Regionali: Vendola sì sventola no… Anzi sì

carfagna

Siamo alla vigilia della definizione dei candidati alle elezioni regionali. Il popolo degli elettori é ormai assuefatto alla desertificazione dei programmi politici rimpiazzato dal toto-nomi. Il corruttore punta sulle sventole, purché non siano orecchie, per comizi presidenziali in minigonna e tette al vento nei gangli di potere locali. Unico obiettivo: spappagallare le direttive romane all’uditorio imbambolato sui décolleté.

Il puttaniere fa carte false pur di ottenere le regioni con governi allineati al modus nazionale, che agevolerà  gli affari dei cementificatori normalizzando assessori e governatori in conflitto di interessi, magari indagati, inquisiti o condannati che non si dimetteranno. Un po’ com’é già  nella tradizione nazionale dei Matteoli-Fitto-Cosentino-Dell’Utri imitate localmente da esempi bipartisan. A cominciare dai lombardi Abelli-Prosperini (che Marcello Veneziani reputa candidato bruciato in galera alla causa dei giustizialisti), passando per l’ex assessore pugliese Tedesco (cacciato da Vendola), oltre che per i calabresi Loiero e dei sardi Cappellacci. Per non parlare della bassoliniana tradizione di assecondare turpi avances di inquisiti come Lonardo e De Luca.

In questo quadro l’Udc é l’ago della bilancia dell’infiltrazione malavitosa nella politica italiana. Dopo la condanna in appello di Totò Cuffaro, re udicino siciliano che col suo 13% alle nazionali ha elevato il partito di Casini al 5% su scala italiana, nessun “libero pensatore” stile ostellino-panebianco-romano-franco ha posto sul piatto il tipo di peso che rappresenta questo fanta-partito del nulla nello scacchiere delle elezioni regionali: rifugio pecatorum di ex corrieri di tangenti stile Lorenzo Cesa premiato segretario.
Un Cuffaro favoreggiatore di mafiosi assai votato nella Trinacria ammorbata di costosissime cliniche e un esercito di dipendenti regionali, non può rappresentare l’interesse collettivo. Rappresenta semmai gli interessi privati di una classe improduttiva, inutile e addirittura dannosa alla causa di un paese civile bisognoso di allinearsi agli standard europei in tema di ricerca, laicità , sviluppo, trasparenza delle istituzioni e rispetto delle leggi comunitarie.

Eppure l’Udc sculetta come una tardona, calata nella parte della corteggiata in tutte le regioni. I pretendenti Pdl e Pd abboccano al giochino con ovvia scontatezza, e come in un volgare amplesso senza sentimento se la scambiano davanti e dietro. Sorretti da una stampa di regime alla ricerca della notiziola che non c’é, nell’indifferenza quasi totale per i movimenti emergenti che si pongono come alternativa al carrozzone della casta corrotta e un po’ vecchiotta.

In ballo c’é l’infornata di poltrone contesa dalla solita nomenklatura cieca e parassitaria. Purtroppo ancora scarna di giovani idealisti che concepiscono la politica come parentesi di un’esistenza terrena al servizio della collettività . A parte i candidati del Movimento 5 stelle e qualche dipietrista: movimenti troppo puri per approfittare dell’escamotage che la politica italiana offre. Un esempio? Se Beppe Grillo avesse confluito a sé due movimenti anziché uno solo, sarebbe bastato ottenere l’un per cento anziché il tre per eleggere un consigliere regionale. Almeno in Lombardia.

Insomma, un’analisi disincantata dei soliti liberi pensatori foraggiati dai contributi pubblici all’editoria, sfrutterebbe la campagna elettorale delle regionali per riproporre la questione morale in prima pagina. Altro che occhiolini con l’Udc complice dei Ruini e dei Bagnasco, che se potessero pregerebbero pure Maometto pur di allontanare dallo scranno di governatore del Lazio la radicale Emma Bonino. Partner storica di quel Marco Pannella che in una recente intervista al Corriere ha detto: “Se fossi eletto in questa democrazia, il primo provvedimento che prenderei sarebbe quello di dimettermi perché se il Paese mi eleggesse democraticamente vorrebbe dire che non ha più bisogno di me“.

Quanto a Nichi Vendola, la sua vittoria alle primarie della Puglia dimostra che gli elettori non guardano il partito. Guardano la persona. Il governatore pugliese che non poteva disconoscere il conflitto di interessi del suo ex assessore pugliese alla sanità  Tedesco, si é salvato in corner. Sfiduciandolo all’inizio dell’inchiesta sulle protesi, ha saputo riproporsi con politiche utili alla collettività  come quelle sull’acqua pubblica. Rilancianosi come figura di governatore uscente senza rivali in Puglia, nonostante il suo inopportuno attacco ai magistrati baresi per paura di finire indagato nella solita inchiesta delle protesi. Insomma, la vittoria di Vendola alle primarie della Puglia é l’ennesima botta – forse fatale – al Pd dalemiano.

