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	<title>movimento 5 stelle Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>L&#8217;incubo della grillina perfezione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 08:47:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Osservo con compiacimento l&#8217;evoluzione comunicativa del Movimento 5 stelle in televisione. Dalle prime imprudenti uscite sulle scie chimiche, attraverso gli insulti borgatari in aula rivolti ai partiti, fino alle attuali interviste salottiere di Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio: il primo è diventato l&#8217;interprete perfetto della purezza morale. Abilissimo nel veicolare l&#8217;adrealina in lacrime [&#8230;]</p>
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<p>Osservo con compiacimento l&#8217;evoluzione comunicativa del Movimento 5 stelle in televisione. Dalle prime imprudenti uscite sulle scie chimiche, attraverso gli insulti borgatari in aula rivolti ai partiti, fino alle attuali interviste salottiere di Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio: il primo è diventato l&#8217;interprete perfetto della purezza morale. Abilissimo nel veicolare l&#8217;adrealina in lacrime di pathos. Il secondo rappresenta l&#8217;argine al commovente sogno della perfezione. Colui che ad ogni problema ha sempre una soluzione, garbata, pacata, moderata, sempre lì alla portata ma quasi sempre apparente. Queste due voci del direttorio a 5 stelle, Di Battista e Di Maio, rappresentano lo strumento e l&#8217;organo di un orgasmo collettivo. La platea televisiva rappresentata da una Woodstock proletaria tutt&#8217;altro che virtuale, si abbevera di questo distillato di grillismo dolce e fragrante, ma dal retrogusto amaro. Quello della consapevolezza che anche alla perfezione manca sempre almeno un difetto. Non trovarlo incute sospetto e uno strano disagio, ma non ci badiamo perché le divine movenze e l&#8217;ossessiva perfezione delle parole dei due eroi grillini, ci inebriano al punto che ci sfugge la loro irragionevole solitudine politica. Quel grillismo indifferente al giudizio terreno, ha trasformato in perfetto anche l&#8217;errore di Quarto, dove tutto è sembrato alla portata e tutto si è risolto con l&#8217;espulsione e col rimando. Infatti, il punto debole della perfezione è la procrastinazione, il non cominciare mai tergiversando nell&#8217;infinità dell&#8217;umana imperfezione affannandoci per un progetto che rischia di rimanere un eterno sogno. Aristotele diceva che le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e quindi non esistono. Ecco, magari, per essere credibili, se nessuno intorno a noi sembra essere all&#8217;altezza, forse è meglio che controlliamo il nostro metro della ragione e della realtà. Di Maio e Di Battista rappresentano il brand di un Paese ideale che non esiste. Sono attori di un incubo dal quale ci svegliamo alla fine dell&#8217;intervista ideale, quando dovremo tornare a guardare in faccia gli italiani d&#8217;Italia. Con l&#8217;amaro in bocca.</p>
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		<title>Momento 5 stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2014 07:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Movimento 5 stelle si struttura e si gerarchizza come tutti i partiti. Il Comitato d&#8217;Appello annunciato dal blog servirà sostanzialmente a legittimare gli umori del capo politico. Che è uno, Beppe Grillo, (uno e mezzo con Gianroberto Casaleggio) e che farà come ha sempre fatto. Quando qualcuno gli scade, lo espelle o lo perseguita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/12/carboneria.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13270" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/12/carboneria.jpg" alt="carboneria" width="252" height="200" /></a></p>
<p>Il Movimento 5 stelle si struttura e si gerarchizza come tutti i partiti. Il Comitato d&#8217;Appello annunciato dal blog servirà sostanzialmente a legittimare gli umori del capo politico. Che è uno, Beppe Grillo, (uno e mezzo con Gianroberto Casaleggio) e che farà come ha sempre fatto. Quando qualcuno gli scade, lo espelle o lo perseguita sul blog. Con la differenza che ora, il Comitato d&#8217;Appello, potrà rivedere le decisioni del capo. Sempre che il comitato sia un gruppo di teste pensanti e non una setta fedelissima al capo. Le uscite dei vari Fico e Di Maio denotano ormai un cieco allineamento tipico del cerchio magico. Non mi piacciono più. Sempre fedeli al capo, senza mai contraddirlo. Del resto mi rendo conto che questo è il prezzo da pagare alla posizione di potere all&#8217;interno di un partito capeggiato da un solo capo, oltre che politico, anche carismatico. Poi, della democrazia uno-vale-uno, è rimasto solo un vago spot pre-elettorale. Uno-vale-uno soltanto se sceglie un modello di una marca imposta dall&#8217;alto. Per il resto, il Movimento 5 stelle, ha avuto episodi di rara bassezza che nemmeno nel Pd o in Forza Italia&#8230; Uno su tutti: l&#8217;incredibile estromissione di almeno tre candidati avvenuta dopo il voto delle primarie per le elezioni europee su decisione dei capi non si sa bene perché e in che modo. Basterebbe questo per far cadere un mito. Invece in Italia abbiamo sempre bisogno degli incantatori di serpenti. Grillo in questo ruolo è stato (quasi) perfetto. Rimane da individuare l&#8217;erede carismatico capo-politico che sostituirà il Grillo stanchino. Ormai accomodato nellla stanza dei bottoni a tenere i fili di un partito che si sfilaccia di giorno in giorno. Bah, ho il vago timore che del Movimento 5 stelle, tra un po&#8217; parleremo di un &#8220;Momento 5 stelle&#8221;.</p>
