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	<title>crisi di governo Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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		<title>Crisi di governo, Quirinale agli ordini delle banche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 06:43:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine il governo del popolarissimo Giuseppe Conte è stato abbattuto. Sergio Mattarella ha convocato Goldman Sachs &#8211; alias Mario Draghi &#8211; al Quirinale per consegnare alla Germania (tramite le banche) l’Italia, conferendogli l’incarico di formare un governo non eletto, spiritosamente chiamato “di tutti”. S’intende di tutti i partiti vampiri pronti ad arraffare il Recovery [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine il governo del popolarissimo Giuseppe Conte è stato abbattuto. Sergio Mattarella ha convocato Goldman Sachs &#8211; alias Mario Draghi &#8211; al Quirinale per consegnare alla Germania (tramite le banche) l’Italia, conferendogli l’incarico di formare un governo non eletto, spiritosamente chiamato “di tutti”. S’intende di tutti i partiti vampiri pronti ad arraffare il Recovery fund.</p>
<p>Del resto l’ordine del Colle è perentorio: “Niente voto” perché c’è la pandemia. Allora perché si vota in Calabria l’11 aprile e anche in 1.300 comuni sparsi in tutta Italia per il rinnovo dei sindaci? Ovvio, perché il Colle si piega alla Bce e alle banche.</p>
<p>Si ripete così il copione di Mario Monti del 2011. Con la sola differenza che oggi Draghi si è già rimangiato tutti i no e “nein” agli inviti e alle ipotesi di avere incarichi politici. Colpa, anzi, merito di Matteo Renzi, che sbandiera la sua vittoria. Col suo partitino “Italia deriva”, ha tradito il giuramento al governo riuscendo a defenestrare gli odiati Conte-Bonafede-Azzolina. Su Facebook si dice soddisfatto e in mezzo a decine di migliaia di commenti iracondi, ringrazia addirittura tutti. Del resto Renzi non può essersi giocato quel poco di faccia che aveva per niente. Sarà debitamente risarcito dal centrodestra e pure dall’indistinta melma centrista di totiani, calendiani, mastelliani eccetera.</p>
<p>Intanto nel giorno del tracollo del governo giallorosso il “grillino” Emilio Carelli ha detto addio ai 5 stelle per confluire vicino a Salvini. L’ex direttore di Sky tg24 è il 57esimo voltagabbana di questa legislatura, frutto delle scelte sciagurate dell’ex capo politico Luigi Di Maio. Troppo giovane per ricordare che Carelli deve la sua fama per essere stato l’anchorman di punta del Tg5 di Berlusconi negli anni d&#8217;oro. Carelli, come Paragone De Falco e altri voltagabbana, fu infilato in lista senza passare dai meet-up e dal voto della base.</p>
<p>Ed è anche grazie ai voltagabbana se il Quirinale azzarda una mossa anti-democratica  affidando il Paese alle banche anziché alle scelte del popolo sovrano. Non resta quindi che sperare in un barlume di coerenza da parte dei deputati e dei senatori grillini, piddini e della sinistra, visto che a destra sembrano decisi alle urne.</p>
<p>Devono opporsi in modo netto all’idea Draghi e chiedere il rinvio di Conte alle Camere per il voto di fiducia. Se sfiducia sarà si tornerà al voto. Anche l’11 aprile. Basta volerlo e rispettare le regole democratiche.</p>
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		<title>Il voto subito? Un sogno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2013 12:33:41 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12423" alt="tunnel luce" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/09/tunnel-luce-490x194.jpg" width="490" height="194" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/09/tunnel-luce-490x194.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/09/tunnel-luce.jpg 640w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></p>
<p>Tra &#8220;<em>effetti devastanti</em>&#8221; e crisi di governo che &#8220;<em>metterà in estrema emergenza il Paese</em>&#8220;, siamo ai soliti falsi allarmi ingigantiti dai giornali e amplificati dalle tivù per intimorire gli italiani non si sa di che cosa. Il sistema, inteso dei partiti e dei media, fa quadrato contro la decisione del pregiudicato di Arcore, che in vista della sua decadenza, ha fatto dimettere i suoi 5 burattini travestiti da ministri. Il piano è sempre il solito: intimorire il più possibile per far credere che loro, i partiti, sono necessari al &#8220;<em>bene dell&#8217;Italia</em>&#8220;. Loro, i partiti, sono ovviamente quelli che ci hanno spediti dritti dritti verso la catastrofe greca. Esaltano provvedimenti inutili come il femminicidio, ma non fanno niente per rivitalizzare l&#8217;economia di questo Paese. Come saprete, l&#8217;Italia dovrà presto chiedere aiuti economici all&#8217;Europa di Angela Merkel per far fronte ai suoi debiti e ai suoi limiti di spesa. Tant&#8217;è, che dopo mesi di botte e risposte rimpallate tra i partiti, l&#8217;Iva aumenterà martedì, passando dal 21 al 22 per cento, e altrettanto rimarrà la seconda rata dell&#8217;Imu. Oltre alla Tares e ad altre gabelle a carico delle famiglie meno abbienti che dalla malora andranno a marcire.</p>
<p>Il problema della politica italiana attuale lo abbiamo capito: siccome Berlusconi sa di dover decadere da senatore, fa cadere tutto il centrodestra che si trascina il centrosinistra nel tentativo di far credere che il governo Letta è stato un esecutivo delle tasse. I ministri di Berlusconi, siccome sono degli invertebrati, non hanno la capacità di disobbedire al pregiudicato. Sono tutti dei potenziali De Gregorio. Potrebbero disobbedire, tuttavia, nel segreto del voto dell&#8217;urna, alcuni deputati intenzionati a non perdere la poltrona votando la fiducia a una sorta di Letta-bis, che a quel punto provvederebbe a un rimpasto di governo con ministri di altri partiti (Lega, Scelta civica, Misto). Del resto, per almeno i tre quarti dei deputati attuali, rimanere alle Camere è questione di sopravvivenza personale, oltre che delle lobby che servono. I partiti continuano a finanziarsi con i soldi nostri. Di liberalizzazioni non ce ne sono state. Di provvedimenti per il reddito di cittadinanza neanche l&#8217;ombra. La totalità degli onorevoli attuali, nella convinzione che Berlusconi non ha interesse a far cadere questo governo, vivacchiano facendo credere di possedere potere, quando invece, di potere effettivo non ne hanno. O non dimostrano di averne, perché l&#8217;Italia, grazie a Mario Monti, è commissariata dall&#8217;Europa.</p>
