Tra manipolati di regime c’é intesa

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Da una brevissima del Corriere apprendo che ieri una delegazione dei direttori dei maggiori quotidiani della stampa cinese é stata a Milano in visita alle redazioni della Gazzetta e del Corriere.
Un’iniziativa voluta da Cesare Romiti, presidente della fondazione Italia-Cina, durante la quale, scrive il quotidiano, c’é stato un confronto sulle trasformazioni che la stampa deve affrontare in tutto il mondo.
Ergo: giornalisti non liberi appartenenti a un grande regime visitano alcuni colleghi coi quali, a parte gli ideogrammi, condividono un regime che li controlla.
Rimane da capire se le “trasformazioni da affrontare nella stampa” siano da intendere il doversi adguare ai paesi civili dove di solito i giornalisti documentano i fatti con maggiore libertà  senza ingerenza da parte della politica e dei partiti.
Cina e Italia hanno in comune il regime, comunista o liberista che sia non fa molta differenza, i colleghi cinesi sono curiosi di sapere come i mass media italiani insabbiano o sminuiscono le decine di morti per mafia e camorra, o come censurano le centinaia di bimbi che scompaiono ogni anno nel bel paese. Avranno notato come sia uso in Italia rifilare quegli argomenti fra la pubblicità , il gossip o tra le brevissime e di quanto sono faziosi i telegiornali.
Tra regimi gli scambi possono essere proficui e per i cinesi quale miglior partner dell’Italia potrebbe esserci in Europa?
Comunque la visita dei compagni manipolati orientali é proseguita anche oggi, tra baci e sorrisi con la sindaca meneghina Letizia Moratti, e poi a Roma col ministro Gentiloni tutto zuccherino e la vice di Veltroni Maria Pia Garavaglia.
Cesare Romiti si é detto soddisfatto perché questa visita “mira a stabilire relazioni qualificate con le istituzioni e il mondo della comunicazione cinese”.
Chissà  se per Romiti un buon viatico di comunicazione significa cominiciare a scoperchiare qualche pentola sulle migliaia di esecuzioni sommarie che ogni giorno i giornalisti della delegazione orientale comunista tacciono, dei perseguitati della Falun Dafa, o delle migliaia di neonati uccisi gettati per strada come rifiuti tra l’indifferenza generale.
Se siete a Roma e incontrate l’allegro gruppo di delegati con gli ipocriti italici al seguito chiedetegliene conto.
Del resto la Cina ospiterà  le olimpiadi la prossima estate no? Cominciamo a parlarne non solo da un punto di vista economico.

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