Padoa Schioppa: “Le tasse sono bellissime”

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La frase del ministro dell’economia Tommaso Padoa Schioppa é stata oggetto di riflessione e di analisi ne l’Espresso di oggi con Leonardo Facco, leader del movimento libertario contrario ad ogni forma di tassazione ed assistenzialismo pubblico.
Partendo dal sintetico pensiero secondo cui le tasse sono un furto Facco fa una serie di disquisizioni che credo valga la pena di sentire e valutare.
L’argomento ha indotto anche qualche telespettatore ad intervenire in diretta telefonicamente.
Se volete saperne di più sui libertari cliccate www.libertari.org
Qui il video integrale della puntata.

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6 Commenti a “Padoa Schioppa: “Le tasse sono bellissime””

  1. Davide ha detto:

    C’e da considerare un ulteriore punto, riallacciandomi sempre alla vicenda dei fughi e dell’eventuale compratore e venditore. Se uno stato é già  di per se “deviato”, i danni che contribuisce a creare avendo l’unico monopolio della regolmanetazione, sono disastranti. Lo stato impone di regolamentare il mercato, tutti sono costretti ad adeguarsi e magari quelle leggi sono il peggio del peggio e creano danni a tutti i cittadini. Se invece c’é la libertà , in questo caso affidata ai due privati, il danno che ne può generare é minimo e circoscritto, poiché altri operatori sul mercato hanno avuto la libertà  di comportarsi diversamente , senza pressioni burocratiche, giungendo ad accordi assolutamente soddisfacenti e convenienti per entrambi. Ora ditemi un pò voi….quante volte banchieri e finanzieri truffaldini vengono promossi dallo stato, nonostante abbiano avuto condanne per bancarotta, frodi fiscali e reati di vario genere?? Lo stato in questo caso , rilancia uomini che in una liberà  società , basata sulla scelta e la concorrenza e soprattutto il merito e le capacità  sarebbero stati cacciati a calci nel sedere.

  2. Oriana ha detto:

    Ciao Claudio,

    Certo che mi puoi dare del tu, son’ mica tua nonna.

    Bellissima la tua replica, ma a parte questo, guarda che non mi devi invitare da nessuna parte, faccio da me Claudio. La penso come te, ecco perché mi irrita veder presentato un tema complesso, serissimo, ridotto … ai funghi, non é l’esempio in sé che mi lascia contrariata, ma solo il fatto che si focalizzi l’attenzione solo su questo infimo dettaglio. E non mi riferisco assolutamente ai discorsi di L.F., che apprezzo e condivido da tempo, infatti sono una sua convinta fan.

    Poi, vedi la voce “essere umano”: ma scherzi Claudio, o che ? Mi pari una persona di un certo spessore, non é il caso che tu mi ti rivolga come alla casalinga Filomena, in maniera pedante-pedagogica.

    Sono del parere che nel caso di L.F. ogni minuto di visibilità  mediatica debba essere sfruttato al massimo, all’altezza del suo background culturale, che é impressionante, e della sua intelligenza, che é rara avis. Tutto qui.
    Rimaniamo amici, anche se non uso sempre il tuo guanto di velluto… dialettico ? Ciao.