<p>Insomma, per farla breve, è Angela Merkel il nostro vero presidente del Consiglio. Enrico Letta è soltanto una trottola di facciata che negli ultimi giorni ha girato il mondo lontano dall&#8217;Italia in agonia per dissanguamento di risorse. Economiche e strutturali. Come quando l&#8217;ex premier Berlusconi andava in Bulgaria o da Putin. Dunque, <strong>personalmente dubito che il governo cadrà</strong>. Letta farà una verifica in aula e in un modo o nell&#8217;altro otterrà la fiducia perché se si torna alle urne oggi, il Movimento 5 stelle rischia di prendere il 40 per cento a discapito dei partiti. Lo sa anche Napolitano, che se si ritrova al Qurinale per la seconda volta, può soltanto ringraziare loro. Comunque andrà, la legge elettorale sarebbe l&#8217;unica cosa da cambiare, che dubito lo faranno. Questo Paese ha davanti almeno un decennio di buio. Gli uomini dei partiti lo sanno. Perciò non hanno intenzione di andare al voto.</p>
<p>Il Pd di Epifani potrebbe evaporare o ridursi a percentuali da zero virgola. Per Scelta civica e Udc la situazione è ancora peggiore, perché a differenza del Pd che in questi mesi ha collezionato quintali di figuracce, Monti e Casini sono praticamente scomparsi. Senza lasciare traccia. La Lega ha il suo zoccolo di elettori valligiani che le consentono di superare la soglia di sbarramento. Un altro voto potrebbe riservarle sorprese. Soprattutto amare. Il Pdl può andare al voto perché sopravviverebbe con un considerevole numero di voti di scambio. Che però non garantirebbe i Cicchitto, i Gasparri e i Capezzone. Per il Movimento 5 stelle nessuna paura del voto. Per noi elettori di questo &#8220;partito&#8221; sarebbe una verifica dello stato di consapevolezza del Paese. I giornali che insistono sulla presunta quindicina di senatori grillini intenzionati a considerare un Letta-bis, non so quanto siano credibili. Nessuno ha in mano la cabala, e in ogni caso se così fosse, amen. Non mi lagnerei l&#8217;anima se Luis Orellana scegliesse di trovare un accordo con Letta per cambiare la legge elettorale. Del resto il Movimento è una realtà delle istituzioni che non ha nulla da temere. Perfettibile, certo, ma avanti anni luce rispetto ai partiti. Poi, quanto di buono sia arrivato all&#8217;elettorato televisivo italiano, è un mistero. Lo diranno le urne, e a quel punto, se sarà necessario si aggiusterà il tiro. Quello che però terrei a sottolineare, è che la prospettiva di nuove elezioni, rappresenterebbe per l&#8217;Italia onesta una grande occasione per riscattare le istituzioni da una banda di banditi asserviti alle lobby e alle banche. &#8220;<em>Effetti devastanti</em>&#8221; sì. Ma per loro. Non per noi che non abbiamo più niente da perdere.</p>
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		<title>Senatori Pdl &#8220;assediati&#8221; dal caos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 15:00:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10808" title="berlusconi roberto rosso" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/12/berlusconi-roberto-rosso-490x325.jpg" alt="" width="490" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/12/berlusconi-roberto-rosso-490x325.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/12/berlusconi-roberto-rosso.jpg 800w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></p>
<p>Mentre scrivo, il blog di Beppe Grillo e il portale Tzetze sono off line. Sono caduti come il governo Monti, grazie ai senatori del Pdl che hanno abbandonato l&#8217;aula sfiduciando il decreto sullo sviluppo. In realtà la mossa è tutta politica. Non hanno più la faccia per continuare la loro farsa nelle istituzioni. Non ne possono più di assecondare Berlusconi che si dichiara &#8220;<em>assediato dalle richieste</em>&#8221; di ricandidarsi quando doveva dire &#8220;<em>inchieste</em>&#8220;. Bersani non è contento della mossa dei senatori del Pdl. Li ha dichiarati irresponsabili. Sa bene, il leader dei cosiddetti democratici, che il giochino ad altalena senza i berluscoidi finisce anche per il Pd. In assenza della maggioranza al Senato, dovremmo attendere a ore lo scioglimento delle Camere da parte di Napolitano. Al Quirinale, Monti non è più in grado di garantire il bis. A meno che Napolitano, con un ennesimo colpetto di Stato, lo rinomini senza maggioranza di qui a poche ore. Intanto i senatori del Pdl hanno accontentato Berlusconi. Senza riforma della legge elettorale, si andrà a elezioni col porcellum che darà maggioranza bulgara al partito o alla coalizione che raggiungeranno il 35%. L&#8217;impressione è, a questo punto, che il Pd soccorrerà il Pdl, l&#8217;Udc e la Lega in un&#8217;unica ammucchiata per cercare di contrastare il Movimento 5 stelle. Sempre che ritorni online il blog. Mentre pubblico il post, effettivamente, Grillo e Tzetze sono tornati online.</p>
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		<title>Veltroni &#8220;scarica&#8221; elettrico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 04:56:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Quello che dobbiamo fare noi è fare in modo che se questi staccano la spina, poi restino attaccati alla corrente dell’alta tensione”. Walter Veltroni all&#8217;assemblea del Pd, riferendosi al Pdl e alla necessità di far cadere Monti se tornerà &#8220;a mani vuote&#8221; dal summit dell&#8217;Eurogruppo previsto il 28 giugno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Quello che dobbiamo fare noi è fare in modo che se questi staccano la spina, poi restino attaccati alla corrente dell’alta tensione”. </em>Walter Veltroni all&#8217;assemblea del Pd, riferendosi al Pdl e alla necessità di far cadere Monti se tornerà &#8220;a mani vuote&#8221; dal summit dell&#8217;Eurogruppo previsto il 28 giugno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/06/21/veltroni-scarica-elettrico/">Veltroni &#8220;scarica&#8221; elettrico</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Sfiducia respinta, governo moribondo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 15:40:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Propongo stralcio di dibattito televisivo sullo scampato voto di sfiducia al governo di Berlusconi. Stasera modero un incontro in cui é atteso Giulio Cavalli a Nembro (BG) presso il teatro Modernissimo a partire dalle 21. La serata si intitola &#8220;Fratelli di mafia&#8221; ed é organizzata da una serie di associazioni della Val Seriana. Maggiori informazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="307"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yzj0x6iPnJY?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/yzj0x6iPnJY?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="495" height="307"></embed></object></p>
