Fiom in piazza, ricchi in paradiso (fiscale)

L’esercito di lavoratori in corteo alla manifestazione della Fiom di Roma, é uno dei nodi al pettine presentati al potere politico attuale. La crisi economica globale é soltanto una delle cause che in Italia produce disoccupazione e poche prospettive. Non é tuttavia l’unica.
L’Italia ha il terzo debito pubblico più grande al mondo perché dall’era post craxiana, la classe dirigente berlusconiana non ha fatto niente per ridurlo. Anzi, al contrario, per ottenere voti ha distribuito stipendi a realtà  improduttive e ha agevolato l’impunità  ai ricchi. Industriali compresi.

I reati tributari che i magistrati contestano allo stesso Berlusconi che fa il presidente del consiglio, sono la punta dell’ice berg di una classe corrotta che lo stesso Berlusconi guida e rappresenta.
I lavoratori Fiom chiedono stipendi più alti e che i loro datori di lavoro non trasferiscano le loro aziende in Serbia o in Romania. Quegli imprenditori se ne vanno dall’Italia perché qui il costo del lavoro é insostenibile. Lavorare onestamente in Italia significa regalare tutti i guadagni allo Stato che fa pagare di più proprio a loro per colmare il vuoto di chi evade e delinque. In Serbia e in Romania la manodopera costa meno perché ci sono meno tasse da pagare per mantenere i Mastella, centinaia di province, consulenti, prefetti e lavoro nero.

La crisi economica per l’Italia é in parte lo specchio per le allodole. Se i tribunali fossero resi efficienti molti mastondontici evasori fiscali come Berlusconi sarebbero puniti e costretti a pagare ciò che hanno sottratto a tutti. Loro elettori compresi. Giustizia efficiente comporterebbe meno ladri, meno sprechi e più equità  sociale. I governi Berlusconi sono il cancro di un sistema popolato da un sottobosco di furbi che credono di farla sempre franca.

Maroni sa che il disagio sociale sta raggiungendo livelli d’allarme. Perciò si mette con le mani avanti prendendosela con inesistenti infiltrati che creeranno disordini alla manifestazione Fiom. Se disordini ci saranno é perché molti lavoratori sono davvero disperati. Quando in prospettiva rimane la disoccupazione e lo sfratto della propria casa, non si ha più niente da perdere. Per chi non ha niente da perdere ogni modo giustifica i mezzi per tentare di risalire la china. Di sopravvivere. Perché di ciò dobbiamo parlare qui in Italia.

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