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	<title>conflitto d&#039;interessi Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Sep 2011 05:07:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Confalonieri confessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 05:07:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category>
		<category><![CDATA[fedele confalonieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il conflitto d&#8217;interessi di Berlusconi c&#8217;è, ma andava risolto prima della sua discesa in campo perché adesso cosa fai? Prendi un&#8217;azienda come la nostra e la metti in mano a un notaio, a un burocrate?&#8221; Fedele Confalonieri a Lucia Annuziata.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il conflitto d&#8217;interessi di Berlusconi c&#8217;è, ma andava risolto prima della sua discesa in campo perché adesso cosa fai? Prendi un&#8217;azienda come la nostra e la metti in mano a un notaio, a un burocrate?&#8221;</em> Fedele Confalonieri a Lucia Annuziata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/09/24/confalonieri-confessa/">Confalonieri confessa</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ubiquità  di Gaetano Armao</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 15:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano armao]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele lombardo]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gaetano Armao parla di legalità  e corruzione in Sicilia Gaetano Armao é assessore e anche presidente della giunta regionale siciliana. Ma é anche avvocato difensore delle cause contro la regione. Pagato profumatamente con il nostro contributo di cittadini per fare il pubblico funzionario e pagato dai clienti in veste di legale, che fanno causa all&#8217;istituzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/ohPgFZf3Bsc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ohPgFZf3Bsc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
<strong>Gaetano Armao parla di legalità  e corruzione in Sicilia</strong></p>
<p>Gaetano Armao é assessore e anche <a href="http://www.regione.sicilia.it/giunta.asp" target="_blank">presidente della giunta regionale</a> siciliana. Ma é anche avvocato difensore delle cause contro la regione. Pagato profumatamente con il nostro contributo di cittadini per fare il pubblico funzionario e pagato dai clienti in veste di legale, che fanno causa all&#8217;istituzione regionale che egli stesso rappresenta. Due ruoli, <strong>due casacche in conflitto di interessi</strong>, ma soprattutto due guadagni. Non da una. Non da due. Ma da almeno <strong>otto cause contro la regione Sicilia</strong> grazie alle quali l&#8217;assessore regionale Gaetano Armao in qualità  di parte lesa, lucra in qualità  di controparte.</p>
<p>Eccole:<br />
legale della Edilservice che ricorre contro l&#8217;assessorato al lavoro per l&#8217;appalto dei servizi formazione e pubblicità . Fino a pochi giorni fa ha difeso la Edilservice anche per una causa contro l&#8217;assessorato alla Cooperazione per l&#8217;esclusione dalle attività  promozionali.</p>
<p>Legale della Vcc Energia contro l’assessorato ai Beni culturali che ha negato la realizzazione di un parco eolico a Caltanissetta. Da notare che Armao é stato assessore ai Beni culturali ad Interim dal 10 giugno al 7 luglio. In pratica l&#8217;avvocato <strong>Armao ha fatto causa a sé stesso</strong>. Troppo evidente la porcata! Ecco allora che l&#8217;assessore avvocato ha recentemente rinunciato al mandato incaricando la legale <strong>Tiziana Milana</strong>, sua collega di studio.</p>
<p>Legale dell&#8217;ex commissario liquidatore della Media Project Salvatore Maria Grillo, contro l’assessorato alla Cooperazione.</p>
<p>Legale della casa di cura Cosentino, in causa con l’assessorato alla Sanità  per ottenere la revisione del budget 2008 e in un secondo procedimento anche per l&#8217;accreditamento istituzionale.</p>
<p>Legale della Camera di Commercio di Palermo contro l’assessorato alla Cooperazione per la rideterminazione dei compensi degli amministratori.</p>
<p>Legale della Tifeo (gruppo Falck) in causa con l&#8217;assessorato all&#8217;Industria per la revoca di un lotto di terreno ad Augusta dove sarebbe dovuto sorgere un inceneritore.</p>
<p>Gaetano Armao in Sicilia pare diventato un caso. Mercoledì in giunta si discuterà  della sua posizione col governatore siciliano Raffaele Lombardo.<br />
Per saperne di più <a href="http://sciepol.unipa.it:8180/magnoliaPublic/docenti/armao/mainColumnParagraphs/02/text_files/file3/curriculum_armao_2009.pdf" target="_blank">qui</a> c&#8217;é il suo curriculum, che <strong>non contempla la sua doppia veste</strong>.</p>
<p>Chissà  che effetto fa vederlo durante un&#8217;udienza mentre chiede e risponde a sé stesso in una delle cause. A meno che Armao non abbia il dono dell&#8217;ubiquità  dovremmo vederlo correre a mo&#8217; di spola dal banco dei difensori al banco degli accusati. Sai che ridere! Significativo, tuttavia, che uno così<strong> parli di legalità </strong> come mostra il video postato. Hahaha!</p>
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		<title>Leghisti e poltrone: culi e voltagabbana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 20:51:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category>