<p>Propongo stralcio di dibattito televisivo sullo scampato voto di sfiducia al governo di Berlusconi. </p>
<p>Stasera modero un incontro in cui é atteso Giulio Cavalli a Nembro (BG) presso il teatro Modernissimo a partire dalle 21. La serata si intitola &#8220;Fratelli di mafia&#8221; ed é organizzata da una serie di associazioni della Val Seriana.<br />
Maggiori informazioni dell&#8217;iniziativa <a target="_blank" href="http://collettivoalzano.blogspot.com/2010/12/fratelli-di-mafia-seconda-serata-con.html">QUI</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/12/15/sfiducia-respinta-governo-moribondo/">Sfiducia respinta, governo moribondo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Voto di scambio, cause ed effetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 22:03:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ho ritenuto Berlusconi in questi anni strategico&#8230; tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto&#8230;&#8220;. Parola di un&#8217;esponente di Futuro e Libertà , partito su cui saltano tutti a fare i legalitari e gli antiberluscoidi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_XZTVi_pTg0" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6001" title="VOTO DI SCAMBIO CIABO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/11/VOTO-DI-SCAMBIO-CIABO.jpg" alt="" width="545" height="307" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/11/VOTO-DI-SCAMBIO-CIABO.jpg 641w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/11/VOTO-DI-SCAMBIO-CIABO-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 545px) 100vw, 545px" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Ho ritenuto Berlusconi in questi anni strategico&#8230; tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto&#8230;</em>&#8220;. Parola di un&#8217;esponente di Futuro e Libertà , partito su cui saltano tutti a fare i legalitari e gli antiberluscoidi.</p>
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		<title>Utilizzatori finiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 09:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di governo]]></category>
		<category><![CDATA[futuro e libertà ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Berlusconi come un malavitoso ricercato ha dovuto disertare il forum della famiglia &#8220;in imbarazzo&#8220;, dov&#8217;é lecito procreare soltanto piccoli giovanardi e piccoli sacconi. Berlusconi alla stregua di un delinquente diserterà  pure il congresso dell&#8217;associazione nazionale magistrati, &#8220;obbligati&#8221; ad invitarlo in quanto istituzione. Unica nel suo genere a chiamarli &#8220;associazione a delinquere&#8221; assieme al &#8220;famigerato&#8221; pm [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gLUMnI6wheI?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/gLUMnI6wheI?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Berlusconi come un malavitoso ricercato ha dovuto disertare il forum della famiglia &#8220;<em>in imbarazzo</em>&#8220;, dov&#8217;é lecito procreare soltanto piccoli giovanardi e piccoli sacconi. Berlusconi alla stregua di un delinquente diserterà  pure il congresso dell&#8217;associazione nazionale magistrati, &#8220;obbligati&#8221; ad invitarlo in quanto istituzione. Unica nel suo genere a chiamarli &#8220;<em>associazione a delinquere</em>&#8221; assieme al &#8220;<em>famigerato</em>&#8221; pm Fabio De Pasquale. La relazione del presidente Luca Palamara verterà  sui &#8220;<em>no</em>&#8221; a leggi vergogna tipo le intercettazioni, processo breve, pm sotto il controllo dell&#8217;esecutivo, separazione delle carriere proprio davanti al padrone padrino di quelle vergogne, il puttaniere che é finito lì nelle istituzioni soltanto per non marcire in galera.</p>
<p>Ora, dopo l&#8217;ennesima puttaneria in salsa Ruby, il piduista viene evacuato sia dalla destra che dalla sinistra. Gli stessi omuncoli che lo hanno difeso fino a ieri si fanno contagiare dal &#8220;legalitario&#8221; Fini. C&#8217;é di tutto, persino i &#8220;locali&#8221; come Manfredi Palmeri per il quale era <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BtaWxCZ77-Q" target="_blank">&#8220;<em>inaccettabile che le liste dei candidati vengano fatte dai magistrati</em>&#8220;</a>. Dal Piemonte alla Lombardia attraverso la Sicilia e la Sardegna, scoppole di facce da berluschini assaltano la diligenza dei futuristi senza cambiare il loro passato, dunque i loro obiettivi. Da opportunisti a voltagabbana, da fondi di galera fino a imputati, l&#8217;esercito di nuovi utilizzatori finiani sono  meduse galleggianti contrapposte al cespuglio in cui si cela con l&#8217;impermeabile verde il maniacale Umberto Bossoli. Moribondo leader della Sega nord, contrario ai diritti di cittadinanza e civili in quanto attento scrutatore dei gusti sessuali dei contribuenti italiani che pagano lo stipendio a lui e al suo Trota, ma favorevole alla difesa d&#8217;ufficio e alla censura delle abitudini dell&#8217;utilizzatore finale di minorenni.</p>
<p>In questo quadro il cosiddetto &#8220;<em>nuovo sfondo politico</em>&#8221; all&#8221;insegna della &#8220;<em>legalità  anzitutto</em>&#8221; é un cavallo azzoppato che, biada o non biada, dovrà  fare i conti in aula con una nuova legge elettorale, con varie mozioni su fisco, Rai, Calderoli, Bondi e amenità  sui generis, su cui attendiamo si chiuda definitivamente il sicario. Pardon, il sipario. Con le urne s&#8217;intende, magari con nuove facce al posto delle solite fecce.</p>
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		<title>Fini Fini Fini senza fine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 18:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di governo]]></category>
