Benefit, Casini si confessa

Io Pierferdinando Casini rinuncio al benefit riservato agli ex presidenti della Camera. Sì, ho deciso di far vedere che sono onesto pur di salvarmi il culo qui dove sono: in parlamento a fare un po’ la macchietta e un po’ la merertrice promiscua a Destra e a Sinistra. Non farei mai cambio con niente pur di continuare ad arricchirmi a suon di chiacchiere. Rende troppo bene fare il burattino nei palazzi e apparire nei tg per vomitare le quattro cazzate quotidiane che poi gli italiani dimenticano.

Io Pierferdinando Casini rinuncio al benefit perché i soldi già li ho fatti in tutti questi anni di danni. Guadagno bene ancora oggi da deputato, e con questa mossa guadagnerò il doppio perché sto facendo la figura dell’eroe su tutti i giornali. Del resto sono scaltro, so come funziona il piduismo della disinformazione di massa orchestrata dalle televisioni e dai giornali pagati coi soldi degli italiani tartassati. So di essere un estremista del sistema camuffato da moderato perché sono piacione, soprattutto tra quelle povere tardone stonate che mi votano perché dicono che sono bello. Amo travestirmi da vescovone tutto casa e chiesa benché io abbia difeso per anni Totò Cuffaro, in galera per collusione coi mafiosi che ha portato voti al mio partitino di riciclati e di ex corrieri delle tangenti come Lorenzo Cesa. Che non a caso ho voluto segretario di partito.

Io Pierferdinando Casini rinuncio al benefit perché è fumo negli occhi per una quota di italiani rimbecilliti che mi garantisce un misero ritorno di immagine. E’ un modo per far vedere che ci sono benché nessun italiano sa che cazzo penso e che cazzo ho fatto fino ad oggi sui temi caldi dell’Italia. Hanno ragione di non saperlo perché io di posizioni, a parte quelle di mettermi a 90 gradi con chi offre di più, non ne ho. Ora che siamo un Paese in rovina anche grazie al mio contributo di complice del berlusconismo, cerco di uscirne indenne.

Io Pierferdinando Casini rinuncio al benefit perché temo le aggressioni, le contestazioni e le domande scomode sui pregiudicati come Vito Bonsignore e Aldo Patriciello che devono ringraziare l’Udc se hanno appoggiato il culo sulle poltrone dell’Europarlamento. Meno male che sono passati al Pdl, benché pure Bruno Tabacci mi abbia mandato affanculo. Era uno dei pochi presentabili dell’Udc finito in Alleanza per l’Italia e se penso che persino uno come Giovanardi mi ha scaricato, dovrei nascondermi. Ora che mi sono rimasti relitti politici come Buttiglione, Carra, Carlucci e Binetti, cerco visibilità con la rinuncia al benefit per crearmi una verginità che non ho mai avuto. Insisto sull’imbecillità di molti italiani che mi considerano comunque un santo rispetto a Berlusconi che ho difeso per anni durante la legislatura in cui ho presieduto la Camera a ore.

Io Pierferdinando Casini rinuncio al benefit perché senza Udc non potrei fare niente visto che non ho mai lavorato in vita mia. Niente pareggia auto blu, autografi, comparsate e comizietti lontano dagli italiani in crisi. Ora sarò intervistato su tutti i giornali e fotografato in posa assorta con la mano sul mento sullo sfondo di una sobria biblioteca di libri, utili a darmi un’aria di “moderato” acculturato. L’ultima foto l’ho twittata sul mio profilo con Bersani e Alfano. Ho raffigurato il mio funerale politico camuffato da santa alleanza per rassicurare gli italiani. Avrei abbracciato anche Bossi se ci fosse stato. Del resto ci Lega la stessa barca romana, qui.

Io Pierferdinando Casini rinuncio al benefit perché l’antipolitica che mi arricchisce da anni fa comodo anche alla mia cricca, che grazie all’Udc ingrassa in un pozzo senza fondo a carico degli italiani coi milioni di rimborsi elettorali ottenuti dal misero 4% alle politiche nazionali. E’ una rinuncia che orchestro per giocare sul mio ruolo di “fondamentale” per i funamboli Alfano e Bersani. E’ un favore che faccio anche al Vaticano dei Bertone e dei Bagnasco nel mio ruolo di Andreotti tecnologico che twitta contro la malapolitica, l’unica che devo ringraziare per ciò che sono oggi. Tuono contro Vendola ma taccio su mio suocero e su suo cugino che è in galera a Imperia per i costi gonfiati della costruzione del porto. Mi indigno di Lusi ma predico pietà per Musy, benché io consideri Rutelli comune a me per “molti valori e idee“. Ecco, credo che anche per un sobrio “partito del buon senso” io ne abbia già sparate troppe. Non me ne voglia Musy. Riparo col benefit…

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Un Commento a “Benefit, Casini si confessa”

  1. […] Il blog di Daniele Martinelli Pubblicato: 31 marzo 2012 Autore: aggregatore Sezione: Politica e Attualità […]

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