Pisapia e De Magistris persone, non partiti

Dopo la debacle elettorale Berlusconi sbraita dalla Romania che sulla riforma fiscale decide lui, non Tremonti. Come se il ministro del tesoro avesse lì, pronti, i soldi dall’oggi al domani per ridurre la pressione fiscale. E’ una recita da clima di resa dei conti che riguarda il Pdl ma anche la Lega nord, perdente a Novara e in molte città  della Brianza col proprio candidato sindaco.
Le elezioni che hanno premiato Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli, segnano la “teorica” fine della partitocrazia aziendale rappresentata da Berlusconi e Bossi. Ne parla persino Gianantonio Stella sul Corriere ne “La caduta della perfetta padanopoli” riferito alla debacle della già  citata Novara.
Intanto a Berlusconi interessano i suoi affari. La riunione dei figli a palazzo Grazioli per il lodo Mondadori lo dimostra. Altro che problemi dei dipendenti di Fincantieri! Intanto non capisco con quale coraggio i giornali attribuiscano il successo al partito di Bersani. Il Pd non ha certamente vinto in questa tornata elettorale (tolte Torino e Bologna) e l’indecisione di Bersani se schierarsi a favore dei referenum, nasce dal dubbio che in caso di quorum raggiunto potrebbero rivelarsi fatali per la sopravvivenza dello stesso Pd. Intanto Pisapia a Milano promette meno consulenze e quote rosa importanti. A partire dal vicesindaco, che pare essere diventato il nuovo mantra dell’esibizione in rosa nelle giunte. Da Nord a Sud.

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