Politica, è ora di rottamare tutto

«Mi sento come una piccola cernia in mezzo agli squali». Parole dell’ex assessore lombardo all’artigianato Domenico Zambetti risalenti al 2009, alla notizia dell’arresto dell’allora assessore formigoniano Piergianni Prosperini per tangenti. Oggi, quella piccola cernia un pochino sovrappeso, è stata ammanettata per aver comprato 4 mila voti alla modica cifra di 200 mila euro sborsati a due capi-clan della ‘Ndrangheta che in Lombardia vivacchiano di ricatti alla politica (50 euro a voto come si fa in Sicilia). Zambetti è assessore alla casa di Formigoni. Già chiacchierato e coinvolto nell’affittopoli lombarda in quanto proprietario di un appartamento acquistato dal Pio Albergo Trivulzio per 533.000 euro. Mica un monolocale a ridosso del carcere di Bollate, ma 110 metri quadrati in corso Sempione 51. Per questa e altre compravendite il pm Maurizio Romanelli sta indagando 7 persone. Zambetti, che di case a quanto pare se ne intende, è del Pdl come il consigliere Gianluca Rinaldin, rieletto in Lombardia da imputato per corruzione, tangenti (assolto) finanziamento illecito ai partiti (reato prescritto), truffa aggravata e falso in atto pubblico, condannato giusto pochi giorni per questi ultimi due reati a due anni e mezzo per 28 mila euro di rimborsi spese inesistenti esibite con documenti falsi. Rinaldin si dice “amareggiato” ma mica si dimette dal consiglio lombardo! Del resto che cosa volete se l’esempio di Rinaldin è Roberto Formigoni! Governatore illegale al quarto mandato eletto in una lista di firme false e indagato per corruzione internazionale. Pure il leghista Davide Boni, indagato per tangenti su dichiarazioni dell’architetto Ugliola e di suo cognato per lottizzazioni a Cassano d’Adda, non si è dimesso dal consiglio. Anzi, al contrario va in tivù in continuazione ad autoassolversi ma solo e soltanto se tra gli ospiti non ci sono io. Perché altrimenti si fa sostituire, com’è successo l’altra settimana a Telenova, dall’assessore milanese Bolognini. Nicole Minetti è imputata per induzione e favoreggiamento della prostituzione nel caso Ruby, ma anziché dimettersi va in passerella inseguita da vespai di scribacchini che la immortalano come una diva. Sotto inchiesta ci sono pure l’assessore regionale Romano La Russa, per finanziamento illecito ai partiti e il consigliere Angelo Giammario del Pdl per una tangente. Non ci siamo dimenticati nemmeno dell’ex assessore Franco Nicoli Cristiani, in galera per tangenti assieme all’ex assessore Alessandro Ponzoni per un’altra inchiesta. Una bella giunta, non c’è che dire, in Lombardia. Giunta al capolinea (si spera) con le dimissioni del Celeste che attendiamo ormai con ansia. Sul fronte dei partiti sinistri c’è lo zoccolo duro Filippo Penati, tirato in ballo dai suoi presunti finanziatori per campagne elettorali e megatangenti negli appalti dell’area Falck di Sesto San Giovanni.  C’è Fiorito in Lazio messo a dieta ferrea in cella e c’è pure l’ex assessore dipietrista Vincenzo Maruccio, indagato di peculato come Fiorito per 700 mila  euro di fondi girati sul suo conto corrente. A Milano c’è l’ex assessora alla famiglia MariUolina Moioli dell’ex giunta Moratti. A sua insaputa ha fatto assumere Patrizio Mercadante, in carcere da un paio di giorni per concorso in corruzione, falso, turbativa d’asta e truffa. Sono a capo della nuova cricca di bergamaschi formata da una lista di collaboratori e accoliti nel mirino dei magistrati. Insomma, con una classe dirigente così, sembra che a votare in Italia ci vadano solo ‘Ndrangheta, sette massonico-religiose tipo Comunione e liberazione, Acli, Sunia e accoliti di quello spessore. Tutti cartelli di interessi familistici. Ora che siamo un Paese fallito saremo costretti a cambiare approccio con i candidati in politica. Saremo costretti a rottamare tutta la classe dirigente attuale. TUTTA, se vorremo provare a invertire la tendenza per provare a impedire che la ‘Ndrangheta abbia i suoi capibastone a comandare sulle nostre teste nelle istituzioni. Io, con la mia candidatura acqua e sapone due anni fa, mi ero forse bruciato troppo presto. Troppo ingenuamente.

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2 Commenti a “Politica, è ora di rottamare tutto”

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  2. […] Il blog di Daniele Martinelli Pubblicato: 10 ottobre 2012 Autore: aggregatore Sezione: Politica e Attualità […]

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