		<category><![CDATA[daniele molgora]]></category>
		<category><![CDATA[ettore pirovano]]></category>
		<category><![CDATA[incompatibilità ]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[massimo bitonci]]></category>
		<category><![CDATA[privilegi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono volute le Iene per donare notorietà  a un culo di plastica per il deputato leghista Ettore Pirovano, presidente incompatibile della provincia di Bergamo. Un culo per due poltrone. Pirovano per la verità  non é l&#8217;unico a ricoprire doppio incarico pubblico e doppio stipendio. E non é nemmeno l&#8217;unico leghista perché anche la provincia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/Jrweme4ZLoo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Jrweme4ZLoo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Ci sono volute le Iene per donare notorietà  a un culo di plastica per il deputato leghista <strong>Ettore Pirovano</strong>, presidente incompatibile della provincia di Bergamo. Un culo per due poltrone.<br />
Pirovano per la verità  non é l&#8217;unico a ricoprire doppio incarico pubblico e doppio stipendio. E non é nemmeno l&#8217;unico leghista perché anche la provincia di Brescia ha un presidente leghista che non ha abbandonato la cadrega del deputato: si tratta di <strong><a href="http://www.provincia.brescia.it/portal/page/portal/provincia/laProvincia/chiGoverna/presidente" target="_blank">Daniele Molgora</a></strong>.<br />
Ma c&#8217;é anche <strong><a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d302824&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d302824&amp;Nominativo=BITONCI%20" target="_blank">Massimo Bitonci</a></strong>, il sindaco di <a href="http://www.comune.cittadella.pd.it/page.jsp?idPagina=583" target="_blank">Cittadella</a> divenuto famoso per un&#8217;ordinanza che prevedeva residenza agli stranieri soltanto se guadagnavano almeno 400 euro mensili. Bitonci, fra stipendio da deputato e da sindaco, viaggia intorno ai <strong>25 mila euro al mese</strong>. Potrebbe vivere tranquillamente in un attico di St.Moritz e far compagnia a Carlo De Benedetti.<br />
La Lega nord e i suoi militanti si sono romanizzati e un po&#8217; &#8220;ammastellati&#8221;. Anche quelli con problemi di sintassi hanno imparato i trucchi del mestiere.<br />
Lontani e dimenticati i tempi in cui in Lega c&#8217;era il senatore <strong>Erminio Boso</strong>, che tuonava contro i leghisti roman ladroni legati a più poltrone, con frasi tipo &#8220;<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/03/02/assise-del-carroccio-aspetta-bossi-che-bello.html" target="_blank">&#8220;<em>Via i doppi incarichi</em></a><em>, basta con coloro che si sono seduti&#8230;</em>&#8220;. Sì, col culo su più poltrone.</p>
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</form>
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		<item>
		<title>Fini e Bersani, fantocci di fine ferie</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/08/28/fini-e-bersani-fantocci-di-fine-ferie/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fini-e-bersani-fantocci-di-fine-ferie</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 11:19:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[pierluigi bersani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlare in tivù é vietato, ma ragionare e sognare in rete ancora no. A Genova il Pd festeggia il suo &#8220;fine vita&#8221; col discorso del presidente della Camera Gianfranco Fini. A Rimini Comunione e Liberazione applaude il patrono bipartisan di Compagnia delle opere e Cooperative rosse Pierluigi Bersani, futuro segretario del pd finito. Soprattutto quando [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2833" title="fini-nel-pd" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/08/fini-nel-pd.gif" alt="fini-nel-pd" width="187" height="248" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/08/fini-nel-pd.gif 374w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/08/fini-nel-pd-225x300.gif 225w" sizes="(max-width: 187px) 100vw, 187px" /></p>
<p>Parlare in tivù é vietato, ma ragionare e sognare in rete ancora no.<br />
A Genova il Pd festeggia il suo &#8220;<em>fine vita</em>&#8221; col discorso del presidente della Camera <strong>Gianfranco Fini</strong>. A Rimini Comunione e Liberazione applaude il patrono bipartisan di Compagnia delle opere e Cooperative rosse <strong>Pierluigi Bersani</strong>, futuro segretario del pd finito. Soprattutto quando giudica Internet &#8220;<em>tecnologia da ambaradan con la quale non si può fare politica perché non ci si guarda in faccia</em>&#8220;. La platea di ciellini plaude nonostante, suggerendogli che per vedersi in faccia esistono le <strong>webcam</strong>.</p>