		<category><![CDATA[fli]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco fini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fini abbaia a Mirabello, abbaia a Bastìa Umbra, ma non morde mai il puttaniere in aula. Oggi il presidente della Camera ha invitato il piduista a dimettersi oppure a &#8220;dar vita a una nuova maggioranza con l&#8217;Udc&#8220;. Come invitare l&#8217;agnello a chiedere fiducia al lupo. Ora che é troppo tardi Fini svela le sue priorità  [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CcS_0vx9jkE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/CcS_0vx9jkE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Fini abbaia a Mirabello, abbaia a Bastìa Umbra, ma non morde mai il puttaniere in aula. Oggi il presidente della Camera ha invitato il piduista a dimettersi oppure a &#8220;<em>dar vita a una nuova maggioranza con l&#8217;Udc</em>&#8220;. Come invitare l&#8217;agnello a chiedere fiducia al lupo.<br />
Ora che é troppo tardi Fini svela le sue priorità  con quelle di Fli legate allo sviluppo e al lavoro, lotta alla precarietà , taglio della spesa improduttiva e investimenti nell&#8217;università . Soltanto ora giudica &#8220;<em>roba vecchia</em>&#8221; i 5 punti nell&#8217;acqua del governo di piduisti e pitriplisti.</p>
<p>Il cosiddetto &#8220;<em>regicidio</em>&#8221; di Fini é soltanto annunciato. Manca il bunga bunga fatale in aula. Quello che farebbe la differenza e che potrebbe trasformare i &#8220;<em>sonni tranquilli</em>&#8221; di La Russa in nottate da Vampiro.<br />
Con lo sbriciolamento a terra, la Domus dei Gladiatori di Pompei non poteva rivolgere migliore invito a questo esecutivo di fantocci. Aspettiamo che Fli tolga i puntelli al forziere di malavitosi che tengono in scacco l&#8217;Italia. Aiutano Fini pure l&#8217;ex moglie, l&#8217;attuale compagna e addirittura la D&#8217;Addario. Attendiamo il solito e deciso colpo di reni per mandare tutto a puttane. Per tornare alle urne.</p>
<p>PS: ho avuto inviti ad aderire a Fli. Invito declinato perché non intendo fare politica per fare salti di quaglia e perché di Fli non condivido Fini e i suoi uomini che l&#8217;hanno generato. Oltre che il lodo alnano. Mi ero candidato alle regionali lombarde con Idv perché credo nei suoi obiettivi. Obiettivi che continuo a condividere senza ripensamenti.</p>
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		<title>Un Drago tra le escort del briccone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 06:23:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di governo]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe drago]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spot elettorale del condannato Udc Giuseppe Drago Silvio Berlusconi ha corrotto David Mills, suo prestanome in appena 64 società  off-shore compresa All-Iberian, da cui negli anni bui della &#8220;crescita imprenditoriale&#8221; del presidente del consiglio dei piduisti sono transitati un migliaio di miliardi di lire in fondi neri per pagare tangenti a chi le ha accettate: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Zw6A-3HsEuI?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Zw6A-3HsEuI?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<strong>Spot elettorale del condannato Udc Giuseppe Drago</strong></p>
<p>Silvio Berlusconi ha corrotto David Mills, suo prestanome in appena 64 società  off-shore compresa All-Iberian, da cui negli anni bui della &#8220;<em>crescita imprenditoriale</em>&#8221; del presidente del consiglio dei piduisti sono transitati un migliaio di miliardi di lire in fondi neri per pagare tangenti a chi le ha accettate: da <strong>Bottino Craxi</strong> per la legge Mammì (21 miliardi) ai 91 che non si capisce chi li abbia riscossi sempre in quel periodo, fino ai miliardi regalati ad alcuni <strong>agenti della Guardia di Finanza</strong> affinché chiudessero 2 occhi sui bilanci truccati della Fininvest e per l&#8217;affaire Telepiù e Telecinco. Con le tangenti e la corruzione Berlusconi é diventato un potentissimo nano editore di Mondadori sottratta grazie a sentenza comprata, che si spaccia per grande imprenditore dopo che ha spiergiurato sulla testa dei suoi figli di non conoscere Mills, tantomeno di sapere cosa sia <strong>All-Iberian</strong> nonostante le carte e i bonifici estero su estero portati agli atti dei processi dimostrino l&#8217;esatto contrario.</p>
<p>Se la storia del presidente del consiglio italiano fosse scritta in un romanzo, il protagonista a lieto fine sarebbe un galeotto con la nomea buonista e un pochino retrò (tanto per dirla alla D&#8217;Avanzo) di briccone. Invece Berlusconi é una realtà  consolidata delle istituzioni italiane che continua a fare carte false per liberarsi del suo ingombrante passato. Da quando é pure (di nuovo) <strong>indagato per strage</strong> assieme al compagno di merende <strong>Macello Dell&#8217;Utri</strong>, oltre che imputato di corruzione in atti giudiziari, frode fiscale e appropriazione indebita, é disposto a tutto pur di salvare la sua roba. La Grana(ta) dei finiani che ha demolito la maggioranza del suo esecutivo in parlamento, lo ha spinto come una vecchia volpe avvezza al vizio nella <strong>Sicilia della mafia e del silenzio</strong>: lo stesso di cui il briccone parruccone si é facoltativamente servito coi giudici che gli chiedevano lumi sulla provenienza di centinaia di miliardi usati per gli affari televisivi.</p>
<p>Per tenere lontano lo spettro di una condanna (incompatibile col ruolo di presidente della repubblica) l&#8217;affaire Mills per il briccone corruttore é un fardello insostenibile. Consegnarsi alla Sicilia dei colletti sporchi per invocare nuova salvezza dell&#8217;esecutivo corrotto e ormai a pezzi, comporta  genuflettersi ai cosiddetti &#8220;<em>cuffariani</em>&#8221; di quel Totò vasa vasa senatore ex Udc condannato in appello a 7 anni per favoreggiamento aggravato di mafiosi, e dell&#8217;Mpa retto dal Pd del governatore <strong>Raffaele Lombardo</strong> che i magistrati di Catania volevano arrestare per concorso esterno in associazione mafiosa, dopo che 2 pentiti lo avevano ritenuto filtro di voti di scambio e appalti pilotati tramite il fratello Angelo, deputato del solito Mpa (Movimento Pro Affari) che ha votato tutte le leggi porcata del briccone puttaniere, intercettato più volte al telefono con mafiosi. A tal proposito c&#8217;é un elenco di nomine clientelari fornito ai magistrati proprio da Cuffaro.</p>
