Sono giorni infiniti, nei quali su giornali, portali e tivù non si riesce ad evitare un titolo col cadavere di papa (d)emerito Benedetto XVI.

Mi riesce difficile capire se il giornalismo è in ginocchio per timore, per dovere o solo perché la cosiddetta Chiesa è ancora un potente conservatore di soldi sporchi.

Un papa del quale il corrotto Roberto Formigoni, al meeting di CL dichiarò: «Benedetto XVI a Milano mi guardò e mi disse: ‘Prego tutti i giorni per lei’».

Il primo papa che alzò bandiera bianca nel febbraio 2013 per vergogna e impotenza di fronte ai primi scandali della pedofilia nella Chiesa. Si saprà più tardi che la decisione di ritirarsi a vita privata fu ad opera del tedesco Wilfred Fesselmann.

Un tribunale riconobbe le denunce degli abusi sessuali subiti quando aveva 11 anni, nel 1980 da don Peter H. in una chiesa di Essen, dove il futuro Benedetto XVI, alias Joseph Ratzinger, era arcivescovo ed era al corrente di quel che accadeva. Per decenni ha fatto da palo ai pedofili.

Bisogna ringraziare il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, se Benedetto XVI, che ribattezzo Maledetto I, è stato costretto a scusarsi.
Ratzinger sapeva vita, morte e miracoli di quel che combinavano i suoi preti. Ha balbettato e negato per oltre 40 anni ciò che tutti sapevano con dei “non so”.

Andrebbe chiesto ai 500 ex bambini tedeschi (oggi uomini), che a cascata hanno seguito le orme di Fesselmann con le denunce di abusi. Bambini che hanno sfidato la mafia intoccabile della Chiesa.

Se c’è un merito che si può attribuire a Maledetto Primo è il contributo che è riuscito a imprimere alla Chiesa col suo atteggiamento da codardo: ha depotenziato la sua sacralità agli occhi dei credenti e ridotto un po’ l’ingerenza nella vita pubblica. Con l’elezione di un Papa basista di pericolosi pederasti come Ratzinger, la Chiesa ha commesso il suo passo falso più fatale. Per paradosso anche il suo passo migliore per accelerarne la caduta.

Ratzinger, che col suo potere ha lasciato che i “pretofili” in tonaca potessero impunemente dare sfogo ai loro istinti malvagi sui bambini, è un criminale tanto quanto quei pedofili che ha coperto. E’ quindi un essere indegno non solo della Chiesa, ma della società. Andava perseguito e severamente punito.

Invece Ratzinger, con quella smorfia che sembra non controllare qualche pulsione repressa, se l’è cavata con un lussuoso ritiro condito da una cortigianeria di giornalisti pieni di bava e saliva.

Ecco, se l’Italia fosse un Paese serio, racconterebbe Benedetto XVI per quel che è stato.

Purtroppo siamo un Paese di Fantozzi dove fanno carriera i pennivendoli e quelli che raccontano i fatti devono accontentarsi di Facebook o di un blog.
Meglio di niente. Ce ne va del nostro rispetto di cittadini laici e della nostra preziosa memoria.

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