<p>Ma Bersani ridacchia, lascia Rimini e va a Genova dal popolo padan-pidin, pardon <strong>piddino</strong>, che si spella le mani quando dice che il suo sarà  un partito di sinistra, &#8220;<em>liberale e democratico&#8221;</em>. Nessun cattocomunista presente in sala gli ha chiesto perché l&#8217;establishment non vuole la candidatura di <strong>Beppe Grillo</strong> alla segreteria. I piddini col cervello annebbiato sono già  morti, <strong>hanno dimenticato</strong>. Bersani lo sa, perciò fa solo annunci disordinati e contradditori. Parla della <strong>Rai</strong>, dice che non gli piace &#8220;<em>libera a fette, ma servono giornalisti con la schiena dritta</em>&#8220;. Bene, suggerisco al Pd di non preoccuparsi di <strong>Rai3</strong>. Anzi, dal cda dell&#8217;azienda pubblica sfratti le sue pedine di partito e lasci al suo posto il direttore <strong>Paolo Ruffini</strong> invece che sostituirlo con qualche &#8220;<em>ruffiani</em>&#8220;. E&#8217; l&#8217;unica possibilità  che rimane agli italiani di vedere ancora &#8220;<em>Report</em>&#8220;.</p>
<p>Insomma Bersani é il <strong>fantoccio ideale</strong> per la  segreteria alla cappella mortuaria del Pd perché detesta Di Pietro e ama, senza laicità , i volgari e incestuosi inciuci col Pdl. Un po&#8217; come <strong>Walter Veltroni</strong>, che si cosparge il capo di cenere ammettendo che il potere di Berlusconi &#8220;<em>non é tutta colpa sua</em>&#8220;. Ammette che la colpa é proprio sua assieme a D&#8217;Alema, Bertinotti e Prodi, capaci di trasformare la Rai in un bordello di lottizzazioni, di creare la Bicamerale e di lasciare la <strong>legge sul conflitto d&#8217;interessi</strong> solo sulla carta.</p>
<p>Intanto il <strong>corruttore</strong> minimizza con un &#8220;<em>Nulla di nuovo, é la sua linea</em>&#8221; riferendosi a Fini dopo il discorso di Genova su bioetica e immigrazione. Ribalta sempre la realtà . Dà  del suo agli altri mentre per mantenere le <strong>promesse fatte alla mafia</strong> in campagna elettorale invita un ministro della Repubblica, (Tremonti) nella sua villa di Arcore per discutere di come trovare i soldi a fondo perduto da regalare al Meridione sotto le mentite spoglie del &#8220;<em>Comitato per lo sviluppo del Sud</em>&#8220;.<br />
Altro che &#8220;<em>chiacchiere di Ferragosto per riempire i giornali!&#8221; </em> Qui c&#8217;é in ballo la libertà  e la sovranità  degli italiani, indifferenti al loro presidente del Consiglio che discute di come raccattare soldi dalle loro tasche per <strong>finanziare il voto di scambio</strong>. Il Corriere ha occultato l&#8217;argomento dell&#8217;incontro con un titolo fuorviante: &#8220;<em>Bossi, i voti li portiamo noi</em>&#8220;.</p>
<p>Occultamento e censura dei media di regime sono la &#8220;<em>scelta di campo</em>&#8221; imposta dalla nuova P2. Come quella della Rai, denunciata da <strong>Aldo Grasso</strong> sul Corsera qualche giorno fa in un articolo dedicato al latrocinio delle frequenze prima, e delle piattaforme televisive poi, culminato col trasloco dei canali Rai dalla piattaforma di Sky a quella di Mediaset. Per il <strong>porco piacere</strong> del devoto Silvio Berlusconi, in procinto di lavarsi l&#8217;anima con i calici di vino rosso alla cena dell&#8217;Aquila, assieme a monsignor Bertone e a Mara Carfagna, aborto di ministro.</p>
<p>In questo quadro la Lega continua la sua parte di clown da palco. Scimmiotta la lap-dance crocifiggendo il Vaticano anziché l&#8217;Islam, e manda il <strong>ministro Zaia</strong> a dire che vuole edizioni di tg regionali in dialetto. Dei contenuti fatui la Lega non si occupa. <br />
Intanto <strong>Roberto Calderoli</strong> va a Scafati (SA) a ritirare il premio Giovanni Paolo II per &#8220;<em>aver promosso i valori dei cattolici</em>&#8220;. Proprio lui, il ministro porcata delle vignette anti Islam, che umilia i maiali sui terreni destinati alle moschee. La notizia? Il premio glielo offre <strong>Espedito De Marino</strong>, ex chitarrista di Murolo ma soprattutto militante locale dell&#8217;<strong>Italia dei Valori</strong>. Unico motivo per il quale il partito di Di Pietro appare sui giornali di regime.</p>
<p>Nell&#8217;attesa che cominci settembre e si chiudano le ferie assieme ai cancelli di migliaia di aziende, flotte di operai in strada comporranno il corteo di fine vita della casta. Tutti assieme, in comunione per la liberazione dai poteri di mafia e Stato.<br />
Parlare in tivù di questi argomenti é vietato, ma sognare in Rete ancora no. O no?</p>
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		<title>Videocracy in Rai? No, il puttaniere non si tocca</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/08/27/videocracy-in-rai-no-il-puttaniere-non-si-tocca/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=videocracy-in-rai-no-il-puttaniere-non-si-tocca</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 16:37:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rai non trasmetterà  il trailer Videocracy di Eric Gandini che ripercorre gli ultimi 30 anni della televisione italiana perché &#8220;é un film che critica il governo senza contradditorio&#8220;. La Rai a pizzo obbligatorio che regala 300 mila euro l&#8217;anno ad Alda D&#8217;Eusanio per farsi i ditalini, non osa diffondere il conflitto di interessi del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/08/27/videocracy-in-rai-no-il-puttaniere-non-si-tocca/">Videocracy in Rai? No, il puttaniere non si tocca</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340" data="http://www.youtube.com/v/-9AXQGGkgK8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-9AXQGGkgK8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>La Rai non trasmetterà  il trailer Videocracy di Eric Gandini che ripercorre gli ultimi 30 anni della televisione italiana perché &#8220;<em>é un film che critica il governo senza contradditorio</em>&#8220;.<br />