Tra il ciarpame di certi candidati e candidate a queste elezioni regionali c’é un dato certo: l’influenza un pochino maggiore di Internet rispetto alle precedenti tornate, che dopo le europee e le politiche porterà  a qualche timida svolta anche nei nuovi governi regionali. Un umile dato? Mai come in queste settimane ho ricevuto tanti inviti a candidarmi. Via mail! E come la metterei col paio di querele da indagato per diffamazione che mi hanno intentato alcuni assassini e politici incompatibili citati nei miei servizi diffusi in rete? Per il resto dubbi sul partito da scegliere non ne avrei.


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8 Commenti a “Regionali: Vendola sì sventola no… Anzi sì”

  1. helena f. ha detto:

    E vai Ciancimino!
    Spero solo che tu abbia delle prove a dimostrazione di quello che dici, altrimenti… a te ti faranno a pezzi e per tutti noi, come al solito, non cambia mai nulla.

  2. POLDO ha detto:

    Per me alle regionali la maggioranza non esiste!
    Lega, PDL e dove sarà  presente in alleanza con UDC sarà  come invisibile, per me su quelle schede i loro merdosi simboli non esisteranno.
    Le stesse persone che si presenteranno sotto quei simboli sono per me delle luride merde.

    Quindi per me il problema é risolto all’origine, potrò scegliere tra altri ma state pur certi che per me la maggioranza alle regionali é come se non si presentasse.

    E’ più che sufficente il troiaio (in tutti i sensi) che stanno creando in Parlamento figuriamoci se li voglio nelle provincie.

    Non c’é giorno che passa che non maledica il momento in cui Berlusconi é arrivato in politica, questo distinto figlio di puttana sta distruggendo tutti i fondamenti dello Satto Italiano e costruendo un’Italia per ricchi.

    E mentre il ministro ZAIA si preoccupa delle regionali l’Italia viene obbligata a coltivare gli OGM.

    http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_30/sarcina-mais-ogm_a4d9a26e-0d6e-11df-829b-00144f02aabe.shtml

    Il Parlamento perde tempo con le stronzate giuridiche del lurido Presidente del (S)consiglio e sul fatto che lui non vuole essere processato perché ormai ne ha fatte e ne fa talmente tante che se poco mette piede in un tribunale ne ha per i prossimi 50 anni e lo processerebbero anche dentro la tomba. Le illegalità , gli abusi, le collusioni di Silvio Berlusconi ormai non si contano più, l’Al Capone made in Arcore é così invischiato nel sottobosco Italiano che ha smuovere ancora non esce altro che ulteriore letame.

    E mentre i sardi dell’ ALCOA manifestano per la perdita del posto di lavoro Silvio Berlusconi si é permesso di vendere l’usufrutto ad una consociata del gruppo della Marcegaglia per 40 milioni di Euro e per 40 anni del Polo Nautico della Maddalena preparato per il G8, un progetto stimato in 327 milioni di Euro con i soldi dei contribuenti e dei sardi.

    Veramente tanto di cappello, un governo con un concetto veramente personale e alternativo di democrazia, chissà  se Berlusconi avrebbe fatto lo stesso se il polo era di sua proprietà  invece che dello Stato. Eccolo il governo che non mette le mani nelle tasche degli italiani perché i soldi glieli ruba direttamente.

    La Marcegaglia ringrazia sentitamente perché con circa 1.600.000 Euro all’anno di affitto lei incasserà  decine di milioni di Euro in uno splendido Polo e Yacht Club.
    Bravo, bravo, Berlusconi per te il mio dito medio é sempre proteso.

    — NON VOTATATE POLVERINI ALLE REGIONALI LAZIO, NON SERVE UN ULTERIORE PASSACARTE DI BERLUSCONI. —

  3. L'Eternauta ha detto:

    no daniele tu non devi candidarti,devi continuare a fare il tuo mestiere di giornalista,di informare i cittadini come hai sempre fatto,che é quello di cui abbiamo bisogno,e ti riesce particolarmente bene,tanto che ti leggo ogni giorno.
    un abbraccio.

  4. luca ha detto:

    caro daniele,
    se ti candidassi in linguria sarei felice di votarti e di appoggiarti…
    Ma mi sa che potresticandidarti solo nella lista piemontese a fare lo sceriffo con le “stellette”!…
    cia’

    Luca

  5. Skytg24 ha detto:

    Quale partito sceglieresti?

  6. unoqualsiasi ha detto:

    Secondo me puoi candidarti benissimo. Essere indagato per reati di opinione non vale (anzi!). Quelli che non vanno solo i ladri, corrotti, truffatori, mafiosi e via schifando.
    Se hai un pò di tempo guardati questa ipotesi:
    http://www.puntodiraccolta.it/nc/default.asp

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