Campagna senza idee per la Moratti

I manifesti della Polverini negli spazi a pagamento del Comune senza timbro che attesta la quietanza della tassa di pubblicità . Succedeva un anno fa per elezioni regionali nel baillame dell’abusivismo romano.
Oggi, i manifesti di Letizia Moratti, Manfredi Palmeri e pure rappresentanti di centrosinistra sono abusivamente affissi in tutta Milano. Coprono con tutta la loro tracotanza gli espositori davanti e dietro, in barba ad ogni regola. Ogni elettore davanti a questo scempio delle regole dovrebbe riflettere. Riflettere che la sindaca di Milano non é capace, o forse non ha alcun interesse, a farle rispettare, le regole. Qui un recente post sui motivi per i quali non rivotarla.

Per la Moratti c’é una questione morale, dunque “più rigore sui candidati nelle liste“. Lo diceva un anno fa alla vigilia delle regionali quando era già  scoppiato il bubbone delle firme false e di Formigoni che chiamava i galeotti della P3 per spornare intiimidiazioni mafiose come quelle di mandare ispettori alla procura di Milano per fare la sceneggiata contro i magistrati che avevano scoperto la truffa che riguardava la sua lista. La Moratti, va detto, é colei che dopo aver avuto due condanne dalla Corte dei conti per aver strapagato coi soldi dei milanesi gente incompetente e gonfiato gli uffici stampa, ha avuto in maggioranza pure quel Pennisi che intascava tangenti in contanti a due passi da Palazzo Marino durante le riunioni consiliari

Oggi, dopo un anno, la Moratti recita e balbetta di fronte al fan dei brigatisti Roberto Lassini, candidato alle comunali e per questo sulle prime pagine dei giornali. Anche oggi, a Pasquetta sulle pagine nazionali e locali si trova di tutto: “Lassini fuori dal gruppo Pdl” e la la pantomima “La mia lettera al colle non c’é? Ma io ho fatto scuse pubbliche“. Per tenere vivo l’argomento brigatistico si fa avanti pure il ministro Romani, talent scout di Maurizia Paradiso: “Quei cartelli un errore: ora il partito risolva il problema“. E poi ancora “Berlusconi si tuffa nella mischia…” con la sfacciataggine dei Sallusti e delle Santanché pronti a sostenere il fan dei brigatisti rossi.

La campagna elettorale della destra senza argomenti a Milano procede così, mentre nei mercati cittadini girano a volantinare teste rasate che insultano gli altri schieramenti. Com’é successo sabato al mercato di via Fauché in cui alcuni attacca brighe hanno cercato la rissa con esponenti dell’Idv. Sempre sabato c’era pure Riccardo De Corato nella sua postazione vicina al gazebo del Duomo scortato dalla Polizia. Pare che molti milanesi gridassero alla vergogna dopo la vicenda dei manifesti brigatisti.

Un anno fa su Facebook c’era un gruppo leghista che aveva pubblicato un’immagine con una mitraglia contro i magistrati, mentre il premier lanciava il sospetto che i politici lombardi fossero spiati al telefono. Era la campagna elettorale delle regionali. Oggi, per le comunali il premier brigatista mediatico é capolista a Milano. Il suo motto senza programmi e senza idee é il disco rotto dell’l’attacco sfrontato ai magistrati che “vogliono dettare i tempi della campagna“. Il problema é che purtroppo molti milanesi credono al Berlusconi perseguitato, ma i mercati sono luoghi di chiarimenti che se per qualcuno sono illuminanti, per altri sono occasione per andarsene con un’arresa imprecazione. Segno che la disinformazione rimane il pilastro di questa destra morattiana per vincere le elezioni. Oggi sarò tutto il dì alla postazione di corso Vittorio Emanuele. Se non avete niente di meglio da fare passate.

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