Riforma del Senato a prova di referendum

senato

Il governo abusivo di Matteo Renzi ha approvato le tanto decantate riforme. Senza legittimazione popolare ha semplicemente trasformato il Senato in un luogo riservato alla casta di un centinaio di figuri tra consiglieri regionali, governatori e senatori a vita, ma senza più il potere di legiferare. Il voto in aula ha sancito a maggioranza che nell’Italia del futuro rimarrà soltanto la Camera, caso unico in tutta Europa, unico organo in cui si promulgheranno le leggi. I partiti hanno recitato tutti i loro dissensi ma alla fine, destra e sinistra tranne Movimento 5 stelle, hanno votato sì allo stravolgimento dell’architettura parlamentare pur di non far cadere il governo e tornare a casa con la certezza di non essere più rieletti. Rimane un piccolo dettaglio: che nonostante la maggioranza qualificata di onorevoli voti qualunque porcheria per sopravvivenza e autoconservazione, la ratifica dello stravolgimento del Senato richiede il referendum confermativo. Che in Italia non gode di buona tradizione. I referendum, normalmente, non raggiungono mai il quorum necessario per la validazione. Dunque, è presumibile ritenere che anche la riforma del Senato non godrà dell’appoggio della maggioranza degli italiani che, fedeli alla tradizione, diserteranno in massa le urne. Rimane una domanda non banale: di quali riforme parliamo?

Condividi!

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.