La Rai a pizzo obbligatorio che regala 300 mila euro l&#8217;anno ad Alda D&#8217;Eusanio per <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/17/Eusanio_Pagata_per_non_fare_co_9_080317051.shtml" target="_blank">farsi i ditalini</a>, non osa diffondere il conflitto di interessi del puttaniere, spiegato nel film, perché <strong>indurrebbe i telespettatori a pensare</strong> che attraverso la televisione il governo orienta e influenza le convinzioni dei cittadini a proprio favore assicurandosene il consenso.</p>
<p>La Rai non rifiuta soltanto il film. <strong>Rifiuta anche gli spot</strong> dell&#8217;opera di Gandini. Secondo le motivazioni spiegate nella lettera di viale Mazzini in burocratese, lo spot veicola un &#8220;<em>inequivocabile messaggio politico di critica al governo perché proietta alcune scritte con i dati che riguardano il paese alternate ad immagini di Berlusconi, anche se quei dati sono di statistiche ufficiali&#8221;</em>. Come quello che colloca l’Italia al 67esimo posto nelle pari opportunità .</p>
<p>Nella lettera di rifiuto si legge che &#8220;<em>le immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all’ordine del giorno riguardo alle attitudini morali del presidente del Consiglio e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già  in passato nel corso dell’attività  di imprenditore televisivo</em>&#8220;.</p>
<p>Insomma le puttane nude che sculettano vanno bene solo nei varietà , non in un film sulla storia d&#8217;Italia che tira in ballo il corruttore e che non viene studiata nemmeno nelle università .<br />
Erano ancora d&#8217;oro i tempi di &#8220;Viva Zapatero&#8221; e &#8220;Il caimano&#8221; con tanto di spot sulle reti Rai. Con la censura di Videocracy l’Italia é davvero cambiata.</p>
<p>Fantastica anche la motivazione dell&#8217;ovvio rifiuto di Mediaset. &#8220;<em>Quel film é un attacco al sistema televisivo commerciale. Inopportuno trasmetterlo</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/08/27/videocracy-in-rai-no-il-puttaniere-non-si-tocca/">Videocracy in Rai? No, il puttaniere non si tocca</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Parlamento e Consob blindano Mediaset</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 21:57:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riporto un articolo di Massimo Giannini apparso qualche giorno fa su Repubblica. Con la crisi finanziaria in atto il legislatore si preoccupa degli «avvoltoi» stranieri che svolazzano sulla Borsa italiana. Vuole difendere almeno le spoglie dei pochi, grandi &#8220;campioni nazionali&#8221; rimasti su piazza: Eni ed Enel, Fiat e Telecom, Intesa e Unicredit. Con 3 disposizioni specifiche. La prima prevede [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/04/23/parlamento-e-consob-blindano-mediaset/">Parlamento e Consob blindano Mediaset</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1972" title="conflitto-di-interessi-berlusconi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/04/conflitto-di-interessi-berlusconi.gif" alt="conflitto-di-interessi-berlusconi" width="190" height="256" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/04/conflitto-di-interessi-berlusconi.gif 296w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/04/conflitto-di-interessi-berlusconi-222x300.gif 222w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" /></p>
<p>Riporto un articolo di Massimo Giannini apparso qualche giorno fa su Repubblica.</p>
<p>Con la crisi finanziaria in atto il legislatore si preoccupa degli «avvoltoi» stranieri che svolazzano sulla Borsa italiana. Vuole difendere almeno le spoglie dei pochi, grandi &#8220;campioni nazionali&#8221; rimasti su piazza: Eni ed Enel, Fiat e Telecom, Intesa e Unicredit. Con <strong>3 disposizioni specifiche</strong>. La prima prevede l’<strong>innalzamento dal 10 al 20% </strong>della quota di azioni proprie che ogni società  può acquistare e detenere in portafoglio. La seconda prevede l’<strong>incremento fino al 5% annuo</strong> delle partecipazioni consentite a chi già  possiede tra il 30 e il 50% di una Spa. La terza introduce la possibilità  per la Consob di <strong>ridurre dal 2 all’1%</strong> la soglia dell&#8217;obbligo di comunicare alla Vigilanza l’avvenuto acquisto di un pacchetto azionario.</p>
<p>Il centrodestra dei conflitti di interesse <strong>se ne frega</strong> della cultura dell&#8217;Opa e della contendibilità  delle aziende, ha già  rimesso pesantemente in discussione le regole che limitano le iniziative di contrasto, consentite a una società  su cui pende un&#8217;offerta pubblica d&#8217;acquisto. In tempi di ferro, come dice Tremonti, ci si difende con tutti i mezzi. Ma il problema non é solo questo: dietro la nuova crociata per salvare &#8220;l&#8217;italianità &#8221; <strong>si nasconde un interesse di bottega</strong> molto più spicciolo: <strong>difendere Mediaset</strong>.</p>
<p>I titoli Mediaset sono crollati. In poco più di un anno sono passati da 9,3 euro a 3,5, con una perdita netta dei 2/3.<br />