  3. Claudio ha detto:

    Grazie Sig Facco per la risposta e per il libro consigliato.
    Per quanto riguarda il commento successivo, quello di Oriana, vorrei invitarti (se posso darti del tu) a riflettere sul fatto che in questo momento tu stai leggendo un concetto fatto di frasi le quali a loro volta sono composte da parole; sarà  pur vero che una singola parola decontestualizzata non é portatrice di un’ impalcatura concettuale complessa (e qui i semiologi potrebbero anche picchiarmi), ma calcola che se io dovessi eliminarne anche solo una dal commento che sto scrivendo, l’intero concetto che ho in mente potrebbe mutare se non addirittura potrebbe non aver senso. Il fungo é ovvio che rappresenta un esempio. Un sistema, una società , un concetto, sono costituiti da miriadi di elementi, di eventi che ne stabiliscono “l’identità “. L’essere umano non può contenere nel suo cervello (per quanto possa essere enorme) in un momento x, tutti gli elementi di un sistema. Pertanto attua un espediente intelligente: prende un elemento che per i suoi tratti pertinenti possa rappresentare un evento antonomastico, rappresentante cioé di una serie di eventi che possano rientrare nello stesso campo semantico, in modo tale che riesca a coprire uno spettro di problematiche sociali sufficientemente ampio tale da non essere “ridicolo”. E questo espediente sarà  anche un ‘arte, ma fino a prova contraria é attuato praticamente da tutti gli esseri dotati di una intelligenza media capace di creare simbologie ed associazioni complesse (vedi la voce “essere umano”).

  4. Oriana ha detto:

    Si parte dalle TASSE … e si arriva ai funghi, mpff.
    L’ “arte” di ridicolizzare cose serie.

  5. Leonardo Facco ha detto:

    Spettabile signor Claudio, intanto la ringrazio per la cortesia che ha avuto nei miei confronti, individuando anche nella meritocrazia il sunto del mio punto di vista.
    Interessante il suo dubbio relativo all’esempio dei funghi. Ebbene, le rispondo in maniera molto semplice basandomi su due presupposti:
    1-In una società  esiste sempre il rischio, ergo qualsiasi azione comporta rischi, anche lo scambio libero e pacifico. Ma quando il raccoglitore di funghi e il ristoratore scambiano soldi con funghi é perché l’uno si difa dell’altro e la fiducia é la sostanza di un sitema di mercato. Non a caso, non si conoscono casi di avvelenamenti nei ristoranti, se non nelle mense pubbliche (guarda caso no?).
    2-qualora qualcuno ritenga di aver subito un danno c’é sempre la giustiazia a cui rivolgersi. Oggi essa é di Stato, ma non é impensabile ad un giudice terzo scelto sul libero mercato che accerta le responsabilità  eventuali. In tal proposito mi permetto di consigliare la lettura di un libro molto importante: LA LIBERTA’ E LA LEGGE di Bruno leoni, edito da Liberilibri. Con viva cordialità  e grazie sia a lei che a Martinelli, che ha sempre modo di chiamarmi a dibattere nel suo spazio tv.

  6. Claudio ha detto:

    Ciao Daniele, ho appena assistito alla discussione con il Sig. Facco sulle tasse e sulla dichiarazione di Padoa Schioppa. Condivido l’approccio estremamente individualista esposto dal Sig. Facco, sicuramente meritocratico, e sostengo che nella sua idea di società  molti altarini verrebbero a galla. Nel senso che probabilmente i reati saranno reati veri e non falsi reati creati da una politica e da una informazione che muta forma a seconda della convenienza della casta. Sperando di non cadere troppo nel banale, vorrei però esporti perplessità  riguardo l’esempio del personaggio che raccoglie funghi per poi rivenderli al ristoratore. Se nella nostra società  un cittadino qualunque, che magari non lavora, che non ha una attività , una ditta individuale, una società  registrata alla camera di commercio, insomma un individuo X, avesse la libertà  di raccogliere funghi o qualsiasi altra cosa, per poi rivenderli arbitrariamente, a prezzi ovviamente stracciati, ad un ristoratore, dove é la sua responsabilità  nei confronti del pubblico? Ipotizziamo che uno tra i funghi raccolti sia velenoso, e quel fungo caschi nel mio piatto, come si fa a ripescare il “fornitore”? E se fosse stato un individuo di passaggio che il giorno dopo la vendita dei funghi sia dall’altra parte del mondo? La responsabilità  cade sul ristoratore? In sostanza, appurato che l’idea di vendere funghi in questo modo, dal punto di vista ideologico, per me non costituisca reato, quali sono i meccanismi sociali di responsabilità  nei confronti del pubblico, alternativi a quelli odierni? Come la vedi? Ciao grazie.

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