e professionalità “ nell’inchiesta sulle presunte tangenti pagate per gli appalti legati all’estrazione di petrolio in Basilicata.
àˆ vero che i giudici del riesame hanno annullato la richiesta dei domiciliari per Margiotta, lasciando alle manette i 5 indagati che hanno restituito ai proprietari i beni mobili e immobili per 50 milioni di euro di valore. Ma é anche vero che sono confermati i gravi indizi sull’ipotesi di una vera e propria associazione a delinquere.
Il tribunale del riesame conferma tutte le ipotesi di corruzione, concussione e turbativa d’asta per l’amministratore di Total Italia, Lionel Levha, i dirigenti Roberto Francini e Roberto Pasi, l’imprenditore Francesco Rocco Ferrara e Ignazio Tornetta, sindaco di Gorgoglione (MT).
Mercoledì 7 gennaio, davanti allo stesso gip che ha firmato l’ordinanza di Woodcock, si discuterà  se sospendere per 2 mesi ogni attività  della Total Italia. Woodcock, in un filone parallelo, contesta all’imprenditore Ferrara anche l’associazione a delinquere finalizzata alla detenzione e allo spaccio di droga. I giudici hanno annullato, anche qui, l’associazione, ma hanno lasciato l’accusa stupefacenti.

Ebbene, di fronte alle conferme la casta del partito democratico prosegue nel suo folle processo di riabilitazione di arrestati, indagati e presunti tangentari.
Luigi Manconi sull’Unità  difende Ottaviano Del Turco assieme al quotidiano di partito Europa, che chiede conto dell’inchiesta abruzzese.
Del Turco, dopo la solidarietà  ricevuta da Silvio Berlusconi, ha dalla sua parte pure l’ex presidente del Senato Franco Marini. Che dice di aver “maturato forti ripensamenti sull’inchiesta perché i dubbi ricadono sulla sua fondatezza.” Marini si chiede dove siano i soldi finiti a Del Turco e quali sarebbero le prove che lo inchiodano. Ma deve aver dimenticato le valigette piene di milioni di contanti che sarebbero arrivate nella villa di Collelongo dell’ex governatore abruzzese, da parte dell’imprenditore della sanità  Angelini.

Purtroppo Marini sbraita prima del tempo “la caccia giudiziaria contro il Pd”. La scarcerazione del segretario regionale veltroniano Luciano D’Alfonso, a Pescara, l’ha convinto che ci sia “troppa leggerezza nelle indagini” e che “queste vicende provocano perdita di fiducia dei cittadini verso le istituzioni gettando discredito sulla stessa magistratura.” Da qui l’esigenza di una “riforma della giustizia ineludibile” per un sano confronto col Pdl. Col quale la fusione é ormai sancita senza mezzi termini. Pd-Pdl sono un tutt’uno. Altro che il pd consegnato a Di Pietro! Il pd ha le mani alzate a Berlusconi e davanti alle procure, che agli occhi di Sergio Chiamparino paiono come “la conseguenza della debolezza politica del pd che implica difficoltà  a reagire davanti agli assalti della magistratura.

Gli fa eco il ministro ombra Lanfranco Tenaglia sostenendo che “la riforma della giustizia é necessaria perché é terribile aver scarcerato il sindaco di Pescara soltanto dopo le sue dimissioni. In questo modo – secondo Tenaglia – passa l’idea che un magistrato possa decidere chi debba o meno far politica”.

Di fronte a questo squallido quadro i pidini rimasti non fanno che applaudire, applaudire e applaudire. Prima di una qualunque sentenza condannano i magistrati! Trasformando in un’omelia funebre tutto il pd.

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18 Commenti a “Il pd applaude anche in manette”

  1. massimo ha detto:

    Anche i nostri politici e amministratori pubblici prendono esempio dagli Americani :

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200901articoli/39754girata.asp

  2. Marco da Napoli ha detto:

    La riforma della giustizia che piacerà  a Cosa Nostra
    di Luca Tescaroli*, da Repubblica Palermo, 31 dicembre 2008

    L’anno che si sta chiudendo ha visto riesplodere le tensioni tra numerosi settori del mondo politico e la magistratura, a seguito di inchieste e provvedimenti restrittivi nei confronti di detentori del potere di numerose città  italiane la cui notizia é prepotentemente deflagrata nei media. Come conseguenza si é riacceso il confronto sulla riforma della giustizia che ha registrato convergenze da parte di esponenti di gruppi politici contrapposti, sfruttando come sponda le gravi vicende che hanno contrapposto gli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro, che certamente costituiscono un fatto eccezionale.