L’8 ottobre 2008, Berlusconi invitava inutilmente a comprare azioni Eni, Enel e Mediaset». «<em>Le azioni di una società  non possono mai valere meno di 20 volte gli utili prodotti</em>». Tecnicamente non ha tutti i torti, ma politicamente la sua posizione é indifendibile. Senonché per un «uomo del fare», davanti al tracollo della Borsa <strong>usa il suo governo per difendere i suoi interessi</strong>.</p>
<p>Come? In gennaio scattano i primi contatti riservati tra <strong>Gianni Letta</strong> e il presidente della Consob <strong>Lamberto Cardia</strong>. Per evitare che qualche straniero compri Mediaset dai suoi uffici, ai primi di marzo arriva in Consob una richiesta di parere sui limiti all&#8217;acquisto di azioni proprie. Il 12 marzo, in un’intervista al settimanale di famiglia, Panorama, Cardia fa il primo passo: «<em>Serve una spinta in più per ritrovare la fiducia e ridare fiato alla Borsa. Il governo ha già  fatto molto però nella situazione attuale si può andare oltre&#8230; Si potrebbe, per un periodo prefissato e in tempi di crisi, dare la facoltà  alle società  quotate di comprare azioni proprie non più fino al 10 ma fino al 20% per <strong>contrastare la volatilità </strong> e a rafforzare la presa sul capitale. Naturalmente tutte queste scelte spettano alla politica, governo e Parlamento. I miei sono solo contributi di pensiero</em>».</p>
<p>In casa Berlusconi non aspettavano altro. Nel giro di una settimana Mediaset approva il bilancio 2008 ed esamina i primi 3 mesi del 2009, che riflettono la crisi, tra una caduta del 12% dei ricavi pubblicitari a gennaio e un taglio dei dividendi, per la prima volta dopo 7anni, da 0,43 a 0,38 euro per azione. Nel comunicato finale, il biscione precisa che alla prossima assemblea sarà  proposta la facoltà  di «acquisire fino a un massimo del 10% dell’attuale capitale sociale, in una o più volte, fino all’approvazione del bilancio 2009». Il giorno dopo (18 marzo) 2 parlamentari del Pdl, Marco Milanese ed Enzo Raisi, presentano un emendamento al decreto incentivi, che prevede l’innalzamento dal 10 al 20% della quota di azioni proprie acquistabili da una singola azienda, l’incremento dei tetti per la cosiddetta Opa totalitaria e la riduzione dal 2 all’1% della soglia al di sopra della quale scatta l’obbligo di comunicazione. Ecco la norma ad aziendam.</p>
<p>Il blitzkrieg é scattato. Ha solo bisogno di una cornice presentabile sul piano etico e sostenibile sul piano politico. Alla prima esigenza provvede ancora Cardia, che il 19 marzo, alla Scuola Ufficiali carabinieri di Roma dice: «E’ di ieri la notizia della presentazione di un emendamento al decreto incentivi all’esame della Camera, che accoglie alcune proposte formulate dal presidente della Consob a titolo personale per sostenere le società  quotate in un momento nel quale la grave depressione delle quotazioni potrebbe facilitare manovre speculative o ostili. Chi lavora in istituzioni pubbliche deve essere orgoglioso di lavorare al servizio della collettività &#8230;».<br />
Alla seconda esigenza provvede Berlusconi stesso. Il 31 marzo, a Radiocor, afferma che il governo punta ad aumentare il tetto per il possesso delle azioni proprie delle società  quotate, e dichiara di averne «parlato col presidente della Consob, che si é detto d’accordo su questa direzione». L&#8217;ennesimo caso di conflitto di interessi é completato.</p>
<p>Il resto é cronaca di questi ultimi giorni, con il Parlamento che approva la norma ad aziendam nel generale silenzio. Salvatore Bragantini, ex commissario Consob, in un commento nelle pagine interne del Corriere del 3 aprile, critica il «decreto protezionista» corretto dagli emendamenti del Pdl, e si chiede: «Sarebbe interessante capire quale società  potrà  essere la vittima destinataria delle proposte». Ora lo sappiamo. Come temevamo, é la società  del capo del governo.</p>
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		<title>Linate e Malpensa miniere d&#8217;oro di gente incompatibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 14:01:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Facciamo chiarezza sulla confusione che ha riguardato negli ultimi giorni gli aeroporti di Malpensa e Linate. Una faccenda molto discussa nel consiglio regionale lombardo, della quale ho chiesto conto al consigliere Stefano Zamponi, capogruppo dell&#8217;Idv, che nell&#8217;intervista spiega i tramini che arricchiranno i soliti amici di Berlusconi, alle spalle degli italiani e dei leghisti in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RTg7oNFxNJg&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/RTg7oNFxNJg&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Facciamo chiarezza sulla confusione che ha riguardato negli ultimi giorni gli aeroporti di Malpensa e Linate. Una faccenda molto discussa nel consiglio regionale lombardo, della quale ho chiesto conto al consigliere Stefano Zamponi, capogruppo dell&#8217;Idv, che nell&#8217;intervista spiega i tramini che arricchiranno i soliti amici di Berlusconi, a<strong>lle spalle degli italiani e dei leghisti</strong> in modo particolare.</p>
<p>La <strong>Cai</strong> é controllata da uomini scelti da Silvio Berlusconi, fra cui alcuni <strong>pregiudicati di Mani pulite</strong>, che hanno rilevato per 4 soldi Alitalia lasciando i suoi <strong>4 miliardi di debiti</strong> accollati alle nostre tasche di cittadini.<br />
