52 onorevoli dive

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Un modo per ricordare la scarsa presenza femminile nella politica italiana?
Lasciarsi convincere da un’attrice di farsi fotografare come vip del gossip su un calendario in cui ci si racconta e donare i proventi delle vendite all’ Associazione italiana per la ricerca sul cancro.
Un’idea nobile nel concetto ma eticamente discutibile quella adottata dalle 52 parlamentari donne aderenti, di destra e di sinistra, mamme e femministe, laiche e suore mancate, bellocce e racchie, miracolosamente accomunate dal motto “essere anti-dive” come scrive in prima pagina La Gazzetta del Mezzogiorno (mi trovo a Bari ospite di parenti).
Il preambolo di fumo, a metà  fra il buffo e il patetico, mira in realtà  a pompare una sensibilità  di plastica di onorevoli donne apprezzabili se avessero agito davvero, senza riflettori, in silenzio, magari devolvendo gli 8 decimi dei 20 mila euro mensili del loro stipendio per tutto il mandato ad altrettante associazioni che si occupano di ricerca e di sostegno alle persone malate, Airc compresa.
Sarebbe stata una bella lezione di etica, di sana politica al femminile da elevare alla cronaca che invece si é trasformata in un’occasione mancata che non spianerà  l’irta del consenso politico, perché le onorevoli sembianze delle amministratrici delle nostre tasche, con graffiante cinismo, appariranno vanitose e sorridenti sulle tristi pareti di famiglie alle prese col dispiacere di un proprio caro che lotta per la vita contro il cancro.
La causa dell’intima vanità  da dive patinate supera quella dell’essere eticamente irrepensibili perché le luci della ribalta abbagliano la sensibilità , lo spirito di una missione e annacquano l’essenza di un ruolo, quella del politico, che annega nell’ego dell’apparire facendo sciogliere come neve al sole anni di battaglie femministe in difesa della propria dignità  e della propria lecita autonomia dalla cecità  maschilista, attratta da bambole e tette senz’anima.
Ecco, credo che l’immagine delle donne italiane in politica su un calendario non darà  alcun contributo alla loro causa di avvicinarsi alle colleghe estere, tanto meno a quella delle pari opportunità  perché nessun politico estero finirebbe su un calendario.
La politica all’estero é una cosa seria, nulla a che vedere con gli interessi di bottega di attricette e vallette omologate alla perversa triade politica-galera-successo squisitamente italiota.
Insomma, se avevo un buon motivo per donare qualcosa all’Airc questo calendario mi ha fatto passare la voglia.
Spero si rifletta sull’opportunità  di soddisfare la vanità  di un politico inutile come Gabriella Carlucci (in foto) affinché il volano del rendersi utili verso chi soffre, sia la sensibilità  vera, la nostra di caritatevole umiltà , unica legittimata a farci mettere mano al “portaimbrogli”.

Approfitto per contraccambiare gli auguri a tutti i lettori e lettrici di questo blog.

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2 Commenti a “52 onorevoli dive”

  1. il naufrago ha detto:

    Sembra proprio che la nostra classe politica studi a tavolino le strategie più efficaci per fare la figura dei pagliacci e fregarsene dei problemi reali di questo paese. Che squallore.

    Ciao e buon Natale!

  2. Bianchi Davide ha detto:

    Tanti auguri Daniele! Grazie per le tue pillole quotidiane di saggezza e verità  del nostro “grande” paese. La società  ha sempre più bisogno di persone come te… ciao!

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