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		<title>Movimento cinque fazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2014 12:10:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fra i tanti messaggi che ricevo nella posta, ce ne sono alcuni di una categoria particolare: quelli di candidati o di qualche loro amico che non sanno come reagire di fronte alle critiche, ma anche ai veti, da parte di altri simpatizzanti e militanti del Movimento che li incolpano di autopromuoversi nelle piazze e in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/invidia-computer-pc.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12735" alt="invidia computer pc" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/invidia-computer-pc-480x325.jpg" width="480" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/invidia-computer-pc-480x325.jpg 480w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/invidia-computer-pc.jpg 645w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p>Fra i tanti messaggi che ricevo nella posta, ce ne sono alcuni di una categoria particolare: quelli di candidati o di qualche loro amico che non sanno come reagire di fronte alle critiche, ma anche ai veti, da parte di altri simpatizzanti e militanti del Movimento che li incolpano di autopromuoversi nelle piazze e in rete. Leggo di discussioni-fiume sui santini elettorali &#8220;non approvati dal gruppo&#8221;, liti sul comizietto un po&#8217; più lungo e incalzante, sfuriate nei confronti di chi mette il logo del Movimento nel profilo Facebook, vendette personali dettate da sospetti ingigantiti e mai provati che il più delle volte sono la spia di mera e pura antipatia personale, per non dire di invidia. Insomma, leggo di guerre intestine ai gruppi come purtroppo capita in tutti i partiti e in tutte le aziende. Anche il Movimento cinque stelle, sotto questo profilo, non fa eccezione. Me ne accorgo io stesso quando leggo di gente avvelenata che si avventa sul mio profilo Fb accusandomi di andare in tivù a &#8220;parlare a nome del Movimento&#8221;, cosa che non mi sono mai permesso di fare a differenza del senatore Marino Mastrangeli che andava in tivù da espulso con la spilla del M5S. Insomma, come in tutte le organizzazioni umane, anche nel Movimento bisogna imparare a guardarsi prima dai nemici interni piuttosto che da quelli esterni.</p>
<p>Qualche considerazione in merito? Trovo che l&#8217;autopromozione sia una componente legittima e naturale del candidato che ritiene di avere qualcosa da dire e da proporre, soprattutto in politica. Un candidato dovrebbe avere il diritto di promuovere il programma elettorale condiviso dal gruppo di cui fa parte, ma anche sé stesso. Il candidato che si propone di sedere nell&#8217;istituzione è innanzitutto un individuo, che se è anche un po&#8217; estroverso anziché arido e musone è meglio. Può suscitare maggiore fiducia tra gli elettori e ricevere più preferenze. Accettare l&#8217;autopromozione personale come elemento di crescita di gruppo, è un segno culturale che fa i conti col grado di maturità civica e di consapevolezza. Il senso di giustizia e di uguaglianza regolato dalle giurisdizioni in tutte le società, esiste proprio perché non esiste giustizia e non esiste uguaglianza. Perché in realtà non siamo tutti uguali: bellezza e bruttezza, simpatia e antipatia, altezza e bassezza, estroversione e introversione fanno parte del variegato corollario umano che dovremmo accettare con umiltà cercando di guardarci allo specchio per valutarci con obiettività e coraggio. Se imparassimo a valutarci per ciò che siamo, potremmo essere più utili alla causa comune che non essere elementi di intralcio al percorso di qualcun altro, che se lasciato fare potrebbe portare vantaggi anche a noi stessi.</p>
<p>Tutti siamo forgiati e portati per far qualcosa. E anche la politica, soprattutto quella di oggi, rientra tra le attività umane che richiede persone non soltanto oneste, ma anche gradevoli, comunicative e un po&#8217; vanitose. Del resto la vanità non è un peccato mortale. Attiene all&#8217;autostima che è un ingrediente di vita. E&#8217; normale che ci sia qualcuno più portato di un altro ad accentrare su di sé l&#8217;attenzione e la fiducia. Fa parte del carattere del leader, che non deve necessariamente essere potente e corrotto. Beppe Grillo docet. Perciò, sul punto delle lotte intestine mi sento di dire: cerchiamo di contribuire alla causa del gruppo con ciò che sappiamo fare. Contribuiamo col nostro tassello a formare un mosaico in una cornice chiara e leggibile a tutti. Anche nei confronti dei fuoriusciti dal Movimento. Prima di insultarli, valutiamoli per ciò che sanno fare e magari sfruttiamoli con l&#8217;obiettivo di renderli utili alla causa degli ultimi tra i quali mi annovero anch&#8217;io. Usiamoli con le regole della democrazia diretta, senza il pregiudizio. Schierarci in fazioni è il miglior modo per rovinare la meravigliosa macchina rivoluzionaria del Movimento con la metastasi mortale dell&#8217;etichetta. Quella che sta facendo morire i partiti.</p>