    L’idea di fondo che governa le menti di molti autorevoli esponenti politici é quella di imbrigliare l’azione del pubblico ministero e di limitare l’uso di uno dei più efficaci mezzi di ricerca delle prove: l’intercettazione. Si é detto di rendere non più obbligatoria l’azione penale, di attribuire al Parlamento la scelta dei reati da perseguire, di separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri, di togliere il vincolo di dipendenza dal pm alla polizia giudiziaria, che dipende dalla compagine governativa, consentendole di indagare autonomamente dopo la presentazione della notitia criminis.
    Si tratta di progetti che sembrano portare avanti la riforma della giustizia adombrata nel gelliano “Piano di rinascita democratica” che profetizzava la responsabilità  del guardasigilli verso il Parlamento sull’operato del pm e la separazione delle carriere. Quanto alle intercettazioni, la maggioranza governativa appare proiettata a limitarne l’uso a una larghissima parte di reati, che comporterebbe di fatto la loro non perseguibilità .
    Tutto ciò appare singolare se si pensa che il problema serio della giustizia penale é rappresentato dall’infinità  di tempo che occorre per ottenere una pronuncia sulla responsabilità  dell’imputato, che un meccanismo bizantino farraginoso e complicatissimo, chiamato processo, sembra ostacolare piuttosto che agevolare. Uno stato di cose che genera inefficienza del servizio giustizia e che si traduce in un discredito della magistratura, contribuendo ad allontanare il consenso di molti cittadini, conquistato nell’ultimo ventennio. Sorge il sospetto che a qualcuno ciò non dispiaccia affatto e che anzi sia gradito.
    L’impatto di una nuova regolamentazione di funzionari incapaci di rendere il servizio per cui sono remunerati é certamente meno traumatico nel contesto sociale e sarà  difficile trovare chi sia pronto per mobilitarsi e impedire l’eliminazione dell’indipendenza del pubblico ministero, garanzia di uguaglianza per tutti i cittadini.
    àˆ singolare il fatto che nessuno faccia riferimento, invece, all’esigenza di riformare certa politica, protagonista di un crescente malgoverno in numerosi settori nevralgici, sempre più pervasa da corruttela, avviluppata soprattutto al Sud a un clientelismo becero, e di impedire che imputati condannati per fatti gravi siedano in Parlamento, ove con il loro voto contribuiranno a riformare la giustizia.
    In questo contesto Cosa nostra rimane spettatrice attenta e interessata, pregustando i doni, forse inaspettati, che otterrà  laddove le annunciate riforme legislative dovessero essere attuate. L’organizzazione necessita del sostegno dell’uomo politico e del pubblico amministratore per raggiungere i propri obiettivi. Pensate quale vantaggio potrebbe ottenere dall’impossibilità  di intercettare i reati tipici della pubblica amministrazione (si pensi alla corruzione o alla turbativa d’asta) propedeutici all’instaurazione di quell’anello di collegamento con i centri di potere. Molte indagini nei confronti di amministrazioni locali hanno consentito di scoprire relazioni con mafiosi e alcuni investigazioni e processi di mafia hanno preso le mosse da indagini nei confronti di appartenenti ad amministrazioni locali.
    Pensate a cosa può significare modificare i rapporti fra pm e polizia giudiziaria. Dal momento che la polizia giudiziaria dipende dal governo, potrebbe derivarne che in concreto si faranno solo certe indagini e che potrebbero agevolmente essere impediti i controlli di legalità  indirizzati verso determinati interessi cari alla compagine governativa e, al contempo, alla forza mafiosa dominante.
    Immaginate cosa può voler dire separazione delle carriere. Un pm che dovrà  rispettare le direttive impartitegli dal potere esecutivo? E se venisse previsto di essere feroce con taluni e di essere morbidi con altri, magari verso chi si trova a coltivare rapporti di amicizia o frequentazione con i leader della compagine governativa?
    Pensate, poi, cosa può comportare un pm piegato all’esecutivo in un’indagine nei confronti di un colletto bianco, che coltiva legami con esponenti mafiosi. Una situazione che renderà  piuttosto difficile solo iniziarla, che consiglierà  al magistrato molta prudenza per evitare ripercussioni negative nella progressione in carriera.
    Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità  e che tali conseguenze vengano scongiurate. Spero che nel nuovo anno si pensi, invece, a potenziare l’apparato repressivo (per debellare il crimine organizzato che controlla e condiziona oltre un terzo del Paese e della sua economia), a snellire e a riformare il processo penale, cancellando una serie di inutili formalismi travestiti da garanzie, riducendo le impugnazioni, garantendo che le sanzioni penali irrogate vengano espiate, impedendo che i mafiosi condannati ritornino troppo presto in libertà , continuando a esercitare il potere sul territorio che esercitavano prima del loro arresto.

