Friuli a Debora Serracchiani

debora serracchiani

Le elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia, hanno dato la vittoria di misura alla democratica Debora Serracchiani. Che diventa governatrice della regione. Serracchiani, oltre che essere segretaria regionale del Pd, è già eurodeputata, ed evidentemente questo accavallamento di incarichi non ha scoraggiato gli elettori friulani. Che in massa hanno disertato le urne. Già, perché si sono recati a votare soltanto il 50,28% degli aventi diritto; oltre 22 punti meno rispetto al 2008. Serracchiani ha vinto per soli 2 mila voti di vantaggio su Renzo Tondo, il governatore uscente ricandidato dal Pdl che era stato il successore di Riccardo Illy, quello del caffè. Ampiamente sotto le aspettative il risultato ottenuto dal M5S, benché dallo zero assoluto balzi improvvisamente al 19,2% delle preferenze provocando uno tsunami di consiglieri regionali (almeno una dozzina ne sono attesi nel palazzo di Trieste).

Debora Serracchiani, 43 anni, di Udine, passò alla ribalta per il suo accorato discorso da “rottamatrice” tenuto durante le primarie del Pd 4 anni fa. E’ la pupilla di Dario Franceschini, quello contestato in un ristorante romano dopo la rielezione di Giorgio Napolitano al grido di “buffone”. Offrì una Mole Antonelliana formato souvenir a Berlusconi dopo la vicenda Tartaglia. Vuole che al suo Pd da “psicodramma” vengano a dire “amici, fratelli, compagni” a patto che “noi ascoltiamo cosa dicono“. Voleva andare in ticket con Vendola per governare il Pd, pur dichiarandosi renziana e di fatto, in ticket con Civati. Quanto a Equitalia, la Serracchiani ritiene «pericoloso associare gli attentati alle sedi ad un giudizio di disumanità nei confronti del sistema esattoriale». Ritenendo quindi Grillo, uno che “cavalca il malcontento” pur condividendone la linea di non oltrepassare i due mandati (chissà che ne farà della poltrona di eurodeputata). Giusto un anno fa chiese invano al Pd rinunciare alla tranche estiva del rimborso al partito. Era la candidata ideale alla presidenza del Friuli già dal settembre scorso. Ha avuto tutto il tempo di cucinarsi i consensi della piccola regione dell’estremo nord est, e di puntare sulla sua paciosità che condisce con battute puntute sull’establishment del Pd. Defunto nelle sue frange giurassiche bersaniane-veltroniane-dalemiane. Vivo tra i giovani. Non a caso Renzi era andato a fare qualche tappa in Friuli per sostenere la neo-governatrice Serracchiani. Che aveva chiuso qualche giorno fa la campagna elettorale augurandosi l’elezione di Prodi al Quirinale. Ora toccherà a lei, prima governatrice della storia regionale, a dare risposte. Prima che “i cittadini verranno a cercarci coi forconi“. Auguri.

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