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		<title>Il Movimento è un partito (perfettibile)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2014 00:14:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
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		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/04/09/il-movimento-e-un-partito-perfettibile/">Il Movimento è un partito (perfettibile)</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/beppe-grillo-panorama.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12710" alt="beppe grillo panorama" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/beppe-grillo-panorama-490x293.jpg" width="490" height="293" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/beppe-grillo-panorama-490x293.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/beppe-grillo-panorama.jpg 638w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Perdonerete la modestia, ma mi reputo un cittadino a 5 stelle perché del Movimento condivido praticamente tutta la filosofia, che è la partecipazione, la responsabilità, l&#8217;onestà e la libertà. Come sempre, perdonerete anche la schiettezza che uso per farmi capire. Il movimento 5 stelle è all&#8217;attenzione costante dei media da un anno, cioè da quando sono entrati di colpo 163 parlamentari suddivisi tra Camera e Senato in occasione delle elezioni politiche. Dopo dodici mesi di ferrea opposizione di governo, il bilancio parla di centinaia di emendamenti, decine di proposte di legge, qualche mozione passata, e tra tutte la storica fuoriuscita dal Senato del condannato Silvio Berlusconi per merito certamente dei cosiddetti &#8220;grillini&#8221;. I 5 stelle sono la rivoluzione che ha sconquassato gli equilibri tiepidi dei partiti. Si sono inseriti nel panorama politico come vero terzo incomodo. Hanno mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale rifiutando i rimborsi elettorali, rendicontando le spese e restituendo buona parte dello stipendio e soprattutto hanno condiviso molte scelte politiche chiedendo il voto alla base tramite internet. C&#8217;è di che essere soddisfatti di tutto questo.</p>
<p>Di contro, dopo un anno, è tempo di bilanci anche critici. Il Movimento 5 stelle ha avuto una pessima comunicazione nonostante le gigantografie degli assegni esibiti n piazza. Il boicottaggio delle tivù da parte dei deputati ha influito negativamente sull&#8217;immagine del Movimento. Il ricordo dell&#8217;incontro tra Lombardi-Crimi-Bersani è stato forse il peggiore di tutti, e purtroppo fu pure il primo grande palcoscenico del M5s. Se escludiamo La7, le tivù hanno praticamente intessuto un costante lavoro di denigrazione del Movimento, e quando ne hanno parlato lo hanno sempre fatto in maniera sommaria e negativa. Hanno sfruttato al meglio (per loro) tutte le vicissitudini politiche del gruppo, soprattutto le epurazioni dei dissidenti. Siccome in politica conta la telegenia e la capacità di parlare, i 5 stelle, tranne poche eccezioni, non hanno certamente brillato di questa virtù. I migliori comunicatori del Movimento sono quelli che conosciamo tutti: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Carlo Sibilia, Andrea Colletti, il senatore Morra con la senatrice Paola Taverna seguita dalle parlamentari Carla Ruocco, Giulia Grillo, Laura Castelli e poche altre. Insomma, su 150 parlamentari rimasti, tenendo conto della quindicina di fuoriusciti, sono una sparuta minoranza quelli molto comunicativi. Gli altri, sono pressochè degli sconosciuti e alcuni, quando parlano in aula, sono davvero inascoltabili (Nicola Bianchi faccia un corso di dizione perdio!!).</p>
<p>ll capitolo &#8220;base&#8221; è sostanzialmente eterogeneo. Cioè, gli elettori del Movimento che hanno facoltà di voto, hanno un&#8217;estrazione che va dalla destra alla sinistra. Lo dimostrano gli esiti ottenuti in alcune importanti consultazioni che si sono succedute quest&#8217;anno. Il voto sul reato di immigrazione, quello sull&#8217;incontro con Renzi e la sequela di voti per la scelta del tpo di legge elettorale, hanno dimostrato l&#8217;estrema varietà degli elettori del Movimento. Il capitolo Beppe Grillo è il cuore della questione del movimento. Beppe è l&#8217;indiscusso leader del partito che non decide nulla tranne se teme qualcuno che ai suoi occhi lo potrebbe insidiare. La visibilità di Grillo è il suo tallone d&#8217;Achille, ossia il suo limite. Appena