    * Attualmente sostituto procuratore a Roma. E’ stato pubblico ministero nel processo per la strage di Capaci e nel processo relativo alla morte del banchiere Roberto Calvi.

  3. 2009 ha detto:

    @ Daniele Martinelli:
    perché non rispondi MAI alle richieste dei tuoi visitatori?

  4. sil lan ha detto:

    @ VENOM

    Ho notato anc’io tutto ciò che riferisci: a volte non si ha neppure più la forza di arrabbiarsi.
    Riguardo a Riotta, basta guardarlo in faccia (o negli occhiali); per quel che riguarda i saldi, basta farsi un giro nei negozi per rendersi conto…

  5. VENOM ha detto:

    Caro Daniele, porto alla tua attenzione uno sconcertante episodio di informazione di regime consumatosi ieri sera 03/01/2009 al TG1…

    Ieri 03/01/2009 si consumata la più ridicola farsa delle interviste impacchettate di Gianni “Ricotta” al ministro Tremonti, il cui discorso pressoché fumoso e generico partiva da un dato presunto, quella della ottima affluenza ai saldi… saldi che si aprivano proprio in quella giornata solo in alcune regioni d’Italia. Ecco che dopo pochi minuti parte il servizio taroccato del TG1 sui saldi d’inverno, grande ottimismo e grande affluenza, la statistica e le immagini si basa esclusivamente sul Outlet di Castelromano, la cui affluenza é piuttosto elevata in tutti i week-end dell’anno. A supporto della notizia costruita ad arte un paio di interviste ai passanti che dichiaravano di aver speso chi 500, chi 800 €uro. La solita notizia costruita con pseudo-sondaggi. In serata il TG3 regionale del lazio in un servizio approfondito parlava di un vero e proprio flop, di affluenza blanda nelle province di Rieti, Viterbo e Latina. La capitale, si sa, gode anche dell’aiuto del flusso turistico. Anche oggi, in mattinata, nel radiogiornale di Dimensionesuono 2, radio romana, si parla della forte preoccupazione dei commercianti secondi i quali l’affluenza e le vendite si sono pressoché dimezzate rispetto allo scorso anno.

    Il TG “ricotta” ha continuato imperterrito nell’iformazione di regime con il cotorno di alcune interviste, quella del portavoce della lega, per una volta ci hanno risparmiato la faccia da caxxx di Gasparri…
    Il deputato leghista affermava con somma soddisfazione che l’attuale governo NON aveva aumentato la pressione fiscale, trasformando così il demerito di NON aver mantenuta la promessa elettorale di una riduzione della pressione fiscale, nel merito di NON averla aumentata, ammettendo candidamente di aver mantenuto la stessa pressione fiscale del precedente governo, quello che loro chiamavano tutte le sere, a turno, “IL GOVERNO DELLE TASSE”…

  6. Wil Nonleggerlo ha detto:

    Caro Daniele,

    il Pd per dimostrare la propria differenza dal Pdl, potrebbe ogni tanto far finta di tessere le lodi di Soru. Si, non é perfettamente lindo, ma la sua condotta negli ultimi tempi rappresenta un’anomalia “etica” nel marcio panorama politico italiano.