La Cai ha deciso di abbandonare l&#8217;aeroporto di Malpensa, dando il seguito al progetto iniziato durante il governo Prodi, con la differenza che all&#8217;epoca la <strong>Lega nord sollevò un polverone</strong> contro la decisione, oggi, invece, ne é <strong>complice</strong> assieme al sindaco di Milano Letizia Moratti e a Roberto Formigoni.</p>
<p>Consegnare Linate e Malpensa al centralismo di Roma alla faccia del federalismo, significa che già  da ora il traffico aereo <strong>diminuisce del 30%</strong>, mentre la Sea, la società  proprietaria dei 2 scali posseduta sia dal comune che dalla provincia di Milano, <strong>perderà  decine di milioni</strong> di dividendi. Checché ne dica Bossi, che assieme al suo partito ha <strong>tradito gli elettori del nord</strong> per cedere ai ricatti di Silvio Berlusconi.</p>
<p>La società  che gestisce Cai <strong>é la stessa</strong> che gestisce l&#8217;aeroporto di Fiumicino. Ha tutto interesse a guadagnare il più possibile sulla tratta più importante d&#8217;Italia: <strong>Milano-Roma</strong>. Per garantirle i guadagni in regime di monopolio il governo ha già  <strong>sospeso tutte le normative antitrust</strong> in barba alle leggi europee, e in pieno conflitto d&#8217;interessi, visto che uno degli azionisti di Cai, Roberto Colaninno, é papà  del deputato veltroniano Matteo.</p>
<p>Chi, per volare da Linate a Roma e ritorno, sarà  obbligato a spendere <strong>690 euro</strong> é invitato a tenersi da parte il biglietto perché fra un po&#8217; di tempo, quando l&#8217;Europa <strong>dichiarerà  illegale</strong> questo monopolio a norma di legge, i passeggeri tartassati potranno essere rimborsati.</p>
<p>Da Linate si potrà  volare soltanto a Roma con una sola compagnia per evitare che entri in concorrenza con Malpensa. Così, chi dall&#8217;Italia volesse volare negli Stati Uniti, sarà  costretto a partire da Roma piuttosto che da Francoforte con una compagnia controllata da Cai, in <strong>totale violazione delle normative europee sulla concorrenza</strong>. Anche questo provvedimento sarà  annullato dall&#8217;Europa.</p>
<p>Ma intanto Berlusconi e i suoi amici impegnati a non vendere per 4 anni, cercheranno di guadagnare il più possibile prima di vendere le loro quote ad Air France. In questo modo <strong>guadagneranno tantissimo</strong>, un po&#8217; come fu per l&#8217;operazione Telecom, mentre gli italiani continueranno a pagare i debiiti della vecchia Alitalia, assieme alle <strong>sanzioni</strong> che l&#8217;Europa comminerà  all&#8217;Italia per le norme antitrust violate dal suo governo, e che i telegiornali non raccontano.</p>
<p>In sintesi: Alitalia svenduta per 4 soldi, i debiti accollati agli italiani, e fra 4 anni gli imprenditori privati venderanno il tutto ad Air France per la felicità  dei loro portafogli. Il tutto grazie alla complicita della Lega che ti frega.</p>
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		<title>L&#8217;Iva Sky al 20%, Silvio al settimo cielo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 13:57:11 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xRORbkeFucw&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/xRORbkeFucw&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&#8220;<em>La norma su Sky che penalizza Sky é l&#8217;anomalia dell&#8217;onorevole Berlusconi contemporaneamente capo del governo e proprietario dei un monopolio televisivo</em>&#8220;. Parole di <strong>Massimo D&#8217;Alema</strong>, lo stesso buffone che qualche anno fa diceva che Mediaset é patrimonio degli italiani. La stessa Mediaset controllata dal piduista violento calunniatore che intima a Walter Veltroni di rompere col &#8220;<em>calunniatore e violento</em>&#8221; <strong>Antonio Di Pietro</strong>. Ridere o piangere non cambia: ci vorrebbe che qualcuno spiattellasse sui connotati rifatti dell&#8217;emulo di Mangano che lui <strong>é l&#8217;unico</strong> a vedere quell&#8217;alleanza. Di Pietro naviga da solo nel mare della politica italiana corrotta. Con una  mano imbarca consensi di migliaia di pidini pentiti e con l&#8217;altra lancia l&#8217;à ncora al Partito Derelitto di <strong>Uolter Veltralema</strong> con un semplice &#8220;<em>Decidetevi</em>&#8220;. Altro che forza riformista, come dice il pidino <strong>Andrea Orlando</strong> rifacendosi al popolo del Circo Massimo. Quello é stato soltanto un circo. La politica di opposizione é un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Intanto <strong>Rupert Murdoch</strong> sta a Silvio Berlusconi come il sole sta alla luna. Murdoch é editore in tutto il mondo di televisioni satellitari e giornali, Berlusconi é un <strong>golpista</strong> barricato nei palazzi piantonato a turno da D&#8217;Alema-Amato-Prodi nella salvaguardia dei 6 canaletti televisivi che irradiano lo stivale. Da almeno 15 anni impone la legge marziale per dare a Publitalia ciò che sottrae alla Sipra Rai. Insiste al capezzale delle televisioni morenti il Berlusconi che si gira per non vedere la recessione e la crisi montante delle famiglie che lo travolgeranno. Vede soltanto <strong>il suo mercato privato</strong> delle televisioni. Con un decreto legge su misura <strong>raddoppia l&#8217;Iva</strong> agli abbonati Sky nella speranza di sottrarre qualche abbonato a Murdoch. Raggiunto l&#8217;obiettivo finisce anche il ruolo politico di questo brigante in cravatta e della sua consorteria asservita di ministri ombra.</p>