un eletto fa una dichiarazione, oppure appare, eccoci al &#8220;<em>Punto G</em>&#8221; della Salsi (impopolare tra le donne, credetemi), o alla &#8220;<em>crisi di visibilità</em>&#8221; di Pizzarotti, liquidato con un minipost sul blog. Un mese fa Grillo aveva &#8220;<em>sul petto</em>&#8221; Alessandro Di Battista. &#8220;<em>Tra un po&#8217; diranno Grillo chi</em>&#8220;. Di Battista ha girato le tivù come una trottola, ha infranto migliaia di cuori, è stato osannato dalla Bignardi dove ha confessato che gli sarebbe piaciuto candidarsi premier. Una volta espulso dalla Camera per ordine della Boldrini, Di Battista e il drappello di sospesi sono andati in esilio nelle piazze della Puglia, Basilicata e Calabria in camper. Di Alex Di Battista in tivù si è persa traccia. Sarà un caso, direte, eppure a ben pensarci&#8230;</p>
<p>A tutte queste considerazioni va sommata la differenza tra Grillo e la pancia del movimento. Grillo è un leader talmente convinto di ciò che dice da non considerare le conseguenze delle sue scelte negli indici di gradimento. Grillo non si preoccupa di silurare chicchessia. Non ha il concetto di partito, perché infatti il Movimento non ha una gerarchia di partito. Il Movimento è un indirizzo del capo e una colossale plebaglia di reazioni che alla fine, nel peggiore dei casi, si unifica con una votazione a maggioranza. La plebaglia, con rispetto parlando visto che ne faccio parte anch&#8217;io, è sostanzialmente una massa di sudditi che prende opinione in base agli umori del capo politico come accade in tutti i partiti. La mancanza di una gerarchia nel partito, non consente figure intermedie al Movimento perché la filosofia di Casaleggio è quella di spersonalizzare il politico, ridotto a mero esecutore della volontà popolare nelle istituzioni. Teoria che non attecchisce, visto che tutto il mondo è disseminato da leader e leaderini, tanto che Grillo è il vero e unico aggregatore. E&#8217; un aggregatore che ha certamente qualche insidia da parte di piccoli e grandi capi-corrente all&#8217;interno del Movimento. I soliti Di Battista e Di Maio hanno a loro volta migliaia di seguaci e simpatizzanti come accade a dei leader, ma che di loro non si può dire. Federico Pizzarotti, da sindaco di Parma, è a sua volta un piccolo leader.  Come Grillo, Di Maio e Di Battista, usa Internet. Dunque, se su Facebook scrive qualcosa in contrasto con quel che pensa Grillo, Grillo lo chiama capitan Pizza, come un Berlusconi qualunque. Un leader, appunto, che ha il potere di decidere o comunque di condizionare le sorti di un attivista all&#8217;interno del movimento.</p>
<p>Pizzarotti è già formalmente fuori dal Movimento. E&#8217; fuori da un partito che nonostante la rivoluzione democratica che è stato in grado di innescare, fa le dirette streaming solo quando fa comodo, e non rende noti i voti ottenuti da tutti i candidati, oltre che cambiare le regole a giochi iniziati. Insomma, per raggiungere standard di democrazia vera e diretta, ce n&#8217;è ancora da fare. Per ora, se vogliamo contare uno, fidiamoci ciecamente di Grillo. Speriamo che duri a lungo perché la rivoluzione culturale, prima che prenda il sopravvento in una maggioranza qualificata in questo dannto Paese, ci vorranno anni. Ecco, visto che mi sono preso il lusso a 5 stelle di usare la rete per esporre ciò che penso, ora mi aspetto qualche sfanculata da parte vostra. Non pensate che a me interessi usare il Movimento per una qualsiasi forma di leadership. Non m&#8217;interessa, non è la mia aspirazione. Sareste fuori strada. Viva Grillo!</p>
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		<title>Il movimento liquido dei sudditi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2012 10:31:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[agostino quarenghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritorno dall&#8217;esperienza della candiatura alle regionalie del Movimento 5 stelle. Non sono stato scelto per il listino regionale, tantomeno per quello di presidente. I (pochi) attivisti della provincia di Bergamo deputati al voto, hanno fatto scudo in massa contro di me. Nulla di nuovo, per carità. Sapevo già che la maggioranza di loro non mi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10852" title="agostino quarenghi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/12/agostino-quarenghi.jpg" alt="" width="256" height="144" /></p>
<p>Ritorno dall&#8217;esperienza della candiatura alle regionalie del Movimento 5 stelle. Non sono stato scelto per il listino regionale, tantomeno per quello di presidente. I (pochi) attivisti della provincia di Bergamo deputati al voto, <strong>hanno fatto scudo in massa contro di me</strong>. Nulla di nuovo, per carità. Sapevo già che la maggioranza di loro non mi avrebbe votato. Me lo avevano detto durante le riunioni alle cosiddette &#8220;grillate&#8221;. Temevano la mia candidatura come una mossa di promozione personale sulla loro pelle. Pretendevano che non partecipassi più ai dibattiti televisivi. Non tanto come attivista (che non è mai successo). Ma nemmeno come giornalista e blogger. Ho anche provato rifiutare qualche invito (non remunerato) sui più disparati argomenti: dal caso di Yara su canali locali, fino al caso Sallusti su canali nazionali. Ma alla fine mi sono chiesto: &#8220;Perché devo rinunciare alla mia autonomia?&#8221;</p>