    Cosa ne pensi?

    Wil

  7. andrea poulain ha detto:

    più li attacchi più si mescolano tra di loro.si difendono , si scambiano solidarietà , bah che schifo..

  8. freeman ha detto:

    se questo paese avesse una classe politica decente si starebbe sicuramente meglio, ma purtroppo gli italioti hanno voluto la casta marcia e ora vediamo le ovvie conseguenze…

  9. animacontro ha detto:

    Al Governo ci sono fetenti corrotti e corruttori siamo tutti daccordo. Ma chi sono questi uomini? Li abbiamo importati da altri pianeti o da altre galassie? Sono uomini come noi scelti tra di noi: la crema di un popolo di fetenti corrotti e corruttori che ci rappresentano perché solo così possiamo essere rappresentati.Ed ora di cosa ci lamentiamo? Se il Deputato Tizio o il Ministro Caio ci aiuta a trovare un posto di lavoro per noi o per i nostri figli, noi gli saremo grati in eterno; se il Cavaliere mi azzera le tasse io lo voterò perché i soldi li vogliamo tutti e più ne abbiamo più il nostro benessere aumenta, che mi frega poi se Lui non é morale o aiuta le ballerine o chi é carino con Lui.
    Allora eliminiamo il denaro, elimiano i privilegi non della casta ma di ognuno di noi, facciamo un reset di tutto quello che abbiamo vissuto, studiato, sperimentato sulla nostra pelle fino a qui e forse le cose inizieranno a cambiare, ma non venite a dirmi che se vi offrono un tenore di vita migliore, uno standard di vita omologato ai tempi che viviamo ci sputate sopra preferendo la povertà  e i sacrifici: non vi credo

  10. freeman ha detto:

    la casta criminale ovviamente difende se stessa…e purtroppo moltissimi imbecilli la difendono e la votano…

  11. CHICCA ha detto:

    Quello che é successo al ragazzo siciliano perché ha gridato “Viva Caselli, viva il pool antimafia!” durante uno dei tanti incontri del truffatore dello Stato, Vittorio Sgarbi, e per questo é stato malamente spinto e strattonato dagli Agenti delle Forze di Polizia é, come dice Beppe Grillo, un’Italia alla “rovescia”. Ma questo é solo l’ultimo esempio del fatto che la realtà , come le parole, sono state rovesciate! Uno dei tanti di quelli che in questi anni abbiamo denunciato con le nostre inchieste. Vediamo qualche esempio che ci offre l’attualità  del Paese.

    L’Università  di Sassari continua a mettere in bella mostra sul suo sito la foto di gruppo con il golpista Francesco Cossiga che in detta sede ebbe pure il ruolo di docente di Diritto Costituzionale (lui, il Kossiga!!!!)…

    Una preside ed il collegio docenti di un Liceo di Savona hanno punito con l’otto in condotta gli studenti che hanno dato vita ad una cogestione in cui non si perdeva tempo ma si discuteva, ci si confrontava sui problemi reali, da quelli Istituzionali alle Mafie.

    I politici, la cui abitudine alla clientela ed alla raccomandazione sono state palesate dalle intercettazioni (e per un giudizio etico-morale e politico questo basta, in quanto esula dalla questione giudiziaria), si auto-proclamano santi e quando si dimettono dal partito (come il figlio di Di Pietro), restano però ben saldi al posto retribuito di “rappresentanti” dei cittadini.

    I conflitti di interesse ormai dilagano dal più piccolo comune alle più alte sfere Istituzionali… Berlusconi ha fatto scuola e gli altri (tutti) hanno imparato in fretta. E con questo ogni elementare principio di etica pubblica e di gestione corretta della cosa pubblica é andato a farsi dare l’estrema unzione.

    Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, anziché essere garante della Costituzione, si é palesato garante della nomenklatura ed invita a modificare la Costituzione per risolvere il problema della Giustizia (quello che dice anche Licio Gelli).

    Le mafie continuano ad allargare il loro giro d’affari in una sempre più penetrante infiltrazione nell’economia e nella finanza, condizionando sempre più amministrazioni e scelte, sviluppo e territori nel centro-nord, alla faccia di chi ancora pensa al boss con coppola e lupara.

