A Bergamo il questore risolvo-problemi

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A Bergamo c’era un questore: Fortunato Finolli, ex poliziotto eroico dell’epoca di Mani Pulite premiato con la carica di assessore alla Sicurezza nella giunta milanese del sindaco Albertini nel ’97, capo della Polaria di Linate, poi approdato al vertice della Polizia nella città lombarda dei Mille. E’ stato rimosso nell’arco di ventiquattr’ore, non appena si è saputo che Finolli ha organizzato e presenziato ad almeno un pranzo al ristorante Taverna del Colleoni col direttore dell’Inps provinciale di Bergamo Angelo D’Ambrosio, e con l’ex marito di Valeria Marini Giovanni Cottone in qualità di procuratore della Maxwork, azienda di intermediazione del lavoro di Bergamo finita nei guai per evasione contributiva di 12 milioni di euro. Il pranzo, che risale all’autunno scorso, è finito all’attenzione della procura di Bergamo, che ora indaga Finolli per induzione alla corruzione, truffa e peculato, e ha prodotto anche il siluramento del colonnello della Guardia di Finanza Antonello Reni, “reo” di non aver informato i magistrati della presenza del questore al pranzo galeotto (trasferito ad Oristano). Finolli e Cottone sono amici da tanti anni, l’ex questore era tra gli invitati al sontuoso matrimonio della Marini trasmesso da Rai1 nel 2013 e poi naufragato l’anno scorso. Dall’inchiesta emerge uno strano giro di favori tra i due, che col passare dei giorni si arricchisce di nuovi particolari: dall’impianto di climatizzazione installato in casa di Finolli da un’azienda vicina a Cottone, venuto fuori dopo la recente perquisizione nell’abitazione dell’ex questore da parte dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, fino al negozio Akai aperto nell’aeroporto di Orio al Serio, sempre di proprietà di Cottone. Dalle ultime indagini pare che Finolli, in qualità di questore, abbia interceduto con la Sacbo, la società che gestisce lo scalo, per l’apertura del punto vendita nonostante non fosse di sua competenza. Del resto non tocca alla questura scegliere i negozi in aeroporto. Secondo i pm di Bergamo Maria Crisina Rota e Fabio Pelosi, tutto ciò ha rilievo penale. La vicenda, che si designa molto grave, è passata sottotraccia sulle cronache locali. Potrebbe portare a sviluppi clamorosi assai presto nonostante gl’inciuci e i conflitti di interesse ci abbiano abituato un po’ a tutto.

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