<p>Dunque, non giudico le impressioni degli attivisti bergamaschi nei miei riguardi. Giudico piuttosto l&#8217;impressione che ho avuto io in questi 7 &#8211; 8 mesi di avvicinamento al movimento, pur riconoscendo di non aver fatto nulla in concreto sul piano politico (per mancanza di tempo, s&#8217;intende). <strong>E&#8217; positiva l&#8217;idea di Grillo e Casaleggio</strong>. Quella di consentire ai cittadini di scegliere i loro candidati a costo zero. Discutibile, invece, l&#8217;approccio degli attivisti alla democrazia cosiddetta liquida. Quella secondo la quale ognuno vale uno, nella sua autonomia di pensiero e di giudizio su tutto lo scibile umano. Compresi i candidati. Del resto, i dati e i curriculum pubblicati sulla piattaforma nazonale del Movimento, servivano proprio a questo: a dare la massima autonomia agli attivisti nella loro scelta. E&#8217; questa la vera novità che il Movimento 5 stelle sta diffondendo. E&#8217; una novità assolutamente <strong>rivoluzionaria</strong> in questo Paese abituato al voto di scambio e al filtro dei voti condizionati dai capibastone.</p>
<p>Epperò qui va fatta qualche considerazione sull&#8217;approccio che ho riscontrato con gli attivisti bergamaschi. Tutti bravi ragazzi, per carità, tutti motivati e tutti competenti nei loro settori di formazione. Io stesso ne ho votati alcuni che credo siano meritevoli di un seggio al Pirellone. Ma ciò che mi ha lasciato perplesso in questi mesi di partecipazione alle riunioni, è l&#8217;ambiente da comunella che mi ricorda tanto le congreghe dei testimoni di Geova. Questa idea di uniformarsi alle dritte del capo della verità in tasca. Questa idea di appiccicarsi le stellette e di affondare nel silenzio le controverse posizioni assunte da Beppe Grillo nei confronti di Favia, Salsi e della tivù. Questa idea di predicare libertà e democrazia liquida in un ambiente irrigidito e irregimentato dalla conoscenza diretta delle persone che diventano amici che si votano a vicenda, aldilà del loro back-ground, come nel più classico dei partiti a correnti alternate.</p>
<p>E&#8217; proprio questa idea cocciuta di pretendere uniformità che mi lascia perplesso. Mi lascia perplesso perché ritengo sia dannosa allo spirito di iniziativa e alla libertà di pensiero di ogni individuo. L&#8217;autonomia della persona attiene alla sua coerenza. Adattarsi a un pensiero comune nel nome del guru o del capo-guida, significa comportarsi da militante di partito del Novecento. L&#8217;allineamento del gruppo è un limite alle sue potenzialità, non una risorsa. L&#8217;ho verificato sulla mia pelle in questi ultimi giorni. Alcuni militanti bergamaschi mi avevano fermamente pregato di candidarmi a presidente, ruolo al quale giuro di non avere mai ambito. L&#8217;ho fatto a 3 ore dal termine massimo di martedì pomeriggio. Risultavo l&#8217;unico in provincia di Bergamo candidato a questo ruolo. Nelle 3 ore successive si erano candidati allo stesso ruolo altri 8 attivisti. <strong>Caduti in trappola</strong>. Uno di loro &#8211; Agostino Quarenghi &#8211; ha dichiarato al Corriere Bergamo che &#8220;<em>il gruppo orizzontale non ha una candidatura forte da proporre. Correre in tanti alla carica di governatore vuol dire garantire che nessuno di noi diventerà il candidato presidente. Siamo contenti di questo perché crediamo che nessun attivista bergamasco sia adeguato come candidato governatore. Così non permettiamo a nessuno di approfittarne</em>&#8220;. Dunque, come un politico navigato, Quarenghi ammette che la candidatura in massa degli attivisti (tutti amici) è servita <strong>da disturbo</strong>, come nel più classico dei partiti vecchio stampo, senza tener conto della persona, del suo presente e del suo passato.</p>
<p>Ora, aldilà del fatto che non è stata certo la loro azione di disturbo ad aumentare o a diminuire le mie modeste possibilità di competere con candidate più accreditate come la Carcano (che ho scelto io stesso) e la Nanni, è proprio <strong>questa azione contra-personam del Movimento che mi lascia perplesso</strong>. Come perplesso mi ha lasciato una mail circolata alla vigilia delle votazioni tra gli attivisti (giunta a me per vie traverse) che recitava così</p>
