Anarchia o andarsene via

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Pubblico la lettera di “Biondo” un cybernauta che si sta accingendo a lasciare l’Italia per disperazione verso altri lidi.

Testo

Io sto emigrando.
Parto lasciandovi in un paese che é fra la bancarotta e la guerra civile. I segnali ci sono tutti. Certo é che tutti percepiamo lo Stato come ladro…e d’altronde come si potrebbe non pensarlo?
Che paese lascio? Che diritti ed aspettative di vita ho qui? Cosa ho in cambio delle tasse che pago?
Un paese dove pago 1300€ al mese (che non guadagno) di fitto per 100mq.
La vicina affianco sorda e la sua cameriera ancor più sorda non mi fanno dormire prima dell’una e mezza di notte starnazzando a tutto volume come due galline stonate, come se ce le avessi dentro camera da letto.
Alle 6 del giorno dopo mi devo svegliare, perché la vicina del piano di sopra, invece, cammina con gli zoccoli avanti e indietro.
Voi mi direte, va bene ma é questione di educazione, che c’entra! In tutti i paesi ci sono gli educati e gli ineducati. Certo!
Ma se io lamento, spiego e chiedo con garbo di moderare la voce (affianco) e le passeggiate all’alba (sopra) mi si dice che ho ragione, si scusano con me…ma resta tutto come prima.
Negli altri paesi potrei adire le vie legali ed avere giusti indennizzi e riconoscimenti del mio diritto a dormire.
Il diritto qui in Italia? Quale diritto? Il diritto di fare causa a queste persone e, fra 15 anni, avere un pezzo di carta troppo ruvido per pulirmici il c..o dove sta scritto che li si diffida dal proseguire con le molestie?
Io ho bisogno di dormire più di 5 ore per notte adesso non fra 15 anni quando é finita la causa!
E i soldi per fare causa chi li fa anticipa? Ah Certo…mamma, perché io sono un bamboccione…
E allora il diritto sapete dove sta? Nella forza, non solo comunicativa ma fattiva.
Mi sono alzato all’una di notte e ho bestemmiato a squarciagola per 20 minuti. Ho preso a pugni il muro che separa la mia camera da letto dalla casa dei vicini e che soddisfazione sentire i quadri appesi in quella stanza che cadevano a terra.
Sono andato dalla portiera il giorno dopo e ho strillato nell’androne del palazzo davanti a 10 persone che se non mi fanno dormire gli taglio la gola a loro e ai loro figli.
Ecco che cos’é il diritto ragazzi. Siamo in anarchia, il diritto lo fa il più forte. Sono 2 notti che dalle 10 di sera in poi non vola una mosca.
Qua se non usate la violenza lo prenderete sempre in c..o. A poco altro valgono i blog, se non a unirvi tutti sotto lo stesso proposito di riforma ma, soprattutto, sotto lo stesso metodo: quello violento.
Un cittadino ha diritto a difendersi dai soprusi, e visto che lo Stato é latitante, il cittadino ha il diritto di sostutuirsi allo stato ed esercitare la forza, sia contro altri cittadini che contro lo Stato stesso.

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2 Commenti a “Anarchia o andarsene via”

  1. Graziella ha detto:

    Il mio pensiero và  a Jole,barbaramente uccisa da, un immondo essere che,ha per sempre spento la sua vita e, il suo sorriso.

    Auguro,festività  serene e gioiose,a Daniele,e a tutti i lettori del suo Blog.
    .

  2. cristian ha detto:

    ecco il natale degli italiani,triste,sconsolato e sopratutto senza soldi.uno si fa il culo tutto l anno e i politici si divertono a masturbarsi di frote a loro stessi.questa é diventata l italia un quartiere di delinquenza,di gente senza regole,di gente ke muore tutti i giorni…ma quand é ke ci svegliamo!!??io sono un altro ke nn ce la fa piu con certa gente in televisione,a scuola,con gli amici ke nn riconosco piu….dormono tutti,si trovano sotto anestesia totale,poi ogni tanto la dose televisiva finisce e si svegliano e poi di nuovo un altra dose di “amici””uomini e donne”e cazzate infinite…….vorrei dire una cosa,io ho 5 anni per l aurearmi e andarmene da questo merdaio…ho 20anni e gia mi sono rotto di combettere!!buon natale a tutti…politici,giornalisti,vaticano,e a tutti coloro ke si imbottiranno di panettoni…auguri grandissimi…

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