Monti e gli eurotossici

Mario Monti è il primo candidato unico della storia dal Dopoguerra. Il primo al quale non ci sono alternative. Il primo candidato prima ancora di essersi dimesso. Il primo che avrà una campagna elettorale lunga come il tempo di un panino al fast food. Fa l’indispensabile, Monti. Come l’eroina per un tossico. Monti è il primo candidato europeista e liberale per il quale “i comici non andranno in tivù perché fanno paura.”  Tra i comici proibiti ci sono pure i politici. Non hanno più voti da perdere, e del resto se Sanremo è Sanremo, Monti è Monti: dovrà fare “muntù” di consensi con la sua nuova lista che si chiamerà “Eurotossici”. Il centrosinistra, dopo aver dato in pasto Veltroni a Berlusconi come junk-food, ecco che offre Bersani, reduce da un colloquio con Juncker, presidente dell’Eurogruppo-spazzatura. Un candidato digeribile e affidabile, che non disturberà affatto il pelo sullo stomaco di Monti. Con un briciolo di quid avrebbe evitato di spillare 2 euro a 3 milioni di ovini impellicciati accorsi alle sue primarie. Tanto valeva proporsi direttamente in “ticket” con Monti senza scomodare il camper di Renzi e le altre controfigure di disturbo.

Del resto, Monti è il primo candidato unico che non farà nemmeno i comizi. I tossici non vanno convinti perché si fanno per inerzia. E Monti è la siringa magica. Come la bacchetta di Silvan. E’ il primo presidente senza voti, che non parla, ma con una grande forza: quella di calamitare alle sue natiche tutto il bordello di relitti di partito: i vari Casini-Fini-Franceschini-Ridolini e pure Monteprezzemolo, oggetto promiscuo che non sa cosa sia un voto, ma l’importante è che dica di farsi vedere (non in tivù a far ridere, chiaro).

Gli oratori deputati a drogare per bocca i potenziali elettori del candidato unico Monti e del codazzo di attendenti genuflessi al trio Merkel-Juncker-spread, saranno capipopolo come il ministro Riccardi e il mitico Tinagli (che nessuno sa nemmeno come faccia di nome, e soprattutto cosa faccia nella vita). Non si sa bene da dove parleranno. Forse da una stanza del buco, imposta come video-suoneria in regalo per Natale su tutti gli iphone e gli android degli elettori italiani. Sono vietate polemiche o prese di distanza dal partito degli Eurotossici. Soltanto Marchionne tenta il distinguo con un “endorsement a Monti” anziché unirsi a una più casereccia e supina “approvazione” del canidato unico. Infatti viene subito rimbrottato dai montiani del Pdl che gli intimano “tu voffa’ l’americano“. Niente scherzi in tempi di Fiscal-drog. I tossici vanno lasciati morire…

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2 Commenti a “Monti e gli eurotossici”

  1. […] Il blog di Daniele Martinelli Pubblicato: 22 dicembre 2012 Autore: aggregatore Sezione: Politica e Attualità […]

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