Un terrone tra i polentoni

Non poteva che essere un teatro il luogo ideale della sceneggiata allestita a Bergamo dal segretario del partito dell’amore Angelino Alfano, specialista di lodi incostituzionali salva-delinquenti, nonché segretario secreto senza congresso. Proprio qui, nella terra dell’alleata Lega un agrigentino è venuto tra i militanti tutti “pòta, purtìm vià i terù dè ché!” per dire “ora nel Pdl solo merito e talento”. Non è dato a sapere se nel foyer del Donizetti ci fossero Nicole Minetti, Licia Ronzulli, Noemi Letizia o Sara Giudice accanto a Calderoli, Castelli e Maroni. Si sa solo che l’ex ministro salva-fondi di galera, collega di Nicola Cosentino e di una cricca tra imputati collusi con la mafia e condannati per reati finanziari e per tangenti, ha recitato la parte di quello che “abbiamo contrastato la criminalità organizzata” e varato per la crisi  “la manovra più equa possibile che impone sacrifici ai nostri figli per salvare l’Italia“. Mentre la P2 P3 e P4 dei Verdini, dei Dell’Utri e dei Matteoli  potrà continuare a lucrare impunemente dai cittadini tramite ill Pdl tutto appalti e pizzo, Alfano allestisce casting per polentoni allocchi da annoverare tra i “volontari che vogliano il bene dell’Italia per un nuovo inizio“. Biada per trainare l’idea del tesseramento  “low cost” al Pdl per soli 10 euro salvo “meriti” di sponsorizzazioni extra e possibilmente sottobanco (non annoverate dal palco bergamasco in quanto non avrebbe strappato risate a crepapelle tra i mangia-polenta benché si fosse a teatro). Per l’ex ministro dei piduisti nominato dal puttaniere di Arcore “non ci devono più essere nominati dall’alto” ma soltanto candidati dai militonti che se perdono “non devono cambiare casa“. O casino, tipo Barbareschi o Scilipoti vari. Del resto saldare un mutuo tra le malghe sui pendii orobici popolati di bovini e ovini per un Berlusconi tutto Bunga bunga al ritmo di tette di vacche, costa quanto un preliminare con Ruby. Mica si tratta di case sul Colosseo o di loft di Propaganda Fide.  Bergamo per Alfano è “all-inclusive“. Un piatto leghista in cui sputare cazzate pur di far credere che “erano così in tanti che il teatro vomitava umanità assetata di politica“. Se “il partito votato da Bolzano a Lampedusa” finsice in mano a uno come Alfano possiamo essere ottimisti per un’accelerata verso la fine di questa povera Italietta per come l’abbiamo conosciuta e vissuta.

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Un Commento a “Un terrone tra i polentoni”

  1. […] bastate 24 ore perché l’intervento “teatrale” del segretario del Pdl Angelino Alfano a Bergamo provocasse le prime reazioni “dal […]

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