<p>Il briccone nano si é rifugiato nella siciliana Taormina di Ignazio La Ressa per chiedere &#8220;<em>cura</em>&#8221; di famigli e roba tramite la tenuta dell&#8217;esecutivo al suo ex ministro della Salute <strong>Francesco Storace</strong>, fresco di condanna a un anno e mezzo per irruzione abusiva in archivi informatici nonché rifermento della Destra fascista che a Taormina era in festa. Una sorta di pizzo preteso dal kapo come contropartita al favore servito sul decolleté di <strong>Daniela Santanché</strong>, traghettata in parlamento col posticcio ruolo di inutile sottosegretario (si spera non per meriti rievocati dall&#8217;onorevole <a href="http://www.corriere.it/politica/10_settembre_08/napoli-deputate-prostituzione_23e5a79c-bb4d-11df-993b-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Angela Napoli</a>).</p>
<p>La Sicilia della mafia, dei  corrotti dei corruttori e dei voltagabbana non é solo ricerca. E&#8217; pure disponibiltà  se consideriamo che laggiù c&#8217;é qualcuno che non potendo fare più nemmeno il bidello in quanto condannato per peculato e abuso d&#8217;ufficio, confida nella disponibilità  del briccone tangentaro: parlo del deputato Udc <a href="http://nuovo.camera.it/29?shadow_deputato=300244" target="_blank"><strong>Giuseppe Drago</strong></a>, condannato a 3 anni e mezzo per aver svuotato la cassa di fondi riservati (268 milioni) quand&#8217;era governatore dell&#8217;isola. Un &#8220;<em> morto che cammina</em>&#8221; (parole sue) che ritiene Casini in Cuffaro &#8220;<em>un amico, ma che pende verso il centrodestra.</em>&#8221; Insomma un disonorevole che senza politica &#8220;<em>non ce la faccio</em>&#8221; disposto a votare di tutto purché non si veda espulso dal parlamento per barattare i lauti benefit economici di deputato con una diaria da carcerato.</p>
<p>Il briccone evasore non si farà  certo attendere: disporrà  prontamente di questa nuova sicura  escort sicula disposta a reggergli  il moccolo flaccido in parlamento senza sindacare contanti-assegni o bonifici estero su estero. Del resto l&#8217;esperienza insegna. Dopo il pluriomicida <strong>Vittorio Mangano</strong> e l&#8217;estorsore su mandato nonché referente di boss mafiosi <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>, la Trinacria dei cannoli rimane l&#8217;indiscussa Lourdes per il briccone mafionano  in raccoglimento verso il suo discorso alla Camera del 28 settembre. Mentre il suo alterego Ghedini a Cortina attacca la &#8220;<em>Repubblica delle procure</em>&#8221; il briccone spergiuro persegue la sua &#8220;<em>azione dissennata</em>&#8221; del fare che i cassintegrati-licenziati-disoccupati possano attendere. Tanto, prima o poi s&#8217;ammazzeranno tra loro.</p>
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		<title>Fini il dito, B. la luna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 12:23:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di governo]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco fini]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia é sul baratro, lo sappiamo. Disoccupazione, povertà  vera e percepita sono causa di frustrazione dilagata. Di liti e delitti familiari, di sfuriate tra automobilisti per una precedenza, di teatrali reclami negli uffici postali per un francobollo e di altre mille amenità  da cronaca spicciola. Sei italiani su dieci rimangono a casa incazzati perché non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5196" title="il giornale" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/08/il-giornale-300x124.jpg" alt="" width="450" height="186" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/08/il-giornale-300x124.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/08/il-giornale.jpg 1012w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>L&#8217;Italia é sul baratro, lo sappiamo. Disoccupazione, povertà  vera e percepita sono causa di frustrazione dilagata. Di liti e delitti familiari, di sfuriate tra automobilisti per una precedenza, di teatrali reclami negli uffici postali per un francobollo e di altre mille amenità  da cronaca spicciola. Sei italiani su dieci rimangono a casa incazzati perché non possono permettersi le vacanze. Di riflesso, anche molti albergatori di mare e montagna sono incazzati per le camere che rimangono vuote. A tutto ciò si aggiunge una crisi di governo per questioni di legalità . La coalizione che guida il paese é spaccata perché il presidente della Camera Gianfranco Fini dice basta all&#8217;approvazione di leggi porcelle che garantiscano solo e soltanto impunità  al presidente del consiglio dei piduisti assieme alla sua cricca di collusi, imputati e condannati per reati di mafia.<br />
Questo é il <strong>fulcro del contendere</strong> attorno al quale dovrebbero ruotare i giornalisti. Anche quelli televisivi, che dovrebbero poter imbastire trasmissioni sulla Rai con servizi chiari e succinti sulla realtà  dei fatti assodati  prima che sulle dichiarazioni di Ignavio La Russa. Che poi la Rai neghi i talk show agostani perché ha preferito dare i milioni alla produ-fiction di &#8220;Absolute television&#8221; della suocera di Fini Francesca Frau (che non ho ancora capito se sia pure imparentata con quelli delle poltrone aggiudicatari dell&#8217;appalto da 373 mila euro al G8 finito nel mirino delle inchieste sulla cricca), é soltanto una banale scusa.</p>
<p>Per fare trasmissioni verità  e incrementare gli ascolti non servono cifre da capogiro. L&#8217;esempio vivente é chi scrive: se ingaggiassero me con la mia videocamera in HD mi accontenterei di un contratto a termine da 2.495 euro netti al mese più le spese di trasferta per un&#8217;ora a settimana anche in seconda serata. Fornirei tanto di quel materiale da far impallidire i nei di Bruno Vespa e costringerei Aldo Grasso a smentire &#8220;<em>la televisione estiva delle repliche dei Cesaroni che non premiano gli ascolti</em>&#8221; (Corsera di oggi).<br />
E invece la Rai rimane blindata, in mano ai soliti quattro lustra natiche venduti ai partiti con l&#8217;iscrizione all&#8217;albo dei giornalai capeggiati dal relitto <strong>Augusto Minchiolini</strong>, amico complice della cricca di pensatori del nulla che tessono le loro perversioni  mentali in prima pagina sotto le mentite spoglie di editoriali. Ideali pistolotti distrattivi per ospiti di salotto dediti a chiacchiere in salsa piduista. Che, infatti, continuano in coro a guardare oltre confine, nella casetta monegasca del Tulliani, cognato di Fini.</p>