<p><em>&#8220;Oggetto: RISERVATA &#8211; Come sapete, domani e dopodomani si vota per le regionali (mercoledì e giovedì). Due note per il/la candidato/a presidente, visto che in reti ci siamo occupati della questione: 1. Bergamo non ha un candidato vero, cioè con una qualsiasi possibilità di vincere la candidatura. Dovreste trovarne parecchi, di bergamaschi, in verità, perchè tutti tranne uno sono stati consigliati a presentarsi oggi per non avere un solo candidato presidente bergamasco, <span style="text-decoration: underline;">non conosciuto da nessuno</span> in provincia e da molti ritenuto <span style="text-decoration: underline;">non completamente affidabile</span>; 2. Non avendo un candidato bergamasco, ognuno fa quel che vuole, come è giusto che sia. In ogni caso, se non sapete chi votare e volete che questo qualcuno possa avere qualche possibilità, e non vi piacciono le votazioni casuali, a mò di roulette, allora le persone che conosciamo un po&#8217; meglio e che danno qualche garanzia in più dal punto di vista dell&#8217;esperienza, competenza, ed affidabilità sono tre: Gianmarco Corbetta di Monza-Brianza, Jolanda Nanni di Pavia, e Silvana Carcano (non so il meetup preciso, se milano, seregno, o monza-brianza). <span style="text-decoration: underline;">Ripeto, non sono indicazioni di voto</span> (</em>cosa sono? ndr<em>), ma giusto nomi che sono stati fatti da persone di bergamo che sono da un po&#8217; nel movimento e li conoscono di persona. Io personalmente non conosco nessuno dei tre</em>.&#8221;</p>
<p>Ecco, per la trasparenza del gruppo, sarebbe bello sapere dal mittente (che non cito per vedere se si palesa) chi è quello  &#8220;<em>sconosciuto non completamente affidabile</em>&#8221; tanto da consigliare di votare sconosciuti. Ecco, è questa idea del tutto &#8220;preordinato&#8221; che mi lascia perplesso nel Movimento 5 stelle locale delle mie parti. Io vivo tranquillamente senza politica, per carità. Non mi sono candidato per cercare visibilità. Di quella, ne ho già fin troppa per i miei gusti. Il mio voleva (e vuole) essere solo un contributo alla causa e un&#8217;opportunità, che compatibilmente con gli impegni di lavoro, cercherò di onorare a cominiciare dalla raccolta delle firme. Perché è l&#8217;idea di Grillo e Casaleggio che è vincente. Non le persone. Che, viste così, più che individui pensanti paiono sudditi.</p>
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		<title>Favia come un politico vecchio stampo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 20:55:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10204" title="giovanni favia beppe grillo movimento 5 stelle" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/09/giovanni-favia-beppe-grillo-movimento-5-stelle-490x248.jpeg" alt="" width="490" height="248" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/09/giovanni-favia-beppe-grillo-movimento-5-stelle-490x248.jpeg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/09/giovanni-favia-beppe-grillo-movimento-5-stelle.jpeg 650w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></p>
<p>Non sapevo se credere alle mie orecchie mentre sentivo la voce di Giovanni Favia dire che &#8220;<em>Casaleggio prende per il culo tutti</em>&#8220;. Non tanto per la veridicità o meno della considerazione. Ma per la doppia faccia che purtroppo Favia dimostra di accomunare a tutti gli altri politici vecchio stampo. Conosco abbastanza bene Gianroberto Casaleggio, ci siamo parlati e confrontati centinaia di volte in questi anni. Potrei trovargli mille difetti, tranne credere che mi abbia preso per il culo. Detto questo, Favia è libero di ritenere ciò che vuole. Peccato che lo abbia fatto così, nel retrobottega della trasparenza. Peccato sia stato così ingenuo e inconsapevole di fare gravi considerazioni personali sul più stretto collaboratore di Beppe Grillo a un giornalista come fosse stata sua moglie. Casaleggio e Grillo sono anima e corpo di un Movimento che sta rodendo voti a tutti i partiti. E&#8217; davvero strano che un consigliere regionale, dall&#8217;alto della sua posizione pubblica di esponente di un movimento anti-sistema, che va in tivù pure a pagamento, sia così allocco di comportarsi come un qualunque politico in carriera all&#8217;interno di un qualunque partito. E&#8217; ancora più clamoroso che certe carinerie personali escano con la consapevolezza di  &#8220;<em>non avere tutto quel pelo sullo stomaco che serve per reggere la pressione che c’è oggi intorno al Movimento.</em>&#8221;</p>
<p>Appunto perché la pressione attorno al Movimento è così totale e ossessiva, che un eletto lucido di mente dovrebbe calibrare le parole. Non perché debba dire bugie, ma perché un eletto, in questa fase di credibilità ai minimi della politica, dovrebbe dimostrare coerenza fino in fondo, anche quando si tratta di fare autocritica. Per sé stesso e per coerenza personale, prima che per il partito o per il Movimento che nel suo ruolo rappresenta. E invece eccoci al fuorionda di Favia nello stile di un Fini qualunque. Eccoci alle parole che prestano il fianco a quel tanto vituperato sistema da abbattere. Eccoci al fuorionda che serve sul piatto d&#8217;argento l&#8217;occasione a chi vuole dimostrare che il Movimento è un partito come tutti gli altri. Eccoci al fuorionda che rivela doppiogiochismo, incoerenza e incompatibilità con l&#8217;etica e la condotta di un politico al di sopra di ogni sospetto.</p>