    E’ tutto all’incontrario… che sia perché agli italiani sono all’incontrario? Noi ormai crediamo di si… e come abbiamo già  detto e ripetuto occorre far sì che vi sia una presa di coscienza dell’oscena pratica del Potere da parte dei cittadini perché le cose possano davvero cambiare… rifiutando quella normalizzazione che l’informazione ufficiale e la politica (tutta) perseguono scientificamente.

    L’unico modo per salvare il futuro é andare allo scontro con questo sistema e questa mentalità … non si può attendere l’arrivo del “salvatore”, dipende solo da ciascuno di noi, ognuno deve fare la sua parte e pagare qualche prezzo… altrimenti non ci sarà  speranza

    scritto da c. abbondanza

  12. Daniele L. ha detto:

    A volte penso: Sono consapevoli di quello che dicono per difendere la casta? …oppure Non capiscono un’emerita mazza di procedura penale?…Oppure esprimono l’arroganza di essere GIP loro stessi?…Beh perché vedete, alcune affermazioni sono totalmente intrise d’ignoranza. Però poi mi riprendo e capisco che lo fanno per difendere la casta… Ma poi ci ripenso e mi richiedo…AIUTATEMI A CAPIRE!

  13. helena f. ha detto:

    “…………… il Riesame non assolve nessuno né “boccia” l’indagine.
    Una sola riforma eviterebbe tutto ciò: che i politici la piantassero di impicciarsi in appalti. Ma questa, naturalmente nessuno la propone.”
    Travaglio in Ennesima Potenza del 3 gennaio 2009 su
    Voglio scendere.

  14. caterina ha detto:

    Buonasera Daniele, buonasera blog.
    Sono d’accordo con Roberto: é probabile che nemmeno la batosta, che arriverà , alle Europee farà  aprire gli occhi a questi buffoni. Questi non capiscono, o non vogliono capire – e non si sa quale delle due sia peggio.
    Credo che il PD sia ormai oltre qualsiasi possibilità  di recupero e vada lasciato al suo destino. Peccato per gli onesti e per quelli che comunque cercano il cambiamento, come Lenzi
    http://www.pieroricca.org/2008/12/29/primarie-alla-bolognese/#comments
    ma con me il PD ha chiuso.
    Mettiamocela via, questi voteranno qualunque orrore Mr. B. proponga sulla giustizia.

  15. Roberto ha detto:

    Di fronte ad un’ostinata, cocciuta ed irresponsabile reazione di tutti i tulipani di sinistra, c’é da augurarsi solo di una cosa: che anch’essi possano cogliere i propri frutti, amari si spera, alle prossime elezioni europee.
    Purtroppo, temo, sono talmente fuori dalla realtà  e indossano lenti così deformi, che nemmeno una batosta colossale li farà  riflettere. Anzi. A maggior ragione additeranno alla magistratura come causa dei loro fallimenti elettorali.
    Il sistema politico é imploso. I politici sentiranno il botto molto vicino alle loro cucuzze tra alcuni mesi, al lievitare inevitabile degli incazzati.

  16. Masque ha detto:

    ops… ovviamente era “Philip Dick”…

  17. Masque ha detto:

    il bello é che tutta questa faccenda non mi ha sorpreso per nulla. sembra un brutto copione già  scritto, come quando iniziando a vedere uno spettacolo, dopo i primi dieci minuti riesci già  a capire il secondo atto ed il finale…

    per l’articolo segnalato da F.Saitta mi verrebbe da rispondere con una citazione da Philip Dock: “Lo strumento fondamentale per controllare la realtà  é il controllo delle parole. Se tu puoi controllare il significato delle parole tu puoi controllare le persone che devono usare le parole.”

  18. Fabio Saitta ha detto:

    Buonasera sig Martinelli, innanzitutto grazie per il lavoro che fa per far conoscere ciò che la tv non dirà  mai. Vorrei che leggesse questa notizia e la commentasse:
    Salemi, l’assessore Oliviero Toscani registra il marchio “Mafia” “E’ solo un acronimo da usare per progetti di comunicazione…http://www.wikio.it/article/84948382
    Grazie ancora e arrivederci.

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