<p>I fatti del 2003 sembrano preistoria. Dimenticati i tempi in cui Murdoch entrava nella concorrenza televisiva italiana con la fusione di Stream e Telepiù, dopo le inutili scorribande di Berlusconi che intestava a suoi prestanome quest&#8217;ultimo canale, per <strong>non dare nell&#8217;occhio</strong> di superare contro la legge la quota di proprietà  del canale fissata al 10%. Non so quanti ricordano la vendita forzata di <strong>Telepiù</strong> da parte di Berlusconi alla francese <strong>Vivendi</strong>, successivamente rilevata da Murdoch sempre nel 2003. L&#8217;anno in cui il magnate oceanico definiva il piduista &#8220;<em>uomo moderno e di ampie vedute che certamente non distruggeremo</em>&#8220;. L&#8217;anno in cui Murdoch negava l&#8217;evidenza del conflitto di interessi dicendo che &#8220;<em>in Italia c&#8217;é pluralismo, Mediaset fa poca informazione a favore di Berlusconi poiché i suoi giornalisti vogliono dimostrare indipendenza&#8221;</em>. L&#8217;anno in cui Murdoch bollò la Rai &#8220;<em>anti berlusconiana come la gran parte dei media</em>&#8220;.</p>
<p>Oggi, <strong>dopo 5 anni</strong>, il Berlusconi moderno e liberale risponde alle sviolinate col raddoppio dell&#8217;Iva sugli abbonamenti Sky, portandola dal 10 al 20%. Perché -Ahilui &#8211; nel frattempo sono raddoppiati anche gli abbonati alla pay tv, diventati 4 milioni e 600 mila (quasi 10 volte quelli di Mediaset premium) per un&#8217;azienda che raccoglie pubblicità  per <strong>250 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Sky ha invaso l&#8217;eldorado del piduista col quale ha costruito il suo impero economico e politico. <strong>La televisione</strong>. E&#8217; come toccare i cuccioli alla leonessa. L&#8217;Iva al 20% é una scorrettezza istituzionale degna da dittatura colombiana che <strong>graverà  sulle famiglie</strong>, in un settore, quello televisivo, che nell&#8217;Europa della grande recessione é oggetto di <strong>sgravi fiscali</strong>. Il governo inglese ha ridotto l&#8217;Iva sugli abbonamenti televisivi di 2 punti e mezzo. Nell&#8217;Italia di Berlusconi si pagherà  l&#8217;Iva al 20% se ci si abbona a Sky, ma si continuerà  a pagare soltanto <strong>il 5% </strong>se si comprano i giornali e <strong>il 4%</strong> se si paga il canone Rai. Mentre i governi di Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna attuano misure a sostegno dei redditi più bassi e dei lavori precari, il governo italiano dei piduisti differisce il pagamento dell&#8217;Iva per le imprese e non i consumatori.  Gli stessi che tra un po&#8217; saranno del tutto consumati assieme alla lingua dell&#8217;esercito di lustranatiche ad personam che votano le leggi del brigante.<br />
Finiremo male.</p>
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		<title>Renato Soru dimesso, Pd al capolinea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 07:41:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[piero fassino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Renato Soru Il governatore della Sardegna, il pidino Renato Soru, si é dimesso dalla carica dopo la sfiducia sul voto per l&#8217;approvazione di un emendamento alla legge sull&#8217;edificabilità  che, dopo la salvacoste del 2004, prevedeva di vietare la cementificazione a non meno di 300 metri di distanza dal mare, lungo tutto il perimetro dell&#8217;isola. I [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-842" title="renato-soru" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/11/renato-soru-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/11/renato-soru-300x242.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/11/renato-soru.jpg 351w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
<strong>Renato Soru</strong></p>
<p>Il governatore della Sardegna, il pidino Renato Soru, si é <strong>dimesso dalla carica</strong> dopo la sfiducia sul voto per l&#8217;approvazione di un emendamento alla legge sull&#8217;edificabilità  che, dopo la salvacoste del 2004, prevedeva di <strong>vietare la cementificazione</strong> a non meno di 300 metri di distanza dal mare, lungo tutto il perimetro dell&#8217;isola. I voti favorevoli sono stati 21, quelli <strong>contrari ben 55</strong>.</p>
<p>Difficile stabilire se questa sfiducia dipenda dalla <strong>mollezza del partito democratico</strong> che Soru rappresenta, oppure da un attacco personale nei suoi confronti, o se dipenda da entrambe le cose. Certo é che dopo il governatore della Campania Antonio <strong>Bassolino imputato</strong> di abuso d&#8217;ufficio e l&#8217;ex governatore dell&#8217;Abruzzo Ottaviano <strong>Del Turco arrestato</strong> per tangenti, é il momento di ribadire che il partito di Veltroni infilzato dalla <strong>corrente dalemiana, incancrenita</strong> sul suo idolo prescritto per tangenti e intercettato da Clementina Forleo per la scalata illegale di Unipol, é al capolinea.</p>
<p>Fra <strong>tangentisti, scalatori, corrotti</strong> e sfiduciati é il momento di tirare le fila e chiudere il recinto prima che anche quei pochi buoi elettori fedelissimi rimasti nel recinto, sbarchino su altri lidi <strong>tipo la Lega</strong>. La distruzione di quel rimasuglio di sinistra che era rimasta in Italia é ormai operata.<br />
