La querela, ultima intimidazione

Dal blog di Beppe Grillo apprendo che la mamma di Federico Aldrovandi é stata querelata dagli agenti condannati in primo grado per l’omicidio di suo figlio.
Anch’io sono stato querelato da tre assassini in divisa (secondo una sentenza di primo grado). Sono i carnefici di Riccardo Rasman, morto massacrato nel suo monolocale di Trieste. Mi hanno citato penalmente per come ho raccontato la vicenda nel servizio che avevo realizzato per il blog di Beppe ripostato oggi, nel giorno in cui ci fu la sentenza. La prima udienza del processo si terrà  al tribunale di Trieste il 17 giugno prossimo. Beppe, che ringrazio, mi ha dato supporto del suo avvocato.

Al 16 novembre, invece, é stata rinviata l’udienza al tribunale di Treviglio per la causa civile che mi ha intentato Riccardo De Corato, il vicesindaco di Milano che pretende 100 mila euro di risarcimento dal sottoscritto perché crede che gli restituiscano onorabilità . Non gli é andata giù che il sottoscritto abbia definito mafioso il suo silenzio dopo che per strada, a videocamera accesa, gli avevo chiesto i motivi delle sue mancate dimissioni assieme a tutta la giunta comunale di Milano, dopo che la Corte dei conti ha condannato la sindaca Moratti a risarcire la collettività  con quasi 300 mila euro perché ha assunto (col beneplacito di De Corato e tutta la maggioranza comunale) gente senza ne arte ne parte a mansioni di responsabilità  e pagate a peso d’oro con i soldi dei milanesi.

De Corato si era offeso perché avevo scritto che una giunta così, in un paese normale, non solo si sarebbe subito dimessa e si sarebbe sputtanata, ma sarebbe a chiedere l’elemosina ai semafori. E purtroppo, dopo questa causa, lo penso ancora di più. Altro che rettifica!
Qualunque risarcimento vincerà  (se vincerà ) auguro a Riccardo De Corato di spenderselo tutto in medicine. Non ci posso fare nulla se mi vergogno di essere italiano con amministratori pubblici come Riccardo De Corato, Letizia Moratti e co. La Costituzione in vigore mi consente libertà  di espressione e di critica. Anche se dopo questo post seguiranno altre cause fasciste.

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7 Commenti a “La querela, ultima intimidazione”

  1. giuliana ha detto:

    Il ricordo di Riccardo è più vivo che mai, quando lavorava la sua campagna e viveva per la sua famiglia , con tutta la sua malattia non ha mai detto parole offensive, voleva VIVERE in pace con tutti , essendo ospitale e generoso, sapeva che cera qualcuno che gli voleva fare del male, ma non ha reagito sperava che non sarebbe sucesso MAI , ma viveva nel terrore. Era un semplice ragazzo umano, siamo orgogliosi di nostro figlio, che non era uno che aveva il POTERE di studio per far del male a chi è considerato un cittadino nessuno.

  2. betoven ha detto:

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    Riccardo non é stato pestato senza motivo. Dato che il Giudice ha stabilito che i 4 agenti hanno sfondato la porta svolgendo il loro dovere il motivo ci deve essere ……la notte che sono venuti dai genitori a dire che Riccardo era MORTO hanno detto il loro motivo-aveva fatto SANGUE all’ orecchio di una ragazza perché aveva lanciato dei petardi in strada E LORO DEVONO AGIRE QUANDO Cé SANGUE – TUTTO QUESTO SI é RIVELATO INFONDATO . ALLORA QUAL’é IL MOTIVO????? Chi é di competenza avrebbe dovuto investigare ,svolgere un processo interrogando tutti gli interesatti dato che é stato anche depositato un biglietto di minaccia di morte con le perizie di seguito che rivela chi ha scritto quel biglietto e perché .Perché questa strada rimane da chiarire . non siamo d’accordo che questo stato non é in grado di fare nulla, hanno anche loro le leggi da rispettare’

     

     

  3. betoven ha detto:

    I due petardi. Sono stati veramente lanciati da Riccardo? Il marito della signora che ha chiamato la polizia, custode dello stabile, nel verbale lui stesso dice di averli raccolti e consegnati agli agenti. Ma negli atti non sono stati depositati.
    Alle ore 20I, secondo i verbali l botto del primo petardo e il fumo si é verificato davanti alle finestre del vicino che fanno angolo con le finestre di Riccardo, al quarto piano. Allora il petardo non é scoppiato sulla strada e non ha potuto ferire nessuno. Non é stato depositato negli atti nessun referto medico della figlia del custode.
    Secondo i verbali un’altra vicina di casa dice di aver sentito il primo botto, di essersi affacciata alla finestra e la figlia del custode era già  sul terrazzo del vicino che gridava come una pazza, e di aver visto la luce del secondo petardo scendere dall’alto verso il basso.
    La moglie del custode si trovava a casa sua, al nono piano, sopra l’appartamento di Riccardo; alle ore 20 e 9 minuti ha chiamato la polizia non menzionando il ferimento di sua figlia. Ci chiediamo: come faceva lei a sapere tutto quello che stava succedendo al quarto piano? –

