Quirinale, il Pd “marina” Marini

GIORGIO SORIAL M5S

«Allora, dovrò essere io ad annunciare che si va su Marini» dice Bersani a Berlusconi. Che risponde: «Certo, riunirò il mio gruppo dopo il tuo». Eccola la sintesi dell’inciucio sulla convergenza del Pd e del Pdl a far votare Franco Marini alla presidenza della Repubblica. Mentre scrivo, è alle prime battute la prima consultazione di voto alla Camera, ma non credo che Marini vincerà la partita per il Quirinale. Intanto perché Bersani ha contro di sé più di mezzo partito, deciso ad appoggiare Stefano Rodotà, il candidato del M5S che ha già riscosso (a parole) l’endorsement di tanta sinistra intra ed extraparlamentare con Nichi Vendola in prima fila. Tolto che nessuno ha capito per chi voteranno le sparute pattuglie di Monti e dei leghisti (scomparsi dalle cronache), l’impressione è che Rodotà, al momento, sia il più papabile alla conquista della carica di dodicesimo Capo dello Stato. Perché è il candidato della “quirinarie” in rete sostenuto dai 160 grillini (tranne Marino Mastrangeli?), ma anche da diversi elettori esterni. A cominciare da Roberto Placido, vice presidente del Consiglio regionale piemontese che ha raccolto l’adesione di consiglieri comunali di Torino e Novara, oltre che dei democratici trentini, liguri, marchigiani e laziali. Rodotà sarà votato anche dal vendoliano Giorgio Airaudo, e molto probabilmente dai 50 parlamentari renziani. Pare già preistoria l’endorsement che Renzi ha fatto qualche giorno fa a Berlusconi appellandosi al suo partito in stallo. Frange sempre più notevoli del Pd capiscono che un passo falso al Quirinale che celi l’accordo con Berlusconi, significherà la FINE anticipata del partito di Bersani. Magari, in prima battuta con le due tornate di voto, proveranno mandare avanti Prodi. Ma alla fine, se non vorranno votare all’infinito, nelle tornate successive dovranno decidersi se convergere su Rodotà dei grillini o su Marini del Pdl. Per Sandra Zampa il voto a Marini «è un suicidio, neanche assistito, del Pd» Matteo Orfini coi suoi “giovani turchi” avverte: «Scelgiamo Rodotà» assieme a Guglielmo Epifani e Andrea Martella che chiede «un supplemento di riflessione in quanto Marini non intercetta sostegni nell’opinione pubblica». I veltroniani paiono decisi in prima battuta a votare Sabino Cassese a differenza di Ugo Sposetti, secondo cui «se votiamo Marini andiamo a farci del male». E mentre Giorgio Brandolin dice «Pensi che ieri mi ha chiamato mio fratello per chiedermi: ma davvero vi accordate col Cavaliere?», Sergio Staino e Guido Galperti scoprono i mezzi teconologici della rete: il primo twitta «Appello a Bersani: facciamo i seri: o Prodi o Rodotà. Non fatemi “suicidare”…». Il secondo, alle prese con la posta elettronica rimarca «Ho già cancellato 400 mail, la casella è intasata. Chi scrive mi chiede di votare Rodotà». Ecco, fate voi.

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