Il cazzaro rosso nero

Matteo Salvini, ministro dell’Interno, responsabile dell’ordine pubblico e della sicurezza, allo stadio di San Siro sottobraccio senza vergogna con l’ultra Luca Lucci, uno di quella «gente per bene» definita così dal ministro, in perenne ricerca di voti. Lì in quel luogo, in quella curva dove regnano lo spaccio di droga, rapporti con la ‘ndrangheta, estorsioni, pistole, coltelli, scontri con la polizia, daspo, violenze, botte (Lucci ha fatto 4 anni di galera per aver accecato un padre di famiglia). Ma Salvini gongola: «sono un indagato tra gli indagati». Forse si riferisce a Bossi e Berlusconi, ma tant’è. Il capo del Viminale fa passerella con la sciarpa rosso-nera e i 5 stelle tacciono. Ingoiano rospi su rospi e i poliziotti, là fuori, a rischiare la pelle per portarsi a casa un misero stipendio. Immaginiamo il ministro dell’Interno inglese tra gli holligans. Che vergogna.

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