<strong>Veltrusconi ha raggiunto l&#8217;obiettivo</strong>. Ds e Margherita, ergo, Fassino e Rutelli, hanno pensato bene di autodistruggersi nel momento meno favorevole, quando nel neonato governo Prodi del 2006 dovevano pensare di <strong>attuare le sue 280 pagine</strong> di programma di governo, a partire da una seria legge sul conflitto d&#8217;interessi che tarpasse le ali al piduista Silvio Berlusconi.<br />
Invece ecco un partito unico, il Pd, falso come le unioni forzate e ridicole modello Paola Binetti ed Emma Bonino che oggi presenta un conto sempre più salato.</p>
<p>La caduta di Renato Soru da governatore della Sardegna é un&#8217;altra tegola che cade sulla capoccia di quegli ex comunisti che credono ancora alla favola della sinistra.<br />
Renato <strong>Soru</strong> che da qualche mese é diventato anche <strong>editore dell&#8217;Unità </strong>, il quotidiano più letto fra i superstiti del popolo della sinistra italiana, ha una posizione dubbia e dal sapore ancora più <strong>incompatibile</strong> da quando ha già  detto che non lascerà  la politica.<br />
Non giudico la qualità  delle sue leggi e dei suoi emendamenti, pur apprezzando la sua idea di tassare i ricchi proprietari di yatchs e spandimerda ai porti sardi. Probabilmente Soru paga anche questa decisione in una terra in cui risiede qualche mese l&#8217;anno anche il presidente del consiglio dei piduisti, che qualche mese fa disse di essere stato assolto da un processo su abusi edilizi. <strong>Ennesima balla</strong> come quella di chi dice che in Italia esista ancora una sinistra, visto che quel processo riguardava il proprietario della villa di Arzachena che Berlusconi ha soltanto in comodato d&#8217;uso.<br />
Soru scala giornali e politica. Dov&#8217;é il senso proletario di quella sinistra che il finto partito di Veltroni vuol far credere di rappresentare?</p>
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		<title>Conflitto d&#8217;interessi per l&#8217;assessore regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 10:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category>
		<category><![CDATA[forza italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il conflitto dâ€™interessi non riguarda solo la politica romana ma anche quella locale in regioni, province e comuni. Il consigliere lombardo dei Verdi Marcello Saponaro ne denuncia uno, quello dellâ€™assessore regionale allâ€™ambiente Marco Pagnoncelli (Forza Italia) che ha costituito una società  già  dagli anni â€™90 con la ditta Locatelli, specializzata in escavazioni, attenta per motivi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il conflitto dâ€™interessi non riguarda solo la politica romana ma anche quella locale in regioni, province e comuni.<br />
Il consigliere lombardo dei Verdi <a target="_blank" href="http://www.marcellosaponaro.it/home/">Marcello Saponaro</a> ne denuncia uno, quello dellâ€™assessore regionale allâ€™ambiente Marco Pagnoncelli (Forza Italia) che ha costituito una società  già  dagli anni â€™90 con la ditta Locatelli, specializzata in escavazioni, attenta per motivi professionali ai piani cave regionali.<br />
Mentre il presidente lombardo Roberto Formigoni, saputo dellâ€™imbarazzante situazione, ha chiesto a Pagnoncelli di rimandare il piano cave, é stato anche attivato un <a target="_blank" href="http://www.pagnoncellidimettiti.org/">sito</a> che ne chiede le  dimissioni.<br />
Il diretto interessato finora pare non aver ancora preso decisioni, Saponaro dice che se Formigoni intende candidarsi presidente del consiglio alle prossime elezioni politiche, non può permettersi questa figuraccia con un suo assessore.<br />
Secondo Saponaro l&#8217;assessore Pagnoncelli é conscio di essere in conflitto d&#8217;interessi, tanto da non essersi presentato alla riunione della giunta che doveva approvare il piano cave della provincia di Bergamo, sua città  di residenza.<br />
Un caso come tanti (c&#8217;é anche Rinaldin in attesa di sviluppi di una storia di tangenti) che dovrebbe far riflettere su cosa sia il senso etico, a prescindere dalla posizione di Pagnoncelli, se debba appartenere alla formazione della persona prima che del politico e del partito di cui fa parte.<br />
Ci si deve chiedere il perché un politico abbia il pelo di aspettare che sia scoperto in posizioni non corrette, prima che prevenire l&#8217;imbarazzante situazione che poi getta nel discredito anche l&#8217;immagine del partito (Forza Italia dei suoi tesserati inquisiti, mafiosi, in confliotto d&#8217;interessi o compratori di giudici ne ha fatto una causa politica al punto di esprimere regolare solidarietà  con attacco ai magistrati a rimorchio).<br />
Tuttavia, per chi crede ancora in una politica etica rimane certa una cosa: prima di recarsi alle urne sarebbe bene informarsi sulla condotta del candidato, e in tal caso, avere il coraggio di non votarlo a costo di sacrificare il proprio partito se quel politico ha già  assunto comportamenti senza etica.<br />
Sotto l&#8217;intervista.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/12/10/conflitto-dinteressi-per-lassessore-regionale/">Conflitto d&#8217;interessi per l&#8217;assessore regionale</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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