M5S: è solo caciara di regime?

Repubblica Bologna sbatte in prima pagina la presunta “rottura” all’interno del M5S emiliano. Sullo sfondo ci sono le presunte prepotenze del comico che difende le regole del “non statuto” con l’intento di rivoluzionare il modo di intendere e dunque di fare politica.  Grillo dipinto come “leader” oggetto della contesa per i suoi presunti modi da capo assoluto del movimento, viene di nuovo equiparato ai leader di partito alla Bersani e alla Casini. Eppure la mia sensazione è che se la regola dell’uno vale uno, il Tavolazzi di turno escluso dal movimento potrà continuare a dare il proprio contributo nell’istituzione in cui è stato votato rendendo conto solo ai suoi elettori. Che a quel punto decideranno – ognuno per ciò che conta di ognuno – di giudicare il suo operato e dunque se rivotarlo oppure no. Con o senza il marchio del movimento, che rimane un baluardo di svolta nel modo di intendere e di fare politica.

Purtroppo, a quanto ho finora visto, sono proprio alcuni eletti che commettono sciocchezze. Come quella del consigliere Andrea Defranceschi che invitava nero su bianco la Regione Emilia Romagna a fare il possibile per salvaguardare il posto di lavoro dei giornalisti dell’edizione bolognese dell’Unità: giornale finanziato con fondi dell’editoria. Non si fa. Ecco perché al leader non rimane che la reazione immediata con l’espulsione dal movimento. Del resto il movimento è creazione sua, pur se perfettibile. Prendere se si hanno chiari presupposti o lasciare il movimento per proseguire anche da soli. Del resto se uno vale uno che paura si dovrebbe avere quando si portano avanti progetti e idee nelle istituzioni soggetti al solo giudizio del proprio bacino di elettori?

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Un Commento a “M5S: è solo caciara di regime?”

  1. […] Il blog di Daniele Martinelli Pubblicato: 27 marzo 2012 Autore: aggregatore Sezione: Politica e Attualità […]

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