Regionali, un voto vale una bestemmia

In Lombardia la fattucchiera Roberto Formigoni corre alla presidenza per il quarto mandato pur non potendo, visto che i mandati massimi consentiti dalla legge sono 2. E la recente legge che lo consentirebbe non é comunque retroattiva.
Intanto a Milano il carnevale ambrosiano é già  cominciato. Ieri ha sfilato il carro equestre di Casini dell’unione dei carcerati. Era in città  per lanciare la candidatura di Savino Pezzotta. Ma ha lanciato pure strali contro Comunione e Liberazione, la setta integralista per la quale simpatizzano pure quei 4 babbioni lombardi che votano Udc. Casini ha detto che vuole “una Lombardia più libera e meno cementificata nel potere tra CL e Lega“. Non a caso ieri é nevicato intensamente sul capoluogo lombardo.

Per quelle parole sono rimasti di stucco persino i rutelliani dell’Api! a Milano per elemosinare alleanze con l’Udc.
Casini contro CL dei Berluscloni é lo stesso che ha appoggiato il legittimo impedimento, ha firmato il patto per l’Italia e ha promosso il family day assieme al puttaniere.
Eppure anche Pezzotta non ha avuto barlumi di ragione. S’é lasciato intaccare dall’eccitazione del leader cuffariano contro la fattucchiera lombarda uscente: “In Lombardia la sanità  é un centro di potere dei partiti; vogliamo che torni a essere dei cittadini“.
Con queste premesse blasfeme l’Udc sferra le sue armi di carta. Nella Lombardia della compagnia delle opere e dell’opus dei. Ci vorranno miracoli.


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Un Commento a “Regionali, un voto vale una bestemmia”

  1. pepperin ha detto:

    Questo mi sa tanto di Capezzone. Boh! Io non mi fido più di questi radicali.

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