<p>Un politico dovrebbe &#8211; a mio avviso &#8211; avere la forza e la responsabilità di discutere apertamente ciò che ritiene. Soprattutto se quel politico viene eletto nel Movimento 5 stelle in una fase cruciale dove l&#8217;esigenza di pulizia nelle istituzioni viene prima di ogni altra cosa. Aldilà delle considerazioni personali sul Movimento e su Casaleggio, rimane il politico con le sue azioni. Rimane la persona e la sua contraddizione. Rimane Favia nel suo ruolo di &#8220;<em>uno vale uno</em>&#8221; che in realtà si fa in due: uno ufficiale e uno ufficioso. Come nel peggior stile partitico agli antipodi della fiducia. Quel sentimento portante di ogni rapporto. Il più prezioso perché è il più fragile. Crollata la fiducia, solitamente crolla anche la stima. Parlar male e alle spalle di qualcuno che non è presente, solitamente è sintomo di meschinità. Linfa vitale che ha trainato tutta la politica vecchio stampo fino alla crisi economica. Oggi, dopo quel fuorionda, penso che forse è stato prima di tutto Giovanni Favia a prendere per il culo i suoi elettori. Chissà se saprà superare questo scivolone dimostrandosi più trasparente e leale con ciò che pensa. Magari fuori dal Movimento. Lontano da Casaleggio e da Grillo. Gli elettori giudicheranno Favia nel suo ruolo di politico, prima che nel suo ruolo di grillino. Qui ha già detto tutto. Forse troppo.</p>
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		<title>Ci sono Grillini e grillini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 16:49:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[franco grillini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«L´atteggiamento dei 5 Stelle è sgradevole. Siamo a livelli di demagogia bassissima». Franco Grillini (Idv) in risposta a Giovanni Favia del M5S che nella riunione per l&#8217;approvazione della finanziaria 2012 della regione Emilia Romagna, aveva presentato un emendamento (bocciato) che prevede la non cumulabilità dei vitalizi dei consiglieri regionali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>L´atteggiamento dei 5 Stelle è sgradevole. Siamo a livelli di demagogia bassissima</em>». Franco Grillini (Idv) in risposta a Giovanni Favia del M5S che nella riunione per l&#8217;approvazione della finanziaria 2012 della regione Emilia Romagna, aveva presentato un emendamento (bocciato) che prevede la non cumulabilità dei vitalizi dei consiglieri regionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/12/23/ci-sono-grillini-e-grillini/">Ci sono Grillini e grillini</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Le tesi tossiche di Michele Salvati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 12:46:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Michele Salvati è un articolista del Corriere che si spaccia per politologo, che versa fiumi di inchiostro sull&#8217;antipolitica più becera di destra sinistra e centro, che ama masturbarsi in chilometrici epitaffi sul bipolarismo. Nonostante la sua veneranda età (73 anni) e decenni di docenza all&#8217;università, Salvati è uno che umilmente riconosce i suoi limiti. Sa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Michele Salvati</strong> è un articolista del Corriere che si spaccia per politologo, che versa fiumi di inchiostro sull&#8217;antipolitica più becera di destra sinistra e centro, che ama masturbarsi in chilometrici epitaffi sul bipolarismo. Nonostante la sua veneranda età (73 anni) e decenni di docenza all&#8217;università, Salvati è uno che umilmente riconosce i suoi limiti. Sa che di politica non capisce granché e ognitanto lo ammette: come fece l&#8217;ultma volta, il 17 febbraio, quando scrisse &#8220;<em>mi arrendo, il bipolarismo in Italia non funziona</em>&#8221; dopo averlo difeso per anni assieme al suo padrino Massimo D&#8217;Alema, ex comunista-diessino, basista dei conflitti di interesse di Berlusconi e oggi piddino sbiadito. Salvati è uno di quella sponda lì. E&#8217; un nostalgico del &#8220;<em>riformismo dialogante</em>&#8221; che deve aver messo in pratica per corteggiare qualche morosa ai tempi del Duce. Altrimenti non si spiegherebbero le <strong>cazzate che Salvati scrive oggi</strong> a pagina 31 del quotidiano piduista del fu Rizzoli. In &#8220;<em>Né con la destra né con la sinistra La finta neutralità dell&#8217;antipolitica</em>&#8221; il politologo da bocciofila addita ai «grillini» la minaccia al &#8220;<em>Pd moderato</em>&#8221; assieme alla Sinistra estrema che accorpa nei ranghi dell&#8217;<strong>antipolitica</strong>, in cui militerebbero &#8220;<em>opportunisti astensionisti ex elettori di Sinsitra delusi che si presentano come un partito</em>&#8220;.</p>
<p>Salva questa poderosa analisi, Salvati che ha la disgrazia di presiedere la Fondazione democratica di Wa(l)ter Veltroni, vede nel M5S la volontà di &#8220;<em>sottrarsi alla logica della democrazia rappresentativa, rifiutandosi di spiegare agli elettori come i loro rappresentanti si comporteranno nelle aule al solo scopo di far passare le leggi o le decisioni che ritengono benefiche per il Paese</em>.&#8221; Dunque se Salvati esprime timore nei confronti di chi nelle istituzioni si spende per <strong>leggi benefiche</strong>, capiamo anche perché ammette &#8220;<em>non capisco i grillini</em>&#8220;. Non li capisce perché Salvati, in rete, anziché leggere il programma dei candidati del M5S, passa il suo tempo a contemplare le ovvietà di Richard Wilkinson e Kate Pickett scopritori delle «<em>disuguaglianze che rendono le società più infelici</em>» (28 dicembre 2009) e a masturbarsi sulle &#8220;<em>due anime del Pd scosso</em>&#8221; (1 ottobre 2009).</p>
