Ruby, Berlusconi ringrazi la Severino

silvio berlusconi ruby

La Corte di Cassazione ha confermato l’assoluzione in Appello per Silvio Berlusconi dal reato di concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby. Mentre ora giornali e tivù grideranno vendetta per “i costi del processo” e per la “gogna mediatica“, siamo certi che non sentiremo nessun berlusconiano tacciare di incostituzionalità la Legge Severino da loro stessi votata, come invece fecero tutti in coro quando si trattò di espellere il capo di Forza Italia dal Senato per la condanna definitiva in frode fiscale nel processo Mediaset. Ora, la Severino, a Berlusconi e ai berlusconiani, fa comodo ma non ce lo diranno. Perché? Perché tra le altre cose, la Severino spacchetta il reato di concussione per induzione e per costrizione, a differenza di prima, cioè ai tempi della sentenza di primo grado che vide Berlusconi condannato a 6 anni per concussione e a uno per prostituzione minorile. La Severino, in sintesi, dice che per condannare un imputato di concussione, deve sussistere l’induzione se l’indotto ha tratto vantaggi o benefici. Deve sussistere la costrizione se viene dimostrata una minaccia esplicita da parte del concussore. Nel caso di Berlusconi che telefona in questura all’agente Pietro Ostuni, c’è certamente la concussione, visto che Ostuni contravviene ai propri doveri di obbedire alle disposizioni della pm minorile Anna Maria Fiorillo, consegnando la 17enne Ruby alla consigliera lombarda Nicole Minetti che la porterà a casa della prostituta Conceicao su richiesta dell’allora premier di Arcore. Ma non c’è prova che l’agente Ostuni abbia tratto vantaggi diretti dall’induzione di Berlusconi. Inoltre non sono state rilevate minacce esplicite da parte di Berlusconi nei confronti dell’agente della questura di Milano, durante la telefonata che l’ex premier fece da Parigi per cercare di liberare la ragazza presenza fissa ai bunga bunga di villa San Martino. Ecco perché i giudici della Cassazione non hanno potuto far altro che confermare la sentenza d’Appello. Perché hanno dovuto attenersi ai dettami della legge Severino. Approvata nel 2012 dal governo Monti dopo la sentenza di condanna in primo grado nei confronti di Silvio Berlusconi, col nome dell’allora Guardasigilli Paola Severino. Sarà ovviamente interessante leggere tutte le motivazioni di questa sentenza che assolve definitivamente Berlusconi dai reati di concussione e prostituzione minorile. Sarà interessante sapere se è credibile che Berlusconi non poteva sapere della minore età di Ruby e se davvero, come l’intervento farsa in aula dell’ex deputato Maurizio Paniz, Ruby era davvero considerata la nipote di Mubarak. Non dovrebbe invece subire intoppi il processo Ruby-ter, che riguarda la presunta corruzione delle testimoni al processo Ruby.

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