Addio a “Mo”


Morte in diretta audio per il blogger libico Mohammad Nabous detto “Mo”

“Le manifestazioni in corso in Libia non si fermeranno mai finché non sarà  liberata dal tiranno Muammar Gheddafi. Questo canale é diretto da Libera Libia”.

Dice così la didascalia in arabo pubblicata sulla web tv Libya Alhurra. Fonte di informazione per molti giornalisti stranieri in quanto diretta dal blogger libico Muhammad Nabous, 30 anni con moglie incinta, ucciso in diretta streaming a Bengasi da un colpo d’arma da fuoco sparato alla testa da un cecchino difensore di Gheddafi. Mohammad era il più famoso blogger del giornalismo partecipativo libico, raccontava le contraddizioni del raìs amico di Berlusconi e ne rivelava gli aspetti più scomodi come quando diceva che era “spesso ubriaco“. Nell’ultima trasmissione web aveva mostrato le macchie di sangue sui cuscini di due bambini di 4 e 5 anni uccisi a Bengasi. Voleva dare prova che a Bengasi non c’era nessuna tregua.

Mohammad Nabous é una delle tante vittime civili che sono morte, muoiono e moriranno in Libia grazie ai raid di guerra ordinati dall’Onu per mano delle nazioni occidentali. Italia compresa. A mio avviso vero bersaglio di Obama, che ha spinto l’Onu ad attaccare la Libia per indurla ad aggredirci e farla pagare a Berlusconi per la sua sciagurata politica di amicizia e di affari, oltre che con Gheddafi, anche con gli altri dittatori del Maghreb e dell’ex blocco sovietico. In estrema sintesi, una guerra in Italia per mano libica con regia americana. Non saprei spiegare in altro modo questa assurda situazione.

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