Giù il castello di carte

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I fantasmi della crisi di governo agitano “la borsa che sprofonda“. Giornali e tivù amplificano il messaggio con toni funerei, come se la finanza drogata avesse effetto sulla povera gente. In realtà, per i poveri e i disoccupati, la borsa nàufraga che s’aggrappa a un relitto come questo governo golpista, è soltanto un’altra grande occasione. Per poter affondare tutto e cambiare, in vista delle prossime elezioni, votando il Movimento 5 stelle. Del resto, gli investitori veri, dall’Italia, se ne sono già andati da parecchio. Altrimenti la borsa di Milano negli ultimi 3 anni non si sarebbe sgonfiata del 50 per cento. Grazie a leggi contradditorie, istituzioni torbide e burocrazia ad opera di un lungo lavorìo dei partiti siamo arrivati a questo stallo disastroso.

La borsa perde anche per effetto dell’implosione sulle loro macerie degli eterni alleati di ferro Pd-Pdl. La finanza corrotta che non può più contare su di loro, che ha più da investire qui? Dobbiamo soltanto rallegrarci, noi poveracci, che possiamo soltanto osservare e aspettare che l’implosione diradi la coltre. Oltre, potremo migliorare. Se vorremo. Con tanti cittadini nuovi nelle istituzioni per rivoltare questo Paese come un calzino. Viva la crisi. Che sprofondasse del tutto, la borsa. Si trascini pure tutti i partiti appresso.

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