  4. betoven ha detto:

    é TERRIBILE QUELLO CHE HANNO FATTO A RICCARDO come possono appellarsi dicendo che non c’ é ATTO DI FATTO??? ma dimenticavAMo loro possono tutto – ma la legge non é uguale per tutti ???-. Ci sono dei limiti da rispettare , e da spiegare .Perché hanno buttato giù la porta? per prima cosa.Ci sono tre motivi per poter sfondare la porta,ma Riccardo non rientrava in QUESTI . I VERI MOTIVI devono emergere .Perché é accaduto tutto questo ??,Perché hanno inventato il ferimento di un timpano?? Perché hanno tagliato gli alberi sottostanti subito dopo?? ll primo pettardo dalle testmonianze nei verbali risulterebbe essere scopiatto davanti alle finestre del vicino (che fanno angolo con quelle di Riccardo)CHI HA BUTTATO I 2 PETARDI??. Perché lo hanno legato come un salame???? Perché non hanno avuto nessuna pietà ????????? Hanno sempre parlato di 4 agenti invece erano in 6 agenti e 4 vigili del fuoco, in 10 persone che di solito intervengono per salvare le persone dal pericolo????? Hanno imbrattato la stanza di sangue?????? Continueremo a GRIDARE il dolore che avete provocato alla nostra famiglia.Non hanno fatto nessuna indagine ,qui non c’é nessun sbaglio il biglietto di minaccia di morte parla chiaro.

  5. betoven ha detto:

    Ci sono dei limiti da rispettare : Gli agenti intervenuti a casa di Riccardo non ci risulta essere nel corpo di Polizia Giudiziaria adetta ad intervenire verso le persone malate seguite dal centro salute mentale dove a ogni intervento e presente anche un medico.lA LORO SEDE é IN VIALE MIRAMARE. Questo corpo esegue centinaia di interventi all’anno ma come SI può dimostrare dalla documentazione, verso Riccardo non sono mai intervenuti,perché Riccardo non é mai stato pericoloso, ne hanno svolto un intervento forzato un TSO. Allora ci chiediamo perché dopo 5 minuti che erano saliti al 4 piano l’agente Miss decide di chiamare i pompieri per sfondare la porta’???? E chiede alla centrale di verificare se é seguito dal centro salute mentale di Domio se é LUI perché sul campanello c’é scritto RaZman.Non volevano sbagliare persona??????? Questi agenti non dovevano neanche salire, non era loro competenza!!!!!!.Ma chi erano quei 2 agenti presenti già  alle ore 20 e 10 che parlavano con il custode dello stabile sotto casa??? Questi agenti quando arrivarono i pompieri diedero a loro istruzioni dicendo che c’era un esaltato al 4 piano e che c’era da aprire la porta,cosi quando salirono i pompieri al 4 piano loro stessi dicono nei verbali CHE trovarono nel pianerottolo 4 agenti una donna e tre uomini.E spiegano che i poliziotti chiesero il loro aiuto per legare le caviglie di Riccardo. DOVE DOBBIAMO ANDARE PER AVERE UN PROCESSO A PORTE APERTE? RICCARDO ERA UNA PERSONA, ERA UN INVALIDO MILITARE RICONOSCIUTO DALLO STATO ITALIANO non era un semplice civile un Signor nessuno che non aveva passato.FAMIGLIA RASMAN

  6. betoven ha detto:

    Pensare che i vigili del fuoco abbiano messo mano e fare un’azione simile legare il povero Riccardo con il fil di ferro ci chiediamo MA DOVE VIVIAMO’????? PERCHé NON SONO STATI PURE QUESTI 4 VIGILI DEL FUOCO INDAGATI??????? DATO che loro stessi hanno detto di aver fatto questo ?? neppure loro hanno avuto pietà  né umanità  hanno visto cosa hanno fatto e detto i poliziotti ma non li hanno fermati con un pò di buon senso anzi quando gli hanno detto di andare via sono sciesi tranquilli come se niente era sucesso potevano chiamare il 118 in soccorso dato che la stanza era piena di sangue Riccardo era ferito.Alla fine della guerra legavano le persone con il fil di ferro e le gettavano nelle foibe abbiamo ricominciato ?????? Hanno legato Riccardo in quel modo perché vivesse o perché morisse come un animale al mattatoio???????? SONO MOLTO dispiaciuto e adolorato vedendo che per le nostre autorità  la mia famiglia é considerata gente da macero nella loro indifferenza massima nel loro processo abbreviato non ci hanno chiesto neanche come ci chiamiamo il loro pensiero é solo finire questa brutta storia ma sono stati loro a CAUSARLA e noi vogliamo sapere perché tanto ODIO chi c’é dietro a tutto questo ???? PADRE DI RICCARDO

  7. Noel ha detto:

    Come mai non riesco a cliccare il video?

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