<p>Passando in rassegna i titoli é tutt&#8217;un chiagne e fotte. Corriere della serva &#8220;<em>Fini: la mia verità  sulla casa</em>&#8221; con quel &#8220;<em>mia</em>&#8221; di troppo che distrugge la credibilità  dei giornalisti del Corsera.  Repubblica non ci casca e titola &#8220;<em>Fini: ecco la verità  sulla casa</em>&#8220;, Il Secolo XIX &#8220;<em>Montecarlo, la sfida di Fini</em>&#8221; ma intendevano dire &#8220;<em>sfiga</em>&#8220;, il Tempo sentenzia prima del tempo &#8220;<em>Qui finisce male, Fini dà  la sua versione scarica il cognato esprime disappunto ma non convince</em>&#8220;, La Stampa &#8220;<em>Fini: su Montecarlo nulla da nascondere</em>&#8221; assieme al Messaggero da riporto &#8220;<em>Fini: nulla da nascondere</em>&#8220;. Eh sì che c&#8217;é da nascondere invece! E&#8217; la legalità  di cui parla Fini  che é bene nascondere. Sono i conflitti di interesse del piduista e i suoi presunti legami con la mafia da nascondere, sua figlia nel cda di Mediobanca da tacere, suo figlio che controlla su commissione le reti Mediaset da evitare, i sodali del P3dl che controllano la Rai da scordare, la corruzione di Mills da dimenticare, i miliardi nascosti dal piduista nei paradisi fiscali di cui gli chiedono conto i giudici dei processi Mediaset e Mediatrade eccetera eccetera.</p>
<p>Altro che la cazzata di giornata del Giornale &#8220;<em>Fini come Scajola</em>&#8220;. Scajola sappiamo per certo che si é fatto regalare la casa dalla cricca. Dell&#8217;appartamento monegasco venduto da An e affittato al cognato di Fini dopo un giro per paradisi fiscali se ne occupa la magistratura. Fino ad oggi, va detto che Fini pare estraneo a interessi diretti e lo dice in linguaggio dipietrista: &#8220;<em>Che indaghino! Io non do dei comunisti ai magistrati.&#8221;</em></p>
<p>E&#8217; la <strong>legalità </strong> che nascondono i giornalai assoldati da quella cricca di palazzo  che dovrebbe rappresentare il confine netto tra il politico idealista e il mafioso piduista. Non le cazzate da prima pagina di Angelo Panebianco, che finge di preoccuparsi della &#8220;<em>violenza verbale che accompagna il conflitto in un duello di idee diverse di repubblica</em>&#8221; imbastendone tre senza <strong>traccia di legalità </strong>. Non gli spergiuri di Paola Di Caro giurare che &#8220;<em>c&#8217;é chi giura di averlo sentito dire che il caso di Fini é di gran lunga più scottante e peggiore di quello di Scajola</em>&#8221; senza spiegare la differenza. Non l&#8217;eco di Pigi Battista qualche riga oltre, che sposta in Afghanistan &#8220;l&#8217;<em>odio dei talebani e il nostro silenzio</em>&#8221; in un pezzo che calza a pennello per Berlusconi dei &#8220;<em>magistrati talebani</em>&#8221; ai quali &#8220;p<em>ortare una Bibbia</em> (la Costituzione ndr) <em> é un delitto gravissimo. Impressionato dal silenzio imbarazzato del mondo</em> (quello che si chiede come possa ancora governare Berlusconi qui ndr)  &#8220;<em>di fronte alla sottovalutazione della più grande e sistematica persecuzione religiosa</em> (politica e del diritto ndr) <em>che insanguina il mondo del Duemila</em>. <em>Assuefatti a ogni forma di intolleranza, </em>(grazie alle tivù dell&#8217;eterno applauso ndr)<em> non riusciamo a soppesare la portata di gesti che dovrebbero muovere all&#8217;indignazione mondiale e che invece vengono oscurati da una «neolingua» impastata di eufemismi, minimizzazioni, distrazioni</em>&#8221; tipo giustizia a orologeria.</p>
<p>Materiale utile  per rinvigorire la memoria proprio in tivù se si fosse voluto già  ai tempi di Federico Fellini,  secondo cui quella commerciale rappresentava  &#8220;<em>lo stravolgimento di qualsiasi sintassi articolata che ha come unico risultato quello di creare una sterminata platea di analfabeti pronti a ridere, a esaltarsi, ad applaudire tutto quello che é veloce, privo di senso e ripetitivo</em>&#8220;. Frase ripresa ancora da Aldo  Grasso qualche giorno fa a pagina cento:  &#8220;<em>Così, ogni giorno, nellâ€™acqua opalescente e lattiginosa della tv scorrono i detriti del quotidiano. Fellini non esagerava, però assolutizzava non poco. Indicava in Silvio Berlusconi il responsabile unico del decadimento (quando il fenomeno era mondiale, e riguardava anche la Rai) e negava alla tv ogni forma di riscatto e di scrittura. Mai si sarebbe aspettato, ad esempio, che alcune serie americane fossero forse più belle e interessanti dei suoi ultimi film.</em>&#8221; Fine delle battute consentite nelle quali si tralascia un dettaglio non da poco su quei film. &#8220;&#8230;<em>pagati con prezzi gonfiati  in società  estero su estero riconducibili al presidente del consiglio imputato a Milano di frode fiscale e appropriazione indebita&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Nell&#8217;Italia sul baratro tutto ciò non fa più notizia. Il problema della legalità  (qualora ci fosse) é la casa del cognato di Fini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/08/09/fini-il-dito-b-la-luna/">Fini il dito, B. la luna</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>B&#038;F saga dell&#8217;ultimo anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 13:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di governo]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco fini]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5133" title="berlusconi e fini" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/berlusconi-e-fini-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/berlusconi-e-fini-300x241.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/berlusconi-e-fini.jpg 373w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Sempre su B&amp;F ritengo che la platealità  data alla rottura con tanto di comuncato ufficiale in cui si parla di &#8220;<em>incompatibilità </em>&#8221; di Fini e dei finiani col programma di governo pitriplista, sia servita a celare il problema vero di quelli che remano contro nello stesso Pdl. Se escludiamo gli Scajola i Verdini i Dell&#8217;Utri i Cosentino e i Caliendo che sono referenti territoriali del Pdl, é ragionevole ritenere che un certo numero di anonimi deputati senza pendenze con la giustizia non hanno alcun interesse a promuovere leggi vergognose come il ddl intercettazioni, coscienti degli effetti nefasti che avrebbero sulla sicurezza sociale e anche sulla giustizia. Siccome il voto segreto accresce il rischio di un numero imprecisato di franchi tiratori, ecco spiegato perché il corruttore ha preferito cassare il famigerato ddl con la scusa che é stato snaturato. Ecco Fini e finiani sacrificati alla patetica teatralità  dei probiviri quando di rottura tra il capo del governo dei pitriplisti e il presidente della Camera si parla ormai da molti mesi.</p>
