L’euro lo vuole solo la Merkel

Mi piacerebbe sbagliare, ma questa morbosa insistenza a farci rimanere nell’euro da parte di Monti e della Merkel, mi dà tanto di un colpo di Stato perpetrato dalla Germania. Questo abdicare alla sovranità nazionale con la svendita dei beni di Stato, questo sottometterci alle politiche monetarie della Merkel con la subordinazione del parlamento e del governo italiani alle decisioni di Berlino, cos’altro sono, se non una strisciante conquista senza carriarmati dell’Europa mediterranea da parte della Germania che, a 70 anni da Hitler, tenta di germanizzare l’area latina e greca del continente col pretesto dell’unità fiscale e dell’unità politica? Un preoccupante indizio dai toni apparentemente giocosi, giunge dalle risposte che la Merkel ha dato a una serie di vip tedeschi in questi giorni, riportate dalla stampa tedesca e rimabalzate su quella italiana, che a mio avviso dovrebbero allarmarci. Ecco perché.

Peter Gauwelier, politico del Csu della Commissione Esteri del Bundestag, chiede “per quanto ancora vuole, contro la maggioranza assoluta del popolo tedesco, insistere con la politica di salvataggio dell’euro” Risposta della Merkel: «Non condivido il punto di partenza della domanda, e per il resto io cerco di spiegare e mostrare alla gente quale grande ruolo e significato l’euro abbia per la vita di noi tutti». Tradotto: l’euro unito conviene innanzitutto a noi tedeschi. Quel “mostrare alla gente il grande ruolo” ci dice che la Merkel sa quanto sia importante la fetta di tedeschi non disposta a sorbirsi i debiti dei Paesi mediterranei con gli eurobond. Quali sono, allora le soluzioni per la Merkel, se non la forza? Il dubbio di questa strategia, sorge dalle risposte successive che la cancelliera dà, prima al fotografo Thomas Struth alla domanda “Qual è il suo sogno in politica“. Ebbene, il sogno della Merkel è «che la Germania e l’Europa siano stabili, siano un’area di successo e buoni partner per il resto del mondo». Notate “la Germania” in primis. Un sogno, appunto, in quanto la cancelliera si rende conto che la realtà dei debiti sovrani e le condizioni economiche da macelleria sociale in cui stanno precipitando Grecia, Italia e Spagna, sono ben diverse e assai lontane da quell’obiettivo.

Poi ecco la risposta al comico Urt Kroemer che chiede quando la signora Merkel si deciderà a imporre per decreto governativo il divieto dell’esistenza del partito neonazista Npd. «No, non lo vietermo. Spero nel giorno in cui leggerò sui giornali che i neonazisti non fanno più proseliti tra i nostri giovani.». Capito? Alla Merkel non importa di rendere illegale un partito neonazista. Preferisce che bollisca come una pentola di fagioli e che quel partito sia un focolaio capace di alimentare e concentrare quelle forze violente che trovano terreno tra coloro che anche in Germania, accusano il colpo della recessione che la palla al piede dell’euro porta, grazie alla situazione tragica dell’Europa mediterranea. Siccome del partito nazista, già conosciamo le gesta, chissà che alla Merkel potrà venire utile nelle condizioni dei “mali estremi, estremi rimedi“. Cioè, dopo che all’uscita dall’euro della Grecia, sarà seguita quella di Italia e Spagna.

Davvero a tutto sembra disposta la Merkel, benché in Germania ci siano forti spinte interne a indire un referendum sull’unione monetaria. Ciò che conta, è che dovremmo averlo capito che così non si va avanti. Poiché l’adesione all’euro ci è stata imposta senza referendum, non vedo perché si debba indire referendum per tornare alle valute nazionali. Nelle condizioni in cui stiamo in Italia e per l’allarmante stato di avanzamento della crisi, sarebbe bene uscirne subito. Oggi stesso. Prima che si organizzino i nuovi neonazisti tedeschi…

 

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Un Commento a “L’euro lo vuole solo la Merkel”

  1. […] Il blog di Daniele Martinelli Pubblicato: 13 agosto 2012 Autore: aggregatore Sezione: Politica e Attualità […]

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