Mafia in tonaca, chiesa basista

La notizia della “scomunica ai mafiosi” pronunciata da monsignor Mariano Crocetta, segretario generale della Cei, non ha suscitato clamore. Se in una normale democrazia una raccomandazione pubblica di questo tipo rivolterebbe i morti, mentre  scontata dovrebbe essere la notizia per una religione che professa amore e carità , non lo é per il cristianesimo cattolico e la storia della Chiesa, rimasta per anni scandalosamente silenziosa sulla mafia. Soprattutto la chiesa operante in Sicilia. Anzi, la chiesa utilizza per fini politici e sensazionalistici questo argomento cavalcandolo di tanto in tanto. Lo fa da almeno vent’anni.

Passino le condizioni storiche dell’isola, passino le radici culturali dei siciliani, passino gli scontri del secondo dopoguerra di carattere politico-ideologico tra cattolici e comunisti. Tutto ciò non basta a giustificare la latitanza da parte di chi come il prete cattolico professa una fede. Se la chiesa avesse agito contro la mafia, senza esserne complice, non avrebbe confidato in uno squallido personaggio come Giulio Andreotti la sua missione squisitamente politica.

La Chiesa siciliana omertosa come quella romana ha tuttavia offerto persone straordinarie come il cardinale Salvatore Pappalardo e don Pino Puglisi. La morte di quest’ultimo per mano mafiosa ha indotto Giovanni Paolo II a recarsi in visita proprio in Sicilia. L’isola da cui provengono i miliardi nascosti e riciclati attraverso lo Ior, la ricchissima banca vaticana che ai correntisti mafiosi può dire soltanto grazie. E i mafiosi possono contraccambiare con una stretta di mano in segno di pace, omertà  e morte.

A proposito: in tempi in cui si dà  la caccia ai paradisi fiscali non ho ancora sentito un solo politico prendere posizione sul silenzio mafioso del paradiso Vaticano. Tanto sacro quanto da scomunica.





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5 Commenti a “Mafia in tonaca, chiesa basista”

  1. Massimiliano ha detto:

    In realtà  la notizia circa il silenzio della politica sul paradiso fiscale vaticano é imprecisa.
    L’on. Maurizio Turco, deputato radicale, ha sollevato il problema.

  2. eugenio ha detto:

    Ecco perché mi sono convertito al protestantesimo, oltre a praticare zen. Auspico una riforma zen, dove molte persone finalmente si sveglino e si dissocino da una istituzione come la chiesa cattolica che é dedita solo al potere, al denaro e che da dettami vecchi, inutili e dannosi (tali dettami in realtà  interessano a pochi). Come fanno le persone, mi domando, a fare ancora parte del cattolicesimo!?

  3. freeman ha detto:

    purtroppo la casta infame é serva del vaticano e chi vuole vivere in uno stato laico deve per forza andare in un altro paese…qui lo stato laico é solo un sogno… 🙁

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