<p>Nel cercare di farsi &#8220;<em>Coraggio, discutiamo dell&#8217;Italia che verrà</em>&#8221; (11 maggio 2011) Salvati cade vittima della sua inguaribile <strong>tossicodipendenza da destra e sinistra</strong>. Se in un programma non legge quelle paroline, è tutta &#8220;<em>antipolitica che sottrae voti e partecipazione alla politica realistica e moderata</em>&#8220;. Dopo aver appreso a sua firma che il &#8220;<em>bipolarismo è a fine corsa</em>&#8221; (27 ottobre 2009) e l&#8217;illusione di un Bersani &#8220;<em>buon politico che ha l&#8217;obiettivo sconfiggere il più rapidamente possibile l’avversario</em>&#8220;, attendiamo fiduciosi un altro atto di pubblico pentimento da parte di Michele Salvati. Per leggere un suo ravvedimento sul M5S credo non aspetteremo molto, visto che questo politologo del Medioevo ha già scritto che &#8220;<em>il mondo dei partiti ideologici di massa è morto da tempo</em>&#8221; (24 aprile 2010) e si è giustamente chiesto &#8220;<em>che cosa potrebbe dire oggi il militante che accorre trafelato in un circolo semideserto del Pd</em>?&#8221; (24 aprile 2010).</p>
<p>Nonostante questi rari barlumi di ragione, la tossicità di Salvati continua ad abbagliarlo inducendolo a difendere l&#8217;antipolitica di cui il Pd è perno assieme alla destra e alla sinistra, a discapito di chi vota la politica di persone espressione di &#8220;<em>coerenza, semplicità e gradimento elettorale</em>&#8220;. Ingredienti che lo stesso Salvati ha ritenuto utili sempre sul Corsera nella politica globalizzata di oggi. Mai che Salvati si sia speso sul Corsera in un riprovevole biasimo ai vari Crisafulli, Del Turco, Frisullo, Bassolino, o peggio, a<strong>i Filippo Penati</strong>. Elefanti del peggior Pd dell&#8217;antipolitica che induce questo povero vecchietto intossicato dalle cazzate di Veltroni alla ricerca di &#8220;<em>diagnosi e di una terapia</em>&#8221; per sconfiggere &#8220;<em>un male oscuro e diffuso nella nostra società</em>&#8221; (14 novembre 2009).  Sarà perciò che si era deciso a chiedere in prima pagina &#8220;<em>Mandatemi in pensione</em>&#8221; (23 luglio 2010). Si era reso conto che l&#8217;antipolitica dirigenza del Pd aveva &#8220;<em>subito una secca sconfitta politica con la vittoria di Pisapia</em>&#8221; alle primarie.  Mi ha davvero convinto: voterò anch&#8217;io il Movimento 5 stelle.</p>
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		<title>Incontro-scontro con Roberto Cota</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 08:08:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[roberto cota]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che ne pensa dei consiglieri regionali del Movimento 5 stelle che si sono decurtati lo stipendio a 2.495 euro? Perché la Lega nord, dopo intere campagne elettorali a predicare l&#8217;abolizione delle province, ha invertito la rotta? Perché, subito dopo la sua elezione a governatore del Piemonte attaccò la Ru486? Rinuncerà  all&#8217;incarico di deputato o di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/06/04/incontro-scontro-con-roberto-cota/">Incontro-scontro con Roberto Cota</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CsqvFYpORBY" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4811" title="ROBERTO COTA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/ROBERTO-COTA-300x170.jpg" alt="" width="502" height="267" /></a></p>
<p>Che ne pensa dei consiglieri regionali del Movimento 5 stelle che si sono decurtati lo stipendio a 2.495 euro?<br />
Perché la Lega nord, dopo intere campagne elettorali a predicare l&#8217;abolizione delle province, ha invertito la rotta?<br />
Perché, subito dopo la sua elezione a governatore del Piemonte attaccò la Ru486?<br />
Rinuncerà  all&#8217;incarico di deputato o di governatore del Piemonte?</p>
<p>C&#8217;é voluto un bel po&#8217; prima di ottenere qualche risposta fuori copione dal leghista <strong>Roberto Cota</strong>. Mi sono dovuto sentir dare del maleducato e assistere a una chiamata di rinforzi (ronde?) pur di non rilasciare dichiarazioni al sottoscritto &#8220;<em>non la conosco mi lasci camminare in pace&#8230;</em>&#8220;.<br />
Alla fine Cota ha ceduto. Ha dato qualche stringata risposta a ciò che sarebbe bastato dire in pochi secondi evitandomi di trasformare l&#8217;intervista in un&#8217;impresa titanica di &#8220;<em>legittimo inseguimento</em>&#8220;. Cota si é rivelato persino un ragazzo simpatico. Anche se nello specifico dei 2.495 euro mensili non si é proprio sbottonato. Da politico navigato stile prima Repubblica.</p>
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