Ryanair non “bari” e spieghi la sua mafia

Sono ormai lontani i tempi in cui Ryanair vendeva i biglietti aerei a un centesimo di euro. Io che sono stato tra i pionieri dell’utilizzo dei voli low cost su Internet, ho girato l’Italia e l’Europa praticamente gratis. Per convenienza mi ero abituato a considerare Ryanair la prima compagnia da valutare per ogni spostamento aereo. E pazienza se volare low cost signficava accettare di stare seduto pressato come una sardina e sorbirmi gli assordanti strilloni bilingui dello stewart intento a rifilare ai passeggeri grattini aziendali, sigarette senza fumo e profumi. Non era un problema nemmeno rinunciare a quel bazar di snack al gusto di cipolla sfritta e a quella brodaglia vomitevole color caffè venduta a peso d’oro. Era quasi liberatorio leggere “Grazie Alitalia” a caratteri cubitali sulle fusoliere Ryanair che sbeffeggiava la nostra compagnia di bandiera. Per non parlare del suo fondatore Michael O’Leary: grande genio del marketing gratuito sui giornali a suon di provocazioni: dall’uso a pagamento delle toilette a bordo, alla doppia tariffa per gli obesi, fino all’idea di sostituire i piloti con le hostess alla guida dei velivoli. Insomma, un simpaticone, per non dire simpaticazzo. Che da quando ha dovuto sborsare milioni per pagare multe dovute a pubblicità ingannevole e affrontare lo spinoso tema dei documenti da presentare all’imbarco, ha invertito la rotta della convenienza facendo decollare i prezzi.

Oggi, infatti, con Ryanair non si vola più a un centesimo di euro. Si vola a condizioni simili di altre compagnie low cost come Easy-jet, spesso più conveniente della stessa Ryanair. Che ha l’indubbio merito di aver ravvivato le economie di tante aree periferiche scarrozzando in lungo e in largo milioni di passeggeri low cost. A fronte, però, di condizioni di favore pattuite con i governi europei che hanno permesso a Ryanair di esercitare una concorrenza al limite dello sleale. Del resto lo ha detto anche il presidente dell’Enac Vito Riggio che «Ryanair non paga tasse in Italia, Spagna e, anzi, riceve contributi da aeroporti ed enti locali per portare passeggeri». Perciò oggi Ryanair è la dominus nel trasporto aereo italiano e non soltanto. Sarà per questo che la compagnia sfodera un atteggiamento irritante simile a quello dei vecchi monopolisti del settore. Con quel vezzo di dettare regole a tutti, autorità comprese, che accettano a testa bassa i diktat di O’Leary pur di non consentire alla compagnia la minaccia di andarsene dall’Italia. Eccolo il ricatto della monopolista Ryanair dalla quale dipende la sopravvivenza di molti scali. Il Tar sancisce che può andar bene anche la licenza di pesca per l’imbarco? Ryanair impone carta d’identità e passaporto. E ha partita vinta! Rendendo inutile un’ordinanza emessa da un Tribunale di un paese sovrano.

Un atteggiamento irritante, come dicevo, che la compagnia non tiene soltanto con enti e istituzioni. Ma anche coi viaggiatori. L’ho provato io sulla mia pelle, qualche mese fa, quando ho dovuto litigare al gate con un addetto di Ryanair per evitare che il mio solito trolley fosse imbarcato in stiva alla modica cifra di 60 euro, su un volo per il quale ne avevo già sborsati 250. Alla faccia del low cost. Ero diretto a Bari, quel giorno. La stessa città che oggi Ryanair insulta bollandola come meta di mafia. Qui non si tratta più di atteggiamento irritante. Si tratta di atteggiamento incivile e cafone, degno di una sonora querela in class-action quantomeno da parte dei cittadini baresi. Piuttosto mi chiedo se mettere in tensione un passeggero all’ultimo minuto, che per paura di perdere il volo sborsa 60 euro per un bagaglio passato indenne al metal detector, non sia un modo per pagare un pizzo in percentuale a quegli addetti che non sentono ragioni. Dica un po’ Ryanair nella persona di Michael O’Leary: che interesse hanno quegli addetti lì a passare le loro giornate a litigare con chiunque pur di spillargli 60 euro per un bagaglio che quasi sempre rispetta peso e misure previste? E poi: c’e’ qualche altra mafia che Ryanair foraggia nel gonfiare di 12 euro il pagamento del biglietto se avviene con carta di credito che non sia Cash-passport? Sarebbe doveroso che la compagnia chiarisse a tutta la sua utenza, prima che a me ex cliente. Che non darà mai più niente a Ryanair. Nemmeno un centesimo.

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Un Commento a “Ryanair non “bari” e spieghi la sua mafia”

  1. […] Il blog di Daniele Martinelli Pubblicato: 07 ottobre 2012 Autore: aggregatore Sezione: Politica e Attualità […]

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