<p>Le tappe di un&#8217;alleanza forzata e artificiale hanno cominciato a dare segni di reciproca insopportabilità  tra B&amp;F già  lo scorso anno, dopo che Fini si era già  dissociato dal fascismo missino-leghista aprendosi al voto per gli stranieri. In settembre, quando il prezzolato ciambellano Vittorio Feltri, reduce dallo sputtanamento di Dino Boffo all&#8217;Avvenire, comicniò ad attaccare apertamente il presidente della camera su più fronti, a cominciare dall&#8217;invito ad andarsene dal Pdl. Polemiche che indussero a parlare di exit strategy dal governo Berlusconi con il <em> &#8220;governo di salvezza nazionale&#8221;</em> con lo stesso Fini assieme a Tremonti nel ruolo di &#8220;<em>pacificatore</em>&#8221; e col presidente della camera che sul divano di Gianni Letta tuonò al corruttore: <em>&#8220;Feltri la deve smettere di attaccarmi&#8221;</em>.</p>
<p>Le candidature alle regionali furono un altro terreno di scontro tra B&amp;F. Fini non le voleva più <em>&#8220;apprendere dai giornali&#8221;</em> rivendicando di deciderle in qualità  di co-fondatore del Pdl assieme alle cosiddette riforme. A partire dalla giustizia, che in novembre determinò l&#8217;accelerata verso la rottura tra i 2 mai in sintonia. <em>&#8220;Fini é proprio un ingrato, se il clima é questo allora é meglio andare al voto</em>&#8221; disse il corruttore piduista in <strong>ottobre</strong>. Voleva la certezza di chiudere i processi milanesi, compreso la vicenda Mills, ma la porcata del processo breve non bastava. Mentre Fini in diretta a Sky  dichiarava: <em>&#8220;Prescrizione breve? Non si farà </em>&#8221; il piduista diventava furente: <em>&#8220;Il tuo comportamento é disdicevole. Non manchi occasione per prendere le distanze da me: dall’Annunziata e da Fazio. Ma che gioco sta facendo?.&#8221;</em> La replica di Fini fu fredda: &#8220;<em>Silvio, calmati, ti sbagli. Io ho solo difeso principi di legalità  in cui credo da sempre. Non possiamo far saltare migliaia di processi. Non posso fingere di non vedere un’amnistia mascherata. Io devo tutelare i cittadini</em>.&#8221; Sul processo breve e il rischio Mills Berlusconi minacciò: &#8220;<em>Se non mi appoggi lo interpreterò come un tradimento, come una mancanza di lealtà  nei miei confronti&#8221;</em>.</p>
<p>Il 15 novrembre Repubblica scriveva: <em>&#8220;Fini torna nel mirino del cavaliere &#8220;se insiste anche lui a rischio&#8221;<em> </em></em>e una dichiarazione di B.<em><em> <em>&#8220;Se Gianfranco viene meno al suo ruolo di arbitro va in discussione anche la sua carica&#8221;</em> </em></em>B. si lagna di F. Ormai é chiaro. <strong>La rottura</strong>, prima che politica, é umana. B. dice che F. &#8220;<em>approfitta del suo ruolo istituzionale per giocare una partita politica che prevede il suo logoramento e, al termine, la sua uscita di scena</em>.&#8221; Siamo in <strong>novembre</strong>.<br />
I finiani hanno già  messo in conto la conta interna qualora Fini imponesse paletti per «sabotare» il ddl accorcia-processi. Per il corruttore F. fa il politico nel suo ruolo di presidente della Camera che dovrebbe essere organo di terzietà . Nel Pdl si inizia a pensare a forme di mobbing per indurre Fini alle dimissioni. B. ha ormai compreso che F vuol far saltare l&#8217;intero castello. Ecco la &#8220;pesca&#8221; di gente esterna come Daniela Santanché e l&#8217;allenanza con la Destra di Storace, in un disegno di «allargamento» del Pdl.</p>
<p>Il <strong>2 dicembre</strong> il piduista dichiara:  &#8220;<em>Fini di fatto ormai é fuori dal Pdl, ci si é messo da solo</em>.&#8221;  L&#8217;annuncio arriva dopo che Fini fu beccato in un fuorionda a commentare assieme al procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi l&#8217;imminente deposizione di Gaspare Spatuzza contro Marcello Dell&#8217;Utri al tribunale di Torino (4 dicembre). B. temeva che F. avesse qualche notizia riservata in merito mai confermata. Il piduista non poteva tollerare di vedere Fini con un magistrato che 25 anni fa, da pretore, cercò senza successo di interrompere le trasmissioni delle reti Fininvest. Convocò a via dell’Umiltà  i maggiorenti del partito Cicchitto, Gasparri e Quagliariello <strong>senza Italo Bocchino</strong>, l&#8217;unico finiano rimasto nella combriccola.  &#8220;<em>Se Fini ha dubbi morali su di me, si accomodi pure alla porta</em>&#8221; disse il piduista che si augurava &#8220;<em>un atto di redenzione</em>&#8221; da parte del presidente della Camera. La riunione si chiuse con la speranza: &#8220;<em>Vorrei sfiduciarlo</em>&#8220;.</p>
<p>Il 13 dicembre B. fu ferito da Tartaglia che gli lanciò un mini-duomo in faccia. Al San Raffaele la sfilata di politici di destra e di sinistra (tranne Di Pietro) tenne banco qualche giorno. La visita di Fini fu soltanto &#8220;<em>breve e fugace</em>&#8220;. Col nuovo anno ecco un&#8217;altra boutade di Feltri sul Giornale: &#8220;<em>Fini soffre perché Berlusconi comanda.</em>&#8221; e &#8220;<em>prende in prestito le idee dalla sinistra</em>&#8221; . In quei giorni ci fu la nomina a sottosegretario all&#8217;welfare di Daniela Santanché tra le <strong>proteste e le acide battute dei finiani</strong>. Per Fabio Granata la Santanché rappresenta &#8220;<em>l&#8217;aspetto più retrivo della società  italiana.</em>&#8220;.<br />
I tentativi di chiarimento e riappacificazione tra B&amp;F alimentati dai capibastone del Pdl rimasero un miraggio. Il 12 gennaio Fini rifiutò di pranzare con B. per &#8220;<em>non dare al faccia a faccia un carattere troppo conviviale</em>&#8221; nonostante non si vedevano dalla visita al San Raffaele, un mese prima. Le questioni politiche i due le affrontarono al telefono: a cominciare dal decreto congela processi del quale  Fini voleva stemperare l&#8217;impronta &#8220;ghediniana&#8221; accogliendo i rilievi del Quirinale. In questa occasione il presidente della Camera avrebbe anche suggerito di parcheggiare al Senato il ddl sul processo breve, che aveva provocato lo sciopero sia degli avvocati penalisti che dei magistrati.</p>
