Aiutato dal clan? Che male c’é!

Eugenio Minasso (Pdl), di spalle, festeggia con Michele Pellegrino (a sinistra) l’elezione a consigliere regionale ligure nel 2005

Bordighera é la località  più a sud della Liguria. Conurbata a Ventimiglia, é ambita meta turistica situata lungo l’ultima propaggine italiana attaccata alla Francia. La Costa Azzurra terra di rifugio per latitanti, e Montecarlo, sono a un tiro di schioppo da qui tanto che dal lungomare si vede benissimo. I carabinieri di Imperia hanno inviato una relazione al prefetto e al questore in cui chiedono una Commissione d’inchiesta per verificare eventuali rapporti tra assessori e consiglieri comunali di Bordighera con esponenti della ‘Ndrangheta, dopo gli 8 arresti eseguiti il 13 giugno su ordine della procura di Sanremo che indaga su esponenti della “camera di controllo” della ‘Ndrangheta nella vicina Ventimiglia, in affari che si intrecciano tra casinò, night e residenze per latitanti. In manette anche 3 fratelli della famiglia Pellegrino, tutti esponenti dell’omonimo clan calabrese, accusati di intimidazioni e ricatti ad almeno due assessori comunali di Bordighera. Uno di loro, Marco Sferrazza, ormai ex al Turismo dopo che il sindaco di Bordighera Giovanni Bosio ha messo le mani avanti azzerando l’intera giunta comunale, ha raccontato di aver ricevuto la visita a casa del pregiudicato Francesco Barilaro assieme a Giovanni Pellegrino per chiedergli conto della sua contrarietà  all’apertura di una sala di slot machine. “Da allora dormo con la pistola sotto al cuscino” avrebbe aggiunto.

A Bordighera negli ultimi mesi si sono moltiplicati incendi dolosi a locali pubblici, macchine e furgoni. Impossibile, per ora, ritenere se siano tutti riconducibili alla stessa matrice. A differenza di Ventimiglia, in cui gli incendi ai locali avvengono da anni, Bordighera, secondo un rapporto della commissione antimafia del 2003, é una zona cuscinetto di tranqullità  voluto per consentire gli scambi con i latitanti rifugiati in Costa Azzurra a differenza delle limitrofe Ospedaletti e Sanremo, dove la ‘Ndrangheta dà  segni di presenza già  da qualche anno. Il sindaco Bosio ha detto che “Piuttosto che rischiare uno scioglimento del Comune per mafia é meglio che il consiglio comunale vada a casa da solo, per dignità  e per il bene dei cittadini.” Lo hanno ascoltato 4 consiglieri della sua maggioranza del Pdl. Si sono dimessi negli ultimi giorni diversamente dal primo cittadino, che aggiunge: “Resto al mio posto per i miei concittadini: se il Prefetto deciderà  di mandare gli ispettori per verificare l’eventuale presenza di infiltrazioni mafiose, li aspetterò tranquillo. Vedranno che tutto é a posto: un Comune parla per carte, per delibere.

 Intanto, al vaglio dell’antimafia, ci sono anche alcune intercettazioni da cui trapelano voci di presunti episodi di voto di scambio. L’unica traccia certa di contatti tra esponenti del clan Pellegrino e il mondo della politica ligure riguarda l’ex aennino ora scajolano Eugenio Minasso, vice segretario ligure del Pdl e deputato in carica. Abita a Sanremo. Qualche giorno fa, in un’intervista rilasciata al Secolo XIX ha ammesso candidamente: “Il clan dei Pellegrino m’ha dato una mano nelle campagne elettorali, come molti altri, specie alle Regionali 2005, quando ho ottenuto un grosso successo.” La foto postata é inequivocabile e non proprio “a distanza siderale da certi ambienti” come aveva già  dichiarato in precedenza Minasso: Michele Pellegrino ed Eugenio Minasso si abbracciano per l’elezione di quest’ultimo. Che lo scorso febbraio ha incontrato a Genova l’ex ministro Scajola per definire la rosa dei candidati alle regionali liguri di marzo.

Che tipo di aiuti abbia avuto l’onorevole Minasso da un esponente di un clan della ‘Ndrangheta non é dato a sapere. L’ex ministro Lunardi, secondo il quale “con la mafia bisogna convivere” che a sua volta aveva candidamente chiesto “che male c’é avere avuto favori da Diego Anemone?” é finito indagato assieme al cardinale Sepe per corruzione nella maxi inchiesta sugli appalti del G8 condotta dalla procura di Perugia. Eugenio Minasso, invece, se ne sta allegramente in parlamento grazie all’aiuto del clan dei Pellegrino arrestati il 13 giugno scorso. Qualcuno, a parte l’indignazione del Pd ligure, riuscirà  a chiedergliene conto?

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3 Commenti a “Aiutato dal clan? Che male c’é!”

  1. trarco mavaglio ha detto:

    Complimenti Daniele:
    Al processo Mills, Bassolino, Dell’Utri alla prima udienza c’era solo un blogger, Daniele Martinelli, i giornali erano in silenzio ossequioso.
    L’informazione la fanno i cittadini.
    (Dal blog Di Beppe Grillo)

  2. PaulKersey ha detto:

    L’unico metodo con cui affrontare la Mafia é quello che usò il Prefetto MORI negli Anni ’20, in particolar modo a Gangi: il “pugno di ferro”.

  3. Riccardo Buizza ha detto:

    Complimenti per il tuo limpido lavoro

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