Il voto subito? Un sogno

tunnel luce

Tra “effetti devastanti” e crisi di governo che “metterà in estrema emergenza il Paese“, siamo ai soliti falsi allarmi ingigantiti dai giornali e amplificati dalle tivù per intimorire gli italiani non si sa di che cosa. Il sistema, inteso dei partiti e dei media, fa quadrato contro la decisione del pregiudicato di Arcore, che in vista della sua decadenza, ha fatto dimettere i suoi 5 burattini travestiti da ministri. Il piano è sempre il solito: intimorire il più possibile per far credere che loro, i partiti, sono necessari al “bene dell’Italia“. Loro, i partiti, sono ovviamente quelli che ci hanno spediti dritti dritti verso la catastrofe greca. Esaltano provvedimenti inutili come il femminicidio, ma non fanno niente per rivitalizzare l’economia di questo Paese. Come saprete, l’Italia dovrà presto chiedere aiuti economici all’Europa di Angela Merkel per far fronte ai suoi debiti e ai suoi limiti di spesa. Tant’è, che dopo mesi di botte e risposte rimpallate tra i partiti, l’Iva aumenterà martedì, passando dal 21 al 22 per cento, e altrettanto rimarrà la seconda rata dell’Imu. Oltre alla Tares e ad altre gabelle a carico delle famiglie meno abbienti che dalla malora andranno a marcire.

Il problema della politica italiana attuale lo abbiamo capito: siccome Berlusconi sa di dover decadere da senatore, fa cadere tutto il centrodestra che si trascina il centrosinistra nel tentativo di far credere che il governo Letta è stato un esecutivo delle tasse. I ministri di Berlusconi, siccome sono degli invertebrati, non hanno la capacità di disobbedire al pregiudicato. Sono tutti dei potenziali De Gregorio. Potrebbero disobbedire, tuttavia, nel segreto del voto dell’urna, alcuni deputati intenzionati a non perdere la poltrona votando la fiducia a una sorta di Letta-bis, che a quel punto provvederebbe a un rimpasto di governo con ministri di altri partiti (Lega, Scelta civica, Misto). Del resto, per almeno i tre quarti dei deputati attuali, rimanere alle Camere è questione di sopravvivenza personale, oltre che delle lobby che servono. I partiti continuano a finanziarsi con i soldi nostri. Di liberalizzazioni non ce ne sono state. Di provvedimenti per il reddito di cittadinanza neanche l’ombra. La totalità degli onorevoli attuali, nella convinzione che Berlusconi non ha interesse a far cadere questo governo, vivacchiano facendo credere di possedere potere, quando invece, di potere effettivo non ne hanno. O non dimostrano di averne, perché l’Italia, grazie a Mario Monti, è commissariata dall’Europa.

Insomma, per farla breve, è Angela Merkel il nostro vero presidente del Consiglio. Enrico Letta è soltanto una trottola di facciata che negli ultimi giorni ha girato il mondo lontano dall’Italia in agonia per dissanguamento di risorse. Economiche e strutturali. Come quando l’ex premier Berlusconi andava in Bulgaria o da Putin. Dunque, personalmente dubito che il governo cadrà. Letta farà una verifica in aula e in un modo o nell’altro otterrà la fiducia perché se si torna alle urne oggi, il Movimento 5 stelle rischia di prendere il 40 per cento a discapito dei partiti. Lo sa anche Napolitano, che se si ritrova al Qurinale per la seconda volta, può soltanto ringraziare loro. Comunque andrà, la legge elettorale sarebbe l’unica cosa da cambiare, che dubito lo faranno. Questo Paese ha davanti almeno un decennio di buio. Gli uomini dei partiti lo sanno. Perciò non hanno intenzione di andare al voto.

Il Pd di Epifani potrebbe evaporare o ridursi a percentuali da zero virgola. Per Scelta civica e Udc la situazione è ancora peggiore, perché a differenza del Pd che in questi mesi ha collezionato quintali di figuracce, Monti e Casini sono praticamente scomparsi. Senza lasciare traccia. La Lega ha il suo zoccolo di elettori valligiani che le consentono di superare la soglia di sbarramento. Un altro voto potrebbe riservarle sorprese. Soprattutto amare. Il Pdl può andare al voto perché sopravviverebbe con un considerevole numero di voti di scambio. Che però non garantirebbe i Cicchitto, i Gasparri e i Capezzone. Per il Movimento 5 stelle nessuna paura del voto. Per noi elettori di questo “partito” sarebbe una verifica dello stato di consapevolezza del Paese. I giornali che insistono sulla presunta quindicina di senatori grillini intenzionati a considerare un Letta-bis, non so quanto siano credibili. Nessuno ha in mano la cabala, e in ogni caso se così fosse, amen. Non mi lagnerei l’anima se Luis Orellana scegliesse di trovare un accordo con Letta per cambiare la legge elettorale. Del resto il Movimento è una realtà delle istituzioni che non ha nulla da temere. Perfettibile, certo, ma avanti anni luce rispetto ai partiti. Poi, quanto di buono sia arrivato all’elettorato televisivo italiano, è un mistero. Lo diranno le urne, e a quel punto, se sarà necessario si aggiusterà il tiro. Quello che però terrei a sottolineare, è che la prospettiva di nuove elezioni, rappresenterebbe per l’Italia onesta una grande occasione per riscattare le istituzioni da una banda di banditi asserviti alle lobby e alle banche. “Effetti devastanti” sì. Ma per loro. Non per noi che non abbiamo più niente da perdere.

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