A Venezia vince Brugnaro, il cliente inconsapevole

luigi brugnaro

«Mi ero rivolto a Bertoncello per condonare un terrazzino di tre metri quadri nella mia abitazione di Venezia e per una tenda al Reyer Store in centro storico, me l’avevano segnalato come bravo e devo dire che non ho avuto alcun problema con lui, né ovviamente mi ha mai chiesto soldi illeciti. Quando ho saputo delle accuse mi sono stupito io per primo».
Così, nel giugno 2011, Luigi Brugnaro, all’epoca presidente di Confindustria Venezia, e oggi neosindaco della città lagunare uscito vittorioso dal ballottaggio contro Felice Casson. Il riferimento è al geometra Antonio Bertoncello, finito in carcere con l’accusa di aver creato una maxi-rete di funzionari corrotti che andava dagli uffici comunali alla commissione di Salvaguardia, dai vigili urbani al Catasto, per sveltire le sue pratiche edilizie. I finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria scovarono nella casa di Bertoncello, al Lido di Venezia, una sorta di libro mastro di 600 pagine con migliaia di annotazioni da cui vennero fuori “stecche” comprese tra i 50 euro per una ricerca veloce, fino a oltre mille euro per oliare pratiche più impegnative. Secondo le accuse Bertoncello, con questo metodo, aveva incassato tra i 5 e i 10 milioni di euro. Luigi Brugnaro, insomma, figurava nell’elenco dei clienti di Bertoncello finito sul tavolo del gip di Venezia Giuliana Galasso, che dispose gli arresti domiciliari anche per tre dipendenti comunali: Angelo Massimo Giangreco, 40 anni di San Dona’ di Piave, Lucio Todesco, 57 anni di Venezia, e Riccardo Debelli, 47 anni di Mogliano Veneto. Almeno cento i casi di tangenti accertate dagli investigatori. Brugnaro, che non ha avuto conseguenze penali, figura nella lista dei cosiddetti clienti potenzialmente inconsapevoli del giro corruttivo di Bertoncello: reo confesso, e condannato con rito abbreviato a 4 anni e 4 mesi dal gup Roberta Marchiori, due mesi in più di quanto richiesto dall’accusa.

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Un Commento a “A Venezia vince Brugnaro, il cliente inconsapevole”

  1. Albert2017 ha detto:

    Martinelli, anziché occuparsi di giustizia, perché non torna a scuola?

    Capisco che metà dei grillini siano disoccupati, ma a tutto c’è un limite.

    Lei ha fatto una figura penosa con gli italiani, con quel vergognoso paragone tra il rapinatore che entra in casa (e magari UCCIDE le persone), e il 50enne colto a fare sesso con una minorenne.
    Nell’occasione lei ha dimostrato tutta la sua ignoranza giuridica, perché fare sesso con una minorenne fondamentalmente NON è reato, lo è solo in determinate fattispecie.

    Perché non si compra un codice penale? Imparerebbe quanto segue:

    1) sesso di maggiorenne con maggiore di anni 14 consenziente = lecito

    2) sesso di maggiorenne con prostituta minorenne = reato

    3) sesso tra minori di anni 14 = lecito se hanno compiuto 13 anni, altrimenti teoricamente illecito ma non imputabili

    4) sesso di maggiorenne con minore di anni 16 di cui sia parente, tutore, adottante, insegnante, ecc. = reato

    5) sesso di maggiorenne con minore di anni 14 consenziente = sempre reato

    Quindi, soltanto gli ignoranti possono dire: “andare con le minorenni è reato”. Può esserlo in taluni casi, ma in tantissimi casi NON lo è affatto.

    Il fatto che in parlamento ci sia gente come lei purtroppo è la prova di quanto in basso sia scesa la politica italiana.
    E d’altra parte, un partito che ha come “guru” e “leader” un omicida che nel 1980 uccise due amici e il loro figlioletto di un anno guidando ubriaco, condannato in via definitiva, dovrebbe indurvi a smetterla di fare i manettari. Non siete credibili.

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