<p>Febbraio, marzo e aprile sono passati all&#8217;insegna dell&#8217;attesa di una rottura definitiva tra F&amp;B. Così imbarazzante persino per liberi pensatori come <strong>Ernesto Galli della loggia</strong>, che il 16 aprile fu costretto a scrivere in prima pagina sul Corsera: &#8220;<em>Berlusconi e Fini alla rottura</em>&#8220;. Nel testo rimpiangeva che Fini &#8220;<em>Non ha mai detto qualcosa che fosse di destra. Come ipnotizzato dal personaggio Berlusconi (al pari di quasi tutto il mondo politico italiano, la Lega esclusa), egli ha badato solo a distinguersi puntigliosamente dal suo stile istrionico, dai suoi plateali modi di essere, dal suo linguaggio aggressivo. C&#8217;é riuscito. Ma pagando un prezzo che forse non aveva previsto: di ritrovarsi alla fine, come oggi si vede, sulla soglia della casa che fino ad oggi era stata la sua.</em>&#8221; Galli della Loggia sperava nelle dimissioni di Fini sotto il finto abbaglio dell'&#8221;obbligo&#8221; dovuto al clima di rottura col piduista. Anche il pensatore <strong>Massimo Franco</strong> il 17 aprile scriveva: &#8220;<em>Dire che Fini é in difficoltà  suona un poâ€™ riduttivo. Il modo in cui il centrodestra ha reagito «allâ€™unanimità » al suo scarto dà  lâ€™idea dellâ€™isolamento. Fini é stato messo in un angolo. E lâ€™impressione é che ne potrà  uscire o piegando la testa ed azzerando le sue ambizioni e le sue critiche; oppure con le stimmate dello scissionista, che il Pdl si é già  affrettato ad evocare qualora Fini desse seguito alla minaccia di formare un gruppo parlamentare autonomo. La riunione del vertice del partito convocata ieri prevede la resa del cofondatore</em>&#8220;. Resa che invece non c&#8217;é stata.</p>
<p>Già  il <strong>16 aprile</strong> B. considerava il voto anticipato â€œ<em>unâ€™eventualità  da scongiurare</em>â€ nonostante sognasse di scaricare Fini, andare al voto, espellerlo dallâ€™alleanza e massacrarlo politicamente come fece con Follini ai tempi del Berlusconi bis. <strong>Eugenio Scalfari</strong> su Repubblica si chiedeva che farà  quando sarà  grande Fini esordendo l&#8217;articolo così: &#8220;<em>Fini non ha nessun avvenire dentro il Pdl dove i suoi colonnelli d&#8217;un tempo l’hanno già  tradito e i suoi marescialli di campo che stanno ancora con lui finiranno con l&#8217;abbandonarlo.</em>&#8220;. Il <strong>22 aprile</strong> la rottura in tra B&amp;F avvenne in diretta. Il piduista tuonò al leader aennino &#8220;<em>Vuoi fare politica? Dimettiti</em>.&#8221; Replica di Fini: &#8220;<em>Mi cacci? Io non lascio la Camera</em>.&#8221; Da quel giorno le dimissioni di Fini sono diventate <strong>il tormentone di giornali e tivù di regime</strong>. Editorialisti fumosi come <strong>Massimo Franco</strong> sono stati costretti a fotografare la realtà . Il 23 aprile sul Corsera ne &#8220;<em>I costi della guerriglia</em>&#8221; scriveva:  &#8220;<em>Eâ€™ finita unâ€™epoca per il Pdl e per il centrodestra. Lâ€™immagine di Berlusconi e Fini che si accusano in pubblico sotto gli occhi dei dirigenti del partito e del Paese, é a suo modo storica. Archivia sedici anni di sodalizio politico, perché quello personale si era guastato da tempo. E getta unâ€™ombra sul futuro della maggioranza, del governo e della stessa legislatura. Da oggi comincia un rapporto che chiamare coabitazione é eufemistico: siamo alla vigilia di una guerriglia quotidiana, anche in Parlamento, capace di destabilizzare il Paese</em>.&#8221;<br />
Secondo <strong>Francesco Verderami</strong> B&amp;F sono &#8220;<em>alla ricerca del bandolo perduto per ragioni di reciproca necessità </em>.&#8221; A Lorenzo Fuccaro che chiedeva &#8220;<em>Ma davvero può esserci un lieto fine</em>?&#8221; rispondeva il piduista Cicchitto: &#8220;<em>Me lo auguro vivamente perché questo scontro con continuo logoramento di Berlusconi, creerebbe una crisi politica che metterebbe a rischio la durata della legislatura.</em>&#8221;</p>
<p>Intervenne <strong>Umberto Bossi </strong>a minacciare il voto anticipato e &#8220;ordinare&#8221; a Berlusconi di <em>&#8220;cacciare Fini che lavora per la sinistra.</em>&#8221; per inaugurare un nuovo cammino al popolo padano. In mezzo a queste liti ci fu l&#8217;avvio delle inchieste delle procure di Roma., Perugia e Firenze sugli affari al G8 ai mondiali di nuoto e alla Maddalena che coinvolgono tuttora Bertolaso, Scajola (non indagato), Verdini e l&#8217;immancabile Dell&#8217;Utri (indagati) oltre al tragicomico Aldo Brancher per il filone Antonveneta appena condannato a 2 anni. Il <strong>5 maggio</strong>, il doppio incarico del corruttore a ruolo di ministro dello sviluppo economico scomodò il Qurinale. Ma sui giornali la notizia era ancora la stessa: &#8220;<em>B. cerca ormai una rottura drastica con Fini</em>.&#8221;  Si riparlò di elezioni anticipate tanto che <strong>Ignazio La Russa</strong> dichiarò: &#8220;<em>Prepariamoci per il 2011</em>&#8220;. In giugno la recita tra i due su un&#8217;impossibile intesa in &#8220;<em>stile democristiano</em>&#8221; del piduista. Fini, alla faccia dei pensatori che lo avrebbero dimesso già  da mesi, rivendica di aver stabilito «un metodo» imposto al piduista. «<em>Vi ringrazio tutti</em> &#8211; disse Fini alla cena organizzata a Farefuturo a metà  giugno, &#8220;<em>abbiamo mostrato che, d&#8217;ora in poi, occorre fare i conti anche con noi.&#8221; </em>Per lo scontro frontale tra F&amp;B non erano ancora maturi i tempi. Gli aennini fregavano le mani per aver &#8220;<em>rivoltato il ddl intercettazioni come un calzino</em>&#8220;.</p>
<p>Il 2 luglio i finiani sulla legge bavaglio si dissero pronti alla crisi. Berlusconi ripeté: &#8220;<em>Rompiamo con Fini il traditore</em>&#8220;. Su manovra, intercettazioni e giustizia &#8220;<em>ghe pensi mi</em>.&#8221;. La legalità  rivendicata il 17 luglio da Fini ha portato alla situazione odierna. Il governo di Cesare é in zona Cesarini. Non poitrà  durare ancora a lungo. &#8220;<em>Ghe pensa Fini a finì</em>.&#8221; Non il corruttore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/07/31/bf-saga-dellultimo-anno/">B&#038;F saga dell&#8217;ultimo anno</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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