I Prodi Levi levano la libertà 

La legge Levi-Prodi, vergognosa appendice alla legge Mastella che imbavaglierà  presto la cronaca giudiziaria, metterà  a tacere le informazioni anche in rete, tuttavia voglio porre qualche considerazione per capire se una norma più ragionata possa avere una sua logica:
il blog é uno spazio principalmente usato per pubblicare i propri pensieri, le proprie piccole o grandi opere o i propri articoli di informazione. Qui sta la sostanziale differenza.
I pensieri personali scritti su un foglio elettronico non si possono vincolare e tassare, altrimenti dovremmo iscrivere al Roc e all’ordine dei giornalisti tutti gli studenti che scrivono i temi sui quaderni o tutti coloro che in casa propria hanno carta e penna!
Diverso può essere il discorso per il blogger giornalista che pubblica notizie, scoop e che fa’ nomi e cognomi di altre persone come nel caso più famoso di Beppe Grillo: da questo punto di vista potrebbero bastare poche regole che permettano potere di rivalsa a chi si sente diffamato o insultato, con procedure di giustizia snelle, in grado di stabilire il confine fra critica e diffamazione.
Così si potrebbero scoraggiare quei blogger che utilizzano la rete per insultare gratuitamente, senza motivo e magari nascosti dietro ad un nick che li rende irriconoscibili.
La libertà  di espressione non si nega a nessuno, chiaro, ma libertà  sia anche di difesa! Vedere il nostro nome o la nostra faccia su un sito associata ad un insulto credo non sia piacevole.
Quanto alla Levi-Prodi – fatta così in fretta e furia – é fin troppo evidente che l’esigenza é quella di imbavagliare la rete e le sue espressioni perché fuori dal controllo della potente politica autoreferenziale, consapevole che il tipico blogger non ambisce a finanziamenti governativi o di partito per essere manipolato o controllato come accade per i giornali e rotocalchi. Imporgli di equivalersi a un editore e direttore di testata come accade nelle tv private, significa zittirlo per via della burocrazia, dei costi e del groviglio di regole riguardanti il codice deontologico proprio dei giornalisti.
Se tutti i blogger disobbedissero a questa legge significherebbe dover perseguire decine di migliaia di persone!
Ce ne sarebbero di cose da fare prima che zittire i blogger! Tanto per cominciare sarebbe ora di riformare l’Ordine dei giornalisti e trasformarlo in un organo giuridicamente più incisivo, indipendente e garante del corretto svolgimento della professione giornalistica, che comunque ritengo debba continuare ad avere regole ferree che tutelino i soggetti più deboli come i bambini.
Senza contare tutti gli aspetti che regolano i rapporti di lavoro e soprattutto le capacità  purtroppo non valorizzate a favore del nepotismo più becero!
Intanto prepariamoci ad essere colpiti nella nostra libertà  d’espressione e di opinione, principio cardine su cui si fondano tutti gli stati di diritto.
I blogger italiani che trovano nella rete una valvola di sfogo e spesso anche buone idee per riflettere, stanno per essere infangati da una miscela di fascismo della Cina comunista!
Bisogna riformare tutto. Cancellare le corporazioni, cancellare questi politici e riprenderci la libertà  di popolo sovrano!
Se passerà  la legge Levi-Prodi così com’é senza reazioni, non ci sarà  altro da fare che registrarsi a provider stranieri trasferendoci il domicilio editoriale.

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5 Commenti a “I Prodi Levi levano la libertà ”

  1. Mary ha detto:

    25-10-2007 Ho appena finito di leggere l’articolo del Times sulla legge Levi-Prodi.
    Non credo sia corretto dire che questa classe politica sia stata eletta dai pensionati, cosi’ come penso che Grillo debba stare piu’ attento quando sceglie di postare articoli che fanno riferimento alle “condizioni geriatriche” dei nostri legislatori. Che mi risulti Grillo e’ nato nel 1948, e Levi nel 1949.
    Quello che va enfatizzato sarebbe piuttosto il fatto che sono in maggioranza i TELESPETTATORI Rai e Mediaset quelli che hanno determinato l’esito di queste passate elezioni, cioe’ coloro che attingono informazioni da fonti legate agli interessi personali dei nostri legislatori.

  2. Lo psicologo ha detto:

    Roba da film demenziale.

    O da terzo mondo.

    In ogni caso non temete troppo, una follia del genere non passerà  in Parlamento.

    Mi auguro solo che non ne tirino fuori una delle loro fastidiose tasse.

  3. Mary ha detto:

    Questa legge mi sconcerta, per non parlare di coloro che l’hanno concepita.
    In un paese democratico la liberta’ di opinione e di diffusione di quest’ultima sono essenziali. Spero che tale proposta di legge sia presa di mira anche dalla comunita’ europea, che venga considerata lesiva dei diritti dell’uomo dal parlamento europeo, e che l’Italia venga minacciata di espulsione qualora tale legge dovesse essere approvata.

  4. Roberto ha detto:

    Sono un ormai ex elettore di Prodi e compagni.. Pentito sono!! Ci mancava anche questo progetto di legge,governo Prodi fai qualcosa di sinistra, qualcosa di liberale, qualcosa di europeo!!

  5. matteo maratea ha detto:

    Caro Daniele Martinelli,
    la rete é nata libera e libera deve rimanere… a tutti i costi.
    Anzi dovrebbe essere anche gratuita!
    Poi, se ci sono dei “blogger giornalista che pubblica notizie, scoop e che fa nomi e cognomi di altre persone come fa’ anche Beppe Grillo” che ben vengano.
    Quando un blogger/giornalista/opinionista/cittadino parla di avvenimenti REALI-ILLEGALI con tanto di prove, e fa nome e cognome dei responsabili, bisogna premiarlo anziché accussarlo e isolarlo.
    Internet é rimosto l’unico luogo dove puoi incontrare virtualmente uomini
    SANI DI SPIRIRO E DI MENTE!
    Il tuo blog ne é un’esempio.

    Matteo Maratea

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